Enel diffida Tomassetti (Octopus). È stato lo stesso n.1 del gruppo inglese in Italia (foto sopra) a darne notizia su LinkedIn. Dopo diversi suoi post critici nei confronti del gruppo guidato da Flavio Cattaneo.
Enel diffida Tomassetti (Octopus): ecco perché

La diffida, parzialmente riprodotta da Tomassetti sui social, parla di “diffusione di notizie false, fuorvianti e gravemente lesive della reputazione di di e-distribuzione di Enel Group” . E, secondo lo stesso dirigente di Octopus, fa seguito a 874 lettere cartacee spditegli dalla stessa Enel. Possibile che la vicenda finisca in tribunale, dato che il destinatario della diffida non sembra intenzionato a fare passi indietro. Sostenendo di scrivere quel che ha scritto del colosso italiano “perché ai nostri clienti abbiamo promesso di batterci per un mercato dell’energia più semplice, più giusto e meno burocratico. Che si tratti di Enel o di altri, poco cambia”. E ancora: “La reputazione, alla fine, la decidono i consumatori: Enel resta il primo operatore, ma la sua quota di mercato nel mercato elettrico italiano è scesa dal 70% nel 2015 al 22% di oggi”.
Fin dove arriverà questo scontro?

Octopus Energy è un gruppo inglese fondato nel 2015 e cresciuto rapidamente in tutta Europa grazie a prezzi aggressivi. Puntando su una forte digitalizzazione e su forniture basate solo su rinnovabili. Una filosofia che Tommassetti ha spiegato pochi mese fa nell’intervista riprodotta in video a fine articolo. «Finora il rapporto è stato unidirezionale. Il fornitore eroga l’energia, il cliente la paga passivamente, come fosse una tassa. La nostra formula Intelligent Octopus, invece, trasforma la volatilità giornaliera dei prezzi in un’opportunità concreta di sconto in bolletta». Accanto a queste proposte innovative, però, il manager del gruppo inglese univa critiche molto dure alle aziende storiche dell’energia. L’Enel non ha gradito: vedremo dove arriverà lo scontro.

