Due dei grandi parchi di eolico offshore USA, “stoppati” dall’amministrazione Trump, tornano del tutto operativi. Il progetto Revolution Wind entra ufficialmente in funzione, mentre Vineyard Wind completa i lavori alle strutture. Un segnale importante per il settore delle rinnovabili americane, che punta a rafforzare la produzione di energia pulita nonostante le tensioni politiche.
I due progetti erano stati rallentati dall’amministrazione del presidente Trump, che lo scorso dicembre aveva imposto una pausa sulle concessioni per 5 nuovi impianti eolici offshore, sollevando dubbi legati alla sicurezza nazionale. Ora, dopo che una serie di vittorie legali ha di fatto neutralizzato il blocco, i primi impianti diventano operativi.

Revolution Wind: energia per migliaia di utenti
Il parco Revolution Wind, situato al largo del Rhode Island, rappresenta uno dei progetti più avanzati della costa orientale. Una volta a pieno regime, sarà in grado di alimentare oltre 350.000 case e aziende, con stime di risparmio fino a 500 milioni di dollari l’anno per i consumatori.
Il progetto è sviluppato dalla danese Ørsted insieme a Skyborn Renewables, e rifornirà energia pulita tra Rhode Island e Connecticut.
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Vineyard Wind completa le strutture
In parallelo, l’impianto di Vineyard Wind 1 nel Massachusetts ha completato l’installazione dell’ultima pala eolica, chiudendo la fase di realizzazione dei lavori strutturali.
Il progetto, già parzialmente operativo, era stato “bloccato” quando aveva raggiunto circa il 95% del suo completamento. A gennaio, una decisione giudiziaria ha poi permesso la ripresa dei lavori.
Vineyard Wind 1 è composto da 62 turbine eoliche a base fissa, con una potenza nominale complessiva di 804 MW. Al picco di produzione, questo impianto fornirà un’energia equivalente a quella necessaria per alimentare 400.000 abitazioni.

Dopo lo stop “politico” si riparte
La pausa imposta da Trump aveva coinvolto cinque progetti offshore lungo la East Coast, motivata dal paventato rischio di possibili interferenze con i sistemi radar nazionali.
Oltre a Revolution Wind e Vineyard Wind, erano stati fermati anche gli impianti di Sunrise Wind, Empire Wind e Coastal Virginia Offshore Wind. Quest’ultimo potrebbe iniziare a produrre energia già nelle prossime settimane.
Il settore eolico statunitense – in forte crescita – aveva pianificato l’installazione di circa 5,8 GW di nuova capacità offshore tra il 2025 e il 2029. Ora l’obiettivo è nuovamente raggiungibile dopo lo sblocco di questi grandi cantieri.
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