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La transizione elettrica delle flotte aziendali è un processo virtuoso e inevitabile. Ma l’Italia rischia di subirlo, mentre dovrebbe promuoverlo e gestirlo. E’ questa la tesi di Stefano Peduzzi, Vice President, Technology Solutions di Geotab, in questo articolo di approfondimento scritto per Vaielettrico. Geotab e la multinazionale leader globale nelle soluzioni per veicoli connessi.

di Stefano Peduzzi∗
Le flotte italiane si stanno gradualmente aprendo all’elettrico, ma il processo di transizione viaggia a un ritmo ancora inferiore rispetto al resto d’Europa. Secondo il Fleet Sustainability Ranking 2025 di Ayvens, infatti, nel nostro Paese la quota di veicoli elettrici a batteria nelle nuove immatricolazioni aziendali è passata dal 9% al 18% negli ultimi due anni. Un progresso significativo, che resta però distante dalla media europea, cresciuta nello stesso periodo dal 18% al 37%. In altre parole, l’Italia avanza a una velocità pari a circa la metà di quella del continente.
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I motivi di questo gap sono molteplici: un quadro fiscale meno favorevole, incentivi spesso discontinui, una diffusione ancora disomogenea delle infrastrutture di ricarica e una persistente diffidenza verso le nuove tecnologie. Per molto tempo, del resto, il passaggio all’elettrico è stato considerato un progetto a lungo termine. Oggi, invece, sempre più aziende (anche in Italia) iniziano a vederlo come una priorità strategica. Sulla spinta delle aspettative dei clienti, degli obiettivi di decarbonizzazione e della pressione costante sui costi operativi, i fleet manager si stanno rendendo conto che la sfida non riguarda soltanto la compliance normativa, ma anche la capacità di preservare la competitività del business.
Flotte aziendali/Anche nei costi vince l’elettrica: 170 euro di risparmio al mese
Eppure, molte organizzazioni affrontano questa trasformazione come un semplice processo di rinnovo del parco veicoli. Questo approccio comporta però un rischio significativo: subire l’elettrificazione invece di gestirla in modo consapevole e coglierne tutti i vantaggi. La ricetta per restare competitivi? Anticipare il cambiamento e dotarsi di strumenti affidabili per misurarlo e governarlo.
Il vero rischio non è l’elettrico, ma l’improvvisazione
La transizione viene spesso associata al tradizionale ciclo di rinnovo della flotta: sostituire gradualmente, a fine vita, i veicoli con motore termico per adeguarsi alle nuove normative. Questo approccio apparentemente razionale porta però con sé limiti importanti.
L’elettrificazione non rappresenta semplicemente un cambiamento tecnologico. In assenza di una preparazione adeguata e di una visione chiara, le organizzazioni si espongono a molti rischi: investimenti di dimensioni errate, infrastrutture di ricarica non adeguate, scelte di veicoli non coerenti con gli utilizzi reali e aumento dei costi nascosti. Esiste inoltre un elemento spesso sottovalutato: il coinvolgimento delle persone nel cambiamento. Se chi utilizza i veicoli non viene supportato, formato e rassicurato, la transizione può incontrare resistenze che rallentano l’adozione delle nuove soluzioni.
Il rischio, quindi, non è tanto passare all’elettrico, quanto farlo senza una metodologia chiara. Con i continui aumenti del prezzo del carburante, la questione assume un valore ancora più strategico: le aziende devono poter stabilire con precisione quali veicoli sostituire, quando farlo, a quali condizioni e con quali obiettivi. La transizione rappresenta insomma una reale opportunità di contenimento dei costi, ma solo se le decisioni vengono prese sulla base di un’analisi dettagliata degli utilizzi effettivi e non di ipotesi generiche.
Decidere in base all’analisi, trasformare grazie ai dati
Facendo leva su dati oggettivi anziché su stime approssimative, i gestori delle flotte possono prendere decisioni più consapevoli e definire strategie più efficaci. Quali percorsi vengono realmente effettuati? Che veicoli maggiormente utilizzati?Quali conducenti utilizzano determinati mezzi? Quali costi sono associati ai diversi tipi di impiego? Sono tutte domande a cui le soluzioni di telematica possono fornire risposte precise, aiutando le aziende nel processo di elettrificazione.
Attraverso l’analisi dei dati reali generati dai veicoli, la telematica, oggi ulteriormente potenziata dall’intelligenza artificiale, consente di valutare attentamente numerosi indicatori: chilometri percorsi, tempi di inattività, stile di guida, consumi, costo totale di possesso (TCO) e molto altro ancora. Questa capacità analitica trasforma percezioni e supposizioni in informazioni concrete, immediatamente utilizzabili per gestire la transizione nel modo più efficace possibile. Il segreto è misurare prima di investire, analizzare prima di sostituire e pianificare prima di implementare. Altrimenti, le aziende rischiano di prendere decisioni affrettate con conseguenze negative su costi, produttività e coinvolgimento dei collaboratori.
Muoversi oggi, per essere efficienti domani
Le flotte rappresentano spesso una delle principali voci di spesa per le aziende: l’elettrificazione non dovrebbe essere considerata un ulteriore vincolo, bensì un’opportunità per ripensare in modo sostenibile l’intero modello di mobilità aziendale.
Per affrontare con successo questa trasformazione, è importante rispondere a una domanda fondamentale: quali veicoli possono essere elettrificati oggi senza compromettere la continuità operativa? La risposta deve basarsi su dati concreti che riflettano la realtà delle attività aziendali. Un veicolo elettrico può essere perfettamente adatto a determinate missioni, ma meno efficace in altri contesti operativi.
Allo stesso modo, realizzare infrastrutture di ricarica senza una conoscenza approfondita del fabbisogno energetico della propria flotta può portare a investimenti eccessivi oppure, al contrario, a una capacità insufficiente.
L’elettrificazione non riguarda esclusivamente il management aziendale: coinvolge direttamente anche il personale sul campo. Chi guida i veicoli deve infatti essere al centro della transizione. Supportare i conducenti, aiutarli a comprendere le nuove modalità di utilizzo e permettere loro di acquisire le abitudini corrette è essenziale per raggiungere i benefici attesi. Per i fleet manager è quindi fondamentale coinvolgere i conducenti fin dalle prime fasi del percorso, investire nella loro formazione e mettere a disposizione gli strumenti più adeguati a garantire un utilizzo ottimale dei veicoli e delle risorse disponibili.
∗ Vice President, Technology Solutions di Geotab
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stranamente dice l’opposto di VE.. nessuna corsa alla bev “immantinente” ma una ponderata riflessione su tempi, modi e gestione: tranne l’accompagnamento per mano dei minus habens, mi trova d’accordo.
per la serie l’italiano sallo e drovalo:
Vice President, Technology Solutions
Fleet Sustainability Ranking
fleet manager
compliance
management
exotic fruits beach manager = omino del coccobello
L elettrificazione delle flotte aziendali passa anche nella gestione della carica notturna a casa del dipendente .
Oggi non viene riconosciuta