Elettrico più conveniente rispetto a benzina e diesel con i nuovi rincari dei carburanti? È la domanda di Pietro, un lettore che deve cambiare auto. Vaielettrico risponde. Per scriverci: info@vaielettrico.it
Elettrico più conveniente? “Il gasolio costa di nuovo più di 2…”

“Ho appena letto che che il prezzo del gasolio qui in Lombardia ha di nuovo superato quota due euro (2,039 per la precisione). Mentre la benzina è a 1,904, in proporzione forse ancora peggio. La mia domanda è: esiste un dato medio, confrontabile, per il costo delle ricariche per le auto elettriche? Dovendo cambiare auto, sto facendo due conti per capire che cosa mi conviene fare, fermo restando che sarà un salasso comunque. Ma almeno si cerca di limitare i danni. Cordiali saluti e grazie per la risposta“. Pietro Balestri
Ecco il confronto, con ricariche pubbliche o a casa

Risposta. Purtroppo none esiste per le ricariche elettriche un dato medio a cui fare riferimento. Per un motivo molto semplice: esistono diversi tipi di rifornimento, con costi molto diversi. Se si ha la possibilità di ricaricare privatamente, a casa o in ufficio, si può prendere a riferimento un costo di 0,25-030 al kWh. E la convenienza rispetto a benzina e gasolio è notevole, dato che che in genere con un kWh si fanno 6-7 km. E quindi con meno di un euro si fanno più di 20 km. Il discorso cambia se si utilizza una ricarica pubblica. Qui ci viene in soccorsol’OsservatorioAdiconsum-TariffEV, che calcola il punto di pareggio entro il quale la ricarica è conveniente rispetto al rifornimento. In pratica: se si viaggia in città l’elettrico conviene rispetto alla benzina se costa meno di 0,806/kWh. O meno di 0,772 se il confronto è con il gasolio. Il punto di pareggio si abbassa considerevolmente (a sfavore dell’elettrico) se i consumi considerati sono in autostrada.
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@Pietro Balestri secondo me prima di fare qualche confronto dovrebbe andare a provare su strada almeno due o tre modelli di auto elettrica che si adattano all’uso medio che pensa di fare (in base alle proprie abitudini) perché a meno che non faccia centinaia di migliaia di km/anno stile “tassista” o “rappresentante di commercio”, difficilmente qualche centinaio di euro in più o meno rispetto ad altre motorizzazioni sarà veramente dirimente nella scelta, che potrebbe invece propendere verso una o altra vettura in base a come ci si trova con la medesima.
Ieri siamo tornati da un bellissimo giro in montagna, ove la macchina elettrica mostra il suo miglior potenziale: i maggiori consumi durante la salita vengono poi recuperati in discesa ove il freno motore recupera buona parte dei kWh “spesi”, registrando poi consumi praticamente “da città” (altro ambito perfetto per una BEV ! ) con una guida estremamente più facile e rilassante: avendo 1 sola marcia continua, la coppia motrice istantanea per uscire dai tornanti e, quasi sempre, una serie di impostazioni di frenata rigenerativa che agevolano non solo la parte “frenata” ma anche e soprattutto una millimetrica gestione delle traiettorie visto che ad ogni variazione di pressione sull’acceleratore corrisponde un preciso inserimento della vettura nelle curve… oltre a togliersi non poche soddisfazioni rispetto a molte vetture ICE per la maggior possibilità di sfruttare i corti rettilinei negli eventuali sorpassi 😉
Ovviamente ci sono da considerare pure i differenti costi di gestione vettura (ho avuto 7 turboDiesel 2.0 prima dell’attuale BEV con 60kWh) che consentono notevoli risparmi (a pari uso io ho risparmiato in 4 anni 8.000euro.. se si sfrutta sia il periodo esente bollo e costi ricarica domestici – se si può ricaricare a tariffa di casa.. o al lavoro, per i più fortunati). Se considero le esperienze in 18 anni di “accettatore” in officina concessionaria posso confermare che le differenze di costi manutentivi sono notevoli (il piano tagliandi “ordinario” deve prevedere solo 1 ora controlli periodici, da fare su ponte per ispezionare anche il sotto-scocca, 1 filtro aria abitacolo e rabbocco liquidi ..nello specifico il tergi-vetro! cioé operazioni che si fanno anche da soli volendo… e nel mio caso al 4° anno cambiare la batteria 12V (cosa che consigliavo come “importantissima” anche decenni fa ai miei clienti, visto che spesso capita che ceda improvvisamente lasciando “a piedi” senza grandi segnali di preavviso… capitato pure a me e mia moglie 😂 molti anni fa…).
Pietro dovrebbe magari considerare se a pari budget conviene più comprare una BEV piccola/media nuova (ora ne stanno arrivando tante, di vari marchi) oppure, in caso di necessità più “autostradali”, acquistare una BEV seg.C/D magari km0 o poco usata (anche se dalle ultime statistiche si evince che le batterie resistono un buon decennio di strapazzi.. non a caso vengono garantite almeno 8 anni da tutti i costruttori).
Sicuramente in futuro le restrizioni alla circolazione penalizzeranno sempre le motorizzazioni a gasolio (ormai relegate ad usi specifici, con percorrenze molto elevate per coprire i maggiori costi di gestione) con rischi di ulteriori restrizioni alla circolazione urbana e conseguente svalutazione per la rivendita (ci sono pure pesanti rischi legati a situazioni internazionali che fanno pensare a pesanti rincari del Diesel in futuro, oltre a quelli già manifestati).
La BEV è sicuramente una vettura soggetta a rapidissime evoluzioni tecnologiche ma, come nel campo degli altri prodotti con HW+SW, se si sceglie un prodotto Oggi di buon livello e adatto al proprio uso lo sarà anche Domani e, magari, molti miglioramenti software saranno pure a portata OTA. Il rapidissimo sviluppo delle batterie di trazione nei prossimi anni sicuramente faranno arrivare auto con autonomie maggiori, ma magari non serviranno realmente, visto la costante diffusione dei punti di ricarica che vedo sul territorio (basta Google gMaps per “contare” parte delle colonnine presenti.. o scaricare un’app stile NextCharge per verificare ogni zona d’interesse…e magari scoprire pure ove si ricarica Gratis, come faccio da 4 anni pure io…).
In caso di cambio necessità in futuro, la BEV scelta oggi potrebbe restare in famiglia (se serve altra auto, es figli neo patentati) oppure rivenduta a persone che a loro volta vogliono auto valide ma non possono spendere per il nuovo, concedendosi così tutti gli ultimi miglioramenti utili o voluttuari.
Le mild/fullhybrid le terrei in considerazione solo se la propria zona di spostamenti è veramente limitante per le ricariche mentre le plug-in Soltanto SE dotati di punti di ricarica disponibili a casa e/o lavoro perché convengono solo a chi può effettivamente spostarsi con le autonomie a batteria consentite (le prime erano tra 30-60.. le ultime su 60/90km medi), ma si portano addosso i maggiori costi di gestione del doppio impianto (così come è sempre stato per vetture a gas … che pure consiglio solo a chi fa percorrenze elevate e non 13-15000km/anno !! altrimenti con la ordinaria e straordinaria manutenzione ci si “mangiano” i risparmi apparenti alla pompa)… ne ho avuto ampi casi pure in famiglia … han dovuto poi comprare altra auto usata per evitare certi costi di riparazione… oltre alle esperienze durante gli anni di lavoro in concessionaria.
Buone prove… buona scelta 👋🏼👋🏼
Si, poi se ti piace un’auto che propone entrambi i modelli Bev/termico c’è sempre una bella differenza a favore del termico….e hai voglia di farne di manutenzioni…..