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Elida con Evoy: la barca elettrica per non spaventare i pesci

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La barca elettrica con motore Evoy

Su Elida con Evoy, il motore elettrico (leggi qui) che non spaventa i pesci. Il sistema di propulsione dell’azienda norvegese nel paese del petrolio, delle auto elettriche e dei pescherecci ha conquistato gli allevatori locali di fauna ittica. Merito della quasi assenza di rumore dei suoi motori marini che non seminano panico tra gli inquilini degli impianti di acquacoltura.

Su Elida il motore elettrico silenzioso è la soluzione per l’acquacoltura

Test con Evoy 1Elida è la barca elettrica, varata del cantiere Helgeland Plast AS di proprietà di Akva Group, utilizzata soprattutto per
trasportare gli allevatori di pesce dalla base nella costa all’impianto di allevamento ittico. L’assenza di rumore è stata una delle caratteristiche che hanno convinto Nils-Tore Karstensen, il titolare dell’azienda, a scegliere la propulsione elettrica. “Apprezziamo veramente la possibilità di provare nuove tecnologie. Pertanto, abbiamo ordinato una E-boat! Siamo la seconda generazione di piscicoltori da quando nostro padre ha avviato l’impresa nel 1970“. Una storia lunga 50 anni. “Ora anche i nostri figli – la terza generazione – si sono uniti a noi. E siamo entusiasti e orgogliosi di avere la E-boat nella nostra flotta“.

Motore da 300 kW e batteria da 120 kWh per Elida

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I dati elencati dal direttore tecnico di Evoy a bordo di Elida

Nel video qui sotto il direttore tecnico di Evoy Audun M. Askeland dà i numeri del sistema di propulsione. E’ una barca da lavoro, quindi il motore deve essere potente: arriva a 300 kW – secondo l’azienda equivalente circa a 400 CV – mentre la capacità del pacco batteria è di 120 kWh. La barca è una Polarcircle 860 cabinata.

Leif A.Stavøstrand, Ceo di Evoy: “Erano interessati a soluzione silenziosa”

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Leif A.Stavøstrand, Ceo di Evoy

Zero emissioni sicuramente, più affidabilità nelle manovre rispetto ad un motore termico e silenzioso come racconta il Ceo di Evoy Karstensen: “Abbiamo parlato con Leif A. Stavøstrand per sapere come stavano usando le loro barche e quali erano le loro sfide“. Ebbene “erano interessati a una soluzione che non faceva rumore, il che è vantaggioso nel settore dell’acquacoltura”. Si lavora in un ambiente più tranquillo visto che i pesci si agitano quando sentono il rumore del motore. Ma non finisce qui: “Si garantisce un benefico ROI grazie al risparmio di energie fossili e manutenzione, consentendo così un miglior bilancio economico rispetto ai motori tradizionali“.

Un’altra nicchia della transizione elettrica

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A bordo di Elida

Sappiamo bene che la nautica è un passo indietro rispetto all’automotive e in alcuni segmenti i motori elettrici non sono ancora pronti. In particolare per chi deve percorrere delle lunghe rotte. Esistono però nicchie interessanti come questa delle barche da lavoro per l’acquacoltura dove la scelta elettrica è concorrenziale. Evoy, nata solo nel 2018 a Florø in Norvegia e con un ufficio a Parigi da marzo 2021, sta iniziando a conquistarla.

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