Rapporto Enea: 5 anni di risparmi energetici, l’apporto della mobilità

rapporto enea 2026


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Buone notizie dal Rapporto Enea. In Italia, tra il 2021 e il 2025, il risparmio energetico conseguito attraverso le misure di efficienza monitorate è stato di 5,08 Mtep, pari a oltre i consumi elettrici annuali di due regioni industriali come Emilia-Romagna e Veneto. Il dato corrisponde all’85% dell’obiettivo intermedio del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC), fissato a 6 Mtep. Un po’ sotto ma vicini al traguardo. Fondamentale il ruolo delle detrazioni fiscali e della mobilità sostenibile.

Il forte impulso della mobilità sostenibile: fino al 40% nel 2021

I dati si leggono nel 15° Rapporto annuale Enea sull’efficienza energetica, presentato in un convegno al quale sono intervenuti  la presidente Francesca Mariotti e la direttrice del dipartimento efficienza energetica Ilaria Bertini.  Abbiamo consultato il rapporto e visto che emerge il ruolo centrale della mobilità sostenibile, non solo elettrica. Ecco cosa scrivono dall’istituto di ricerca: «Le misure di mobilità sostenibile registrano un lieve calo (0,404 Mtep, -6% rispetto al 2024), pur restando tra i contributi più rilevanti».

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Il risparmio energetico derivante dalle misure di mobilità sostenibile (che includono il rinnovo del Trasporto Pubblico Locale, il Marebonus e il Ferrobonus) ha contribuito a risparmi obbligatori nazionali nel quinquennio 2021-2025, sono rilevanti:

Risparmio Annuo da Mobilità Sostenibile (Mtep/anno)

  • 2021: 0,573 Mtep
  • 2022: 0,501 Mtep
  • 2023: 0,401 Mtep
  • 2024: 0,430 Mtep
  • 2025: 0,404 Mtep

Risparmio totale nei cinque anni: 2,309 Mtep

Nel 2021, la mobilità rappresentava circa il 40,6% del risparmio totale annuo (0,573 su 1,412 Mtep). Invece nel 2025, l’incidenza è scesa a circa il 7,9% (0,404 su 5,081 Mtep), nonostante l’obiettivo intermedio fissato dal PNIEC per questa voce fosse più ambizioso (0,680 Mtep attesi per il 2025). Un calo nonostante la crescita dei risparmi derivanti dalla sostituzione dei mezzi del trasporto pubblico locale (TPL).

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Le componenti principali che concorrono a questi risparmi sono:

Rinnovo del parco autobus del TPL.
Sea Modal Shift (Marebonus): incentivi per lo spostamento del traffico merci dalla strada al mare.
Ferrobonus: incentivi per il trasporto ferroviario intermodale.

L’incidenza positiva della mobilità elettrica, ma poteva essere più alta

Secondo Enea l’impatto del rinnovo degli autobus sul risparmio energetico nazionale è significativo e in crescita. «La misura ha generato un risparmio stimato di 0,026 Mtep/anno in energia finale e 0,019 Mtep/anno in energia primaria».  E qui entra in gioco l’elettrico: «La flotta si sta rapidamente elettrificando: le immatricolazioni di autobus elettrici puri hanno rappresentato il 41% del totale». Una nota tecnica «I risparmi di energia primaria sono proporzionalmente inferiori a quelli di energia finale per le immatricolazioni più recenti. Questo accade perché la crescente quota di autobus elettrici sconta consumi ancora elevati nella fase di produzione dell’energia elettrica a monte».

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Cosa vuol dire? Gli autobus elettrici consumano meno energia finale rispetto ai diesel, ma per produrre l’elettricità che utilizzano serve ancora molta energia primaria, perché il mix elettrico italiano non è completamente decarbonizzato.  C’è quasi l’azzeramento delle emissioni locali, pericolose a livello sanitario, ma fa notare nel rapporto è necessario decarbonizzare la produzione di energia anche dal punto di vista dell’efficienza energetica.

E-bus sopra il 40%, con ibridi e idrogeno superano i diesel

E sulle auto? Interessante questo passaggio che abbiamo letto a pagina 91: «L’aumento di vendite di vetture elettriche, più efficienti delle motorizzazioni convenzionali, compensa in parte i mancati risparmi energetici dovuti al ridotto numero di registrazioni rispetto agli anni 2016-2019». Il rallentamento dello svecchiamento della flotta nazionale è stato compensato dall’arrivo dei motori elettrici.

Forte impulso da detrazione fiscale, calo con la riduzione degli incentivi

I dati si leggono nel 15° Rapporto annuale Enea sull’efficienza energetica, presentato in un convegno al quale sono intervenuti  la presidente Francesca Mariotti e la direttrice del dipartimento efficienza energetica Ilaria Bertini.

Consumi dei data center: 1,3% nel 2024, fino al 4% nel 2035. Solo rinnovabili, non nucleare

A questo risultato ha contribuito in modo determinante il ricorso ai meccanismi di detrazione fiscale, che hanno generato risparmi energetici pari a 2,67 Mtep nel periodo 2021–2025, confermandosi la principale leva (circa 52% dei risparmi complessivi). Tuttavia, nel solo 2025 si è osservata una riduzione (0,24 Mtep, -37% rispetto al 2024), in linea con il ridimensionamento degli incentivi.

I risparmi energetici generati attraverso i Certificati Bianchi hanno registrato una flessione, producendo un taglio dei consumi pari a circa 0,115 Mtep nel 2025 (-4,5% rispetto al 2024), con un dato cumulato 2021-2025 pari a 0,83 Mtep, in linea con le stime intermedie del PNIEC.

Bene il conto termico

Crescono invece i risparmi incentivati tramite il Conto Termico, pari a 0,131 Mtep nel solo 2025 (per un totale cumulato di 0,476 Mtep). Restano sostanzialmente stabili i risparmi derivanti dai progetti finanziati tramite i fondi di coesione, pari a circa 0,022 Mtep nel 2025, in linea con il dato del 2024.

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«I dati e le analisi contenuti nel Rapporto confermano che il valore dell’efficienza energetica va oltre la riduzione dei consumi, perché genera benefici economici, ambientali e sociali che si rafforzano reciprocamente”, sottolinea la presidente Francesca Mariotti.

Conto termico: 900 milioni di incentivi per pannelli ed efficienza energetica

In ciascun ambito, dalle imprese alla pubblica amministrazione, fino alle famiglie – aggiunge – l’efficienza energetica concorre a migliorare competitività, sostenibilità e qualità della vita. È proprio questa capacità di produrre effetti diffusi a renderla oggi uno degli strumenti più efficaci per rafforzare il sistema economico e accompagnare una crescita sostenibile, in un contesto internazionale complesso e in rapida evoluzione».

Agli sgoccioli gli effetti del SuperEcobonus, i numeri di Ecobonus e Bonus Casa

Inoltre, il Rapporto evidenzia come la conclusione della fase espansiva del SuperEcobonus abbia ridotto significativamente il contributo della misura (0,113 Mtep nel 2025), pur in presenza di benefici cumulati rilevanti (1,47 Mtep). Parallelamente, anche le altre detrazioni fiscali mostrano segnali di rallentamento: nel 2025 il Bonus Casa torna a livelli più contenuti (0,057 Mtep), dopo la crescita registrata nel 2024 (+35% rispetto al 2023), mentre l’Ecobonus evidenzia una riduzione ancora più marcata con i risparmi che passano da 0,161 Mtep nel 2024 a 0,072 Mtep nel 2025.

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Nonostante questo ridimensionamento su base annua, entrambe le misure mantengono un ruolo importante nel medio periodo: infatti, i risparmi energetici cumulati nel quinquennio 2021–2025 ammontano a 0,791 Mtep per l’Ecobonus e a 0,375 Mtep per il Bonus Casa, a conferma del contributo delle misure ordinarie al miglioramento dell’efficienza energetica del patrimonio edilizio.

«I risultati illustrati nel Rapporto evidenziano la centralità di un approccio integrato, capace di coniugare innovazione tecnologica e trasformazione culturale, favorendo un utilizzo dell’energia più consapevole, efficiente e sostenibile in tutti i settori», dichiara la Direttrice del Dipartimento ENEA di Efficienza Energetica Ilaria Bertini.

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