Elettrico 38% in Francia: agosto ha segnato un nuovo record per la quota di mercato delle auto a batterie. In Italia siamo al 6%…
Elettrico 38% in Francia, in Italia siamo al 6%…

Non è una novità che oltralpe si vendano più auto elettriche da noi. Ma adesso il fenomeno sta assumendo proporzioni clamorose. Con un Paese che, complice anche il prezzo della benzina, sta puntando fortissimo sulle EV. E un altro, il nostro, che senza incentivi di elettrico non ne vuole sapere. E piuttosto si butta sulle ibride plug-in, in contretendenza rispetto a tutto il resto d’Europa. E così succede che grandi costruttori come Tesla dimostrino ormai un evidente disinteresse per l’Italia. Puntando tutte le carte su Francia, Germania e Regno Unito, le tre locomotive elettriche. E c’è da chiedersi chi sta sbagliando tra noi e questi tre Paesi: queste sono scelte strategiche, chi sbaglia strada pagherà caro negli anni a venire.
Una partita a due tra Tesla e Renault
Con il suo 38% l’elettrico in Francia è la motorizzazione leader assieme all’ibrido (con mild hybrid al 20% e full hybrid al 18%). Le auto a benzina valgono solo il 12%, le ibride ricaricabili (plug-in) il 6% e il diesel appena il 2%. Nell’elettrico il mercato transalpino sembra una partita a due tra Tesla e Renault. Se la Model Y conquista nettamente il primo posto con 4.622 auto vendute, la marca francese piazza 4 modelli mei primi 10. La R5 è seconda con 2.316 auto vendute, davanti alla Scenic (1.745) e alla Twingo (1.574). L’unico modello Renault che manca all’appello della Top 10 è la R4, di cui si attende un rilancio. Stellantis, che punta molto più sull’ibrido che sull’elettrico, piazza due modelli tra i primi dieci: e-C3 quinta con 1.443 e Peugeot e-208 ottava (966).




La vera differenza non credo dipenda dalle politiche nazionali nei confronti delle auto, ma proprio per la proporzione di spesa sulla base degli stipendi es. Germania circa 16 stipendi, Francia circa 18 e Italia 23. Le auto credo hanno quasi gli stessi listini.
Il 38% raggiunto dall’elettrico in Francia dimostra quanto rapidamente possa evolvere il mercato quando si creano le condizioni giuste. In Alkè, dove da anni produciamo veicoli elettrici professionali, crediamo che tecnologia e offerta siano ormai pronte per accompagnare questa trasformazione. Il divario con l’Italia evidenzia però quanto siano importanti politiche stabili, infrastrutture adeguate e una strategia di lungo periodo. La transizione non dipende solo dai veicoli disponibili, ma dall’ecosistema che costruiamo intorno ad essi.
Il prezzo della corrente elettrica in Francia? E in Italia? Basta rispondere a queste due semplici domande per capire il divario.
..il costo corrente domestica non è molto diverso tra Italia e Francia,
inoltre hai tante BEV anche in Germania e altri paesi Nord Europa dove bollette sono pesanti perchè gravate da alte componenti fiscali e di rete
..piuttosto, credo siano diversi gli stipendi medi, e le politiche di governo, es. incentivi prevedibili che non frenano le vendite, e prezzi colonnine più normali, senza accordi al rialzo delle partecipate statali come da noi e con più volumi di utilizzo
Facciamo una buona cosa…. smettiamo di guardare a quante poche BEV si vendono in Italia…..
Cominciamo a far più rumore sui posti di lavoro precarizzati ovunque, sugli stipendi rimasti parecchio dietro negli ultimi 30 anni rispetto a tutti i paesi europei con cui amiamo paragonarci (Francia, Germania… Spagna, che ci sta sostituendo nel settore automotive…).
Abbiamo un pesante e crescente divario da recuperare nella vivibilità del paese… in crollo di servizi alla persona (sanità, scuola % asili, abitazioni per giovani coppie e residenze assistite per anziani/non autosufficienti), una “bomba ad idrocarburi” che ci sta per scoppiare addosso, visto che ci hanno “incaprettato” a gas e petrolio…. bloccato tutti i volenterosi che vogliono investire in F.E.R. e C.E.R. …. Stiamo tornando al 1930 o giù di li.
Abbiamo veramente tanto di cui preoccuparci… non se le BEV sono solo al 3 o al 6% (visto che pure le altre vetture ICE in classifica son “scatolette” rispetto a quanto potevamo permetterci anni fa..).
Cominciamo a farci sentire veramente, non solo dai politicanti per mestiere e non per capacità e visione…
Un modo per farsi sentire è quello di smettere di usare gli idrocarburi fossili. Se a casa installo anche un semplice impianto fotovoltaico da 4-5 kWp, una batteria da 5-7 kWh, sostituisco la caldaia a metano e la cucina con l’equivalente elettrico, poi se ci aggiungo una BEV ho già dato un messaggio! Quello che anche se la politica industriale ci vuole legare ai combustibili fossili io come consumatore me ne tirerei fuori e pertanto mi slego da quei lacci. Basta che piano piano lo facessimo un po’ tutti e il segnale arriva.
si @Bob … io ho già fatto tutto questo.. ma ovviamente occorre avere le possibilità finanziarie e logistiche (FV su tetto ad es. o BEV caricabile in quartieri dormitorio sono spesso irrealizzabili da volenterosi connazionali che abitano in appartamenti)
Occorre proprio “sensibilizzare” Subito le persone e quindi i loro rappresentanti (nei partiti, sindacati etc) per arrivare alle istituzioni e far regolamentare meglio il settore (se manca “capacità di inventare nuove soluzioni” basta copiare bene quelle migliori già sperimentate con successo in altri paesi.. con adattamenti non peggiorativi per far solo “figura” ma raggiungere un reale effetto efficace ed efficiente.
I diritti che abbiamo sono sanciti nella costituzione… ma se non li difendiamo rischiamo che diventino “lettera morta”
I nuovi diritti vanno aggiunti: avere l’accesso a corrente fonti di informazione per prendere decisioni ragionate ed efficaci; avere accesso tutti ad energia economica ma anche pulita (che con F.E.R. combaciano spesso, anche se con lievi “disturbi” sul panorama..); diritto ad avere una programmazione coerente delle politiche di sviluppo (sociale e produttivo).
In sostanza bisogna che le persone si rendano conto che devono smettere di essere “comode” sperando che il politicante di tutto “sistemi le cose lui” ( Benigni docet: “datemi il potere e vi farò godere! “). Occorre che ogni individuo agisca e faccia “massa critica” perché pure le formiche nel loro piccolo se si inc**no sono tante e fanno male🐜🐜🐜🐜🐜🐜🐜🐜🐜🐜🐜🐜🐜🐜🐜🐜🐜🐜🐜🐜🐜🐜🐜🐜🐜🐜🐜🐜🐜
Damiano nel mio quartiere siamo in 120 con queste condizioni i Mannelli li avremmo messi in 15 auto elettrica in 2 dici che gli altri hanno problemi economici? Il mio vicino ha ordinato la Clio GPL …..
il mio @Massimo è un mix di villette singole, a schiera, palazzine e palazzoni tra anni ’60 e 2000.. Se non tutti, i più hanno posti auto propri, alcuni addirittura doppi (garage sotto e posti scoperti in piazzale o piano terra a palafitta); di auto BEV ne incrocio diverse… ma rispecchiano + / – la percentuale di diffusione nazionale (e se ne parlo coi vicini… la mancata conoscenza è palese… anche quando hanno istruzione e mezzi finanziari più che adeguati).
Pannelli FV si stanno diffondendo sempre più, quindi ho speranza di veder aumentare anche le auto elettrificate (oltre che gli indispensabili split PdC per i >3 mesi a 37 gradi quasi costanti ! e magari usati pure d’inverno come me, così si abbatte parecchio il consumo di metano… visto che sono al 2o anno che la caldaia lavora in media 1 ora/giorno d’inverno e non di più ).
Non so il tuo vicino in attesa del GPL che uso ne fa… ma sicuramente quelli che stan vicino a me hanno 1/3 delle loro vetture perennemente ferme parcheggiate e se fossero BEV in V2G / V2H alimenterebbero tutto il quartiere quasi tutti i giorni ( guardando le cose in prospettiva)
Occorre un enorme lavoro di diffusione di conoscenza e prove dirette in strada per far capire alle distratte / stressate persone che gran parte di loro può tranquillamente cambiare alcune abitudini con vantaggi personali e pubblici (questi ultimi sia di breve che lungo periodo).
@damiano l
Ho la casa di proprietà, con garage, ma non perché sono ricco: era la casa di mio padre che ho avuto in eredità, io non mi sarei mai potuto permettere una casa così.
L’anno scorso, a causa dei vari problemi che avevo con la mia Giulietta Diesel che aveva circa 13 anni, ho dovuto cambiare macchina.
Non potendo permettermi una BEV, puntavo una Full Hybrid.
In quel momento, non avevo idea dell’evoluzione che avevano avuto i prezzi delle auto nuove nel frattempo, ingenuamente ho iniziato guardando la Toyota Corolla. Vvisti i prezzi, sono passato a guardare la Yaris. Visti i prezzi, alla fine ho preso la MG3, ma non perché volessi quella, perché quelle che avrei voluto non me le potevo permettere.
Chi abita nel mio quartiere, e non conosce la mia storia, magari sta pensando di me quello che ho letto nei commenti qui sopra.
Se avessi disponibilità economiche, non comprerei mai più un’auto col motore termico, vedremo come andrà tra 10 o 15 anni, quando in teoria sarà il momento di cambiare questa
Ma che domande!
Pagheremo noi, i polli.
eh già … però mia nonna mi diceva “chi pecora si fà.. il lupo se la mangia ! ”
sarà il caso di darsi da fare per smettere di pagare “furti legalizzati”…
Io sto cercando di aiutare parenti e conoscenti a passare ad operatori energetici (gas/luce) meno “furbetti” (visto che pago metà dei costi commerciali e prezzi kWh/smq più bassi di molti che conosco).