Nel 2024, l’Unione Europea ha compiuto un ulteriore passo decisivo verso la transizione green. Per la prima volta, l’energia solare ha superato il carbone nella produzione di elettricità. L’Italia però ha un primato “fossile”: nessuno usa così tanto gas per la produzione di elettricità.

Sono i dati che si leggono nell’European Electricity Review pubblicata da Ember, think tank indipendente che si occupa di energia e sostiene la transizione climatica. Il solare ha generato l’11% dell’elettricità dell’UE, mentre il carbone si è fermato al 10%. Il sorpasso segna una tappa importante nella transizione energetica europea, che si sta spostando sempre più verso fonti rinnovabili, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili.

Nella produzione di energia elettrica, nessuno usa così tanto gas come l’Italia: è al 44% del mix, contro il 16% della media Ue
In Italia, i numeri confermano un trend positivo. Secondo i dati di Ember, la produzione di energia solare fotovoltaica ha raggiunto il 14%, un massimo storico. Mentre il carbone è sceso a un minimo del 2%. Tuttavia, il gas naturale continua a giocare un ruolo centrale nel mix energetico italiano, rappresentando il 44% della generazione elettrica, ben al di sopra della media europea del 16%. Un elemento che non favorisce di certo la lotta al cambiamento climatico. E che costringe cittadini a imprese a pagare il costo della bolletta elettrica più alto tra gli Stati membri.
Tornando all’Europa, le rinnovabili hanno toccato quasi la metà della produzione totale di elettricità (47%), con l’eolico che si conferma la principale fonte rinnovabile, generando il 17% dell’elettricità. I combustibili fossili, invece, hanno registrato un nuovo minimo storico, coprendo solo il 29% della domanda, in netto calo rispetto al 39% del 2019.

Energia solare, la crescita più rapida degli ultimi 10 anni
L’Italia non fa eccezione. Nel 2024, le fonti fossili hanno rappresentato il 51% del mix di generazione, un record negativo che evidenzia il graduale abbandono delle fonti inquinanti. Inoltre, il Paese si è impegnato a chiudere tutte le centrali a carbone entro il 2028, un obiettivo che lo allinea ad altre nazioni europee come Francia e Belgio, già libere dal carbone.
Il solare – sempre come si legge nel report del think tank – ha mostrato una crescita significativa sia in Europa che in Italia. Nel nostro Paese, il fotovoltaico ha registrato l’aumento più rapido degli ultimi dieci anni, arrivando al 14% della produzione totale di elettricità. Un dato superiore alla media UE ma inferiore a quello di altri Paesi mediterranei come Grecia (22%) e Spagna (21%).
Nonostante i progressi, la transizione energetica richiede ulteriore accelerazione. In particolare, è necessario potenziare la capacità eolica, che ha incontrato ostacoli nella sua espansione. Per raggiungere gli obiettivi del Green Deal europeo, l’UE dovrà più che raddoppiare la capacità eolica installata ogni anno entro il 2030.
Secondo Beatrice Petrovich, analista senior di Ember, “L‘Italia si sta avvicinando a un futuro energetico pulito, alimentato da sole e vento, ma resta ancora troppo dipendente dal gas fossile, rendendo famiglie e imprese vulnerabili alle fluttuazioni dei prezzi internazionali”.
Energia, riducendo il gas maggior benefici economici
I progressi nella transizione energetica non sono solo ambientali, ma anche economici. L’espansione del solare e dell’eolico ha permesso all’UE di ridurre significativamente la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili, evitando costi elevati legati alla volatilità del mercato globale.
In Italia, senza i nuovi impianti eolici e solari installati tra il 2019 e il 2024, il Paese avrebbe dovuto importare 4 miliardi di metri cubi in più di gas naturale e 5 milioni di tonnellate di carbone, con un costo aggiuntivo di 3,3 miliardi di euro.



Consoliamoci, meglio gas che petrolio e carbone.
Ma lo sapete che in EU in inverno il solare è all’ 1-2 % massimo?? Ne periodo dove occorre più energia é come non averlo di fatto… trasformiamo l’italia in un parco eoloco per compensare? O lavoriamo sull’efficienza e sul penalizzare gli sprechi?
ma che dici ?
1) parliamo di dati annui
2) cè la latitudine che influenza molto il fotovoltaico , molto favorevole al sud Europa meno al nord , dove però molti paesi ci hanno sorpassato a un pezzo
3) Dovremmo copiare i nostri vicini che sono diventati più competitivi di noi
Guardati i dati di Spagna e Portogallo
Comunque vogliamo il mese peggiore ?
eccolo
Dicembre 2023 produzione elettrica da rinnovabile Europea
1 Montenegro 101,7 %
2 Norvegia 91,4 %
3 Danimarca 82,2 %
4 Austria 77,0 %
5 Svezia 69,4 %
6 Portogallo 67,5 %
7 Croazia 66,1 %
8 Bosnia ed Erzegovina 64,8 %
9 Germania 61,6 %
10 Lettonia 59,8 %
11 Spagna 58,5 %
12 Georgia 54,0 %
13 Svizzera 49,6 %
14 Romania 45,8 %
15 Grecia 45,5 %
16 Serbia 45,4 %
17 Slovenia 42,6 %
18 Finlandia 36,8 %
19 Lituania 35,0 %
20 Francia 31,9 %
21 Belgio 31,2 %
22 Italia 31,1 %
Dicembre 2024
1 Norvegia 111,6 %
2 Svezia 85,2 %
3 Danimarca 82,8 %
4 Montenegro 76,4 %
5 Austria 59,1 %
6 Svizzera 58,4 %
7 Finlandia 57,2 %
8 Germania 54,6 %
9 Spagna 51,1 %
10 Portogallo 50,9 %
11 Croazia 50,5 %
12 Lituania 46,5 %
13 Grecia 44,3 %
14 Bosnia ed Erzegovina 39,4 %
15 Georgia 38,2 %
16 Lettonia 37,3 %
17 Estonia 34,6 %
18 Romania 33,5 %
19 Italia 29,1 %
20 Francia 27,0 %
21 Belgio 26,0 %
22 Serbia 24,6 %
Siamo 19 esimi in europa a Dicembre
anche su base annua 2024 con una media annuale del 38,6 percento
i nostri “competitor” mediterranei
sono tutti più avanti di noi
7 Portogallo 66,5 %
9 Spagna 61,7 %
14 Grecia 49,5 %
19 Italia 38,6 %
ci sta a consumare un po di gas a Dicembre e Gennaio
non ci sta che un paesi come il Portogallo e Spagna ci distanzino di più di 10-15 punti percentuali
paradossalmente capisco più la Grecia avanti a noi , dove vagari la troika le rinnovabili la imposte ,pagate più care di quelle installate nell’ultimo lustro
comunque alla fine quello che conta è il vil denaro
costo medio del mwh elettrico inb orsa nel sud Europa mediterraneo anno 2024
13 Spagna 63,04 EUR/MWh
14 Portogallo 63,46 EUR/MWh
33 Grecia 100,88 EUR/MWh
39 Area offerte Sardegna (Italia) 106,20 EUR/MWh
40 Zona di offerta Nord-Italiano 107,41 EUR/MWh
41 Irlanda 109,01 EUR/MWh
42 Area Bid Calabria (Italia) 109,14 EUR/MWh
43 Zona d’offerta Sud Italia 109,14 EUR/MWh
44 Zona d’offerta Centro Nord Italia 109,44 EUR/MWh
45 Zona d’offerta Centro-Sud Italia 109,82 EUR/MWh
46 Zona di offerta Sicilia (Italia) 112,21 EUR/MWh
chi non trova una relazioneprezzo del mWh e le rinnovabili diffuse degli altri paesi e aree è in malafede
produzione industriale italiana superiore ?
sicuri ?
a me risulta che in Portogallo vengono prodotte procapite 6 volte le auto prodotte in italia
in Spagna Solo un terzo di più
sbaglio qualcosa ?
fonte energy-charts
P.S.
mettimola sul portafoglio , le rinnovabili di oggi non costano come 20-30 anni fa
sto per espandere il mio impianto privato costruito 8 anni fa
ho ripreso per curiosità la fattura dei pannelli
3000 eur per 4kW picco
indovinate quanto costano oggi al privato 4kW picco di pannelli presso lo stesso fornitore ..
1000 eur ; un terzo di 8 anni fa
500 volte meno Wp del 1970 quando sono apparsi i primi pannelli sperimentali
figuriamoci quanto costano alle utility che fanno grandi impianti
ma la domanda è ..
perchè non è ancora chiara questa cosa e nel 2025 c’è gente che pensa che la terra è piatta e che senza bruciare qualcosa ,fissile o fossile, non si possa vivere ?
dove pensa che andrà un investitore estero per impiantare una fabbrica
dove l’energia elettrica costa meno o di più ?
Impariamo a leggere… parlo di FV, non di “rinnovabili”
e lei continua a sparare cifre false
si legga i dati dal sito che le ho dato è possibile dividere anche per fonte
2024 quota energia elettrica da solare in Europa
1 Grecia 22,5 %
2 Spagna 20,4 %
3 Bulgaria 13,4 %
4 Ungheria 13,1 %
5 Germania 12,9 %
6 Estonia 12,5 %
7 Lituania 11,5 %
8 Polonia 10,6 %
9 Belgio 10,3 %
10 Danimarca 10,1 %
11 Austria 9,9 %
12 Italia 9,9 %
13 Svizzera 9,8 %
14 Portogallo 9,5 %
15 Repubblica Ceca 6,4 %
16 Lussemburgo 6,0 %
17 Lettonia 5,7 %
18 Francia 5,4 %
19 Slovenia 4,2 %
20 Romania 3,8 %
21 Slovacchia 2,1 %
22 Finlandia 1,5 %
23 Svezia 1,4 %
24 Croazia 1,3 %
25 Bosnia ed Erzegovina 0,7 %
26 Moldavia 0,6 %
anche in Italia quasi il 10% dell’energia del 2024 è arrivata dal fotovoltaico meno della metà di Spagna e Grecia
ma non è il suo 2 percento
inoltre secondo me , queste statistiche non tengono conto degli impianti a isola dei privati , che stanno avendo un vero boom negli ultimi anni,anche in italia per fortuna , significa avere meno domanda sulla rete nazionale
l’eolico ha avuto onshore ha avuto uno sviluppo enorme negli ultimi anni
ma in italia i bastian contrari ,da Rimini alla Sardegna ,non lo digeriscono
immaginate se fossero applicate le stesse norme per gli acquedotti ..
Produzione di elettricità da fonte eoliche terrestri Europa 224
1 Lituania 46,2 %
2 Lussemburgo 36,3 %
3 Portogallo 35,7 %
4 Danimarca 31,0 %
5 Germania 26,8 %
6 Finlandia 25,1 %
7 Svezia 25,0 %
8 Spagna 24,3 %
9 Estonia 23,6 %
10 Grecia 22,2 %
11 Croazia 20,2 %
12 Austria 15,4 %
13 Polonia 14,9 %
14 Romania 12,4 %
15 Italia 9,7 %
16 Norvegia 9,5 %
17 Montenegro 9,0 %
Questo è quanto senza,ancora, un uso massivo di accumuli
ci sono settimane che i paesi più dotati di rinnovabili superano sempre più spesso il loro fabbisogno
quando nei prossimi lustri partiranno gli accumuli industriali ,
quelli privati sono già partiti
sarà ancora più chiaro il perché la bolletta nei paesi che stanno investendo in rinnovabili nell’ultimo decennio sono nettamente più basse
Fotovoltaico a centro Italia,
– mese dicembre produce 80 ore (non 1%)
– mese di luglio produce 160 ore
eolico fa l’opposto, produce di più in inverno,
eolico su terra non ce ne serve poi cosi tanto, perchè avremo anche l’eolico in mare, l’idroelettrico, e più avanti anche un backup a derivati dell’idrogeno verde
se per assurdo fossimo molto pigri installando poco eolico, i paesi nordici in inverno hanno un sur-plus di energia eolica, e noi avremo un surplus di solare in estate, se proprio proprio faremo un po’ di scambio di energia (import-export)
L ITALIA AVREBBE L ENERGIA ELETREICA PIU EFFICIENTE PULITA E RINNOVABILE DI TUTTO GLI ALTRI PERCHE’ IL GAS OGGI LO BRUCI MA DOMNI LO CONVERTI in energia ELETTRICA NELLE FUEL CELLS …MOLTO piu’ affidabili, SICURE e EFFICENTI che QUALSIASI altra tev nun PUNTO
E IL NOSTRO SOTTOSUOLO E’ PIENO DI GAS NATURALE, lo produci da qualsiasi cosa ed è il piu’ facile da gestire.
Mi scusi, ma non siamo così “pieni” di gas. nell’Adriatico per lo più, non lontano dalla costa veneta, con problemi di subsidenza (abbassamento del litorale). E se la produzione in Italia è crollata non è certo per i veti di questo governo. Non è profittevole…
L’Italia può vantare una Costituzione straordinaria, ma purtroppo la sua implementazione legislativa in ogni settore colloca il paese costantemente in una posizione arretrata rispetto a paesi come Francia, Germania e Inghilterra e molti altri . La Repubblica Italiana, nella sua attuale struttura, sembra aver perso ogni capacità di recupero e miglioramento rispetto agli altri sistemi istituzionali europei.
Una riforma è impossibile perché richiede una maggioranza che non può esistere, data la totale frammentazione dei partiti e dei relativi governi, che rende strutturalmente inefficace qualsiasi tentativo di modificare l’assetto istituzionale.
Mi vien da dire che il problema non è modificare la Costituzione ma, ogni volta, volerla stravolgere in peggio.
Quando la scrissero si misero assieme e d’accordo idee totalmente diverse ed opposto trovando una quadra lungimirante che tutelava tutti.
Oggi, al momento questo non è più possibile, perchè nella stragrande maggioranza dei politici convive l’interesse personale e la pronazione verso pre-potente ricco.
Da questa critica non si salva nemmeno il sindacato, anzi.
Vero che a chiunque il passato sembra sempre il meglio , forse perché in passato si era giovani e a quello si associa il meglio
La costituzione non fu fatta così perché i politici erano illuminati ( un po più seri può essere)ma perché talmente alto l’odio e la sfiducia gli uni con gli altri che vibfu messo dentro tutto e il contrario di tutto in modo che “se vince l’avversario almeno vince a metà ”
Ottimo negli anni fino alla globalizzazione da lì in poi mentre gli altri corrono o almeno camminano veloci tu ti muovi in ginocchio
Un vero capolavoro di ingessatura e badate non è con questo che sarebbero meglio democrature o peggio dittature ma pensare di tanto in tanto ad un aggiornamento modernizzare sarebbe opportuno ed intelligente
oil-gas e nuculare = filiere obsolescenti del 20° secolo
con costi e problemi che crescono ogni anno
rinnovabili = filiere emergenti del 21° secolo
con costi in calo e sempre più semplicità
Grafici installazioni mondiali 2021-2022-2023-2024:
https://www.pv-magazine.com/wp-content/uploads/2025/01/thumbnail_Picture1-1200×890.png
Evviva il gas! Abbasso nucleare, geotermico, eolico, fotovoltaico ed idroelettrico! Chissà perché non esiste nessun “comitato del no” quando si tratta di fare centrali fossili…
centrali nuculari e fossili il probelma non si pone, sono decenni che non se ne fanno più
roba in via di lenta dismissione, forse fregereranno ancora giusto qualche pollo, speriamo non l’Italia, abbiamo già un grosso debito pubblico
Il primato italiano di uso di gas per produrre energia elettrica testimonia la politica miope fatta da tutti gli ultimi governi dall’era post-Mattei in poi… basata piuttosto su amicizie politiche estemporanee.
Aver delle grandi società specializzate in ricerca ed estrazione idrocarburi non ha affatto aiutato l’Italia a dotarsi di fonti energetiche proprie anziché contribuire a trovare e sfruttare risorse altrui…
Negli ultimi anni ci siamo appoggiati alle forniture di idrocarburi liquidi e gassosi dalla Russia (l’ “amico” Putin) e dalla Libia (del “defunto amico” Gheddafi) godendo dei prezzi bassi che ci riservavano..
Sua Maestà Prudenza avrebbe suggerito di attrezzarsi Anche per sfruttare quanto abbiamo disponibile abbondantemente sul nostro territorio: sole e vento, coste lunghissime… ampi bacini geotermici, grandi possibilità di creare invasi in quota con la diffusione di colline e montagne in tutto il territorio nazionale..
Adesso che la corsa alle F.E.R. è partita da decenni nelle altre nazioni restare così indietro è estremamente pericoloso, perché richiede sforzi immani per recuperare lo svantaggio; ci vorranno anni per realizzare le 5 dorsali Terna per trasferire l’energia dalle zone di produzione a quelle di maggior impiego… anni ancora per aumentare la dotazione di campi eolici in/off shore … e tra l’altro siamo anche ostacolati da iter burocratici farraginosi e direttive politiche spesso contraddittorie..
Mi auguro che almeno gli imprenditori industriali & artigianali siano molto più svelti ad attrezzare le proprie aziende di fonti energetiche autonome per tenere bassi i costi ed aumentare la resilienza alle continue turbolenze dei mercati internazionali.
Ovviamente… chi ha un tetto o tettoia raggiunta dal sole… è bene che si attrezzi di FV; gli altri (in condominio o senza budget) si informino per trovare Comunità Energetiche Rinnovabili cui aderire.. non c’è limite di ISEE per farlo…
Talmente indietro che siamo decisamente più sostenibili di mezza Europa sotto molti indicatori (utilizzo del carbone in primis) e abbiamo una produzione CO2 pro capite più bassa di molti paesi europei idolatrati su questa pagina. Quanto sopra nonostante il parco auto circolante vecchio e la bassa diffusione bev, sarà che queste non sono poi così impattanti?
Se l’Italia ha questi primati è perché i nostri nonni ebbero la lungimiranza di guardare avanti trent’anni è dotarci del sistema idroelettrico più avanzato del mondo. Un pò come se oggi i nostri politici e i nostri industriali investissero sulla transizione energetica, anzichè cercare di bloccarla.
In realtà la scelta stessa del gas rispetto al carbone ha permesso questo risultato (fonte sempre più sostenibile investendo in biogas, fonte rinnovabile e costante) oltre alle buone abitudini degli italiani (vedasi come siamo messi rispetto agli altri in termini di raccolta differenziata)
ancora una volta si conferma che puntare sulle FER è la scelta più lungimirante sotto tutti gli aspetti ed è quanto mai urgente accelerare per ridurre il gap al fine di raggiungere gli obbiettivi al 2030 e 2050, diventa fondamentale sbloccare i progetti utility scale per tale obbiettivo. con la quota attuale di FER questo ha già permesso di risparmiare 3,3 miliardi più i milioni di tonnellate di CO2 evitate, continuare a parlare di diventare hub europeo del gas e di nucleare significa scavarci la fossa sotto i nostri piedi
Sarebbe stato lungimirante farlo 20anni fa, non dopo lo scoppio della guerra in Ucraina
20 anni fa sarebbe stato lungimiranza.
Adesso è diventato sopravvivenza.
considera che i prezzi delle rinnovabili sono scesi sotto al nostro PUN circa nel 2018, per installarle prima avresti dovuto spendere in incentivi
per me diciamo che sarebbe stato lungimirante iniziare a installarle a testa bassa dal 2019
vedi Spagna, dal 2019 al 2024 ha fatto razzia di pannelli FTV e turbine eoliche già scesi a ottimi prezzi ed è passata da circa 39% a circa 61% rinnovabili; o Grecia
o Inghilterra, nel 2018 hanno fatto un instensa discussione parlamentare per “elaborare” come nazione il cambiamento di scenario, e abbandonare i gli ultimi loro progetti nuculari (a cui come nazione con armamanti erano legati) e puntato sulle rinnovabili, nel loro caso con prevalenza eolico off-shore
Il governo ci tiene ancorati al Gas, facendo un massiccio lavoro di permitting dell’eolico off-shore si potrebbero aggiungere facilmente e rapidamente altri 10-15 GW di eolico entro il 2030 con un Capacity Factor decisamente superiore all’attuale. Piuttosto che lasciare la palla in mano alle regioni io andrei ad eliminarne qualsiasi capacità decisionale per progetti oltre le 12 miglia nautiche.
Lato Fotovoltaico invece farei partire una massiccia campagna pubblicitaria a cura del governo che ne illustri i vantaggi: porterebbe ad un aumento significativo delle installazioni, magari riattivando la cessione del credito per ISEE molto bassi. Questo aiuterebbe a risollevare le installazioni dei privati, attualmente in forte contrazione.
Il mio ISEE è di 12€, secondo lei posso permettermi con 350€ al mese un intervento di ammodernamento della casa? Oltre alla sostituzione del gas in casa?
Se il suo ISEE è così basso invece di perder tempo a scrivere su questo sito dovrebbe impegnarsi a formarsi e cercare un lavoro migliore.
I suoi 350€/mese, sono 4200€/anno. Quindi con i risparmi di un anno può permettersi di installare un impianto FV da circa 4kW che le permetterà di ridurre drasticamente la spesa di energia elettrica per i prossimi 39 anni.
Contestualmente le permette di avere un introiti extra dovuto alla vendita del surplus di energia alla rete.
Questi risparmi, unitamente ai 359€)mese che lei continuerà a risparmiare, le permetteranno di installare un impianto di condizionatori con cui integrare il riscaldamento alimentari dal FV, riduce di quindi il consumo di gas e di avere un ulteriore risparmi per gli anni a venire.
Se poi volesse investire il risparmio di un mese ( 359€ ), potrebbe installare un piano cottura ad induzione e risparmiare ulteriormente sul gas.
Come vede, se vuole lo può fare, senza dover investire cifre astronomiche.
Con la piastra ad induzione e il FV potrebbe poi mangiare solo quando c’è il sole così risparmierebbe anche sull’acquisto di cibo….
Con i costi di luce e gas oggi si spende molto di più a cucinare con l’induzione che con il gas.
Poi certo, se si ha il FTV, alle volte si riesce a cucinare gratis ma non sono tanti quelli che mangiano solo a pranzo, anzi più spesso a casa si mangia solo a cena….quindi anche così non ci vedo un gran risparmio.
Poi riconosco da utilizzatore che l’induzione ha altri vantaggi quali la facilità di pulizia, la velocità a fare bollire l’acqua, preparare il caffè.
Poi ultimo ma più importante: La sicurezza! Non avere più gas in casa mi fa essere molto più tranquillo.
Perché scrivere opinioni sbagliate invece di chiedere ed informarsi?
Potrebbe evitare figure di palta.
Tra l’altro nel mio commento precedente è scritto chiaramente che l’energia prodotta e non sfruttata viene immessa in rete e quindi retribuita.
Ma è più facile fare del sarcasmo ignorante che informarsi e scrivere cose intelligenti.
approfitto per aggiungere che i progetti eolici off-shore per poter partecipare alle aste devono essere tutti oltre le 12 miglia nautiche, ovvero oltre i 22 km dalla costa
guardando i progetti, le distanze vanno da 22 km a 60 km; una distanza gettonata mi sembra 35 km
– sono stati presentati a Terna (per la fase preliminare di studio della soluzione di connessione alla rete) progetti già ora per 100 GW; scremando i migliori, in grado di ottenere le autorizzazioni Mase, diciamo 30 GW
– al momento il decreto Fer-2 prevede di mettere in asta competitiva i primi 4 GW, penso nel 2026; e i progetti assegnati, impiegheranno 3 anni per essere realizzati
– assegnati i primi 4 GW, partiranno poi nuove aste, forse già con un nuovo governo, e spero saranno disegnate meglio, aggiornando al ribasso le tariffe massime
==========
Eolico off-shore del tipo galleggiante (quello che usereno al 98% dei progetti nel mediterraneo) è l’unica delle rinnovabili principali che è (era) costosa, ma in rapida maturazione:
i suoi costi sono già scesi velocemente rispetto alle cifre che si stimavano nel 2021-2022 ( 180 euro al MW-h)
un’asta Francese di estate 2024 per un sito con alto CF, ha assegnato una tariffa di 86 euro al MW-h
in siti meno pregiati come ventosità, ad oggi direi circa 130 euro al MW-h (se le aste sono di tipo competitivo, avendo più partecipanti rispetto alla potenza assegnabile); e secondo gli studi (compresa IEA) in pochi anni i costi scenderanno ancora verso 50-90euro al MW-h
si vedono anche i primi progetti che accorpano eolico off-shore con fotovoltaico galleggiante e storage (a terra con batteeie, o sul fondo del mare con aria compressa) in un unico sito
Molto interessante, grazie per i dati.
Mi chiedevo, l’energia marina non dovrebbe essere una fonte piuttosto stabile e meno intermittente? Come mai se ne sente parlare così poco? Costi alti? Con tutto il mare che abbiamo (in Italia e in Europa)…
Si, i vari progetti non hanno ancora una scala industriale profittevole…
Non credo sia questo il problema, in inghilterra ci sono decine di parchi eolici in mare.
In questo momento il problema principale è l’ostilità di governo centrale e locale, eppure abbiamo siti molto ventosi.. Dall’altra parte i costi ovviamente, ma come scrive RS sono in discesa anche per l’eolico galleggiante.
Ciao Camillo, penso si riferissero alle turbine immerse in acqua, che esistono ma ancora costose
da tenere d’occhio il geotermico, aveva già un costo energia papabile, ma erano alti i costi e rischi di investimento
nel 2024 con le nuove tecniche di perforazione e sfruttamento dicono (?) di aver portato il costo di investimento da circa 10.000 euro al Kw potenza a circa 5000 euro a KW potenza, cambierebbe molto
== esempi (a spanne) costi di investimento
per installare 1 Kw potenza picco,
da dividere poi per la resa effettiva,
ovvero il Capacity Factor (cf) in Italia
Molto economiche
– 600e FTV pannelli a terra – cf 19%
– 700e FTV agrivolt. pannelli bassi (è stato vietato)
– 1400e Eolico su terra – cf 28%
Via di mezzo
– 900e FTV capannoni – cf 14%
– 1500e FTV domestico – cf 14%
– 1500e FTV agrivolt. alto – cf 16%
– 2800e Eolico marino – cf 35% (cf >50% mesi invernali)
– 5.000e Idroelettrico – cf 75%
– 10.000e Geotermico – cf 99%
Molto care
– Correnti marine (ma tra 10 anni contano di essere competitive)
– 16.000e Nucleare – cf 70%
– 23.000e Nucleare piccola taglia – cf 70%
Grazie, molto interessante!
Grazie, molto interessante anche per me.
Ti pongo due domande, se ti va di rispondermi:
Con agrivoltaico alto di quanti metri di altezza minimi stiamo parlando?
Che differenza c’è tra agrivoltaico basso e FTV a terra? È solo un questione di densità dei pannelli al m2?
Grazie
la differenza di costo è data soprattutto dalla struttura di sostegno: nell’agrivoltaico alto invece che semplici pali diventa più simile a un pergolato e deve resistere anche al vento; anche la manuntenzione diventa più costosa;
inoltre come dici tu, c’è anche meno densità di pannelli:
– max 30% superficie con agrivoltaico alto
– max 40% sup. con agrivoltaico basso
– superficie livera con FTV normale (tipico 50%-60%)
come altezze, il minimo è stato portato a 2,1 metri (ma si può arrivare anche a 5 metri se devono passarci sotto i macchinari)
agrivoltaico basso particolarmente adatto a terreni agricoli adibiti a pascolo perenne
Se sono già oltre le 12 miglia marine per me bisogna estromettere le regioni dalla scelta, soprattutto la Sardegna che ha di fatto bloccato tutti i progetti e continua a bruciare carbone.
se ho capito, già ora per off-shore non è competenza Regioni
partecipano invece dei dettagli del collegamento a terra, ma vedo che i collegamenti nei progetti tendono a prevederli scavati sottoterra, cioè nel tratto di spiaggia passano sotto-terra con trivellazione orizzontale, invisibili, non dovrebbero infastidire
tanti progetti al largo di Sicilia, Puglia, Calabria, Basilicata, oltre a Sardegna; qualcosa anche davanti Emilia, e non ricordo se anche altre regioni
Le regioni sono fuori, ma possono bloccare tutto, in quanto le turbine sono fuori di loti competenza, ma le infrastrutture a terra One poter collegare le turbine alla rete, no.
Bloccando queste infrastrutture, blocchi tutto.
È quanto ha fatto la Sardegna.