Elettrico a gonfie vele in Francia e Germania

Elettrico a gonfie vele in Francia e Germania, con aumenti a due cifre anche in gennaio. Tesla sempre più ai margini del mercato, con numeri modestissimi.
Elettrico a gonfie vele
 —- Gennaio 2026, mercato francese.

Elettrico a gonfie vele: in Francia comanda Renault, Tesla non pervenuta

Cominciamo con il mercato francese, che per la prima volta ha visto le elettriche superare il muro delle 30 mila elettriche vendute. Sono state per la precisione 30.307, il 28% delle immatricolazioni totali. Frutto in buona parte del cosiddetto leasing social, un incentivo governativo studiato per avvicinare all’elettrico anche i meno abbienti. Nella classifica delle auto più vendute comanda sempre la Renault, che piazza due modelli ai primi due posti. In testa c’è la R5, che ha sfiorato i 4 mila pezzi venduti, più del doppio delle 1.945 unità messe a segno dalla R4 (foto in alto). Nella top ten ci sono ben 8 modelli francesi: unica eccezione due auto di Volkswagen Group, la ID.4 e la Skoda Elroq, ma in 8° e 9° posizione. A far notizia è ancora una volta il flop di Tesla, che ha a lungo dettato legge anche in Francia. Il marchio di Elon Musk ha messo a segno 661 veicoli, di cui 613 sono Model Y, più una manciata di Model 3 (36).
Elettrico a gonfie vele
Imelda Labbé, presidente dei costruttori tedeschi.

In Germania le EV fanno +23,8% in un mercato giù del 6,6%

Dati molto positivi arrivano anche dalla Germania, il primo mercato europeo. Qui l’elettrico ha sfiorato le 43 mila immatricolazioni, con un aumento del 23,8% sul gennaio del 2025. Un dato ancor più significativo se si considera che nel complesso il mercato è sceso del 6,6%. Con un tonfo particolarmente significativo per le vendite di auto a benzina (-29,9% su base annua) e diesel (-17,1%). Tanto che Imelda Labbé, top manager Volkswagen e presidente della Federazione dei costruttori VDIK, parla di “avvio d’anno particolarmente fiacco”. Non si conosce ancora la classifica dei modelli più venduti, ma si dà per scontato un altro tracollo di Tesla. Con qualche preoccupazione per il futuro del grande stabilimento che la marca di Elon Musk possiede nel Brandeburgo, non lontano da Berlino. Stabilimento che marcia a ritmi molto ridotti.

Quanto perde Tesla negli altri principali mercati europei

elettrico a gonfie vele

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Visualizza commenti (2)
  1. A proposito del calo vendite Tesla, succede quello che avevo previsto un millisecondo dopo l’annuncio dell’eliminazione della versione RWD Standard Range (la versione ora conosciuta come Premium) della Model Y, col risultato che hanno levato dal listino un’auto ricchissima di contenuti ad un prezzo accessibile per inserire la versione standard che è orrenda e che non vuole evidentemente nessuno per quello che costa, andando ad affossare le vendite del modello di maggior successo della casa americana. Inoltre rimane un enorme errore e incomprensibile la scelta di non mettere sul mercato un SUV/Crossover compatto, in pratica una Model Y Premium dalle dimensioni ridotte e con prezzi sotto i 35’000 € e con contenuti straordinari; ormai la Model 3 in quanto berlina e in quanto ha subito un restyling orribile non se la fila più nessuno. Ma ormai si sa, i piani dell’azienda non sono quelli di costruire automobili ma fare altro, in pratica è un’ex costruttore d’auto.

  2. Fa piacere vedere che nei mercati evoluti di Francia e Germania si sta consolidando il costante progresso delle vetture BEV con particolare preferenza per le produzioni a marchio nazionale; la FRANCESE Renault e Stellantis dominano in Francia, le TEDESCHE VW e BMW in Germania.. a breve leggeremo sicuramente dei progressi in Spagna in campo BEV , che tra l’altro potrà vantare anche del marchio nazionale Cupra (sicuramente beneficerà molto dell’arrivo della piattaforma piccola condivisa con VW e Skoda) oltre ad altri marchi “resuscitati” come EBRO (supportato dalla cinese Chery), e magari profitterà pure della rinnovata visibilità di Lancia con la Nuova Ypsilon di Saragozza…

    Va a finire che col “cerino in mano” restiamo noi italiani che costruiamo prevalentemente mild hybrid… (speriamo in una caldissima accoglienza della nuova Compass BEV di Melfi in ambito europeo, anche se ultimamente ci son forti preoccupazioni per le difficoltà della fabbrica batterie ACC di Dunquerque in Francia, che non riesce a produrre più di 1000 pezzi/mese rallentando tutta la distribuzione di modelli importanti per Stellantis/Peugeot & Mercedes; stanno arrivando tecnici cinesi in soccorso ( !! ) per tentar di far decollare la produzione [ secondo ClubAlfa ] .
    In Spagna si sono aggiudicati una gigafactory di CATL … la Renault sta virando da Valeo a produttori cinesi …
    Eh già … 15 anni di ritardo nello sviluppo tecnologico non si improvvisano in breve tempo…. e non so se l’etichetta BEV Made in Europe richiesta da Filosa & Blume per ottenere misure di sostegno reggerà a lungo… se non si rafforza la filiera nostrana con prodotti efficienti, efficaci e redditizi senza artifici ..

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