Energia troppo cara in Italia. Stellantis, sotto attacco per il nuovo ricorso alla cassa integrazione, ricorda che questo costo ci rende sempre meno competitivi. L’immagine in alto è stata scattata a Mirafiori all’avvio della produzione della 500 ibrida.
Energia troppo cara: “Noi investiamo, ma…”

Anche i grandi gruppi industriali nel loro piccolo…si incazzano. E Stellantis fa presente di “essere impegnata da un anno e mezzo a realizzare un ambizioso piano per rafforzare la presenza industriale in Italia. Con oltre una ventina di modelli prodotti ed altri che arriveranno“. Piano che il gruppo guidato da Antonio Filosa definisce “ambizioso perché calato in un contesto certamente non favorevole. Caratterizzato da un mercato che si è ridotto di un quinto rispetto al pre-Covid. E da una concorrenza extra Ue, forte di condizioni competitive irreplicabili in Eu, che riduce ulteriormente lo spazio di mercato dei produttori europei. Con una grave mancanza di competitività europea. Ancora più accentuata in Paesi come il nostro, in particolare sul piano del costo dell’energia”.
La nuova 500 (anche elettrica) va al 2030

È un terreno quello dell’energia sul quale il nostro governo ha fatto poco o nulla, rinviando il tutto al nuleare del prossimo decennio (forse). Mentre l’Italia, come documentato poche sere fa da Presa Diretta su Rai Tre, continua a pagare prezzi superiori di oltre un terzo rispetto a Francia e Spagna. Nonostante questo, rilancia Stellantis, “uno dopo l’altro abbiamo messo in sicurezza e rilanciato tutti i nostri stabilimenti, a partire da Mirafiori. Alla fine dello scorso anno abbiamo portato la nuova 500 ibrida che ha già consentito di aumentare significativamente la produzione. Nel solo primo semestre di quest’anno, ad esempio, abbiamo prodotto più auto che in tutto il 2025“. La nuova 500 non è l’unica iniziativa a Mirafiori. Con la produzione dei cambi elettrificati e-DCT, il primo hub di economia circolare e un centro di ricerca sulle batterie. Dal 2030 poi arriverà la nuova generazione della 500, anche elettrica, più volte rinviata.
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Con Stellantis, la colpa per i cattivi risultati è sempre di qualcos’altro o qualcun’altro…
E’ il solito piagnisteo che ripropongono ogni qual volta che sono in difficoltà per chiedere sussidi, aiuti dallo Stato (noi) minacciando cassa integrazione, licenziamenti o chiusura di stabilimenti.
I vari amministratori, azionisti di Fiat, FCA e infine Stellantis, si sono sempre accaparrati gli utili, i dividendi nei momenti favorevoli senza mai pensare a piani per lo sviluppo futuro invece, quando hanno attraversato situazioni di crisi, hanno scaricato sempre il problema sulla collettività.