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Eni: auto elettriche ottima idea, ma…

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Da qualche tempo nelle pubblicità dell’Eni compare un estratto maliziosetto di un articolo scritto da un chimico industriale, Luca Longo. Il titolo, “Auto elettriche, ottima idea ma…”, fa presagire difetti che a ben guardare si riducono a ben poco.

Un estratto capziosetto

Onestamente ho trovato la cosa un po’ deludente: il testo è tratto da Eniday, un ottimo portale per chi intende informarsi in modo serio sul tema dell’energia. E da cui ci si aspetterebbe un atteggiamento meno tendenzioso. A meno che anche il Cane a sei zampe voglia iscriversi alla corporazione che avversa ogni alternativa al petrolio, dimenticando che per lungo tempo l’elettrico sarà una delle tante opzioni, da usare con intelligenza soprattutto nei grandi centri urbani super-inquinati. Da un ente di Stato come l’Eni, dotato di grandi mezzi, ci aspetteremmo piuttosto un aiuto (anche informativo) ad affrontare questa lunga transizione verso un mondo che si muova solo usando energie rinnovabili. Tanto più che l’Eni è fortemente impegnata nel metano, che tra i fossili è sicuramente il carburante più sostenibile, ed ha anche iniziato a investire essa stessa, correttamente, nelle rinnovabili.

Vediamoli questi difetti

Nell’articolo Longo elenca in modo ineccepibile il bello dell’auto elettrica: costi, elettricità contro fossili, ambiente, sicurezza, manutenzione, performances, ricarica fai da te, permessi di circolazione, popolarità. Poi però passa al brutto ed elenca una serie di difetti che, a nostro parere, sono in fase di superamento. Per trasparenza abbiamo riprodotto in chiaro il testo originale dell’autore. Facendo seguire a ogni voce in corsivo il nostro parere.

La Renault Zoe, oltre i 200 km di autonomia

Autonomia – La maggior parte delle auto elettriche oggi in circolazione ha una autonomia massima di un paio di centinaia di chilometri. Quando si programma un percorso, bisogna essere certi di tornare a casa o di trovare una stazione di ricarica prima di rimanere a piedi. Se la batteria si scarica lungo il tragitto non si può indossare il giubbetto ad alta visibilità e raggiungere a piedi il più vicino distributore… è roba antica! NOSTRO PARERE. Con gli ultimi modelli (anche di Renault Zoe di Nissan Leaf, senza citare macchine più costose) l’autonomia è superiore ai 200 chilometri. E  la capacità delle batterie aumenta anno dopo anno. Peraltro chi usa l’auto per i tragitti cittadini casa- lavoro ecc. anche con autonomia più ridotta se la cava bene. E  la sera, a casa, ricarica.

Rifornimento – La rete delle stazioni di ricarica per le auto elettriche è all’inizio dello sviluppo: i punti di ricarica sono limitati. La scarsa autonomia combinata con la rarità dei punti di ricarica significa niente più viaggi improvvisati e preventivare anche eventuali imprevisti: traffico, deviazioni, navigatore GPS impazzito (quante volte mi è capitato!).

Una wallbox Enel, per la ricarica

NOSTRO PARERE. Questo è un tema che l’Eni conosce dai tempi in cui ancora possedeva la Snam, con il problema di far arrivare il metano per autotrazione dappertutto. Non è stato un successo. Forse fare arrivare energia elettrica è un po’ più semplice e l’Enel, che ha lo stesso azionista dell’Eni, sta provvedendo, assieme a molti altri.

Durata della ricarica – Tiriamo un sospiro di sollievo, arrivati a una stazione di ricarica. Ora aspetti che il tuo Veicolo sia carico. Se prima eri abituato a fermarti al distributore per un paio di minuti, oggi la batteria ha bisogno di 4-6 ore per essere al 100%, tanto vale fare un pisolino o passeggiare nei dintorni (sperando ci sia qualche negozio aperto). NOSTRO PARERE. A parte che la cosa più saggia è ricaricare a casa o in ufficio, mentre si fa altro (per esempio dormire, a casa), tutti sanno che sono in arrivo le ricariche super-fast, che ridurranno i tempi di attesa a pochi minuti. 

Il silenzio può essere uno svantaggio – Un VE può essere così silenzioso da non essere udito dai pedoni distratti o dagli altri veicoli. Questo può aumentare il rischio di essere coinvolti in incidenti gravi. In alcuni Stati è stato reso obbligatorio che i veicoli elettrici emettano suoni di almeno un tot di decibel. Il vantaggio è che puoi scegliere la colonna sonora preferita per il tuo viaggio, fra un repertorio di temi musicali (incluso il rumore del motore di un’auto. Geniale!), mentre lo svantaggio è che… addio tranquillità. NOSTRO PARERE. Credevamo che il frastuono delle auto nelle città fosse un problema. Noi amiamo il silenzio e ci abitueremo presto a strade senza rumori e cattivi odori.

Capacità di trasporto – Per allungare le limitate autonomie, le automobili elettriche vengono progettate dai costruttori in modo da essere leggere e piccole. Questi requisiti – dovendo portarsi dietro un pacco batterie che pesa decine o centinaia di chilogrammi – vanno a penalizzare sia il numero degli occupanti che la quantità di bagagli trasportati. NOSTRO PARERE. E’ vero il contrario: nelle auto elettriche c’è più spazio, perché la parte più ingombrante del motore, il pacco-batterie, è alloggiata sotto i nostri piedi.

Risorse elettriche – Se l’automobilista vive in una zona dove la rete elettrica è già congestionata e capitano dei  blackout con una certa frequenza, l’aumento dei consumi elettrici prodotto da numerosi Veicoli Elettrici  potrebbe portare l’intera rete al collasso. NOSTRO PARERE. Proprio l’Enel sta dimostrando il contrario: con il sistema ‘vehicle to grid’, le auto elettriche possono fungere da stabilizzatori della rete. 

Le batterie, alloggiate sotto i piedi dei passeggeri

Durata della batteria – Oggi la maggior parte delle batterie per VE è basata sulla tecnologia degli ioni di litio. Ma le prime automobili costruite attorno a enormi batterie al Piombo/Acido Solforico o al Nichel/Metallo Idruro sono andate in soffitta presto. Ma anche la tecnologia attuale presenta numerosi problemi: peso eccessivo, bassa densità di carica, uso di metalli rari e molto inquinanti e altri. Per ora basti dire che due dei problemi principali sono il costo e la durata limitata. Esattamente come per i moderni smartphone – la cui batteria è più piccola ma basata sulla stessa tecnologia – dopo 100 cicli di ricarica già si avverte la perdita di autonomia. Generalmente, dopo un migliaio di cicli di carica e scarica si deve sostituire tutto il pacco batterie. Il costo è notevole. E non dimentichiamo che dopo ci troviamo a dover smaltire un pacco batterie grosso e pesante come un vitello. Ah, dimenticavo, e prima di acquistarla abbiamo dato un bel contributo all’inquinamento ambientale. Costa molta energia estrarre e trasformare gli elementi necessari alle reazioni elettrochimiche ma anche realizzare le celle e quindi assemblarle in intere batterie. NOSTRO PARERE. Esiste una pubblicistica consolidata, a livello universitario, che dimostra che nell’intero ciclo di vita l’elettrica è più virtuosa delle auto a motore termico.Si può consultare  questo rapporto 

Costi di rifornimento – Nella prima parte abbiamo confrontato i costi per percorrere 100 km con un diffuso modello di auto a benzina oppure con un’auto elettrica. Dobbiamo anche considerare che lo stesso modello – ma alimentato a metano – ci permette di fare circa 300 km con un pieno di 12 kg di metano al prezzo di circa 12 €. Siamo a 8,7 € /100 km per l’auto a benzina, 4,5 € per l’elettrica e 4,0 € per l’auto a metano. Che, oltretutto, non è altro che un’auto a benzina con alcune modifiche al motore e un paio di bombole nascoste sotto l’abitacolo. È ovviamente altrettanto sicura. Infine, l’autonomia a metano, circa 300 km, si aggiunge ai circa 400 km assicurati dal serbatoio standard a benzina. NOSTRO PARERE. Anche prendendo per buoni questi dati, ricordiamo che l’elettrico viaggia a inquinamento zero, il metano no. E la capacità delle batterie migliora costantemente, abbattendo il rapporto kWh/km percorsi.

Costi di acquisto – Le auto elettriche ora sono molto più costose delle auto tradizionali. Questo sia a causa della tecnologia più sofisticata, sia per la loro diffusione è ancora limitata.Durata e costi, poi, sono due punti sono talmente critici da richiedere una riflessione dedicata.Ma ne parleremo, ed affronteremo anche un terzo tema ancora più critico. Da dove prendiamo l’energia necessaria per fare circolare tutte le auto elettriche? NOSTRO PARERE.D’accordo sui costi. Quanto all’energia necessaria, no: è stato dimostrato a più riprese che non sarà un problema. Anche qui esistono decine e decine di studi: questo rapporto , per esempio, viene dalla California Public Utilities Commission. Ma anche i ricercatori del CNR sostengono la stessa cosa

6 COMMENTI

  1. Purtroppo, grazie a questi pareri negativi – non condivisibili – sulle auto elettriche molti perdono il piacere di veleggiare nel blu.
    Non c’è cosa migliore di provare l’auto elettrica in ogni sua espressione ( viaggio, ricarica in casa, ricarica nelle colonnine, tagliandi, rumore, inquinamento, ripresa, piacere di guida, stile di vita) per rendersi conto quanto sia piacevole e gratificante guardare al futuro con consapevolezza.
    Sul profilo meramente tecnico, mi permetto di evidenziare che, per esempio, Zoe è dotata di un sistema di avviso acustico ai pedoni (regolabile e modulabile) che entra automaticamente in funzione quando la velocità di percorrenza scende al di sotto dei 30 km/h.
    Mi auguro che tra pochi anni tale sistema possa non servire più perché tutti o quasi ci saremo abituati ad un mondo migliore.

  2. Insisto:l’auto elettrica ha ancora molti limiti da superare, ma è una grande sfida alla quale un Paese come il nostro dovrebbe partecipare con entusiasmo. E una grande azienda dell’energia come l’Eni dovrebbe viverla come un’opportunità, senza dare l’idea di giocare solo in difesa per difendere un mondo basato solo sui carburanti di origine fossile.

  3. Mi si permetta un commento ironico: ma l’Italia è abituata alla difesa ad oltranza delle poltrone.
    Attenzione però, prima o poi le poltrone si sfondano ed allora diventa quasi impossibile risollevarsi.
    Ancora una volta gli altri paesi (Norvegia, Olanda, la stessa Francia ed altri) insegnano.

  4. Il tecnico ENI enfatizza un po’ i difetti dell’auto elettrica, ma AL MOMENTO, credo più saggio un atteggiamento “prudente” e gli ottimisti, ovvero i panglossisti a prescindere, non li sto molto ad ascoltare. Comunque la mia idea è che l’auto 100% elettrica può non essere la giusta soluzione in tutti i casi possibili, come d’altronde non lo è l’auto tradizionale (vedi inquinamento) e quindi io vedo bene la soluzione auto-ibrida (con possibilità del plug-in). Nel frattempo potrebbero essere risolti molti problemi dell’elettrico (autonomia, peso del pacco-batterie, sostituzione del pacco-batterie ogni paio d’anni, tempi di ricarica, etc etc.) ed il passaggio al tutto-elettrico potrebbe diventare quasi naturale, senza traumi e pesanti disagi di sorta. P.S. Il commento anti-ENI porta da sè che si dovrebbe avere un’auto per andare a lavorare e un’auto per le altre attività: e i soldi chi li mette? Per quanto riguarda il paragrafo “Risorse elettriche” mi pare che Eni (o meglio il suo tecnico) parli di picco di consumo, mentre il “censore” parla, riportando scritti di Enel, di stabilizzazione della rete, che è tutt’altra cosa.

  5. In Italia la maggior parte delle famiglie abita in condomini senza posto auto. La ricarica a casa non è possibile. Il numero di persone che lavora in ufficio è ancora minore. Quindi l’auto totalmente elettrica sarà usata solo dalla classe media che abita in case con garage personale o che durante il lavoro avrà il privilegio del punto di ricarica in prossimita. Il resto della popolazione anche se vuole non potrà usarla.

    • Per ora la situazione è quella che illustri ma vediamo col tempo lo sviluppo della tecnologia sulle batterie, la diffusione delle stazioni di ricarica e l’evoluzione del car-sharing.Abbiamo fiducia.

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