Elroq prima in Europa, davanti a Renault 5 e ID.4

 

Elroq prima in Europa nelle vendite di ottobre: il modello della Skoda seguito da Renault 5 e VW ID.4. Tesla arretra ancora: solo 8° la Model Y. Nella foto sopra: la Elroq in versione RS Matt Edition

Elroq prima in Europa
Le auto e le marche più vendute in Europa in ottobre nell’elettrico. Fonte: Jato Dynamics.

Elroq prima in Europa, Tesla continua la caduta

In Italia non sfonda ed è solo ed è solo al 33° posto  tra le elettriche più vendute. In Europa invece la Skoda Elroq è un caso: in ottobre è stata la più venduta con 11.441 immatricolazioni. Davanti alla Renault 5 (9.539) e alla sempre più sorprendente Volkswagen ID.4 (7.018). Più che doppiata la Tesla Model Y, a lungo leader in questa classifica, scivolata all’8° posto con 5.545. Il modello di Elon Musk per ora mantiene la testa della classifica nel totale dei primi 10 mesi del 2025, con 115 mila unità vendute. Ma il netto calo degli ultimi mesi fa pensare che sarà quasi impossibile mantenere questo primato nell’anno in arrivo. Anche perché la Model 3 è addirittura fuori dalla Top 20. Se poi prendiamo la classifica per marchi, vediamo che Tesla in ottobre è scivolata addirittura al 14° posto. In una graduatoria dominata dai marchi tedeschi, Volkswagen Group in testa (grazie anche a Skoda).

elroq prima in EuropaLe auto con la spina al 31,4%, i dazi frenano i marchi cinesi

Per ora non c’è invece alcuna invasione dei marchi cinesi, frenati dai dazi imposti dalla UE. Nella Top 20 c’è un solo modello di un gruppo cinese, la Volvo EX30 (10° a 4.640), ma si tratta di un’auto prodotta in Europa da un marchio svedese. E buio pesto per le marche italiane, che non piazzano alcun modello tra i primi 20. Venendo alle singole motorizzazioni, si nota che sono le auto ricaricabili a mostrare i trend migliori. Le elettriche hanno aumentato le vendite del 33%, a quota 224.351, le ibride plug-in sono salite del 41% a 117.240. Assieme la quota arriva al 31,4%, quasi un terzo delle immatricolazioni totali. In crescita anche le ibride, con un trend più favorevole alle mild hybrid (+13%) che alle full hybrid (+4%). Mentre continuano a calare le vendite di modelli a benzina o gasolio: -17% e 32,1% di quota (un anno fa erano al 40,4%).

Visualizza commenti (5)
  1. Alla fine le tanto desiderate auto elettriche con prezzi accessibili (intorno ai 20/22 lordo di incentivi) sembrerebbe che nella realtà non lo siano poi così tanto.. C3, BYD Surf, Leapmotor, la osannatissima Inster vendono molto meno di auto che ne costano anche il doppio. Potrebbe essere che il settore BEV abbia ancora un target almeno affluent, oppure (secondo me più probabile) che le elettriche di segmento A siano viste come prettamente cittadine e quindi cannibalizzate da alternative (quadricicli? trasporto pubblico?). Molto interessante comunque

    1. Evidentemente le compra chi è sicurissimo di usarle solo come seconda o terza auto.
      Indubbiamente sono vetture con poca autonomia e poco inclini a viaggi lunghi.

      Per esempio, arriva la stagione invernale, l’autonomia già diminuisce, ho una Tesla o un’altra auto efficiente e con buona autonomia e faccio Milano – Cervinia senza soste: carico all’arrivo mentre scio (anche se hanno installato troppe fast e poche ac) poi riparto per casa senza soste.
      Ho una segmento A di quelle che hai nominato, non ci arrivo senza soste e forse nemmeno torno senza soste, nonostante la rigenerazione in discesa.

      1. Sono d’accordo, e a quel punto se l’auto del segmento A serve solo in città, e magari circola quasi sempre con il solo guidatore, l’automobilista ben disposto verso l’elettrico compra una Topolino o una Ami, risparmiando soldi e spazio.

        1. Ni, con quelle non puoi andare nemmeno in superstrada o in tangenziale, poi non sono auto.
          Per ora le segmento A e B hanno poca autostima e non hanno ricariche particolarmente veloci (tipo Xpeng dell’altro articolo appena uscito che ricarica in 12 minuti).
          Ovviamente tra 10 anni sarà ben diverso, per ora sono indubbiamente un segmento che ha ancora dei limiti e soprattutto in Italia, dove c’è maggior ansia di autonomia che in tutto il resto d’Europa, c’è ancora reticenza.

          1. Non ho detto che sono perfette sostitute, lo sono sicuramente per molti; qui a Milano ne conosco almeno 3 di colleghi che sono passati dalla vecchia segmento A/B a combustione a una AMI o un Microlino, e non tornerebbero indietro. Quelle rare volte in cui non devono uscire oltre il raggio operativo hanno altre alternative, tra cui il car sharing se non hanno altre automobili. In provincia sicuramente si fanno ragionameti diversi.
            PS: so che è un typo, ma auto con poca autostima è bellissimo.

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