Elettrico poco venduto in Italia? La versione di Renault

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Elettrico poco venduto in Italia rispetto ai principali Paesi europei? Ecco come la vede Sébastien Guigues, presidente di Renault Italia.

Elettrico poco venduto? “Complessità da non scaricare su chi guida”

elettrico poco venduto
Foto dal profilo LinkedIn di Sébastien Guigues (in alto con la nuova Megane).

Guigues ha postato  su LinkedIn una riflessione sul perché gli italiani preferiscono di gran lunga l’ibrido. Trascurando l’elettrico, fermo al 6-8% in un’Europa che ormai viaggia attorno al 30% di quota di mercato. Il manager francese spiega “come l’automobilista italiano abbia trovato nell’ibrido la sua risposta: un cambiamento reale, ma vissuto con naturalezza nella vita di tutti i giorni. Il compito di noi costruttori è stato quello di progettare una tecnologia che si facesse carico della complessità, senza scaricarla su chi guida. Offrire l’innovazione senza chiedere di stravolgere le proprie abitudini: è questa la lezione più preziosa per chi oggi ragiona sul futuro della mobilità”. Elettrico troppo complicato, dunque, anche se c’è da chiedersi come mai i clienti francesi la pensino in modo opposto.

“L’ibrido è il presente, dando risposte concrete”

elettrico poco venduto

“I dati raccontano come gli italiani stiano davvero attraversando la transizione e rappresenta la ragione della nostra strategia ‘a due gambe’. L’ibrido sostiene il presente, accompagnando famiglie e professionisti verso l’efficienza e trasformando la complessità del mercato in risposte concrete. L’elettrico costituisce la destinazione”, prosegue Guigues. “Una parte dello sforzo, l’elettrico lo chiede ancora a chi guida ed è per questo che in Italia vale pochi punti percentuale, meno di un decimo di mercato. E le ragioni le conosciamo bene. C’è il costo dell’energia alle colonnine e c’è la ricarica a casa, che molte famiglie semplicemente non hanno. E c’è un potere d’acquisto che rende ogni scelta più ponderata. Sono condizioni di sistema, e nessun costruttore può cambiarle da solo“.

Elettrico poco venduto, e i costruttori si adattano

elettrico poco venduto
 La Renault 5, modello elettrico di punta della marca francese.

Dalle parole di Guigues traspare una lezione importante. I costruttori si sono rassegnati allo scarso gradimento degli italiani per l’elettrico. E hanno deciso che non val la pena qui spingere sulle auto a batteria, puntando tutte le carte sull’ibrido. Stellantis è sulla stessa lunghezza d’onda. Anche in comunicazione, concentrando tutti gli spot pubblicitari sui modelli con il doppio motore. L’elettrico, che altrove è il presente, nel Bel Paese è un futuro neanche troppo vicino. Mntre nei primi otto mesi del 2026 le ibride hanno raggiunto il 45,3% delle vendite, ci ricorda Guigues. Peccato che si tratti in gran parte di mild-hybrid, ovvero di modelli in cui l’apporto dell’elettrico è molto modesto. Facendo della transizione italiana un passo trascurabile sul fronte delle emissioni.

  • Ma come vanno le elettriche Renault? VIDEO-PROVA della R4

Visualizza commenti (31)
  1. @damiano I
    In realtà, la Multipla.non l’ho ancora buttata perché sono tutt’oggi alla ricerca di un “lungimirante” distributore di metano che mi faccia rifornire a scrocco!
    Ma mi sto rassegnando.
    La mia auto ormai è vecchia……il distributore è diventato un miraggio……e le tue competenze in questo campo sono inarrivabili!
    In 18 anni di officina, invece, devo dire che ci hai capito poco.
    Contattami in privato, che ti spiego come funziona realmente.

    1. 30 anni di lavoro in conc., 3 aziende installatrici impianti a gas per allestimenti e revisioni vetture clienti, ma per fortuna c’è 👼🐻 che ci insegna…..

      Te l’ho già scritto … attacchi personali ed insinuazioni non meritano risposte.

      Quando lo faccio è solo per gli altri lettori.

  2. @damiano I
    Vado a metano dal 2013 e, fino allo scoppio della guerra in Ucraina, facevo 500 km a settimana spendendo 28 euro per un pieno.
    Se non si sa di cosa si parla, meglio tacere.
    Per la mia auto, la revisione delle bombole costa 170 euro ogni 4 anni.
    Fanno poco più di 40 euro all’anno: una spesa del tutto sostenibile, credo.
    Con la mia macchina, l’Italia l’ho girata in lungo e in largo.
    Mai avuto problemi di rifornimento, non è mai esistita alcuna “….ricerca (affannosa) del distributore metano….”.
    La verità è che il metano rappresentava il giusto compromesso per il popolo tra esigenze di mobilità e salvaguardia dell’ambiente.
    La nostra tecnologia in materia e la nostra rete di distribuzione erano all’avanguardia nel mondo.
    Ma abbiamo preferito buttare tutto nel cesso, per (NON) adottare una nuova tecnologia, che è appannaggio solo dei più abbienti.

    1. Eh già…non so di cosa parlo …. avendo lavorato 18 anni a fare conti di riparazioni in officina…e di Multipla Natural Power o Multijet ne ho viste a dozzine ogni anno (tra i tanti marchi trattati)…
      Nel conteggio che presenti manca totalmente la manutenzione ordinaria (il c.d. tagliando, con litania di olio, filtri vari, candele , cinghie… E poi anche pastiglie e dischi freni..la distribuzione…pompe acqua…. e relativa manodopera (tutta “roba” che le BEV non hanno: dopo 4 anni la mia deve cambiare…la batteria 12V per prescrizione precauzionale, visto che è la principale causa di problemi delle auto elettriche secondo le statistiche mondiali).

      Puoi spiegare a me (e magari anche ad altri lettori) perché non stai a scrivere su “Vado a Metano” ?
      Cosa intendi fare su un sito di auto e tecnologie elettriche?
      Arrotondi le entrate come rappresentante di impianti a gas?
      Oppure hai paura che sparisca la domanda di metano e la tua Multipla non arrivi a compiere 30 anni d’ uso?

      Secondo me ti piace sfogare frustrazione con questi attacchi ai commentatori…

      C’è il “bonus psicologo”…

      https://www.inps.it/it/it/dettaglio-scheda.it.schede-servizio-strumento.schede-servizi.contributo-per-sostenere-le-spese-relative-a-sessioni-di-psicoterapia-bonus-psicologo.html

      non solo quelli per le Wallbox .

  3. Io sono quello dei commenti controcorrente.
    Secondo me tutte le discussioni che ho letto sull’utente medio, sulla difficoltà di uso, sui costi, etc. possono essere giustissime ma sono fuori tema:
    Il tema è perché R4 ed R5 in europa vendono ed in Italia no.

    Io possiedo una R5 e-tech 150CV e la mia esperienza è che la gente la torva bellissima ed interessante ma NON la ha VISTA né in tv né sui social.

    La mia esperienza è di gente che attraversa le striscie si gira e ti dice “ah, è questa la R5”
    A mio figlio lo hanno fermato i Carabinieri e l’agente gli esplicitamente detto che lo avevano fermato perché era curioso
    A me, fermo al semaforo un signore si è sporto dal finestrino per chiedere informazioni
    E lo stesso mi succede quando vado a lavare la macchina o sono in giro
    La mia opinione è quindi che la Renault non venda al R5 in Italia perché non vuole
    Che questo sia dovuto ad una sceltsa di Renault che non riesce a produrne abbastanza ed ha scelto una nazione in cui non venderle o che questo sia dovuto ad una posizione personale del Signor Guigues non lo so.
    So per certo che il Signor Guigues anche in altre interviste mi è sembrato ostile ad un eccellente prodotto della sua Casa

    Se è Renault Casa Madre che ha deciso di lasciare dietro l’Italia, allora penso siano in errore e stiano lasciando quote di mercato alla concorrenza
    Se è invece è solo un indirizzo di Renault ITALIA, beh come dice il Vangelo, l’albero si riconosce dai frutti e forse Renaultr Casa Madre dovrebbe intervenire

    Io HO un R5

  4. @ Roberto Guidetti. Il 30% è riferito ad Agosto nei principali mercati, 21.1% è il totale di tutta la EU allargata nei primi 8 mesi.

    1. roberto guidetti

      Il periodo di rilevazione non era segnalato nell’articolo e ad un certo punto si parla dei primi otto mesi del 2026. Ua maggiore precisione non guasterebbe

  5. roberto guidetti

    Secondo i dati diffusi dall’Associazione eruopea dei costruttori di automobili (Acea), nei primi sei mesi dell’anno sono state immatricolate circa 1,22 milioni di vetture elettriche a batteria. La quota di mercato ha raggiunto il 20,6%, e quindi non il 30% citata nell’articolo

  6. Concordo con i 3 punti elencati da Guiges, ma ne aggiungerei un quarto: una politica che demonizza l’elettrico sia nella comunicazione sia nelle azioni, seguita da uno stuolo di giornalisti lacché che non fanno altro che rilanciare bufale lette su facebook senza la minima cognizione di causa, ma solo per compiacere la politica (e purtroppo in alcuni casi per un forte posizionamento ideologico personale)

  7. In Italia vengono e verranno vendute ancora ICE con spruzzate di elettrificazione per anni , tanto gli obiettivi le case produttrici le fanno con altre nazioni (che a breve arriveranno al 50% con il protrarsi delle guerre e della crisi petrolifera).

    Gli italiani non sono inclini a lottare e pretendere i propri diritti (stipendi più “europei” , tasse pagate da tutti e non solo il 50% più povero etc) e magari pure una veloce transizione energetica che abbatta il costo maggiore che sosteniamo, che uccide il tessuto economico ed i redditi familiari.

    Il “guaio” è che se gli altri la transizione la fanno poi verranno meno le condizioni economiche sufficienti a mantenere il nostro status quo…stiamo diventando i cubani d’Europa (specie se Trump blocca export Diesel, come già in Russia! ) ed il pietoso aumento di produzione dei nostri pozzi di gas e petrolio non basta neppure al consumo nazionale (oltre a non avere raffinazione di gasolio)… HVO ? Quanto siamo realmente in grado di produrre?
    Siamo in una bomba ad orologeria…ma nessuno sente il tic-tac 💣)

  8. @Nico71
    Immagino, anzi spero, che vorrai concedere al prossimo la libertà di godersi come crede il proprio tempo libero, vero?
    Per cui, non capisco perché gran parte di voi etichetta come “italiano medio” o “ignorante” una persona che voglia semplicemente vivere l’utilizzo della propria auto senza ansia, senza stress e con ZERO pensieri.
    In tal senso, la spocchia che Edwin Abbott dimostra in ogni suo singolo intervento è da manuale.
    A te piace armeggiare ogni sera con wallbox e cavi, utilizzare 12 app per trovare la colonnina più economica, altre 12 per pagare la ricarica, altre 10 per organizzare un viaggio da A a B e poi riportare tutti i dati sui tuoi report in Excel? Benissimo! Non sei mentalmente pigro (complimenti!), comprati la BEV e vivi felice.
    Ma non venire a fare discorsi di ignoranza o egoismo a chi non la pensa come te.
    Né sei autorizzato a ritenerti un Essere Superiore.
    A molti altri italiani, piace scendere in strada (perché il box non ce l’hanno), inserire la chiave nel quadro e partire. Mi costa di più? È tutto da dimostrare, considerati i prezzi medi delle BEV serie. Ma va bene così. Gli sforzi mentali, seppur minimi, li dedico ad altro.
    Non c’è niente di male.
    O no?

    1. Daniele Sacilotto

      Siamo tutti d’accordo che ricaricare l’auto elettrica non è semplice per chi non ha la possibilità di ricaricare a casa o al lavoro però non definirei l’auto termica esente da ansia e zero problemi. L’aumento dei prezzi dei carburanti, le voci di un possibile raggiungimento della soglia dei 3€ al litro, i limiti alla circolazione invernali nelle aree urbane, sono problemi reali di chi guida un’auto termica. Non esiste ad oggi una motorizzazione zero stress. Bisogna scegliere su cosa si preferisce fare compromesso. Abitassi in città probabilmente farei più km possibile in e-bike piuttosto che pagare 2,2 un litro di benzina con cui fare forse 15 km

      1. ci son persone che si “divertono” a pagar la manutenzione di certi motori:

        ogni 4 anni cambiare le bombole del metano, altrimenti non passano la revisione ministeriale obbligatoria (o “saltano” tutto ?? ); e poi c’è la “ricerca” del distributore metano, si diffuso ma sono solo 1611 i distributori attivi…. un tantino meno delle colonnine di ricarica..
        Significa quindi dover contare sulla benzina per viaggiare.. e addio grande risparmio se capita spesso.

        le turboDiesel tra valvole EGR, FAP, AdBlue, iniettori gasolio etc sono un vero “spasso” poi…. (senza contare i frequenti guai a gruppi volano-frizione quando non hanno cambi automatici ..coi loro problemi non infrequenti ! ) ci si può veramente rilassare, così come è molto rilassante ogni sosta al distributore perché a parte lo spavento della quotazione del giorno (se costa meno si vedono file di centinaia di metri) c’è pure il rischio di trovare gasolio alterato

        https://www.adnkronos.com/cronaca/carburante-operazione-distributori-roma-sequestri_1MgIIDwEPwqyq9GoM1keO0?refresh_ce

        https://www.milanopost.info/2026/04/23/abbiategrasso-gasolio-adulterato-scatta-il-sequestro-e-la-denuncia-per-frode/

        https://stream24.ilsole24ore.com/video/italia/gasolio-adulterato-maxi-sequestro-napoli/AI2BP7IC

        Tutto molto rilassante, in attesa del “botto”… difficile da addebitare se non capita a tanti automobilisti nello stesso momento.

        Poi ci sono le problematiche delle ibride e plug-in, che con piccolissime batterie continuamente sollecitate rischiano parecchio ad elevati kilometraggi, e spesso i costi di sostituzione son vicini alle ben più grandi e pesanti batterie trazione delle BEV, come documentato ampiamente dagli specialisti di EVCLINIC. eu

        Io di vetture così tanto rilassanti conosco solo quelle tenute ferme.

    2. Perfetto, questo commento riassume esattamente il ragionamento dell’italiano “medio”, ma guai a dirlo, perché in Italia siamo tutti italiani eccezionali.
      Il lavoro difficile facciamolo fare ad altri, ci costa di più? Pazienza. Ma almeno non mi sforzo, perché la vita è già tanto pesante.
      L’inquinamento? tutto da dimostrare.
      Il deserto industriale? A me non tocca, ho ancora il mio lavoro.
      Buona fortuna a tutti noi!

  9. Mi chiedo: quando i prezzi delle elettriche saranno inferiori quale scusa troveranno per non acquistare elettrico?

    1. Caro Giuliano, ma non dire queste cose che se davvero qualcuno ti legge, li fai ragionare ed in molti passano all’auto elettrica … così poi va a finire che ci tolgono il bollo gratis, l’ingresso nelle ztl, il parcheggio nelle strisce blu, ti introducono il tagliando a pagamento, magari aumentano pure l’iva sulla bolletta elettrica, etc etc
      Lasciali perdere, che per noi va benissimo così

  10. Nella fascia premium le auto sono spesso aziendali con carburanti pagati dal datore di lavoro: se qualcun altro paga voglio ciò che mi è più comodo e non mi interessa quanto costa, tanto meno sono disposto a fare la ricarica a casa perché è un inutle stess personale.
    Invece nelle fasace più basse il potere d’acquisto è fondamentale: una Clio da 52kWh non è un’auto per famiglie e probabilmente neanche per viaggi lunghi visto che non ha una grande autonomia. In strada costa ben più di Euro 30K, non proprio alla portata di un qualunque lavoratore dipendente visto che occorrono almeno 15 mesi di stipendi a chi guadagna Euro 2000 al mese.
    La conclusione è che, almeno nel nostro Paese, l’offerta di bev non è allineata alla domanda

  11. Ho una Renault, se fanno macchine bevi di merda non possono lamentarsi di non vendere. La Zoe di mia moglie aveva lo stesso costo della mia IS300h, la Lexus non ha mai visto l’officina. La Zoe lasciamo perdere. Ultimo in ordine di tempo un rumore sui semi assi dei quali l’officina Renault ha pensato di risolvere limando le pastiglie freno.

    1. Sottoscrivo in pieno la qualità di m…a della Zoe.
      E meno male che, essendo il mio primo BEV, la presi con un finanziamento triennale: al termine del triennio non ci ho pensato uno yoctosecondo a restituirla.

  12. Le case vedono l’Italia come il posto dove mandare la produzione di auto termiche, un mercato da proteggere finché non riusciranno a scalare la produzione di BEV e mandare a casa gli operai in esubero.

  13. Tutte balle. L’italiano “medio” è troppo pigro e conformista. Adotta l’ibrido solo perché è una soluzione già pronta e senza sbattimenti, non rendendosi conto che è una fregatura colossale, i consumi di carburante non sono troppo diversi dai motori tradizionali. Purtroppo siamo così, pigri e conformisti

  14. Io vedo questa intervista come una paraculata del marketing Renault che giustifica sempre e comunque il cliente anche per le sue incapacita culturali ( tipiche di una ampia fascia di popolazioni) di accogliere l innovazione tecnologica. Accompagnata, è doveroso dirlo, dalla solita contrapposizione ideologica basata sul nulla delle destre che al governo hanno ostacolato in ogni modo il passaggio al elettrico e alle rinnovabili aggravando la situazione di dipendenza che abbiamo dal
    Petrolio e gas ( grazie, Eni)

    1. Parafrasando Panfilo Maria Lippi, vi vendiamo automobili con motorizzazione ibrida per venire incontro alle vostre capacità mentali.

      Antonjo, richiama il nostro ambasciatore a Parigi!

  15. A questo punto a viene da ridere…dopo sei anni di elettrico…la matematica non è un’opinione!! Anche qui da me almeno il 90% potrebbe caricare a domicilio…di auto elettrica neanche a farne cenno!…Contenti loro…e “ lo vedono” che sono mooolto soddisfatto!!

  16. Daniele Sacilotto

    Mi sembra un ragionamento onesto, seppur incompleto. Io vedo anche molta disinformazione nei confronti dell’elettrico perché dove abito io praticamente tutti avrebbero la possibilità di ricaricare a casa a prezzi neanche lontanamente paragonabili al diesel, eppure al bar le fesserie sull’elettrico sono argomento quotidiano.
    Non è nemmeno troppo causa del potere d’acquisto ridotto altrimenti nei segmenti premium, dove oramai l’elettrico vince anche a listino, assisteremmo a vendite in linea con la media europea.
    Servirà molto tempo agli italiani per accettare la transizione energetica.

    1. Purtroppo, perché sono italiano e vivo in Italia, i motivi principali sono pigrizia (al primo posto), ignoranza ed egoismo.
      Lo dimostra il fatto che la maggioranza di quelli che “potrebbero” sia per condizione economica, per disponibilità di ricarica casalinga che per percorrenze media giornaliera non vogliono sentir parlare di doversi documentare e modificare le proprie abitudini, rinunciando anche a qualche minuto del loro preziosissimo tempo libero.
      Nel 2026, anche la scusa del prezzo più elevato regge solo ancora in parte:
      Ci sono alcune auto elettriche con prezzi molto simili alle equivalenti termiche. Considerando poi risparmi in carburante, manutenzione, bollo e assicurazione si può tranquillamente arrivare a risparmiare nel lungo periodo.

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