Elettrico 41% in Francia, con oltre 65 mila EV immatricolate: un boom che interroga i tanti costruttori ancora cauti sulle auto a batterie.
Elettrico 41% in Francia, diesel non pervenuto (1,5%)

Altro che nicchia di mercato: le vendite di settembre mostrano le vendite di auti elettriche in aumento del 107,5%. Per la precisione le immatricolazioni sono state 65.247 (su un totale di 156.640). Sarà per la folle corsa dei prezzi del carburante, sarà per gli incentivi accirdati dal governo…Fatto sta che l’elettrico è divenuta di gran lunga la motorizzazione dominante, facendo un altro balzo in avanti dopo il 38% di agosto. Staccando le auto ibride (35,5% di quota) e a benzina (10,5%), con il diesel sceso a un irrilvante 1,5%! Stiamo parlando del secondo mercato continentale, dopo la Germania. Ed è ovvio che queste cifre vengono guardate da vicino da tutti i costruttori. Soprattutto da chi aveva tirato il freno sull’auto elettrica e si trova ora a inseguire un mercato in piena ebollizione. Lontanissimo dall’Italia, Paese che vede ancora l’elettrico fermo a un marginale 7,6% di quota.
Tesla Model Y sempre prima, seguita da due Renault

Molto interessante scorrere la classifica dei modelli più venduti. A cominciare dal fatto che Tesla è tutt’altro che sul viale del tramonto . La Model Y si prende la prima posizione con 8.193 immatricolazioni in settembre e 37.840 da inizio anno. Segue la solita schiera di modelli Renault, con la R5 seconda a 5.224 nel mese e 31.998 nell’anno e la Twingo (foto in alto) terza con 4.992 e 14.483. Nella Top Ten ci sono anche la Scenic (5°posto con 2.738 e 20.520) e la Megane (10° con 1.254 e 10.552). Stellantis piazza tre modelli, laPeugeot e-208, la Citroen e-C3 e la Peugeot e-3008. È chiaro che in un Paese in cui si vendono 65 mila auto elettriche al mese serve uno sforzo eccezionale da parte di tutto il sistema di supporto. A partire da una rete di ricarica all’altezza. Di tanto in tanto sui media francesi si legge di proteste per le file alle colonnine. Ma al momento la situazione sembra sotto controllo.
- Bonus colonnine, nulla è perduto: ecco perché / VIDEO

Ma sono l’unico a essere meravigliato del fatto che la Francia non si sia mossa anche prima sulle EV? Uno stato che ha fatto del sovranismo energetico il suo marchio di fabbrica, in cui le caldaie a metano sono una minoranza per non parlare dei fornelli a gas, con una rete metano divisa in due operatori e comunque secondaria, mi sarei aspettato una spinta forte “statale” verso le case automobilistiche locali per la diffusione di modelli elettrici, sempre in nome del sovranismo (e sciovinismo) d’oltralpe.
Invece sarà stato per la poca avvedutezza dei vertici Stellantis, per qualche ingerenza di Total, o da qualche parte leggo anche scarsa fiducia che il sistema elettrico riuscisse a gestire ulteriori carichi, beh abbiamo ora uno stato che corre ai ripari e cerca di recuperare il tempo perso, muovendosi però in scarsa cordinazione con i produttori.
Ovviamente sempre meglio che da noi, però fa un po’ specie vedere tutti i grandi stati europei essersi mossi in maniera così goffa, e i carmaker allo stesso modo non aver capito che rischiano di fare la fine di nokia
no, @janvaljan.. non sei l’unico …
ma la risposta l’hai data tu… TotalEnergies.
Poi però sulle vetture elettriche moderne occorre grandissime competenze su batterie, microelettronica, sistemi operativi ed integrazione con altri sistemi (di ricarica, smart home, I.T. e A.I., ) altrimenti facciamo davvero “lavatrici con le ruote” e basta (ed i paese veramente avanzati nel settore le spernacchiano come “auto dei nonni”, vedi le BEV tedesche in Cina… tranne quelle progettate e prodotte su base cinese, ovviamente).
Venire eletti non significa essere intelligenti.
confermo, lì da tanti anni in casa è abitudine avere il riscaldamento tramite stufe elettriche a resistenza elettrica o a pavimento e ile caldaie a gas sono veramente meno diffuse. , sempre elettric anche , il piano cottura ecc e quindi ogni città ha sicuramente un impianto elettrico sotto le strade migliore di quello italiano e adatto a grossi carichi indispensabili per la transizione elettrica. per loro è sicuramente un vantaggio. da noi 40 anni fa si è investito troppo nel metano e messo troppo da parte l’elettrico, dovremo recuperare – sulle auto già 20-25anni fa erano diffuse le varie peugeot 106 , citroen sazo elettriche, il peugeot ranch dei postini…ma tutte con le precedenti batterie Ni-Cd che non erano granchè e allora poi ci si rinunciò, .arrivarono perchè con le centrali atomiche l’energia costa veramente poco, ma il problema erano le batterie scarse (nel peugeot ranch elettrico per esempio il riscaldamento funzionava tramite mini serbatoio di gasolio da bruciare, che le batterie non ce l’abrebbero fatta)
Il fatto è che sono state sospese le linee di produzione delle macchine più vendute elettriche piccole perché non riescono a stare dietro al montaggio di tutti i componenti e questo non farà che far diminuire sconti e promozioni varie. Quello che c’è di buono è che magari sale l’usato. E questa è anche una risposta al perché queste elettriche francesi non vengono promosse in Italia . non ce n’è disponibilità
quindi filosa che ha effettuato pesanti svalutazioni di bilancio a causa dell’elettrico e de meo che si lamentava andandosene altrove, non avevano previsto che ci sarebbe stato il boom? ma forse erano solo azioni di lobbysmo volte a rallentare l’auto elettrica…
In Francia circa il 70% delle auto nuove è sotto qualche forma di malus all’immatricolazione. E in misura tale che è un attimo metter lì diverse migliaia di euro per immatricolare un veicolo anche non particolarmente “emissivo” e/o particolarmente grosso o pesante.
Solo le elettriche ne sono escluse.
Come a dire: non ti vieto di acquistare certe auto, ma te lo faccio diventare così caro che praticamente è un divieto implicito.
Dal 2027 per immatricolare una Yaris GR, tanto per dire, ci vorranno 90k (novantamila) euro di malus.
Ma già oggi ci sono molte auto semplicemente “incomprabili”.
Una “normalissima” Alfa Romeo Tonale 1.5 VGT 160 CV (Mild Hybrid), carina ma non certo un’auto di lusso, per esempio paga circa 18k euro di malus tra peso ed emissioni.
E sono circa 15k euro per una Skoda Octavia Wagon 2.0 TDI (Diesel) o 1.5 TSI. Non certo un’auto da capitalisti, ma la classica vettura da agente di commercio.
Insomma: non sto dando un mio giudizio di merito, è un fatto oggettivo.
Credo che bisognerebbe dire anche questo quando si analizza il dato francese. Perchè anche questo spiega il dato del 41% di elettrico. Non è solo una questione di apprezzamento del prodotto.
Che per l’amor del cielo, c’è di sicuro anche quello.
Ma in molti casi c’è una garbata pistola delicatamente puntata alla tempia.
@Alessandro D.
“… in molti casi c’è una garbata pistola delicatamente puntata alla tempia….”
oppure,
ed un modo diverso di vedere la cosa,
c’è una pistola puntata che non è per nulla garbata, il clima, e che è l’elefante nella stanza dai cui il Green Deal trade origine.
possiamo fare finta che non sia vero
ma il conto è salato già ora, e peggiora in fretta,maledettamente in fretta, altro che malus sulle auto…
Ho detto chiaramente che il mio non era un giudizio nel merito della giustezza o meno del provvedimento, ma una constatazione oggettiva in merito al dato di mercato.
E quello che ho detto è la verità oggettiva, non c’è molto da discutere con quei numeri.
Se poi vuoi un mio giudizio in merito alla bontà della cosa, potrei dirti che la Francia ha introdotto delle misure totalmente distorsive del mercato e delle scelte dei consumatori, che in realtà hanno apprezzato la cosa fin ad un certo punto col risultato che togliendo i numeri del leasing sociale e i canali di leasing il mercato francese del nuovo è in un momento di forte contrazione strutturale. In sostranza i privati coi loro soldi non stanno comprando auto nuove, e non perchè non abbiano soldi ma perchè gli viene di fatto impedito.
Questo a fronte del fatto assodato, accettato e comprovato e non messo in discussione neanche da Armaroli e Abbotto che la quota delle emissioni di CO2 dei veicoli privati dell’Europa occidentale tutta si attesta oggi tra l’1% e l’1,5% delle emissioni globali.
Io sono assolutamente d’accordo che c’è in giro un sacco di gente che non vuole nemmeno iniziare a capire che c’è un problema climatico e tutto quanto ci va appresso.
Dico sul serio.
Però perdonami, perchè sai che lo dico con affetto, ma te e tanti come te si rifiutano categoricamente di capire che se si esagera con la gestione degli obblighi e si propone un massimalismo spinto poi la gente vota Vannacci e la Le Pen e compagnia sovrana a quel punto si butta via il bambino assieme all’acqua sporca.
Indirizzare tramite la leva fiscale gli acquisti in un modo così pesante e soprattutto repentino verso prodotti oggettivamente ancora più cari e oggettivamente ancora un po’ di difficile gestione secondo me è un ottimo sistema per arrivare agli esiti che ho detto.
@Alessandro D.
grazie dei toni di chi vuole confrontarsi.
“…ma te e tanti come te si rifiutano categoricamente di capire che se si esagera con la gestione degli obblighi e si propone un massimalismo spinto poi la gente vota Vannacci e la Le Pen …”
Vannaci e Le Pen che sono massimalisti.
quindi no ai massimalismi di un tipo altrimenti arrivano i massimalisti dell’altro tipo.
mah.
peraltro, io non sono nemmeno poi convinto che gli obblighi siano la soluzione, guarda un po’:
semmai sono convinto che bisogna cominciare a fare sul serio, questo sì: se c’è la volontà poi il metodo si trova.
però prendere il Green Deal, con tutti i suoi limiti, e annacquarlo e deriderlo come si sta facendo
onestamente fa male, se si pensa a quanto si è già speso per i danni climatici (vedi commento di Damiano I).
che poi i vari sovranisti siano, almeno in parte, sostenuti direttamente o indirettamente da chi ha tutto l’interesse a mantenere lo status quo ( = fossili fossili fossili )
non è poi nemmeno un mistero.
speriamo (ma dubito) che tra qualche anno qualcuno si ricordi di chi diceva che cosa, e chieda conto
-quindi no ai massimalismi di un tipo altrimenti arrivano i massimalisti dell’altro tipo.-
esatto proprio così, si chiama politica ed è l’arte del compromesso.
Lo si sa che l’estremismo porta sempre ed un estremismo opposto, gli estremisti del green deal al Bruxelles secondo me hanno i giorni contati poi andranno su quelli opposti . Come l’hanno pensato sto green deal e nient’altro che un favore verso un gruppo di industriali per anche fregare un po’ la gente e chi ha due palanche. Io voto per spianarlo e rifarlo da zero
https://amp.tgcom24.mediaset.it/tgcom24/article/117111585
Infatti in Italia di danni dovuti al riscaldamento climatico ne abbiamo già a miliardi di euro all’ anno
Ogni settore deve ridurre le proprie emissioni
Qil malus sui trasporti ad idrocarburi è la quota assegnata…
Purtroppo altri settori ancora più impattanti non sono altrettanto penalizzati in nome dell’ occupazione e del business…
Però ti sei dimenticato di scrivere che in Francia non si paga l’equivalente del bollo auto annuale italiano.
Comunque sia, il sistema francese a me sembra coerente con l’indirizzo delle politiche di decarbonizzazione. Se fosse. applicato a livello europeo, invece di prevedere le multe sulle emissioni del venduto ai costruttori, oggi ci sarebbero molte più auto non termiche in circolazione.
D’altra parte il sistema francese applica alla lettera il principio chi più inquina /emette più CO2, più paga pegno.
Anche decidere che da domani mattina per decreto si va tutti in giro tassativamente in bicicletta sarebbe coerente con l’indirizzo delle politiche di decarbonizzazione.
Il problema è che alla prima elezione utile la gente voterebbe persino Satana.
non mi torna.. skoda 2.O TDI vdo ha circa 1.500 € di malus, non 15.000 €
https://calculmalus.fr/malus/skoda/octavia
se i siti con le tabelle che ho guardato sono aggiornati, quasi tutte le vetture di taglie e potenze normali hanno malus sotto 1000 € o persino 0 €,
perchè il malus peso parte da 1500 KG in su, sotto vale 0 €,
e il malus emissioni inizia a crescere in pratica sopra 130 gr/km, quasi qualsiasi mild ibrida, e pure qualche diesel non ibrida, mi pare essere omologata con valori di emissioni più bassi o comparabili a questi
Si chiama politica per l’ambiente.
Si chiama “rischiare di fallire totalmente l’obiettivo sostanziale per amor di purezza ideologica”.
E le assicuro che non mi fa piacere ma sonmo cose che vado ripetendo da anni e oramai, e dai e dai, in Francia Marine Le Pen risulta saldamente in testa a tutti i sondaggi in vista delle prossime elezioni presidenziali francesi del 2027.
Certo, poi si può far come Bonaccini e dire che sono brutti sporchi e cattivi… ma non risolve molto.
ma che cosa c’entra Le Penn e Bonacini ? Se questa politica fiscale indirizza all’ acquisto di auto che tra le tante cose, aiutano a rendere kn paese energeticamente indipendente, trovo che sia una politica giusta. E la parola ideologia é tra quelle abusate. Si tratta di buoni provvedimenti e i numeri lo dimostrano. E dubito fortemente che Le Penn vincerà le elezioni per questo.
Vabè Marco, ci mancherebbe lei ha tutto il diritto di avere il suo punto di vista e io quello di dirle in amicizia che secondo me lei non vuole vedere per principio un sacco di cose.
E ci mancherebbe, padronissimo anche di quello.
Quando la Le Pen smantellerà o proverà a smantellare i parchi eolici esistenti (scritto nero su bianco sul suo programma), si ricorderà di me. Spero non per darmene la colpa.
Ma se domani il governo mi imponesse na robe del genere lancio il mio suv con il serbatoio pieno dei suoi 230 litri di benzina contro il parlamento e vedi che fiammata
Non esageriamo, il malus co2 è quasi ininfluente sul prezzo d’acquisto di segmento A e B specialmente ibride ma anche alcune termiche. Poi è vero che dalle segmento C a salire si fa sentire. Ma molti costruttori hanno reso meno pesante il malus grazie alle motorizzazioni ibride.
Le auto veramente colpite sono quelle altamente emissive e pertanto che consumano. In pratica le auto di categoria superiore e sportive. Tutte auto che normalmente si compra chi ha disponibilità economiche o sono auto aziendali date come fringe benefit. Quindi, per me questo sistema sembra un buon compromesso per stimolare la transizione. Se fosse adottato a livello europeo, oggi le BEV avrebbero un peso maggiore sul nuovo. Secondo me il 42% francese non è solo una questione di malus. Non si spiegherebbe la vendita delle auto più piccole. A mio avviso ci sono anche altre condizioni a contorno. Tra cui il caro carburante, il costo d’elettricità e soprattutto per alcuni francesi anche l’aver capito che il surplus di produzione dal loro nucleare può renderli molto meno dipendenti dal petrolio abbastanza facilmente (un po’ di orgoglio francese). Con questo non voglio affermare che la strada al nucleare sia percorribile anche in Italia. Per me, nei prossimi 5-10 anni, sarebbe importante spingere sul fotovoltaico (residenziale, su edifici industriali e commerciale ma anche Utility scale) e eolico. Ma sarebbe importante riformare le regole che fissano i prezzi dell’attività. Ad esempio si potrebbe permettere di far installare anche nelle case batterie di accumulo che assorbano i surplus di produzione dove l’elettricità venga fatta pagare meno. Elettricità che poi il consumatore finale potrebbe usare nei momenti in cui realmente gli servirà. Questo anche senza che il consumatore finale disponga di un impianto fotovoltaico. Le batterie sono poco ingombranti e ci sarebbe spazio anche in molti appartamenti delle nostre città. Garantirebbero elettricità anche nei momenti di picco e si avrebbe un sistema più stabile.
-Secondo me il 42% francese non è solo una questione di malus-
Ma neanche secondo me, l’ho detto chiaramente che c’è sicuramente una componente di apprezzamento del prodotto. Ho detto che leggere TUTTO il dato del 40% alla luce di una plebiscitaria adozione dell’auto elettrica è altrettanto fuorviante rispetto a dire che sia tutta una questione di malus.
Inoltre e questo è per tutti, l’errore è pensare che siccome dico una cosa automaticamente mi fa piacere o la ritengo auspicabile. No, non è detto che sia così.
-il surplus di produzione dal loro nucleare può renderli molto meno dipendenti dal petrolio abbastanza facilmente-
Quello che timidamente feci presente già nel 2023, parlando di far leva su concetti tipo “sovranità energetica”. Da noi non sarebbe stato difficile puntando sulle rinnovabili (Pannello e la pala – D’Italia sian l’ala! – Eia eia ALA LA’!)
-Ad esempio si potrebbe permettere di far installare anche nelle case batterie di accumulo che assorbano i surplus di produzione –
La batteria condiminiale? con me sfonda una porta aperta, si figuri. Ma sa quante idee avrei in testa? Per esempio ora come ora mi sto dilettando col progetto preliminare tecnico e commerciale per un aeroplanino ultraleggero elettrico nativo… l’idea è venderlo in kit da montare a casa, semplice da assemblare come un mobile dell’IKEA… Faccia lei…
Aeroplanino ultraleggero elettrico nativo, se ti interessa per produrlo ho un paio di contatti in Turchia di aziende militari che potrebbero essere interessate .
ma quindi le cifre dei malus son giuste o c’è uno 0 di troppo?
caro alessandro, sono arrivato adesso su questo articolo e confermo in pieno la tua analisi, aggiungendo che parco circolante e nuove immatricolazioni sono 2 cose diverse: l’impostazione costante di titoli e articoli di VE fa sembrare che il 41% del parco circolante sia elettrico, mentre la realtà è questa:
Ripartizione del parco auto (40 milioni) per motorizzazione (1° gennaio 2026)
• Diesel (termico): 46,1% (in graduale calo, età media 13,9 anni)
• Benzina (termico): 39,9% (età media 12,3 anni)
• Ibride (non ricaricabili / Full e Mild Hybrid): 9,4% (prevalentemente a benzina)
• 100% Elettriche (BEV): 3,5%
• GPL e altre bicarburazioni: 1,1%
e il mercato dell’usato è molto attivo, non essendo gravato dal Malus
-l’impostazione costante di titoli e articoli di VE fa sembrare che il 41% del parco circolante sia elettrico-
Non me ne voglia ma questo non è assolutamente vero. 😉
titoli come “elettrico in Francia al 42%” o “elettrico in Germania al XX%” non sono fuorvianti? fanno pensare 1 alla percentuale di bev in circolazione o 2 al nuovo immatricolato? 😉
che la redazione “supponga” che sia chiaro, non lo rende tale 🤷♂️
@cristiano
E cosa aggiungi di nuovo con quelle % ?
Ora come ora conta la tendenza che, più o meno forzata, dice che l’EV è sempre più acquistata.
Dopodichè è ovvio che chi ha un’auto ancora buona, seminuova o nuova non la butta al macero e quindi serviranno decenni perchè le elettriche diventino maggioranza.
Questo è stato l’enorme errore che ha fatto l’Europa, non di doveva mettere al bando la produzione al 2035 ma almeno 10 anni prima.
La gente poteva continuare a guidare termico fino al naturale esaurimento delle scorte e del macero delle usate… ma il nuovo doveva essere elettrico.
Ma… troppi interessi in $$$ da proteggere anzichè la salute.
come sempre, appena si mostra la realtà dei fatti, arrivano le divagazioni dei milanesio, bob, RS, marco pi..
..e pazienza, a te piace disprezzare come la suocera, a me più partecipare
ho fatto notare che Alessandro magari per svista ha esagerato il calcolo del malus di un fattore 10, questo per me invalida la sua tesi per cui il provvedimento sarebbe controproducente politicamente
per me la politica ha già fatto una “mediazione”
il fatto che alessandro abbia scritto un commento che riporta realtà oggettive, ha comportato immediate prese di poisizione completamente fuori contesto da parte di alcuni (soliti)..
la tua è che ha sbagliato X 10 il conteggio sugli esempi: quindi aggiungere 1500 euro di tassa ai 30/40mila senza optional (secondo versione) cosa vuoi che sia.. 🤦♂️ franzosi danarosi!
la questione che ci siano DI FATTO auto non più vendibili (alla faccia del 2035) vi riempe di felicità. ma scordate il mercato dell’usato, in cui chi vuole auto termiche potenti può sbizzarrirsi senza malus vari.. 5 milioni e mezzo di passaggi nel 2025 in forte crescita, contro 1.632.152 di nuove
5 milioni! Allora sei felice tu….
-5 milioni! Allora sei felice tu….-
e continuiamo la “sagra del tontismo”.. 🤷♂️
Toyota ha contingentato a 50 esemplari all’ anno la vendita della Yaris gr, sapendo benissimo che ne avrebbe venduto qualche esemplare a qualche pazzo appassionato di utilitarie supersportive… È un dato oggettivo.
Hai preso la mosca bianca dei listini assieme alla Tonale, che evidentemente non hanno senso nel mercato francese.
I manager dei costruttori che non hanno previsto questo successo dovrebbero cambiare settore. Suggerisco il lusso e l’ortofrutta, potrebbero avere più successo.
Domanda per la redazione: perché in Francia i supermercati possono vendere l’energia presso le loro colonnine, a marchio proprio, mentre qui in Italia no? Sembra quasi, ma è solo una mia impressione, che qui l’auto elettrica sia tollerata purché non dia troppo fastidio a un paio di colossi.
Anche in Italia lo fanno. Lidl per esempio lo fa.
No, in Italia Lidl e altri regalano senza alcuna garanzia di servizio. È una cosa molto diversa dal fornire un servizio a pagamento.
Parlo con cognizione di causa visto che mia moglie lavora da 25 anni per LIDL Italia. Esclusivamente nelle nuove filiali di costruzione o ristrutturazione completa hanno predisposto una o 2 colonnine in AC ad uso gratuito dei clienti. Visti i frequenti abusi hanno dovuto introdurre un timer che interrompe la ricarica dopo 30′. Non possono tuttavia vendere energia, sul modello francese a cui mi riferivo. Eppure Conad o Carrefour possono vendere carburanti col loro logo a prezzi molto concorrenziali. Lidl non può vendere energia elettrica, può solo fornire un servizio gratuito di ricarica che, spoiler, sparirà perché porta più problemi che clienti. Mi chiedo perché tutto qui
https://www.vaielettrico.it/le-tariffe-da-sogno-di-coop-power-a-genova-039-euro-in-ac-e-049-in-dc/
Il Caso Coop Power mi sembra un esempio…. che al momento non si è diffuso alle altre cooperative…
Con quello che costa l’energia elettrica in Francia non c’è da meravigliarsi.
Credo che settimana prossima vedremo numeri altrettanto importanti anche per le statistiche tedesche.