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Elkann e l’elettrico: “La Fiat c’è, Torino ci creda”

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FCA-Peugeot
John Elkann, presidente di FCA Group.

Il presidente di FCA Fiat-Chrysler, John Elkann, suona la carica sull’elettrico. E risponde indirettamente a chi, come Romano Prodi, lamenta la scarsità di risorse  messe in campo per la transizione verso l’auto a emissioni zero  (leggi).

Una risposta al “piano inclinato” di Prodi

L’anno prossimo arriverà la nuova 500e, prodotta a Torino Mirafiori.

John Elkann ha parlato lunedì 13 nell’assemblea dell’Amma, la Confindustria torinese. Confermando che sono stati avviati a Mirafiori i lavori per installare la linea della nuova 500 elettrica, con il via alla produzione previsto per i primi mesi del 2020. «La prima generazione della 500 elettrica l’abbiamo lanciata sette anni fa, in California, e oggi è tra le vetture elettriche più vendute degli Stati Uniti. La Pacifica ibrida è stata il primo minivan elettrico del settore, continua a ricevere premi come migliore motore elettrico. Ed è anche la quarta vettura ibrida plug-in più venduta degli Stati Uniti. Questa è l’esperienza che useremo, qui in Italia, per produrre le vetture ecologiche previste nel nostro piano industriale, che vedrà oltre 5 miliardi di investimenti. Ed è centrato proprio sui veicoli puramente elettrici e sugli ibridi plug-in». Prodi, un articolo sul Messaggero, era stato meno ottimistico, parlando del “piano inclinato dell’auto italiana. E delle troppe risorse (venute anche dalla vendita della Magneti Marelli) finite nelle tasche  degli azionisti FCA piuttosto, che negli investimenti.

Con BMW si lavora anche alla guida autonoma

«Torino – ha proseguito Elkann – ha le carte giuste per avere ruolo attivo nel settore auto del futuro. Questo siamo impegnati a realizzare in Fca. E credo che il sistema dell’auto a Torino abbia tutte le carte per giocare un ruolo attivo e positivo per il futuro del settore dell’auto e delle nostre comunità. A condizione che abbracci senza paure o riserve le sfide dell’innovazione con la prospettiva e il coraggio di chi guarda lontano». Il presidente di FCA ha ricordato anche la partnership con Bmw: “Stiamo lavorando per una piattaforma centrata sui sistemi di guida assistita in autostrada, la cui prima applicazione sarà sulle vetture del marchio Maserati

La nuova 500 elettrica durante i test invernali in Lapponia.

A Torino nell’indotto c’è preoccupazione

Elkann manda messaggi a una platea piuttosto preoccupata: la aziende dell’indotto vedono calare le vendite di auto tradizionali del Gruppo FCA, mentre lo sbarco dell’elettrico è ancora pieno di incognite. A inizio anno (qui l’articolo) Il Corriere della Sera ha lanciato l’allarme proprio sulla 500 elettrica. Parlando di un’impennata dei costi (“il 30% in più rispetto alle previsioni iniziali”) e di una riduzione della produzione annua programmata, da 80 a 50 mila unità.

SECONDO NOI. La 500 elettrica è un buon inizio, ma non basta. La concorrenza va veloce e ha messo sul piatto risorse e progetti infinitamente più ambiziosi. Non parliamo solo del Gruppo Volkswagen, che in nemmeno una settimana ha raccolto 15 mila ordini per la sua prima elettrica di nuova generazione, la ID.3. E nemmeno di Renault-Nissan, che all’all’elettrico hanno creduto in tempi non sospetti. Parliamo del nuovo super-gruppo Peugeot-Citroen-Opel, che è già pronto a lanciare a la 208 e la Corsa in versione elettrica. Parliamo dei coreani di Hyundai e Kia e di tutto il resto.

La Fiat Centoventi

La Fiat, e tutto il Gruppo FCA, dovrebbero svelare tempi e modi di un piano elettrico più corposo. Anche perché non si capisce bene che cosa resti di quanto annunciato da Sergio Marchionne meno di un anno fa. La battuta del nuovo numero uno, Mike Manley (“non siamo noi in ritardo, sono gli altri ad essere arrivati troppo presto“), oggi può fare sorridere. Ma presto potrebbe apparire infelice, se passerà troppo tempo prima di vedere una vera gamma elettrica all’orizzonte. La Centoventi vista al Salone di Ginevra (qui l’articolo) è un concentrato di buone idee. Ora è tempo di metterle in pratica, portandosi dietro Torino e un’Italia che sull’elettrico  devono recuperare il tempo perduto, come e più della Fiat. (m.te)