Via ai parcheggi solari. L’Emilia Romagna mette a disposizione delle imprese 3 milioni per installare sulle pensiline dei parcheggi esistenti nuova potenza da fotovoltaico. Premiati i progetti legati anche alla mobilità elettrica. Una risposta lungimirante ai tanti che sollecitano le aziende industriali chiedendo parcheggi coperti dai pannelli. La lettura del bando della Regione però si presta a una riflessione: perché limitare il finanziamento all’autoconsumo energetico dell’impresa quando il parcheggio è ampio? Per di più in altri Paesi come la Francia è obbligatorio coprirli e non sempre a carico del proprietario.
Obiettivo riduzione delle emissioni
L’obiettivo della Regione Emilia‑Romagna è incrementare «l’utilizzo di fonti rinnovabili per assicurare la disponibilità di energia a costi ridotti e la riduzione delle emissioni di gas serra». A questo si aggiunge l’obiettivo di raggiungere i target di nuove installazioni fissati dal Pniec e, a livello locale, dal Piano Energetico Regionale.
Robot di ricarica mobili: in Cina la colonnina arriva dove parcheggi
Un punto messo in evidenza dal bando è chiaro: «supportare gli investimenti verso la produzione di energia pulita a prezzi accessibili per l’autoconsumo». Abbiamo chiesto allo Sportello Imprese se sia possibile condividere l’energia anche con i dipendenti: pensiamo agli e‑driver che non possono ricaricare a casa. Ma il tema riguarda anche fornitori e operatori della logistica, per favorire l’uso di camion e furgoni elettrici. E, nel caso di aziende con punti vendita, anche i clienti. Questa la risposta: «Con riferimento al quesito posto si chiarisce l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico, candidato in un’eventuale domanda di contributo può essere anche utilizzata per coprire consumi di una infrastruttura di ricarica per veicoli elettrici a condizione che la medesima infrastruttura sia collegata all’impianto elettrico dell’impresa richiedente. In sostanza la colonnina di ricarica deve essere una infrastruttura di proprietà dell’azienda richiedente il contributo e collegato alla rete elettrica interna della medesima».

Il bando premia i progetti collegati alla mobilità elettrica: un segnale positivo che incoraggia l’integrazione tra produzione di energia rinnovabile e ricarica dei veicoli. Importante anche la possibilità di finanziare i sistemi di accumulo, elemento chiave per stabilizzare l’autoconsumo. Anche se dalla Regione precisano che si tratta: «del punteggio massimo attribuibile in fase di valutazione di merito per il Criterio A (“Definizione degli obiettivi”). In questa specifica voce, il nucleo di valutazione terrà in considerazione proprio la “capacità di autoconsumare l’energia prodotta e l’integrazione multiservizi (es. mobilità elettrica)».

Un’ulteriore premialità è prevista per le imprese che dispongono internamente della figura dell’energy manager, di un esperto in gestione dell’energia, oppure che possiedono, per il sito produttivo oggetto della domanda, la certificazione ISO 50001.
La sintesi del bando
Caratteristiche del contributo
Le risorse disponibili per finanziare i progetti presentati sono pari a 3.000.000,00.
Il contributo verrà concesso a fondo perduto nella misura massima del 35% della spesa ammissibile, e non potrà comunque superare l’importo massimo di 100.000 euro.
Interventi ammissibili
Quelli volti alla realizzazione di nuovi impianti fotovoltaici su pensiline a copertura di parcheggi esistenti o nuovi parcheggi previsti su aree già impermeabilizzate, eventualmente integrati con sistemi di accumulo, la cui produzione di energia elettrica deve essere destinata all’autoconsumo.
Presentazione domanda
Le domande di contributo dovranno essere trasmesse tramite Sfinge 2020 dalle 10 del 30 settembre 2026 alle 13 del 15 novembre 2026.
Chi può fare domanda
- Micro imprese
- Piccole imprese
- Medie imprese
Tempi e scadenze
Inoltre l’impianto deve avere una potenza inferiore a 1 MW e la producibilità annua attesa non può essere superiore al consumo annuo di energia elettrica del sito produttivo. Al fine del rispetto del requisito di autoconsumo, se la potenza dell’impianto proposta eccede quella massima ammissibile determinata sulla base dei consumi storici del beneficiario, il progetto resta ammissibile. Tuttavia, le spese ammissibili saranno rideterminate in misura proporzionale alla potenza massima ammissibile, secondo il rapporto tra la potenza ammissibile e la potenza complessivamente proposta.
Stesso principio per il sistema di accumulo. Il progetto deve garantire che la componente di stoccaggio assorba almeno il 75% della sua energia da un impianto di produzione di energia rinnovabile collegato direttamente, su base annua. Se questa condizione non è rispettata non saranno ritenute ammissibili le spese dei sistemi di stoccaggio.
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Infine l’investimento complessivo per la realizzazione degli interventi proposti dovrà avere una dimensione finanziaria minima di 70mila euro, iva esclusa. Clicca qui per tutte le informazioni sul bando.
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Nella mia azienda hanno coperto interamente il parcheggio con struttura e pannelli fotovoltaici, stiamo parlando di 1000 posti auto dopo la loro installazione. Quante colonnine per i dipendenti hanno previsto? Zero. Hanno installato una decina di colonnine dentro l’azienda ad uso esclusivo della dirigenza (le ho viste utilizzare molto molto raramente da chi ha una Tesla e stop). Tutti gli altri, dal 3 livello operaio fino all’ottavo col funzionario tutti dipendenti di serie B. Ovviamente nessun sindacato si è esposto per i pochi possessori di auto elettrica.
…e se hai una flotta di auto aziendali le converti in elettriche e ci fai il v2g!
Io spero davvero che il tessuto delle medie imprese italiane capisca che per mantenere la competitività serve autoprodursi l’energia. Oltre al risparmio è una vera assicurazione contro i rincari dell’energia, e, non si sa mai, anche contro i blackout
🚗🚗🚗🔋🔋🔋👍🏼👍🏼👍🏼 vetture BEV V2G/H ai dipendenti, che quando sono al lavoro ricaricano… altrimenti “ricaricano l’azienda” 😀
È una richiesta che abbiamo fatto all’azienda dove lavoro io già da parecchio tempo e sottoscritta da molti dipendenti. Il problema è il costo dell’acciaio delle strutture portanti. La produzione da FV non compensa questo costo quindi alla fine hanno optato ad un terreno confinante con impianto al suolo. Ben vengano questi incentivi perché è del tutto insensato dal punto di vista etico consumare suolo per fare gli impianti fotovoltaici quando gli stessi potrebbero essere sospesi su tettoie sopra un terreno già asfaltato.
Alla fine per avere pensiline fotovoltaiche basterebbe emanare una legge come quella francese che prevede l’obbligo d’installare pensiline fotovoltaiche in presenza di parcheggi di infrastrutture commerciali e parcheggi a pagamento.
Sarebbe anche un modo per ridurre la temperatura nei dintorni.
Alleluia! Alleluia! 🙏🙏🙏
Non sarà l’ obbligo di legge “alla francese” ma un bel passo avanti si… sul piano energetico (+ FV -inquinamento, minori costi e più competitività nel tempo) e persino sul piano “sicurezza” dei veicoli sotto parcheggiati… Con le moderne auto piene di ADAS subire una forte grandinata e dover sostituire parabrezza con telecamere etc, ripristino lamiera ti può costituire un costo maggiore rispetto a qualche pannello fotovoltaico danneggiato…e comunque evitare un fermo veicoli molto prolungato nel tempo perché ultimamente reperire tutti i ricambi necessari può servire diverse settimane perse di lavoro ..
Insomma…a coprire posti auto con il fotovoltaico cinesi può solo guadagnare … e sotto le auto restano pure un po’ più fresche . E magari si possono programmare persino le ore a cui trovare già climatizzata la vettura..a carico WB quando collegate…👍👍😁