Elettriche vicine al 20% di quota di mercato in Europa: in gennaio se ne sono vendute 154.230 (+24,2%), in un mercato generale depresso (-3,9%).
Elettriche vicine al 20% con 154 mila auto vendute in gennaio

Checché se ne dica in Italia, le auto elettriche si vendono, eccome. A gennaio 2024 la quota di mercato in Europa si era fermata al 14,9%, mentre nel primo mese del 2025 è salita al 19,3%. E sono proprio Paesi come il nostro ad abbassare la media, dato che qui la quota delle EV il mese scorso non è andata oltre un modesto 6,6%. A livello continentale le vendite di elettriche surclassano quelle di vetture diesel, scese all’8,1%, come mostra il grafico ACEA qui sopra. Ed è vicino il sorpasso anche sulle auto a benzina, scese al 22%. I quattro maggiori mercati dell’UE, che insieme rappresentano il 60% delle immatricolazioni di auto elettriche, hanno prodotto risultati contrastanti. Francia (+52,1%) e Germania (+23,8%) hanno registrato una forte crescita, mentre Belgio (-11,5%) e Paesi Bassi (-35,4%) hanno registrato cali.

Tesla frena la caduta: vendite 7.187 , quota ferma allo 0,9%
Tra le marche un primo segnale parzialmente positivo arriva da Tesla, che dopo mesi di cadute a due cifre contiene il calo in gennaio. Questo grazie soprattutto a versioni più economiche dei due modelli di punta. Le auto vendute dal marchio di Elon Musk sono state 7.187, l’1,6% in meno rispetto a gennaio 2025. Con quota di mercato ferma allo 0,9%. A dominare il mercato continentale restano comunque le auto ibride, col 38,6% di quota. E in forte ascesa sono anche le plug-in hybrid, ora al 9,8% (dal 7,4% del gennaio 2025), con 78.741 unità nel primo mese del 2026. Questo grazie a mercati chiave proprio come l’Italia (+134,2%), la Spagna (+66,7%) e la Germania (+23%).



Devono ancora arrivare tantissime seg. B/C fresche di presentazione ed altre da lanciare nel corso dell’estate, molto importanti in Europa e sicuramente in Italia (che potrebbe pure sorprenderci). Dispiace pure per le difficoltà di Stellantis con la gigafactory ACC (che farà sicuramente mancare tante vetture, di cui buona parte destinate a flotte aziendali / CONSIP ).
Speriamo che questo rallentamento sia solo temporaneo e che “serva” a sincronizzare la diffusione delle BEV/PlugIn con l’aumentata distribuzione di HPC lungo le direttrici ed i parcheggi più strategici, in modo che non cambi il favorevole rapporto auto/punti ricarica che al momento abbiamo. Anzi, darebbe tempo pure a tante attività (industriali, commerciali/ricettive etc) per attrezzare i propri posti auto per fornire un servizio (con AC a bassa/bassissima potenza) dai costi accessibili.
Sto notando poi che ENEL ha iniziato a sostituire alcune AC15/22kW con le nuove Waypump DC 50/350kW… anche se PURTROPPO si perdono punti di ricarica funzionanti in attesa di attivazione delle nuove HPC (quanti mesi??) e talvolta pure NON necessarie perchè magari il contesto avrebbe richiesto la medesima potenza suddivisa su tanti stalli anziché due soltanto. (con lo stesso budget di investimento e a costi pure più accessibili ai clienti) visto che magari servivano soste più lunghe (dato che le BEV è bene caricarle mentre si fa altro…)
“…Sto notando poi che ENEL ha iniziato a sostituire alcune AC15/22kW con le nuove Waypump DC 50/350kW…”
Ciao damiano I, è esattamente ciò che è successo nel mio quartiere residenziale di 3-4.000 persone.
A metà settembre 2025 Enel ha rimosso ***L’UNICA*** vecchia colonnina AC (1 presa 3A da 3,7 kW + 1 presa Tipo 2 da 22 kW) installata nell’intero quartiere e l’ha sostituita con una roboante HPC Alpitronic HYC_200 la quale, oltre ad essere totalmente sovradimensionata e fuori luogo nel contesto del nostro quartiere residenziale – dove sarebbe stato molto più utile installare altre AC con due prese Tipo 2 –, dopo 5 mesi NON È ANCORA STATA ATTIVATA, lasciando l’intero quartiere completamente sguarnito di punti di ricarica! 😠😡🤬
Basteranno le vendite di elettriche pure EV sopra alle vendite di auto a gasolio e benzina per smettere di vedere tutto lo scetticismo che ancora si legge sulla stampa italiana?
Ovviamente no. La stampa italica è ampiamente sovvenzionata dai vecchi baroni.
L’unica cosa che potrebbe far cambiare il vento è se le case auto tradizionali ed in primis Stellantis, riusciranno a raggiungere una % di BEV sul venduto tale da avere margini decenti. Allora sarà loro interesse spingere la nuova tecnologia, almeno quanto la vecchia.