Elettriche al 22% di quota in Europa: lo registra l’ultimo rilevamento di E-mobility Europe, che prende in esame i 16 mercati maggiori continentali.
Germania e Francia trainano la crescita, Italia marginale

In questi mercati il mese scorso si sono vendute 201.986 fully electric. Il 34.1% in più rispetto allo stesso mese del 2025. Si avvicna il raggiungimento di un quarto delle immatricolazioni totali. Il totale dei primi 4 mesi dell’anno vede invece 740,480 BEV vendute, il 31.3% in più del 2025. Il che significa avere evitato il consumo di 3 milioni di barili di petrolio. La Germania rimane il motore della crescita, con il 25.8% di quota e 223.362 BEV vendute da inizio anno. E le previsioni per il resto dell’anno restano buone, rinvigorite dai bonus all’acquisto fino a 6 mila euro appena approvati. Continua a tirare forte anche la Francia, dove la quota di mercato è salita al 26.2% in aprile, in crescita del 27.2% sullo stesso mese del 2025. Numeri ben lontani da quelli italiani, anche se la coda degli incentivi ha rinvigorito il nosro mercato. Da noi si sono vendute 13.238 Bev, ma la quota di mercato resta dell’8,5%.
Elettriche al 22%, con la benzina a 1,947 è solo l’inizio


Altri mercati che restano sotto il 10% di quota sono Spagna e Polonia. Nonostante che l’aumento delle immatricolazioni in aprile sia stato rilevante, rispettivamente +37.3% e +50.1%. È proprio la debolezza di questi mercati ad abbassare la quota di mercato del primo quadrimestre al 19,2%. Per vedere quote di mercato più convincenti bisogna risalire nel Nord Europa, con numeri strabilianti. La Norvegia è al 98.6% di quota, la Danimarca all ‘81.9%, la Finlandia al 48.8% e la Svezia al 40.7%. È chiaro che pesa il potere d’acquisto dei potenziali acquirenti. Ma incide soprattutto una politica di incentivazione chiara e di lungo termine. Tutt’altra cosa rispetto ai bonus spropositati, e subito esauriti, proposti a più riprese dal governo italiano. La crescita dell’elettrico è comunque solo agli inizi. Il rincaro del prezzo della benzina (oggi a 1,947 euro nella media self) e del gasolio (1,982) non fa che accelerare un trend già chiarissimo. Trend accelerato dall’arrivo di una gamma sempre più ricca di elettriche da meno di 20 mila euro, cinesi e non.



Il risparmio è evidente rispetto al termico facendo il pieno. Mi permetto sollevare la questione maggiore svalutazione evidenziata da uno studio di Quattroruote dove dopo 36 mesi la Ev vale il 48% rispetto all’acquisto mentre un’auto a benzina tiene per il 63%. In soldi, dati 50mila il prezzo a nuovo elettrico dopo 3 anni ne prendo meno di 25mila, mentre con una termica ne avrei presi più di 31mila. Più la differenza di prezzo tra nuovo elettrico e termico. Forse però la perdita economica si recupera col pieno di elettricità, ma molto dipende da quanta strada si fa e dal fotovoltaico. Comunque la Ev si dovrebbe scegliere per rispettare l’ambiente più che per i dané…
Fosse vero quello che scrive il noto mensile da lei citato (ma ho qualche dubbio) significherebbe che acquistare un’auto elettrica usata è un grande affare. Si svaluta di più e si usura meno = azzerato il differenziale di prezzo all’acquisto.
@purtroppo no
“..ti informo che neanche le auto termiche nuove vendono eh !…”
e io ti ribadisco che la causa sono gli stipendi ridicoli rispetto ai prezzi.
guarda che non è difficile da capire!
tutto quel che scrivi va anche bene
ma alla fine della fiera
ci manifesti la tua legittima frustrazione
e spari sul bersaglio che è stato indicato come colpevole
da quelle stesse persone che sono gli artefici del problema!
@”purtroppo no”
fino a “citycar” non si capisce molto di quel che vuoi dire, o almeno non lo capisco io.
poi la butti sull’ideologia estremista (quale, peraltro?)
e allora va beh, si capisce anche il prima.
se lo si confronta con numero di passaggi di proprietà “auto normali termiche a basso costo” si capisce che si cercano solo quelle e che al momento non esistono proprio auto “utilitarie” , esistono solo solo rinominate ” segmento A / citycar” dall’ideologia estremista
Altro frustato che pretende di considerare il passaggio dalle auto termica alle BEV come un capriccio di non so quale ideologia politica/religiosa.
Potrei definire altrettanto ideologico il difendere a spada tratta la posizione pro auto termica.
Il punto è che siamo all’inizio di un cambio tecnologico. Necessario se si vuol mantenere un certo tenore di vita con una popolazione mondiale in crescita.
L’unico modo per continuare ad usare le tecnologie termiche attuali è di ridurre i consumi e quindi riportare la popolazione mondiale sotto i 2,5 miliardi (ad oggi siamo a circa 8,3 miliardi).
Ma fosse che fosse il riarmo tanto desiderato da una certa fascia di persone che al contempo applica politiche di fomentazione e arroccamento su certe posizioni ha tale scopo?
ciao! non difendo per niente auto termiche, anzi, mi auguro di poter comprare un’auto elettrica , ma se un guarda dati legge che ” Il mercato dell’auto usata in Italia ha chiuso il 2025 con circa 5,59 milioni di passaggi di proprietà!” e non è certo perchè l’italiano ” è un no watt e adora vecchi rottami” 🙂 ma solo per il costo, perchè necessita di una auto qualsiasi per muoversi….e l’ossessione politico/religiosa verso “l’efficienza” ma dimenticandosi dei costi secondo me non sta portando verso la maggiore efficienza energetica dell’auto elettrica, ma sta facendo diventare il parco circolante italiano piu’ verso Cuba e le sue auto extra-vintage 🙂
il parco usato di auto elettriche è limitatissimo e neanche a buon mercato. Per cui l’analisi proposta è fuorviante.
Al momento attuale chi si rivolge al mercato dell’usato per una questione di costo, non può far altro che comprare un’auto termica.
E perchè mai, di grazia? Cosa impedirebbe di acquistare un’elettrica usata?
@purtroppo no
“…l’ossessione politico/religiosa verso “l’efficienza”…”
cioè, fammi e facci capire:
la (presunta) ossessione religiosa (???) per l’efficienza spinge su i listini e così gli italiani comprano l’usato?
ma sei serio?
i listini li fanno le case costruttrici, non gli ambientalisti ossessionati. Non me lo vedo il CEO di Stellantis a chiedersi
“cosa dicono gli ossessionati eco-autisti?
ah, che c’è da salvare il paguro indonesiano?
uuuuh, ma allora aumentiamo il prezzo della Panda di almeno 2000 euro! diamine!”
Il fatto che i relativi CEO abbiamo stipendi sempre più folli e sempre più vincolati agli utili generati ti dice niente?
e poi:
come mai negli altri Paesi europei questa cosa dell’usato non accade, o sicuramente con tutt’altre proporzioni?
i prezzi sono alti solo da noi?
o sono gli stipendi che sono vergognosamente bassi?
e se sono bassi,
chi mangia la fetta di torta grossa?
e perché non ci si lamenta degli stipendi bassi, ma si da la colpa all’auto elettrica? e non piuttosto, tra le altre cose, al costo dell’energia totalmente folle rispetto ai paesi vicini, e non piuttosto a chi ci ha legato mani e piedi al gas che importiamo?
ti informo che neanche le auto termiche nuove vendono eh ! e tu credi addirittura che esista gente feticista che adora gas e petrolio? w che nel resto del mondo l’energia sia ” quasi gratis”? o addirittura uno di quelli che pensa che ” neutralità tecnologica” voglia dire ” no alle rinnovabili, vogliamo solo morire di inquinamento , intanto noi ci intaschiamo tutto” 😀 prova ad eliminare gas e petrolio dalla tua vita e capirai 😀 – io al momento mi sono comprato un’auto semplice, senza IA e schermoni, grande dentro e piccola fuori..”efficienza” estremamente inferiore ad un’auto elettrica, ma a 4mila euro. secondo me c’è un problema quando persone pensano ad “efficienza” e non pensano che è una cosa collegata all’economia, tutto qui – poi se per te non è un problema spendere 30mila euro per un’auto elettrica con batteria decente mai potrai capire