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Eni gas e luce lancia e-Start. E per Eni inzia il lungo addio al petrolio

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Alberto Chiarini, Ad di Eni gas e luce

Parte ufficialmente oggi il progetto e-Start di Eni gas e luce. E’ il debutto dell’azienda nella e-mobility. La controllata del gruppo Eni si occuperà di fornire infrastrutture di ricarica private, domiciliari, condominiali o pubbliche ad utenti privati come alberghi, supermercati, ristoranti, aziende. Per le stazioni di servizio del Cane a sei zampe un accordo con la rete paneuropea Ionity prevede invece l’installazione di punti di ricarica “ultra fast”. Sono stati selezionati 10 punti vendita nei quali i lavori di installazione sono già partiti o in procinto di partire. Ciascuna stazione Eni-Ionity sarà dotata di più colonnine di ricarica (fino a 6) in grado di ricaricare in Dc fino a 350kW.   Per le stazioni di servizio collocate in aree urbane si parla invece di colonnine per la ricarica accelerata, fino a 50 kW.

Chiarini. “Noi la transizione tra passato e futuro”

Il progetto è stato tenuto a battesimo dall’amministratore delegato di Eni gas e luce Alberto Chiarini a Vicenza, all’inaugurazione della manifestazione nazionale CiTeMos, promossa da Confartigianato in accordo con le istituzioni locali.

Riprendendo una suggestione di Leonardo Buzzavo del Dipartimento di Management dell’Università Cà Foscari di Venezia  che l’aveva preceduto, il top manager del gruppo Eni  ha detto che la mobilità elettrica è un futuro certo e scontato. Ma «il passato e il futuro non possono essere due dimensioni distinte e in conflitto tra loro. La transizione verso una mobilità totalmente sostenibile sarà graduale e Eni gas e luce rappresenta il collegamento naturale tra le due dimensioni. Può infatti contare sulla sua consolidata  leadership nel settore del gas per autotrazione, che oggi è la modalità meno inquinante fra quelle derivanti dagli idrocarburi. L’impegno nell’elettrico è il passo successivo. Che inizia da oggi».

“Sono arrivati i tempi dell’elettrico”

Alberto Chiarini, Ad di Eni gas e luce

E se oggi si muove  anche il colosso energetico del Cane a sei zampe, vuol proprio dire che i tempi sono maturi. «L’unica incognita _ ha aggiunto Chiarini _ riguarda i tempi nei quali la nuova cultura dell’elettrico diventerà cultura di massa. Ma di certo un gruppo come Eni non può stare alla finestra, aspettando che si chiarisca se debba essere l’infrastruttura di ricarica ad innescare  la diffusione dei veicoli elettrici, o sia la diffusione dei veicoli elettrici a stimolare lo sviluppo dell’infrastruttura».

L’offerta commerciale di Eni gas e luce sarà un’offerta a 360 gradi. Comprenderà consulenza, vendita, installazione e assistenza, abbinate al contratto di fornitura dell’elettricità.

Due soluzioni per la ricarica privata

Per la ricarica domestica e condominiale le proposte sono due. La Wall Box Light da 999 euro in corrente alternata alla potenza di 3,7 kW, con l’optional del dispositivo intelligente BeON che modula la ricarica.

La Box Plus da 1.699 euro per la ricarica veloce da 22 kW, depotenziabile a 7,4 kW, che garantisce una ricarica plug & play o tramite pin code, modulatore di ricarica Load Guard per evitare i sovraccarichi, e il dispositivo Etrel Inch Home che può dialogare con i dispositivi smart della casa, impianto fotovoltaico compreso, ottimizzando i consumi.

E l’Hub per le aziende

colonnina Eni
La colonnina Eni esposta a That’ Mobility

La colonnina e-Start Hub si rivolge invece alle imprese che vogliano alimentare le flotte, offrire un servizio ai clienti e ai dipendenti. Può essere progettata e installata in diverse configurazioni e personalizzata. Eni gas e luce si occupa di tutto, dalla scelta delle modalità più adatte alle esigenze dei clienti, all’assistenza  e all’offerta di energia. La fornitura può essere integrata con altri dispositivi e servizi di efficientamento energetico. Le offerte possono essere consultate sul sito di Eni gas e luce, oppure presso i Flagship Store che l’azienda sta implementando in diverse città d’Italia (in Veneto ne saranno aperti tre a breve, a Treviso, Padova e Vicenza).

“Noi da sempre nel mondo della mobilità”

Qual è il valore aggiunto di Eni gas e luce rispetto alle altre multiutility italiane? «Crediamo di poter offrire una gamma completa di servizi _ risponde Chiarini _  grazie alla profonda conoscenza della mobilità in tutti i suoi aspetti, all’esperienza maturata in decenni di attività in questo settore e agli  stretti rapporti con tutti i protagonisti del mondo automotive»

14 COMMENTI

    • Le consiglio, Luigi, di consultare il nostro sito: troverà decine di articoli che le spiegano come, dove e quando le batterie usate vengono riutilizzate, riciclate e smaltite.

        • A parte l’elenganza della risposta, sulla quale mi astengo, le consiglio di farsi un giro su internet, e poi magari anche uno in Africa, non avrá difficoltà a capire dove. Comunque io l’auto elettrica ce l’ho, ma devo dire che le perplessità sono tante.
          Addio

          • La differenza fra lei e noi è che lei fa “giri su Internet”, noi visitiamo le aziende, i siti di recupero e smaltimento, i centri universitari dove si studiano nuove tecnologie. Piuttosto ci dica quali sono le sue perplessità sull’auto elettrica, quanto meno quelle che può verificare di persona anziché nel regno internettiano della fake news

  1. Tante perplessità:
    costo delle ricariche, in azienda o casa, pago circa 0,22kw nelle colonnine 0,50 Eur, il che rende elettrico svantaggioso rispetto ad un diesel nuova generazione
    Le colonnine di ricarica hanno spesso piazzole singole ma 2 prese, le colonnine di ricarica si trovano spesso occupate e un intervento dei vigili non è prioritario in quel senso.
    Le colonnine di ricarica spesso sono in fault, (ho chiamato decine di volte EnelX)
    Si privilegia nelle ibride plugin ed elettriche il lato emotivo sviluppando potenza e non si pensa ad ottimizzare col focus dei consumi.
    Le autonomie sono drammaticamente differenti tra estate e inverno.
    Una auto plugin consuma di più(=inquinamento) rispetto ad una di eguale dimensione a benzina al di fuori del limitatissimo ambito cittadino e in presenza di batterie precaricate.
    Potrei continuare ma credo si capisca.
    A mio avviso il costo è lasciato al cittadino, la volontà politica della svolta ancora non c’è, in attesa, probabilmente di qualche assestamento geo economico tecnologico.
    Sullo smaltimento non ho dubbi che le aziende come quella di cui si parlava nell’articolo rispettino tutte le normative, ma sono certo che essendoci in ballo metalli di costosa estrazione e costosa separazione la filiera subisca e subirá “manomissioni” per così dire. Ho citato l Africa perché fu sgominata una banda anche in Italia poco tempo fa che attraverso un illegale dirottamento nella filiera si procurava piombo da rivendere smaltendo non in sicurezza attraverso contatti nelle discariche di componenti elettrici ed elettronici in Africa. Se ne abbiamo sgominata almeno una in Italia figuriamoci cosa succederà nei tanti paesi popolosissimi dove ancora non c’è una grande sensibilizzazione in questo senso. I prodotti vengono inviati là perché i costi economici ed umani della separazione sono trascurabili e non esistono norme per la messa in sicurezza del rimanente. So che il cielo Africano non è il mio ma non vorrei essere così avido e poco lungimirante da non interessarmene. Non sto parlando di fantasie basta vedere le immagini della discarica di Agbogbloshie. Mi scuso se non avendo tantissimo tempo avevo emesso un primo commento troppo sintetico, ora spero di avere chiarito la mia posizione, che è assolutamente favorevole al trasporto “elettrico”.
    Aggiungo solo che: sono proprio nel settore, certo non come “voi”, nel senso dell’autorevolezza, ma credo di non essere del tutto fuori strada.
    La ringrazio anticipatamente per la pazienza.

    Luca Tartari

    • Grazie Luca. Le sue sono osservazioni tutte pertinenti e condivisibili. Ma credo che ogni tecnologia agli albori debba trovare un assestamento e nessuno dei problemi che lei giustamente cita è insuperabile.

  2. SPERIAMO BREVE ADDIO, per il bene del pianeta terra e la salute degli esseri umani. Ricordiamoci che il petrolio e la stragrande maggioranza dei suoi derivati sono mutageni e responsabili di una grande fetta dei mali che affliggono il genere umano (TUMORI, STERILITA’, MALFORMAZIONI NEONATALI ECC.). Prima il PETROLIO CREPA meglio è per tutti.

  3. Io a casa lo pago 0,11 + IVA (non aggiunga i costi fissi in bolletta……non avrebbe senso in quanto li paghi comunque), qualche mese fa ho noleggiato una model 3 per 3 giorni è posso giurare che da casa mia (dove ho staccato la carica) al noleggiatore ho fatto 35km (con la stessa andatura delle altre vetture) di cui 25 di statale a 70-80-90 ecc e 10 di autostrada tra i 130 e i 135 e l’indicatore mi ha segnato 134wh/km consumando in totale di 4,69 kw che al prezzo di eur 0,11 + iva fa esattamente 0,629 eur.
    Ma dove lo troviamo un diesel che ottiene questi risultati!?!?
    Ho avuto 4 auto a metano (attualmente ho Passat e Panda) e posso tranquillamente affermare che l’elettrico con la ricarica fatta a casa costa la metà (ma anche meno) di un’auto a metano.
    E mi permetto (avendo avuto in precedenza auto a benzina e diesel) di dire che viaggiare a metano costa la metà rispetto al gasolio e un terzo rispetto al benzina…………e che l’elettrico costa la metà del metano (ma forse anche meno).

    Per quanto riguarda le colonnine io l’ho caricata con l’app (per le ricariche occasionali) presso enel x a 0,45 eur al kw iva compresa.

    E aggiungo: le batterie perlomeno sono (salvo furfanti) riciclabili, il petrolio che tutti difendono con il passare del tempo è diventato sempre di minor qualità creando sempre più scarti di raffinazione (sta porcheria che si chiama bunker è una gelatina che deve essere scaldata per farla muovere nei tubi ed è ipercancerogena e sta diventando talmente tanta che da inizio anni 2000 è stata fatta rientrare tra le energie rinnovabili ed assimilate e fatta bruciare dalle raffinerie (e non solo in quanto è utilizzabile da tutte le aziende che hanno una caldaia sopra un certo numero di kw) che spargono tumori ecc nel raggio di 25km con la benedizione dei politici che non vogliono perdere le royalties sulla raffinazione.

    Buona serata.
    A presto.

    • Nel suo esatto calcolo, caro Nicola, aggiunga anche la possibilità, almeno in parte, di autoprodursi la corrente elettrica con il fotovoltaico e/o l’eolico. Il calcolo migliorerà ulteriormente.
      Se poi vogliamo dire che Tesla, per model S ed X, dà nei suoi Supercharger la corrente gratuita per tutta la vita dell’auto…………..

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