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Elettriche e piccole, la Seat ci crede ancora

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Passato alla Cupra il progetto della el-Born (sopra), la Seat lavora al progetto di una piccola elettrica.

Elettriche e piccole, la Seat ci crede ancora. La marca Volkswagen esce dal coro dei costruttori che ritengono impossibile fare profitti con le citycar a batterie.

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Il nuovo presidente della Seat, Wayne Griffiths.

Elettriche e piccole, la sfida più impegnativa

Elettriche e piccole, Elettriche e piccole: Il problema è sempre lo stesso: l’incidenza del costo del pacco-batterie. Una cifra importante che si fatica a “spalmare” nel prezzo di un’auto che solitamente si vende a un prezzo compreso tra i 10 e I 15 mila euro. Mentre è più agevole farlo su macchine più costose, diciamo dai 25 mila euro in su. Ma il nuovo presidente della Seat, l’inglese Wayne Griffiths, fa capire che la marca spagnola la sfida la vuole accettare. E, anzi, probabilmente questa è una delle mission principali che la capogruppo Volkswagen gli ha assegnato: “Più piccole le macchine sono, più impegnativa è la sfida da intraprendere. E così è ovvio che la tecnologia e i costi delle batterie devono migliorare“, ha detto . Ma nonostante questo si è detto sicuro che “il prossimo game-changer per che vuol fare grandi volumi sarà proprio nelle auto elettriche per la città“. Città che, aggiungiamo noi, scoppiano anche a causa di troppe auto inutilmente ingombranti.

Un futuro fatto di citycar a batterie solo cinesi?

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La Smart EQ, elettrica, sarà costruita solo in Cina dal 2022

Un primo progetto di una citycar elettrica, per la verità, era già partito in Seat sotto la guida di Luca De Meo. Anzi, al manager italiano era stato assegnato il compito di curare a la progettazione di un’intera famiglia di piccole auto a batterie per tutte le marche del Gruppo VW. Con un’asticella massima di prezzo al pubblico fissata a 20 mila euro. Poi De Meo ha traslocato a Parigi, assumendo la guida del gruppo Renault. Dove, a sorpresa, tra le sue prime decisioni ha fatto trapelare che non ci sarà un futuro per la Twingo, né a benzina né elettrica. Il motivo? Troppo costoso costruire auto di queste dimensioni rispettando le normative sui limiti delle emissioni. Una decisione, quella di dire addio alle piccole, condivisa da altri costruttori, come Peugeot, Citroen, Opel e Ford. C’è chi paventa un futuro in cui il segmento A, quello della Twingo (e anche Fiat Panda e 500) sarà monopolizzato dalle marche cinesi. Ricordando che la stessa Smart EQ (elettrica) sarà costruita in Cina e ha ormai una proprietà al 50% cinese.

 

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17 COMMENTI

  1. Basterrebbe segnalare le persone che acquistano i suv e le macchine grosse in un elenco che potremmo chiamare :
    “Le persone arroganti”
    e far tassare a queste persone tutto cio’ che toccano e respirano e sammai farci anche qualcos’altro…
    ecco che quel tipo di persone cesserebbero di danneggiare il mondo con le proprie scelte ( magari anche di riprodursi )
    Invece se si da’ loro l’opportunità di abbeverare il demonio,
    e questo produrrà sempre di più cose aberranti e inutili,
    impedendo la produzione di auto straordinarie come le tre gemelle, piccole e con tutto,
    a vantaggio di successori come la ID3 che come tali non sono.
    Quando alla vw mi hanno risposto che la e’up era fuori produzione e al suo posto c’era la nuova ID3 gli ho riso in faccia al commesso !..
    e gli ho detto :
    sulle bare volanti andateci voi, io mi muovo su mezzi intelligenti non su quelli dei def…enti.

    • Capisco che Lei cercasse una e-Up e non una ID.3, ma non capisco perché definisca la ID.3 una bara volante: la taglia è quella della Golf…

  2. Dovrebbe essere l’europa ad imporre limiti in peso e dimensioni delle auto. Regolamentare le emissioni non è piu sufficiente perche le case possono barare ed i cittadini sono impossibilitati a fare verifiche in proprio Con peso e dimensioni non si potrebbe fare i furbi.

    • In che senso possono barare? Sul ciclo wltp?
      Devono superare i test in laboratorio e l’RDE su strada.
      Se li beccano a barare dopo il diesel gate rischiano grosso

    • Davvero; spero si arrivi a valutare il peso e le dimensioni delle auto per dare quantificare le emissioni. Anche perché sarà un po’ un obbligo farlo quando in commercio ci saranno solo, o quasi, auto elettriche

  3. E’ da mesi che sono sono sparite dal mercato tre utilitarie elettriche, vw – seat – skoda, e forse qualche altra, per queste auto, quando erano sul mercato, attese di parecchi mesi, quindi la richiesta c’era, c’è qualcosa che non è spiegabile facilmente, chi ne sa qualcosa ?

  4. Ma come, adesso Seat crede nelle piccole utilitarie elettriche?
    Ma se è stata la prima ad aver annunciato lo stop alla produzione della Mii, la versione di Seat della e-up di Volkswagen e di Citigo IV di Skoda.
    Ed ora dicono che ci credono?
    Se la rimettessero in pista così com’era, fioccherebbero ordini.
    La macchina già la hanno!

    • Up Mii Citigo auto identiche, cambiava solo il marchio incollato. Avevano poco senso, tanto vale commercializzare solo una, quella col marchio più forte.

  5. Le macchine elettriche piccole costano perchè incide il pacco batterie! Quelli grandi costano perché sono grandi!
    Credo che questi costruttori hanno fatto la fortuna con i vecchi motori adesso dovrebbero unirsi alla causa di cambiare la situazione climatica! Auto piccole e popolari, agevolazioni di acquisto! In modo da dare un opportunità seria e concreta a tutti! Me compreso! A mio avviso questa è la strada, purtroppo i costruttori inventeranno qualsiasi cosa pur di rendere un auto costosa o meno accessibile!

    • Parole sante, dev’essere il meccanismo degli incentivi a spingerli nella direzione giusta: prendi un’auto piccola e poco inquinante? Ti premio. Se no, affari tuoi, le città soffrono di congestione, oltre che di inquinamento. Centri urbani come quello di Roma sono violentati dalle auto parcheggiate ovunque, dai marciapiedi alle strisce pedonali. Se fossero tutte di di 3 metri, invece che di 4-5, già il panorama cambierebbe.

      • Ooohhh Hallelujah…. Ti incentivo se inquini poco, io adoro il l motore termico e il cambio manuale, capisco che bisogna cambiare registro però; quindi, c’è il bisogno di utilitarie che non inquinino o che inquinino pochissimo, che senso ha produrre mega SUV ? Sia termici che elettrici, è uno spreco! Ovvio che le case producono ciò che si vende di più e con profitti maggiori..

      • Condivido con te tutto quello che hai detto tranne delle auto se fossero di 3 metri… Li si tratta di civiltà ed egoismo, è quella che manca.

  6. Le piccole elettriche sono perfette per l’utente senza troppe esigenze che cerca una UTILITARIA da città (chilometraggio ridotto, ricarica notturna in casa, scatto da fermo buono ma velocità massima non tanto, niente cambio/frizione, e manutenzione minima a costi bassi), peccato che ad oggi non creano utili ai costruttori

  7. Vorrei condividere la mia visione sul discorso Twingo e la decisione di De Meo di stopparla .
    Oggi esistono duel elettriche low cost all interno dell’ offerta Renault.
    Dacia. Sandero prodotta in una fabbrica Renault
    Twingo non di totale proprietà progetto Renault e prodotta in Slovenia
    A questo punto mi sembra chiaro che per evitare conflitti tengo Sandero e stoppo Twingo .
    Cosa ne pensate?

    • Concordo, per come la vedo io tiene in Francia la produzione di un segmento più alto. Sia per il costo del lavoro, che per posizionare il brand più in alto.
      Dacia la produce in Romania e non ha problemi a vendere in Europa ed è vista come entry level per finiture. Quindi può spendere meno in adas e optional vari e limare il costo.

  8. Se vuoi fare una cosa ci devi credere.
    Parlando di elettrico, le Citycar possono meno problemi dei Suv.Il prezzo di una auto piccola si può abbassare se si applica la regola che il pacco di batterie sia standard ed intercambiabile a noleggio anche al distributore, e magari l’intera auto venga offerta in leasing.Pagare una bolletta tipo luce o gas in più,in cambio di quattro ruote che ti portano al lavoro, evitando i mezzi pubblici, non dovrebbe essere un problema .Da qualche parte lo fanno per scooter e taxi; noi invece…
    Raffaele

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