Emissioni UE, il “Pool Tesla” perde due big: Toyota e Stellantis si sfilano

pool emissioni Tesla





Il maxi-pool europeo sulle emissioni di CO₂ guidato da Tesla si ridimensiona. Toyota e Stellantis hanno deciso di non aderire al raggruppamento che consente ai costruttori con flotte più emissive di compensare grazie alle elettriche del marchio americano. Una scelta che ridisegna gli equilibri regolatori nel mercato europeo e potrebbe incidere sui ricavi da crediti ambientali della Casa texana.

Secondo la documentazione comunitaria, nel pool restano Ford, Honda, Mazda e Suzuki, mentre escono due dei partner industrialmente più rilevanti. Il termine ultimo per finalizzare i pool è fissato al 1° dicembre 2026, quindi non si può escludere un rientro in extremis, ma il segnale politico-industriale è chiaro: i grandi gruppi automobilistici puntano a gestire in autonomia il fattore CO₂.

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Come funziona il meccanismo pooling

Il meccanismo del pooling consente ai costruttori di unire le proprie flotte (auto per trasporto persone e veicoli commerciali leggeri) per rispettare i target medi di CO₂ fissati dall’Unione Europea, evitando le multe.
I marchi con una quota elevata di veicoli a zero emissioni possono “compensare” chi è in ritardo, dietro pagamento di un corrispettivo generalmente inferiore alle sanzioni.

Nel 2025 il cosiddetto “Tesla Pool” era diventato un conglomerato di 17 aziende, con un ruolo centrale del costruttore americano – puro player elettrico – e il contributo determinante di Leapmotor, partner di Stellantis focalizzato sulle BEV.

La strategia di Toyota, tra ibride ed elettriche

Sul perchè dell’uscita di Toyota e Stellantis dal pool emissioni si attendono le rispettive versioni ufficiali. Quello che banalmente si può dire al momento è che i due gruppi avrebbero rispettato da soli i requisiti europei per il 2025 e quindi, per quest’anno, non avrebbero più bisogno del supporto della flotta elettrica di Tesla, potendo contare su soluzioni alternative.

Per Toyota, l’uscita dal pool appare coerente con una strategia europea fondata su un mix elevato di ibride e su un progressivo rafforzamento dell’offerta full electric. L’ampliamento verso il basso della gamma BEV – con la nuova Urban Cruiser e le buone performance della bZ4X – in alcuni mercati del Nord Europa indicano un percorso di crescita dell’elettrico.

Se la Casa giapponese ritiene di poter centrare i target senza pooling, significa che la transizione interna è ritenuta sufficiente almeno nel breve termine.

pool emissioni Tesla
La nuova Toyota Urban Cruiser

Stellantis punta forte su Leapmotor

Più articolata la posizione di Stellantis. Il gruppo potrebbe fare leva sul contributo della controllata cinese Leapmotor, destinato a crescere con l’avvio della produzione della T03 in Spagna entro fine anno. Una mossa che consente di mitigare l’impatto dei dazi europei sulle auto prodotte in Cina e di migliorare la competitività di prezzo nel Vecchio Continente.

Allo stesso tempo, però, la recente enfasi del gruppo sulla “libertà di scelta” tecnologica – con il ritorno di alcune motorizzazioni diesel in gamma – rende meno lineare la traiettoria emissiva per il 2026.

La compatta Leapmotor T03 sarà prodotta in Europa
La compatta Leapmotor T03 sarà prodotta in Europa

Impatto su Tesla e scenari aperti

Le conseguenze più significative ricadono ovviamente su Tesla, visto che la riduzione del pool europeo arriva in un momento in cui i ricavi da crediti regolatori sono già in calo a livello globale, come evidenziato nei report finanziari. Perdere due contributori chiave nell’UE potrebbe ridurre ulteriormente il peso di questa voce, anche se la decisione definitiva sarà cristallizzata solo a dicembre.

Resta il fatto che questa fase “emergenziale” del pooling potrebbe lasciare spazio a una maggiore autosufficienza dei gruppi tradizionali, chiamati comunque ad aumentare le vendite di elettriche per evitare sanzioni.
Guardando al mercato italiano, dove Stellantis gioca un ruolo industriale centrale, la partita delle emissioni si intreccia con le scelte produttive e con l’evoluzione dell’offerta BEV nei segmenti più accessibili.

  • LEGGI anche: “Emissioni CO2: bilancio positivo delle case auto nel 2025. Tanto rumore per nulla?” e guarda il VIDEO

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