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Elettrico solo per privilegiati della ricarica?

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La ricarica nei lampioni (qui a Londra) è una soluzione per chi non dispone di un box privato?

Elettrico solo per privilegiati della ricarica? Giorgio, un lettore, ci esorta a parlare anche di chi non dispone di wallbox e fotovoltaico. Vaielettrico risponde. Ricordiamo che i vostri quesiti vanno inviati alla mail info@vaielettrico.it

elettrico solo per privilegiatiElettrico solo per privilegiati… / Parlate anche di chi non ha né box né fotovoltaico…

“Complimenti per il tono pacato degli interventi. Vorrei condividere una mia riflessione. La stragrande maggioranza di chi commenta i vari blog sugli EV e che si dice ultra soddisfatto dell’acquisto possiede un box/garage. E molti addirittura vantano impianti fotovoltaici con annesse ricariche gratuite, dove possono rifornire più che comodamente le loro auto. Penso che, per convincere i moltissimi scettici, e in Italia sono ancora tanti, si dovrebbe dar voce a chi sia altrettanto soddisfatto pur abitando nei condomini. Come avviene per la stragrande maggioranza degli abitanti di centri e periferie di città come Roma, Milano, Napoli o Torino. Privi di box e costretti a parcheggiare in strada o sui marciapiedi e con le colonnine pubbliche a km di distanza. Finché si discute di wallbox e impianti domestici sarà difficile superare lo scetticismo di milioni di persone che considerano chi ricarica di notte a casa un privilegiato. E, anzi, spesso si irritano a sentir parlare solo di wallbox e di quanto sia comodo e bello ricaricare gratis con un bell’impianto fotovoltaico sul tetto. Giorgio Maini

Elettrico solo per privilegiati
Non tutti dispongono di una ricarica privata…

Ne scriviamo da anni, anche segnalando quel che fanno all’estero

Risposta. Il ragionamento non fa una piega, ma noi cerchiamo di riportare tutte le esperienze di ricarica. Quelle che possiamo considerare ideali (con allaccio privato e magari impianto fotovoltaico a supportarlo) e quelle più complicate, in un condominio in città. Digitando su Google le parole “ricarica in condominio” associate a Vaielettrico troverà decine di articoli su questo secondo scenario. Uno degli ultimi redatto con l’aiuto di una società specializzata, Charge Guru, in risposta a un lettore che vuole installare un caricatore nel box condominiale. Ma deve affrontare una serie di problemi tecnici e burocratici. E più volte abbiamo segnalato la guida alle ricariche condominiali redatta da Motus-e. Non solo: abbiamo parlato di quel che si sta facendo all’estero per aiutare chi non dispone di ricariche private. Per esempio utilizzare i lampioni dell’illuminazione pubblica (vedi Londra), cosa sperimentata anche a Pescara e a Verona. E ora al centro del progetto europeo MatchUP, con un’applicazione concreta a Valencia. Oppure le ricariche da marciapiede lanciate a New York, ma ache a Londra e in Germania. In Italia segnalammo il bel progetto City Plug di A2A per dotare di hub di ricarica a bassa potenza tutte le strade della città. Se questo le pare essere disattenti al problema…

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48 COMMENTI

  1. Carlo A.
    Buongiorno
    Vorrei fare una considerazione (forse non è il forum giusto..) in merito al perché si acquistano poche elettriche. Non sarà ANCHE perché chi vorrebbe comprarne una, avendo anche una buona parte dei soldi, non lo fa perché quei soldi gli possono servire per adeguare la classe energetica del suo appartamento alle direttive della “cara” Europa? E magari ciò costerà PIÙ dell’auto?

  2. Ciao Guido

    -parliamo di APPARTAMENTI.-

    Allora andiamo fino in fondo 😉 e parliamo più correttamente di UNITA’ ABITATIVE. 😉

    -il 68% degli APPARTAMENTI-

    Allora scusate tutti se mi ripeto.

    Mi duole constatare che non volete minimanetne ascoltarmi :D, ma ci riprovo lo stesso.
    Se vogliamo parlare seriamente della cosa, credo sia necessario inquadrare bene le cifre in modo da dire dei numeri che abbiano senso e che non creino ogni volta delle discussioni sempre uguali.
    Spero che stavolta vogliate prestarmi un minimo di orecchio… altrimenti rangèves. 😀
    Secondo me, per esperienza sul campo, il discorso più aderente alla realtà è il seguente.

    Si può tanquillamente accettare il dato ISTAT nudo e crudo secondo cui il 68% delle unità abitative dispone di un osto auto più o meno “di pertinenza”.
    Detto questo, bisogna vedere la “qualità” di questo posto auto,

    a) sia in assoluto (molti box ormai sono “piccoli” per le attuali vetture, mia suocera nel suo box fa fatica a posteggiare una Nissan Micra… MICRA!!!)

    b) sia in relazione alla possibilità di installare anche solo una presa blu (non sono mancati gli esempi anche su questo sito, posto auto troppo lontani dal contatore, palazzi vecchi e/o di grandi dimensioni… etc)

    c) sia “incrociando” i punti a) e b)

    Il tutto, a spanne e sempre per esperienza sul campo, mi porta a concludere che DI QUESTO 68% potemmo considerare IN VIA PRUDENZIALE che una percentuale tra il 35/40% nell’immediato può avere oggettivi problemi ad essere ritenuto idoneo alle necessità di ricarica di un veicolo elettrico.
    Attenzione: PROBLEMI, non impossibilità tout court.

    Quindi se vogliamo dire una percentuale RAGIONEVOLE, di coloro che “pronti via” potrebbero ricaricare a casa con un invetimento relativamente minimo (esempio: la famosa presa blu + carichino “serio”) ad esperienza e sentimento non andrei molto oltre un ottimistico 40% del totale delle unità abitative.
    Questo secondo me è il dato “realistico”.

    Che però, se ci pensiamo, poco poco non è.

    • Alessandro: certo!! L’ho anche scritto, il problema esiste come minimo per quel 32% che proprio non ce l’ha, verissimo il discorso che i box sono fatti per le Fiat 126 degli anni 70, tutto verissimo.

      Ma dato che era in contestazione da parte di Vincenzo Vicinanza il dato del 68% (a cui ho risposto che si tratta evidentemente di analfabetismo funzionale, o da parte di chi legge la tabella Istat e non la comprende o da parte di chi ha risposto al quesito Istat senza averlo compreso, è sempre un dato sconfortante) ho risposto specificatamente a quello. E alla fine abbiamo assodato che il 68% non è quantitativamente contestabile. Lo è qualitativamente, come sottolinei tu e non ci nasconderemo sicuramente dietro ad una indifendibile presa di posizione: indiscutibilmente complicato per chi sta in condominio, vuoi perchè il box è ridicolmente piccolo, vuoi perchè disfare il cortile condominiale per passare cavi sarà una bella sfida…

      Tutto ciò però, ancora una volta, non spiega perchè in Italia si vendano così poche auto elettriche. Tu stesso dici: il 40% può avere oggettivi problemi ad essere ritenuto idoneo.
      Benissimo, e il restante 28%? Perchè abbiamo percentuali ridicole di BEV acquistate?
      Proprio incrociando gli elementi che dici tu:
      – chi ha soldi, tanti, probabilmente vive in villette con cortile e fotovoltaico;
      – chi ha soldi non si fa fermare da >50k, tanto prende in leasing;
      – chi prende in leasing non è preoccupato di obsolescenza;
      – le auto di segmento D hanno già superato da quel prezzo prestazioni e qualità delle omologhe termiche MA COSTANO MENO.

      Allora perchè c’è una ridicola percentuale di vendite elettriche…?

      Perchè lo vediamo qui su Vaielettrico quotidianamente e che ha ben evidenziato Paolo Mariano: superficialità (perchè lui è un signore che non chiama le cose con il loro nome: ignoranza). Tantissimi parlano, parlano, parlano di qualcosa che NON conoscono o che conoscono per chiacchiere da bar. Intendiamoci: non per il prezzo! Se qualcuno dice che non ha 40.000€ non si discute. Parlo del resto, arcinoto, non ripetiamolo.

      Poco poco, non è. Hai ragione. E nessuno lo vuole sminuire.

      • -perchè c’è una ridicola percentuale di vendite elettriche-

        Ah per l’amor del cielo. Ci mancherebbe. Ma non era l’intento del mio discorso.

        Semplicemente volevo darvi dei numeri un po’ più realistici, perchè ogni volta che dite “il 68% ha un posto auto” senza un minimo di contestualizzazione state semplicemente passando i chiodi a chi vuol tentare di mettervi in croce. 😉

        Se volete usarei i “miei” numeri e le “mie” contestualizzazione mi vien da dire “buon per voi”.
        Altrimenti andate avanti a parlare del “68%” e litigate ogni volta. 😉

    • Grazie Alessandro. Giusto incrociare i dati di scuola con l’esperienza sul campo. Smetterò di citare il censimento Istat, se i nostri gentili interlocutori smetteranno di scrivere che solo pochi privilegiati possono ricaricare a casa. Il 40% di 40 milioni di autoveicoli fa 16 milioni. dimezziamo ancora per stare nel sicuro e diciamo che in Italia 8 milioni di automobilisti potrebbero ricaricare in garage la loro auto elettrica. Oggi siamo a 180 mila BEV circolanti. Quindi smettiamola con scuse e luoghi comuni.

      • No, non devi smettere. Il dato non è “falso”.
        E’ solo “falsato”.
        Ma non è che dici il falso citando l’ISTAT.
        Solo ti metti in posizione di essere ogni volta attaccato e ogni volta dover stare a spiegare.

        Basta che dici una roba del tipo che

        “il 68% delle unità abitative da censimento ISTAT dispone di un posto auto a qualsiasi titolo, di conseguenza possiamo ipotizzare che almeno la metà di questi sia nelle condizioni di poter ricaricare a casa”

        E sei inattaccabile, a cavallo come un pascià.

        (lo so, la frase che ho scritto è lunga. non ti manca il dono della sintesi… 😉 )

      • -8 milioni di automobilisti potrebbero ricaricare in garage la loro auto elettrica.-

        Ma “domani mattina”, al massimo “dopodomani”. Su questo non ci sono dubbi.

        • Una piccola precisazione, Alessandro.
          Molti condomini hanno anche posti auto esterni di proprietà, ed una wallbox parte da 400/500€, che puoi installare anche all’aperto, mica solo in box.
          Certo, devi fare i lavori, ma sono “una tantum”.
          Cambi auto, non cambi la WB.
          Quindi la platea di possibili aumenta.
          Se per tua suocera basta una Micra, direi che una Twingo potrebbe bastare.
          E nel box non entra manco lei?
          Comunque, come dice Baccarini, almeno il 28% se la può permettere per spazi e costi.
          Dove sono?

          • -Molti condomini hanno anche posti auto esterni di proprietà-

            Grazie Andrea, ho molto ben presente! Mi occupo di gestione immobiliare. 😉 quando nei miei calcoli parlo di posti auto mi riferisco anche a quelli esterni.

            -per tua suocera basta una Micra, direi che una Twingo potrebbe bastare.-

            Mia suocera ha 78 anni, e per quanto sia sveglia chiederle di iniziare adesso ad armeggiare con caricatori e applicazioni non sarebbe ecologico. Sarebbe crudele 😂

          • @Alessandro
            Se tua suocera sa infilare la spina dell’aspirapolvere nella presa di corrente, riesce anche ad attaccare l’auto alla ricarica in Box.
            Suvvia, non fasciamoci la testa.

            Comunque, ho visto anche tanti condomini con il garage riattato a “contenitore di rumenta”.
            Ripristinasse roca box avrebbero molti meno problemi.

  3. Credo che occorra distingue tra PHEV e BEV.
    Per le prime un posto certo e comodo (o ti stufi) dove caricarla, se serve anche tutti i giorni (o, meglio, le notti), è indispensabile. Una Plug-in non andrebbe acquistata senza avere certamente a disposizione un posto di ricarica, l’ideale è ovviamente il proprio garage/giardino/cortile. Anche perché così puoi pre-climatizzare con enormi vantaggi invernali per consumi ed autonomia.
    Per le seconde è ovviamente più comodo disporne, ma non credo che sia indispensabile. Con le autonomie di cui dispongono credo che basti organizzarsi: difficile non trovare qualcosa a pochi Km da casa, magari anche veloce. Se non trovi libero quando vai, se sei accorto e non ti sei ridotto “alla canna del gas”, trovi di certo alla sera, o l’indomani. Oppure lento, ma nei punti in cui si va spesso per commissioni: anche ricaricare alcuni Km di autonomia durante la spesa per una BEV è utilissimo (per una PHEV “normale” durante la spesa carichi, se è una grossa spesa, un paio di Km, e non basta).
    Poi, sarebbe auspicabile che le aziende con parcheggi propri cominciassero a dotarsi di punti di ricarica. E si spera anche che nelle città dispongano ricariche lente comunali ben distribuite in ogni quartiere.
    Poi, ci sono certamente situazioni in cui, per ora, l’elettrico non è adatto. Ma non credo che siano moltissime.

  4. condominio, abbiamo 10 Tesla e ci conosciamo ,nessuno ha la ricarica nel posto auto , poi vi sono una decina di plugin anche loro senza wallbox, tutti vivono ilassati nessun problema , noi ricarichiamo nelle colonnine dei centri commerciali a prezzi ragionevoli, distanza punti ricarica da 2km in su come andare dal benzinaio. I problemi li pongono chi non ha l auto elettrica perche non provandola non puo constatare le non difficolta.

    • 10 Tesla in un condominio…. perbacco deve essere la Trump tower, nel mio 4 panda , 1 Clio 3 Punto 1 500x(e quello ricco) , e una Duster GPL…

    • Sono d’accordo 10 tesla, sono ricchi, ma avete presente la media degli stipendi tra 20 e 30k anno chi può permettersi TESLA!!!
      Dove abito io condominio di 70 app nessuna possibilità di mettere ricarica e tutti i condomini della via 1,5 km controllato personalmente stessa situazione!!!
      Certamente esci dalla città villette condomini piccoli max 2 o 3 piani max 4 o 6 app box grandi e spazi per posizionare wallbox…

      • In condominio, installi una canalina e la WB si mette.
        Non ci sono solo le Tesla, quindi se si vuole si può fare.
        Poi, come si è sempre ripetuto, l’elettrico oggi è per molti, purtroppo non ancora per tutti

  5. l’auto ev si ricarica anche da presa domestica la lasci tutta la notte anche senza wallbox .considero privilegiati chi ha il fotovoltaico come me ma di gratutito nel ricaricare col proprio fotov. c’e’ solo la manodopera tua che inserisci la spina nel muro e nell’auto . il mio mio fv e’ costato quasi 30000 euro e non ho fatto il 110 perche’ non sono furbo ,quindi di gratuito c’e’ ben poco . a patire dalla 3000 esima ricarica forse.

  6. Sono d’accordo con tutti voi anche se ritengo che la ricarica per molti non debba essere necessariamente a casa, ma al lavoro. Chi lavora in fabbrica dovrebbe avere la possibilità di partecipare ad una comunità energetica e caricare negli ampi parcheggi industriali che andrebbero coperti con pannelli fotovoltaici e portarsi l’energia a casa. Si sa che é conveniente caricare quando i pannelli fotovoltaici sono baciati dal sole e le fabbriche hanno spesso ampi tetti inutilizzati, detto ciò portarsi a casa l’energia sarebbe un ulteriore vantaggio con il V2G. Lungo le strade non ci saranno mai tanti punti di ricarica a basso amperaggio per ogni auto parteggiata e non tutte le auto lo devono fare ogni giorno, ma perché farlo di notte quando un dei problemi dell’energia rinnovabile è l’accumulo?

  7. Io non voglio creare polemiche, ma ho una precisazione da fare, fino a qualche anno/decennio fa ci davano per folli, chi andava a vivere distante dalla città perché privo di molti servizi, che tutt’ora mancano, di fatti noi dobbiamo obbligatoriamente avere più auto perché se no sarebbe ingestibile la vita, in più parti la mattina e torno la sera, ora le nostre scelte che fino a ieri erano folli sono magicamente diventate è ma tu sei fortunato, a me dava fastidio allora e da molto più fastidio oggi, ognuno nella sua vita ha fatto delle scelte, chi ha optato per comodità di andar a vivere nelle città ( ho parenti che vivono in grandi città in enormi condomini e non hanno neanche l’auto, perché i servizi pubblici sono tanti ed efficienti, per le due o tre volte al anno che hanno necessità di fare lunghe tratte usano ancora i mezzi pubblici e noleggiano al arrivo ) e chi ha scelto di fare il pendolare a vita, con i disagi annessi, visto che sarebbe bello avere i mezzi pubblici, così la seconda o terza auto non servirebbe.

    Detto questo si può sempre fare una rivalutazione delle condizioni, e vedere delle alternative.

    • Premetto non ho Fotovoltaico e sono in affitto, quindi se cambiano le esigenze posso sempre decidere di spostarmi, magari anche fuori dal Italia se continua così

    • Non solo, solo 7 anni fa mi dicevano che ero pazzo a spendere 10000€ per un 6kW di fotovoltaico perché inutile, soldi buttati.
      Ora mi dicono che sono fortunato/privilegiato ad avere il FV e caricare a casa.
      Valli a capire.

  8. Abito in un condominio, ho in posto fisso nel garage condominiale, ma non posso, per una serie di motivi che non sto a spiegare, caricarci l’auto e quindi appoggio alle colonnine pubbliche, supercharger che uso poco, ed EnelX o Becharge, con l’app Juicepass e abbonamento EnelX. Nonostante questa ‘limitazione’ a cui mi sono adattato abbastanza in fretta ho percorso 22.000 km in poco più di un anno spendendo anche poco, considerando anche le ricariche gratuite offerte da Telepass lo scorso anno.

  9. Io sono nato e cresciuto in città. Ho vissuto 39 anni in appartamento poi ho fatto una scelta di vita e ho deciso insieme a mia moglie di rinunciare a determinate comodità della città pur di vivere in una casa indipendente di un comune montano per avere più spazio e più natura intorno. Il passaggio all’elettrico poi è stato agevolato sicuramente dal fatto di avere un posteggio privato e un tetto tutto mio sul quale installare un impianto fotovoltaico, ma ho fatto delle rinunce in altri aspetti come ad esempio la comodità di abitare vicino al posto di lavoro o l’avere il supermercato sotto casa. Ci sono pro e contro in ogni cosa perciò non mi reputo un privilegiato solo perché ho fotovoltaico e wallbox così come non reputo un privilegiato chi vive in città e magari va al lavoro a piedi in 5 minuti

    • Purtroppo si.
      C’è una larga fetta di popolazione incapace di comprendere quello che legge (analfabeti funzionali).
      Perché quel valore li viene dal censimento Istat 2001, basta leggerlo. Parla di posto macchina assegnato, non solo box, quindi anche normale spazio aperto in cortile condominiale.
      Chissà cos’hanno capito.

      • Voi non avete capitp! Invece di fare i supponenti cercate di comprendere le statisriche che vi dà in pasto la redazione. Non sono il 68% delle famiglie italiane ad avere un posto auto di pertinenza ma il 68% degli edifici ad uso abitativo. Mettiamola così terra terra in modo che possa essere compresa da tutti: io ho un’isola su cui ci sono solamente due edifici ad uso abitativo, uno è una bella villa con annesso garage e l’altro è un condominio con 200 famiglie. Per la statistica il 50% degli edifici ha un posto auto, nella realtà le famiglie che ne possono usufruire sono 1 su 201. Nel caso potete leggere la statistica di Trilussa che ve la spiega ancora meglio.

        • Mettiamola così, terra terra: si legga la statistica davvero. Tutta.
          http://dawinci.istat.it/MD/dawinciMD.jsp?a1=m0I040WI0&a2=mG0Y8048f8&n=1UH50009OG0

          Lei può semplificare, ma qui parliamo di 27 milioni di appartamenti che appartengono a 11 milioni di edifici con mediamente 2,43 appartamenti. Media di Trilussa? Su 27 milioni di appartamenti – 11 milioni di edifici?
          Provi a combinarli in modo che la popolazione dei condomini pluriappartamento (tutti SENZA posto macchina! Diamolo per scontato, anche se è lontanissimo dalla realtà, dato che tutti i condomini residenziali non appartenenti al centro storico hanno i garage – cortile condominiale – e sono quelli con il più alto numero di appartamenti) combinata con la popolazione in abitazioni unifamiliare (tutti con posto macchina!) faccia 2,43 di media appartamenti per edificio. E vediamo un po’ che numero di famiglie che abitano in un condominio salta fuori. Tiri i numeri fino al limite teorico che sia però congruente con la media e vediamo quante famiglie potrebbero abitare in condomini e quanto questo sia incompatibile con quel 68%.

        • Ho dimenticato il particolare più importante: il quesito del censimento chiedeva ad ogni famiglia se il SUO appartamento possedeva il posto macchina, non se l’edificio lo aveva. Quindi ognuno ha risposto per il SUO appartamento.
          Quindi è il 68% degli APPARTAMENTI e non EDIFICI che dispone di posto macchina. Che poi l’appartamento sia in un condominio o sia in villetta, è irrilevante.

          • Correggo: Ora di quel 68% in quanti si possono permettere l’ auto elettrica? ( Ed intendo non solo economicamente)

          • Mi dispiace perlei ma non è così.. Il quesito sui posti auto per famiglia è del censimento del 2011 che difatti non viene menzionato. Quello del 2001 riguardava gli edifici. Qui un estratto da un sito del settore dei motori:”I risultati del 2011 verranno diramati dall’Istituto Nazionale di Statistica a partire dal 31 marzo 2012 e vedremo cosa cambierà rispetto a dieci anni fa, quando il 68,1% delle abitazioni (pari a 14.753.765 unità) occupate da persone residenti aveva disponibilità di almeno un posto auto”. Semmai la domanda da porsi è come mai il vaielettrico diffonde i dati del 2001 e non i più precisi dati del 2011.

          • Carlo
            Gli edifici as uso abitativo sono 11 milioni nell’intera Italia.
            Se 14 milioni hanno il posto macchina… parliamo di APPARTAMENTI.

          • Pensi un pò che per il censimento del 2001 bastava che un edificio avesse almeno un posto auto per rientrare tra quelli che
            ne erano dotati indipendentemente se nell’edificio erano ospitati 1 o 10 nuclei familiari. Proprio una bella statistica da utilizzare per portare avanti il kerigma dell’auto elettrica.

          • Di fronte ad uno che insiste col dire che ci sono 14 milioni di edifici (perché lei dice che sono edifici e non appartamenti) su 11 milioni di edifici totali, io faccio un passo indietro.

          • Premesso che non è facile ammettere l’errore e lei l’ha fatto, riformula il suo giudizio?
            Tenga presente che qui tante volte si è insistito sul fatto che OGGI tante persone potrebbero passare subito all’elettrico, ma DOMANI una soluzione per quel 32% bisogna assolutamente trovarla: il problema esiste, le soluzioni già ci sono, ma vanno realizzate e con la spinta che abbiamo…

  10. Concordo anche io con il commento di Giorgio, ma credo si debba smettere di considerare privilegiato chi ha installato un fotovoltaico e chi ha un posto auto sotto casa. Queste persone probabilmente si sono fatte in quattro per avere ciò che hanno, e sempre probabilmente nessuno gli ha regalato niente. Inoltre abitando fuori città si sono dovuti comprare un’auto per raggiungere il posto di lavoro perché a differenza dei “privilegiati” che abitano in città non hanno la fermata dei mezzi pubblici sotto casa e neppure la scuola o il panificio con negozio annesso. Quindi, per favore, smettiamola di chiamare privilegiati una certa categoria di popolazione perché stiamo parlando di due facce della stessa medaglia, c’è chi ha preferito vivere in un condominio vicino ai tutti i servizi che può offrire una città e chi ha deciso di vivere nel paesello lontano dai servizi precedentemente descritti ma ha avuto la possibilità di installare un fotovoltaico e di acquistare un posto auto sotto casa. Questo è quello che penso e mi scuso in anticipo se ho urtato la sensibilità di qualcuno.

    • Concordo. Nella vita si fanno scelte, che hanno pro e contro. Ma a parte questo… ad aprile faccio due anni di auto elettrica (unica auto di casa) senza aver mai caricato a casa; e faccio oltre 2.000 km al mese.

  11. Sono d’accordo con lo scrittore allarghiamo le casistiche.

    Scherzi a parte esistono tante sfaccettature, io ho il FV ma NON ho ne garage ne posto auto di proprietà per cui sarò costretto a montare la colonnina su parcheggio comune.
    In buona sostanza NON avrò la certezza di ricaricare quando voglio ma solo quando troverò libero un posto vicino la colonnina.

    Questo aumenta le variabili in campo tipo meglio prendere un taglio batteria maggiore per avere più autonomia? Ma le NMC non dovresti caricarle spesso al 100%, mentre le LFP puoi e temono meno il freddo.

    Parlo delle due versioni di MG4 (base e comfort).

    Ho la fortuna di avere una colonnina pubblica vicino casa per cui se sono alle strette posso ricaricare lì. Sono 65€cent/KWh con tariffa a consumo.

    Ho visto che esistono anche delle prepagate, col credito utilizzabile in 6 mesi, ma non del gestore vicino casa.
    Se faccio un altro gestore però mi costa di più perché il roaming da quel che ho visto ha un sovrapprezzo.

    Se avete consigli ben accetti.

    Per i lunghi viaggi come vi aggiustate? Potrei fare una prepagata quando vado in viaggio e tenere quella a consumo a casa per i momenti sfigati che non trovo parcheggio per 4/5 giorni vicino la colonnina.

    • Se posso consigliarti ilariovs fatti una prepagata con enelxway o becharge. Questi due operatori consentono il roaming con l’80-90% dei gestori di colonnine sia quick che fast che HPC. Martedì e mercoledì scorso ho noleggiato una EV e in due giorni ho fatto 1350Km, per non avere scocciature mi sono comprato una Flat Large di enelxway a 45€ per 145kWh (0,31€/kWh) e una be regular 100 di becharge a 38€ per 100kWh (0,38 €/kWh) e mi sono avanzati 12kWh, pazienza, mi è costato sempre meno che pagare a consumo. A questo indirizzo trovi la “Tabella interoperabilità di tutti i gestori di ricarica” che può darti una mano a capire se l’operatore che hai sotto casa accetta roaming oppure no. https://docs.google.com/spreadsheets/d/1W05znPvy4s72RYRPpo1OeIQqArFWm3ONHbaY7fGM7m0/edit#gid=877261671

      • Grazie. Anche io avevo pensato stato ad una prepagata Becharge compro 100 mi accreditano 110 e ho 6 mesi per consumarli.

        Sarebbe la cosa più comoda.

        Però. C’é un però ho scaricato l’app becharge e le colonnine vicino casa me le porta a 0,89€/KWh. NO.
        A sto punto mi conviene prendere la scheda a consumo per le colonn ine vicino casa (0,65) e una prepagata becharge tanto in 6 mesi bastano un paio di viaggi e li consumi.

        Grazie della risposta. Vaielettrico é veramente una risorsa ed ha una comunity che vale oro.

        • @ilariovs, il prezzo riportato sull’APP di becharge come per quella di enelxway si riferisce al prezzo pieno e non quello in abbonamento, ma quando caricherai l’autoveicolo non ti verrà scalato il credito ma i kWh che hai prelevato dalla colonnina. Quindi, se pensi di consumare intorno ai 100kWh/mese io farei un’abbonamento con becharge, se sfori pagherai le eccedenze a consumo e quindi a prezzo pieno. Se il tuo consumo medio è superiore ai 100 kWh/mese ti conviene acquistare una Flat Large di enelxway, che comunque potrai utilizzare anche sulle colonnine becharge come se fosse delle enelx ed anche qui ti verranno scalati i kWh che preleverai dalla colonnina becharge ma questa volta dall’abbonamento di enelxway. Inoltre sia l’abbonamento becharge oppure quello enelxway ti permetteranno di ricaricare sia sulle colonnine Duferco, Ewiva, Freetox, Ionity e moti altre sempre allo stesso prezzo dell’abbonamento che hai sottoscritto. Spero di essere stato chiaro e d’aiuto.

          Propongo alla redazione di scrivere un’articolo che tratti questo argomento così da rendere più comprensibile come funzioni la ricarica in abbonamento e in roaming.

    • Normalmente EnelX va in roaming si tutte o quasi, senza sovrapprezzi. E le sie flat sono molto convenienti; la 45€/145kWh, usabile anche su Ionity e FreetoX, ha un costo di ,031€/kWh. Quasi come a casa.
      Consiglio anche di acquistare la carta RFID fisica, molto comoda e non teme problemi di copertura telefonica.

    • Si credo che Giorgio ha centrato uno dei due punti focali (il secondo è il prezzo) per i quali molti non considerano l’auto elettrica, anche se credono nella superiorità di quest’ultima. Io sono fortunato (ma lo sapevo già in fase di acquisto della mia mx 30) ad avere wallbox e box in villetta, e per me sarebbe folle non avere un’auto elettrica. Qualche giorno fa si è deciso anche mio fratello, che non ha né box ne fotovoltaico. Un salto nel buio visto che le colonnine per strada sono perennemente occupate e il garage pubblico dove parcheggia non ha al momento posti di ricarica per i troppi impedimenti burocratici. Un appello ai decisori politici: facilitate la messa in opera di prese anche a bassa potenza in tutti i posti macchina dei garage pubblici.

      • Pensi un pò che io ho posto auto e possibilità di comprare un’auto elettrica ma non lo farò fintanto che vige il divieto di vendita di auto termiche nuove. Sono contrario e non voglio alimentare la creazione di una massa critica di auto elettriche circolanti che taglierebbe fuori dal mercato milioni di persone.

        • Ma no, dai, non dica così. 😉
          Se lo faccia dire da uno che è cresciuto a pane e pistoni.

          L’automobile, come la motocicletta, è un mezzo.
          Un mezzo che a volte si usa per raggiungere un luogo, altre volte per raggiungere uno stato d’animo. E solo il Signore sa quanti stati d’animo ho raggiunto in decenni di “onorata carriera”.
          In ogni caso, per esperienza, trasformare un mezzo in un fine non è mai un’idea furba.

          Il mio consiglio, per quanto le è possibile, è semplice: provi un veicolo elettrico.
          Soprattutto se ha la possibilità di ricaricarlo a casa.
          Magari continuerà a non piacerle. Magari scopre un mondo. 😉

  12. Ricarico in giardino con fotovoltaico e te hai assolutamente ragione. Da quando ho l’auto elettrica continuo a dire che il problema principale è predisporre una rete di ricarica in AC sparsa e molto ben distribuita sul territorio ma, vedo che il problema non è ben percepito.

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