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Eni compra Be Power e sfida Enel nelle rinnovabili

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Colonnina Fast di Be Charge nel comune di Grosseto

Derby tra i colossi italiani dell’energia con Eni che compra Be Power. Sfida così Enel nelle rinnovabili e nelle infrastrutture di ricarica per auto elettriche. Un terremoto nel settore green in Italia e in Europa.

Be Charge, il gioiello di Be Power

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Alberto Chiarini, Ad di Eni gas e luce

Rilevando il 100% del capitale di Be Power, il cane a sei zampe incamera 9 GW di generazione elettrica da fonti rinnovabili e Be Charge, la sconda rete di ricarica per auto elettriche in Italia con circa 5.000 colonnine installate o in corso di installazione. L’acquisizione è avvenuta attraverso la controllata Eni gas e luce che si candida così a diventare un protagonista europeo della transizione energetica. Già da febbraio la controlata di Eni aveva un accordo di co-branding delle colonnine di ricarica Be Charge.

Eni, con Be Power 9 GW di rinnovabili

Be Power,  nata a Milano nel 2010 ad opera di un gruppo di managere e ingegneri dell’energia, aveva sviluppato importanti attività internazionali nella produzione di energia da fonti rinnovabili. Nel 2017 si era costituita come gruppo con le controllate Be Charge (ricarica per auto elettriche) e 4energia (trading elettrico) e aveva trasferito la sede a Londra. Nel maggio del 2019 i fondatori hanno ceduto il controllo prima al fondo inglese Zouk Capital e, successivamente, la quota residua al fondo Aretex Capital. Sono questi i due azionisti che ieri hanno ceduto le loro quote ad Eni.

L’operazione viene definita dal gruppo petrolifero «un ulteriore passo avanti nella strategia di Eni per la transizione energetica e nell’impegno della società a raggiungere la totale decarbonizzazione di prodotti e processi entro il 2050».

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Claudio Descalzi, ad di Eni

Anche Eni scopre l’auto elettrica

Finalmente anche Eni prende atto del «costante incremento del numero di veicoli elettrici in circolazione in Italia e in Europa» e cerca di entrare nel business da primattore. Con Be Charge, scrive, Eni gas e luce vuole «diventare un primario operatore della ricarica di veicoli elettrici su suolo pubblico, su suolo privato ad accesso pubblico e nelle stazioni di servizio Eni, in Italia e all’estero».

Spiega Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni: «Con l’acquisizione di Be Power, Eni si posiziona tra le società leader in un mercato al centro della strategia di transizione energetica. Le  infrastrutture e i servizi di ricarica di veicoli elettrici valorizzano ulteriormente il portafoglio di attività di Eni gas e luce, che serve 10 milioni di clienti in 6 paesi europei e può contare su una capacità rinnovabile complessiva, tra installata, in costruzione e in prospettiva di sviluppo su aree indentificate, pari a 9 GW».

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9 COMMENTI

  1. Poteva entrare a tempo debito sul mercato, e invece si passa il secondo player italiano che ha visto un incremento del numero di installazioni vertiginoso rispetto ad esempio ad Enel – sempre in proporzione – ed alle sue colonnine non attive e/o con display bruciati dal sole.
    Se la nuova BeCharge a capitale Eni rallenta le installazioni, alza i prezzi, ecc c’è da incazzarsi veramente.

    Un po’ mi spiace, speravo che si potesse evitare di arrivare ai soliti oligopoli/duopoli, ma a livello nazionale ora si andrà in questa direzione.

    • Provi a vederla in altro modo: un duello fra due pesi massimi è sempre uno spettacolo. Se un peso massimo si batte con un welter, beh, l’esito è scontato.

  2. Eni può fare quello che vuole: spingere sulla ricarica di auto elettriche o affossare.
    Poco cambierà visto che si tratta di circa 4000 colonnine attive dato che la sola EnelX ne conta circa 19 volte tanto (78’000 circa) .

    • Enel X in Italia ha attualmente 23 mila punti di ricarica. Be Charge viaggia verso i 5.000 e in più Eni può contare su quasi 6 mila distributori di carburante, dove installare nuovi impianti è molto più semplice

  3. Bene, visto il comportamento negli anni passati di Eni, visto il comportamento di Cingolani (angelo custode di Eni),

    eviterò tassativamente di caricare presso Be Charge.

  4. Speriamo che quest’acquisto di eni sia d’aiuto per aumentare notevolmente lo sviluppo della rete di ricarica soprattutto in ogni area di servizio in tutto il paese quanto prima. Staremo a vedere e speriamo che non sia il contrario anche perchè parliamo di un’azienda con core business nel petrolio…

  5. Credo l’abbiano acquistata per maquillage. Spero tanto non la affossino, sono capaci di tutto. La affermazione “Eni si posiziona tra le società leader in un mercato al centro della strategia di transizione energetica”, mi dà l’idea di un macellaio che si professa vegano.

    • Esatto!!!!

      Comperano per poi affossare.

      Texaco anni fa acquistò il pezzo di azienda che produceva (se non ricordo male) le RAV 4 elettriche e poi lo chiuse demolendo tutto.

      • Nic, Gio, non siate “complottisti”. È improbabile che sia una operazione come quella descritta da voi. Io sono fiducioso: non solo, Eni ha i soldi per fare bene, vediamo che modello di business si inventeranno.

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