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Eni si ripulisce con Plenitude: tutta green e pronta per la Borsa

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Stefano Goberti, niminato Ad di Plenitude

Eni fa il verso a Enel, con la sua Enel X, e crea Plenitude, una nuova società dedicata a energia pulita e mobilità elettrica. In Plenitude confluiranno le attività retail e delle rinnovabili del Cane a sei Zampe. Il passo successivo sarà la quotazione in Borsa.

«La quotazione della nostra società R&R è una pietra miliare per lo sviluppo della nostra società», ha commentato l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, dando la notizia nell’ambito del Capital markets day della società, a Piazza Affari.

L’operazione di collocamento sul mercato (Ipo) sarà lanciata entro l’anno prossimo, condizioni di Borsa permettendo.

Eni, ecco i dettagli della nuova società Plenitude

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La nuova società metterà insieme un una “proposta unica, produzione da rinnovabili, soluzioni energetiche per i clienti e una rete di impianti di ricarica per i veicoli elettrici». Eni ha recentemente acquisito Be Power che con le oltre 2 mila stazioni di ricarica già attive del network Be Charge, e altrettante in corso di installazione, è il secondo operatore italiano dopo Enel X. E’ ovvio immaginare che anche gli asset di Be Charge siano parte dell’Offerta. Il portafoglio di Plenitude, dice Eni è «consistente e diversificato; un profilo finanziario solido grazie a disponibilità di cassa generata dal retail e da una strategia di energy management che beneficerà delle coperture intrinseche del portafoglio integrato, di produzione a vendita di energia rinnovabile che permetterà di catturare la volatilità del mercato».

Plenitude, debutto il 1° gennaio e in Borsa entro l’anno

Plenitude partirà ufficialmente il primo gennaio 2022, avrà debito netto vicino a zero e potrà contare su un programma di investimento da circa 1,8 miliardi di euro l’anno, auto-finanziati grazie alla cassa generata dall’attività operativa e all’emissione di nuovo debito. Gli investimenti saranno destinati alle attività rinnovabili per una quota intorno all’80% (5,9 miliardi di euro complessivi).

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Claudio Descalzi Foto Roberto Monaldo / LaPresse

Claudio DescalziAmministratore Delegato di Eni, ha aggiunto che Plenitude «è il primo passo nella creazione di un soggetto industriale e finanziario volto a ridurre le emissioni di CO2 Scope 3, e si inquadra nel nostro più ampio impegno volto a creare valore attraverso la transizione energetica.  Lo sviluppo e la rapida implementazione da parte di Eni di tecnologie proprietarie ha creato un vantaggio competitivo nel nostro settore».  Questa società _ ha concluso  _ attirerà nuovo capitale, libererà valore e accelererà la transizione energetica. Eni manterrà una quota di maggioranza in Plenitude e supporterà il nuovo veicolo con tecnologie proprietarie, competenze ingegneristiche e di project management. Tramite l’IPO, puntiamo a liberare più risorse per offrire maggiori ritorni ai nostri azionisti e disporre di capitale aggiuntivo per la transizione energetica”.

Dieci milioni di clienti per cominciare

Stefano Goberti, Amministratore Delegato di Plenitude, ha dichiarato che Plenitude sarà il «migliore alleato delle persone nell’affrontare la transizione energetica. La nostra offerta fa leva su alcuni elementi strategici fondamentali. Asset con presenza globale e tecnologicamente avanzati, 10 milioni di clienti e numerosi progetti di energia rinnovabile».

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2 COMMENTI

  1. puntiamo a liberare più risorse per offrire maggiori ritorni ai nostri azionisti.
    Basta che questo, come sempre, non rimanga l’unico obiettivo.

  2. E intanto continuano a bruciare Petoleum Coke nelle raffinerie italiane seminando malattie e morte nelle popolazioni che ci abitano attorno.

    Sepolcri imbiancati…mi fanno schifo.

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