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Elettrica o diesel? I conti della serva con la Hyundai Kona

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Elettrica o diesel? La sostenibilità è un grande valore, ma è chiaro che la parte economica conta. Ecco un confronto trla Hyundai Kona elettrica e a gasolio.

Tenendo l’auto 10 anni si spenderebbe…

La tabella che riproduciamo sotto è opera di un amico di Vaielettrico, Francesco Caramia, che l’ha pubblicata su Twitter (qui) con queste parole: “Ecco una mia comparazione tra elettrico e termico che tiene conto di prezzo iniziale e costi di gestione per un periodo di 10 anni, che definerei di possesso medio per una famiglia. Il grande freno del mercato EV per i redditi medi (come il mio!) è l’enorme esborso iniziale!“.

Anche noi facciamo due conti

potrebbe discutere a lungo sui dati elencati con ammirevole puntiglio da Francesco. Ne citiamo uno: il prezzo d’acquisto va scontato di almeno 4 mila euro (c’è l’incentivo) e scende quindi a 44 mila euro. Peraltro quella indicata è la più cara delle Hyundai Kona EV a listino: con lo stesso pacco-batterie da 64 kWh ora c’è la versione XPrime che è a listino a 42.500 euro, che scendono a 38.500 con l’incentivo. A quel punto anche l’ostacolo del prezzo iniziale, che comunque resta oggettivamente alto per le elettriche, comincia a cambiare aspetto. Ma quel che ci piace nel ragionamento di Francesco è che finalmente anche i privati, come le aziende, cominciano a considerare non solo il prezzo d’acquisto, ma anche quel che si spende dopo nella vita dell’auto. E’ quello che gli addetti ai lavori chiamano Total cost ownership (Tco), il costo totale di possesso. L’unico vero parametro a cui affidarsi nell’acquistare un’auto. Un calcolo che oggi sconta ancora due enormi incognite. La prima è: quale sarà nel tempo il valore residuo, nell’usato, delle auto elettriche? La seconda: quanto costeranno un kWh di energia e un litro di gasolio, in un mercato sempre più elettrico e sempre più condizionato dalle esigenze legate alla sostenibilità? Aspettiamo il vostro parere.

—- Leggi anche: quanta strada fa la Kona, VIDEO-PROVA

44 COMMENTI

  1. In verità io nel calcolo ho considerato gli incentivi e per i prezzi mi sono rifatto al preventivatore presente sul sito.

  2. Il conteggio è fatto complessivamente bene. Se ho ben capito, però, si basa, però, su un presupposto forse un po’ ottimistico: cioè che le batterie mantengano le loro prestazioni per 10 anni e 180.000 km. Dato di cui dubiterei.
    In secondo luogo, si basa su incentivi che, alla lunga, tenderanno a scomparire (ma, magari, le EV costeranno di meno ma le diesel saranno più efficienti etc).
    In quanto al costo del kWh, 0,30 €/kWh mi sembra poco: molti operatori viaggiano a 0,45 €/kWh.
    Inoltre, oggi l’Erario incassa dai combustibili per auto trazione mal contati una cinquantina di miliardi. Dove andrà a prenderli quando ci saranno molti più EV?

    • A mio parere il calcolo dovrebbe considerare non il prezzo d’acquisto, ma la differenza fra prezzo d’acquisto e valore residuo dell’auto dopo 10 anni che riflette l’usura della batteria, ma anche chilometraggio e usura del motore termico. La tariffa elettrica di 0,30 euro a kWh è una media, inevitabilmente imprecisa, fra costo della ricarica domestica (circa 0,20 euro a kWh) e ricarica pubblica (fra 0,45 e 0,50 al kWh). Ma se la ricarica è fatta prevalentemente a casa, il costo medio si abbassa notevolmente.

      • Sicuramente per un imprenditore è così ma per una famiglia è fondamentale contenere l’esborso iniziale o ridurlo sensibilmente nel tempo di utilizzo del veicolo con incentivi e minor costo di gestione per anno. Il valore residuo dopo n anni assume rilevanza nel momento in cui devo procedere ad un nuovo acquisto e ritorno alla condizione iniziale del mio ragionamento. Se non c’è convenienza all’inizio non scatta la determinazione ad impegnarsi economicamente in un nuovo mercato dell’auto e si rimane sul vecchio.

        • Francesco, proprio per attutire l’impatto dell’esborso iniziale molte Case propongono le loro auto elettriche con rate mensili per un noleggio di 4 anni. Lo fará la Volkswagen con la sua ID.3, lo fa la Peugeot con e-208, di cui addirittura all’inizio non è stato comunicato il prezzo di listino. Ovviamente va valutata anche la convenienza di queste formule, che comunque mettono al riparo anche dal rischio di calo di capacità delle batterie paventato da Ska nel suo post.

          • Rateizzare significa pagare di più nel corso del tempo e l’acquisto di un’auto elettrica diventa sempre più improbabile. A mio avviso l’unica ipotesi valida sarebbe quella del prezzo iniziale quasi simile, magari grazie a incentivi o detrazioni, che determinerebbe un incremento repentino dell’elettrico. Un po’ come sta succedendo in Norvegia.

  3. Solo un’osservazione a contorno, causata dall’espressione “quanto costeranno un kWh di energia e un litro di gasolio”: l’energia è una sola, anche se si presenta in forme diverse.

    Tanto per capirsi, come la molecola formata da due atomi di idrogeno e uno di ossigeno si presenta in forma gassosa (vapor d’acqua), liquida (acqua…) e solida (ghiaccio), pur essendo sempre H2O.

    1 litro di benzina di tipo generico (Euro-Super 95) equivale a circa 8.8 kWh:
    – con 1 litro si fanno attorno ai 30 km (Renault Clio 1.5 dCi, ciclo misto)
    – con 8.8 kWh si fanno attorno ai 64 km (Hyundai IONIQ EV)

    1 litro di diesel di tipo generico per autotrazione (AGO) equivale a circa 10 kWh:
    – con 1 litro si fanno attorno ai 33 km (Peugeot 208 Active BlueHDI, ciclo misto)
    – con 10 kWh si fanno attorno ai 72 km (Hyundai IONIQ EV)

    Prendendo le medie dei costi del carburante pubblicate dal MISE per maggio 2019 e la media del costo del kWh indicata da MdE, i costi chilometrici dovrebbero essere i seguenti:

    1 litro Euro-Super 95 = EUR 1.6263
    1 litro AGO = EUR 1.5191
    1 kWh = EUR 0.30

    andando a benzina, 1 km costa circa 54 millesimi di euro
    andando a gasolio, 1 km costa circa 46 millesimi di euro
    andando a elettroni, 1 km costa circa 42 millesimi di euro

    N.B. Nei “costi” per benzina e gasolio, non sono considerate le circa 130 morti premature quotidiane causate da aria inquinata (fonte EEA 2018, territorio Italia).

    N.B. Per l’elettrico non ho considerato il caso di chi “compera” i kWh dal suo impianto fotovoltaico, con le stime attuali di costo attorno a EUR 0.11/kWh (nord) e EUR 0.09/kWh (sud).

    • Grazie Emanuele, la sua analisi, come si direbbe, “taglia la testa al toro”

    • No, nessun errore. La macchina elettrica ha 150 KW e senza riduzione quello è il valore annuo da pagare. Nella spesa decennale ho tenuto conto delle attuali riduzioni (0 per 5 anni e poi il 25%).

  4. I conteggi vanno fatti da chi utilizza già questiesti mezzi. In poco più di sei mesi ho effettuato 16500 km con una Nissan Leaf 2018 aziendale al costo di 10 centesimi a kWh con operatore Duferco utilizzabile in tutte le colonnine Enel, il paradosso è che oggi caricare da casa mi costerebbe il doppio e il costo ipotizzato di 30 centesimi da Francesco è di fatto il triplo del mio costo reale. Tornando ai km con qualche ricarica da casa ma quasi tutte effettuate sulle superfast ChadeMo (ricariche veramente rapide!!!) ho superato di poco i 300€ complessivi per oltre 16000km, nessun paragone si può fare con gli altri combustibili tradizionali.

      • Tariffa Flat Duferco, 25€+iva al mese per 300 kWh, ricarico in tutte le colonnine Enel X e Eva senza limiti di tipologia di presa, con tessera e applicazione

        • In quanto tempo ? Da me dista 15 km la prima colonnina quindi non posso lasciarla per qualche ora…la tariffe è interessante ma…

        • COnsidera che se la vettura supporta la ricarica ChadeMo i tempi sono molto ridotti, in 1ora circa il 100% di carica mentre in mezz’ora passi da un 20% ad un 80-90%. Deve cambiare la prospettiva rispetto ad un’auto tradizionale, se ho l’80%di carica e mi fermo a fare la spesa dove ho le colonnine metto in carica, qualunque commissione personale o lavorativa è improntata sulla distanza dalle colonnine per fare anche piccole ricariche e così facendo a fine giornata dopo un intenso utilizzo mi ritrovo con autonomie quasi pari alla partenza, poi dopo un po’ di tempo diventa tutto normale e viene in automatico.

  5. C’è qualcosa che non torna nei conteggi di Emanuele.
    Come può costare 54 millesimi un km fatto a benzina? Forse è vero senza considerare Iva e accise.
    Se ipotizziamo una macchina media a benzina che fa verosimilmente 16 km/litro e un litro costa 1,6 Euro, questa macchina consuma 100 millesimi a km. Quasi il doppio di 54
    Se poi volessimo fare altri conti potremmo considerare il metano al posto della benzina che costa circa il 60% in meno della benzina perché sul metano le accise sono irrisorie.
    Al posto del metano potrebbe essere usato il biometano. A questo punto l’auto con motore termico, seppur di vecchia concezione, sembrerebbe più sostenibile dell’elettrico perché non andremmo ad inquinare il pianeta con le batterie esauste.
    Comunque: l’elettrico sarà sicuramente il futuro, ma per il presente, potremmo fare conti diversi e non essere disposti ad investire per conto delle multinazionali che devono sperimentare, rinnovare per continuare a fare profitti anche in futuro. Troppo spesso ci sentiamo condizionati nelle scelte e tacciati come inquinatori del pianeta solo per aver acquistato un veicolo che solo qualche anno fa era considerato super ecologico. Cosa ci diranno tra 10 anni? Che siamo possessori di auto elettriche vetuste con batterie di vecchia concezione e altamente inquinanti. Ecco, per queste auto, ora, ci chiedono un sacrificio di 45k.
    Non era mia intenzione fornire calcoli di convenienza o convincere qualcuno su qualcosa, ma solo offrire uno spunto per riflettere e provare a distinguere la realtà dalla percezione che noi abbiamo di essa.

    • Grazie, Luca, per la segnalazione.

      Come premesso, era un’osservazione su una specifica, breve espressione del giornalista, non sull’intero articolo, o sull’interno argomento della sostenibilità di 7.5 miliardi di persone (con proiezione verso i 10.9 per la fine secolo). Più che un singolo argomento molto complesso, è un intero campo di ricerca.

      Non ho usato un valore medio valido per qualsiasi veicolo, ma i valori specifici per i modelli citati nelle righe precedenti, riferendomi ai dati di Quattroruote. Ripeto i calcoli senza saltare passaggi.

      Peugeot 208 Active BlueHDI
      – consumo misto 3 l/100 km
      – con un litro di gasolio fa 33.33 km
      – MISE Automotive gas oil: 1,519.10 €/1,000 liters
      – 1.51910 / 33.33 = 0.045577557755776 ~ 46 millesimi di euro per km

      Renault Clio 1.5 dCi
      – consumo misto 3.3 l/100 km
      – con un litro di benzina fa 30.30 km
      – MISE Euro-Super 95: 1,626.34 €/1,000 liters
      – 1.62634 / 30.30 = 0.053674587458746 ~ 54 millesimi di euro per km

      Non ho fatto i calcoli per GPL e metano, perché non erano citati nell’articolo.

      Non riesco a trovare il prezzo medio del metano sul sito del MISE. Uso la quotazione media odierna trovata su Carburanti Italia e faccio i calcoli anche per quel carburante:

      Volkswagen Up! Metano
      – consumo misto 2.9 kg/100 km
      – con un kg di metano fa 34.48 km
      – Carburanti Italia 2019-06-20 CNG 1.013 €/kg
      – 1.013 / 34.48 = 0.029379350348028 ~ 29 millesimi di euro per km

      Facendo esclusivamente considerazioni egoistiche, conviene più dell’elettrico. Ma prendendo la strada dell’efficienza, anche rubare conviene rispetto a comperare.

      Facendo considerazioni più ampie, l’impatto dell’uso delle quatto forme di energia è ben diverso sull’ecosistema del pianeta (la grande “vasca dei pesci” nella quale noi abbiamo il ruolo dei pesci). Basta guardare, senza addentrarci in dettagli, la lunghezza della filiera esistente per portare ciascuna forma di energia nel tuo veicolo.

      Riguardo all’efficienza, sempre considerando i veicoli citati:

      benzina: con 1 l = 8.8 kWh, 3.4 km con 1 kWh
      gasolio: con 1 l = 10 kWh, 3.3 km con 1 kWh
      metano: con 1 kg = 13 kWh, 2.7 km con 1 kWh
      elettroni: con 1 kWh = 1 kWh, 7.2 km con 1 kWh

      N.B. Salvo errori e omissioni non voluti.

      • Mi scusi Emanuele, la Renault Clio 1.5 cDi citata come paragone di auto a benzina, ha in realtà motore Diesel!

        • Daniele, si, il riferimento è proprio sbagliato.
          Grazie per la segnalazione dello svarione!
          Tutti i calcoli relativi alla benzina sono quindi sbagliati.

          Dalla classifica 2019 delle auto (benzina!) che consumano meno, rifaccio i (semplici) calcoli per un’altra utilitaria simile alla Renault Clio: la Suzuki Celerio, data dalla Casa capace di arrivare a 27.7 km con un litro di benzina, ma da più parti trovo un valore medio di circa 23.3 km/l.

          Suzuki Celerio
          – consumi dichiarati 3.6 l/100 km
          – con un litro di benzina fa in media 23.3 km (Suzuki dice 27.7)
          – MISE Euro-Super 95: 1,626.34 €/1,000 liters
          – 1.62634 / 23.3 = 0.0698 ~ 70 millesimi di euro per km
          – 1.62634 / 27.7 = 0.058712635379061 ~ 59 millesimi di euro per km
          – con 1 l = 8.8 kWh, 23.3 km/l => 2.65 km/kWh; 27.7 km/l => 3.15 km/kWh

          N.B. Forse è il caso che in futuro io faccia piuttosto una webapp anziché usare i commenti come calcolatrice…

  6. Le auto elettriche sono iper inquinanti, basterebbe solo calcolare quanta CO2, si produce per produrre ogni parco batterie e quanta se ne produce per lo smaltimento delle stesse, inoltre se l’energia elettrica utilizzata per ricaricare queste auto deriva da fonti non rinnovabili…. di verde non ci vedo proprio nulla… All’attualità a mio avviso l’elettrico è solo uno stupido bubbone da estirpare.

    • Caro Dennis, ci sono decine di studi a dimostrare che è vero il contrario. Citerei su tutti un accurato report dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, che ha preso in considerazione tutto il ciclo di vita della vettura. E la stessa Volkswagen, ricostruendo le emissioni di CO2 della Golf in elettrico e a gasolio, ha concluso che comunque la prima ha emissioni minori nell’intero ciclo di vita, anche prendendo come riferimento il modello tedesco di produzione dell’energia, ancora fortemente basato sul carbone. Noi, almeno in questo stiamo molto meglio e anche la Germania, come tutti i Paesi, aumenta di anno anno l’incidenza di energia da rinnovabili sulla produzione totale.

    • Dennis, naturalemnte te pensi che l’inquinamento dei motori termici sia solo dal serbatoio al motore (che è quello che stiamo discutendo qui),pensa un pò quanto inquina estrarre , trasportare , raffinare , ritrasportare ai distributori , lascio stare guerre , etc

      • Infatti, quando si parla di auto elettriche si considera tutto, giustamente, compresa la produzione delle batterie. Per le endotermiche no, sembra che il petrolio sgorghi sottocasa e ce lo raffiniamo noi con un colino…Tutto facile, tutto pulito.

    • Aggiungo che, oltre al carburante che comunque, oltre alla co2 emette particolato, i motori endotermici (tutti) hanno necessità di frequenti cambi d’olio e rabbocchi, tutta roba che poi finisce per aumentare l’inquinamento già abbastanza alto, per non parlare poi degli olii nebulizzati dai motori esausti che certamente non sono simili all’aerosol.
      Inoltre le batterie esauste possono essere quasi completamente recuperate (Tesla insegna) quindi non sono più da considerare un elemento inquinante.

  7. Quello che non viene preso in considerazione è il calo di durata e gi rendimento di un elettrico in caso di temperature basse o bassissime ho visto un servizio molto accurato della TV Svizzera che indagando proprio su questo aspetto sosteneva che l’elettrico può perdere anche il suo valore nel giro di 2 anni consecutivi particolarmente freddi, è quindi sempre ammesso che sia vera la ricerca elvetica tutti i conti saltano, stando sempre all’articolo anche il caldo eccessivo avrebbe un grosso impatto sulla durata dei pacchi batteria.
    Mi pare che almeno per ora la convenienza dell’elettrico dal punto di vista economico sia ancora abbondantemente lontano!

    • Ma il rendimento del motore elettrico, o la quantità e l’intensità della corrente prelevabile dal pacco batterie?

      La temperatura influisce su tutti i processi chimico/fisici. I motori termici hanno bisogno di “scaldarsi” per andare a regime. Il gasolio si addensa già sotto i 2°Ce rende il veicolo inutilizzabile. Le batterie al litio e non si caricano/scaricano con un processo chimico/fisico, non per magia.

      Come per il gasolio, uno mette l’additivo antigelo, così per le batterie, o uno le tiene “al caldo”, oppure ha un software di bordo che provvede a portarle a temperatura prima di caricarle/scaricarle.

      Vaielettrico ha scritto in merito “Fa freddo, autonomia canaglia!”:

      https://www.vaielettrico.it/fa-freddo-autonomia-canaglia/

  8. Allo stato dei fatti, il compromesso migliore che coniughi economia e basso impatto ambientale è rappresentato senza dubbio dal metano, c’è poco da dire e fare. Anch’io vorrei, come molti, possedere un’auto full-electric ma visti i costi di acquisto attuali, considerando auto di pari caratteristiche, la differenza di esborso totale nell’arco di vita del veicolo è decisamente svantaggiosa, purtroppo!
    Per fare un paragone diretto con la Kona dell’articolo, vi invito a simulare i costi di acquisto e gestione di una Seat Arona TGI alimentata a principalmente metano (ha un serbatoio ausiliario di benzina di circa 9 litri) e che come tale usufruisce pure di agevolazioni fiscali (esenzione o riduzione del bollo a seconda della regione di residenza).

      • Sicuramente molto più basso di gasolio e benzina, Mauro, inoltre sarebbe assurdo se fosse il contrario, dato che i trasporti pubblici nella mia città e anche in molte altre e non solo in Italia (Inghilterra per esempio) hanno deciso di convertire i loro mezzi a metano, dopo che a livello governativo erano state date indicazioni invitanti in tal senso.
        Ripeto, io vorrei con tutto me stesso girare in auto elettrica, ma non posso non valutarne l’impatto economico sul bilancio familiare e fino a che i prezzi di acquisto degli autoveicoli elettrici rimarranno così elevati, non posso fare altrimenti.

  9. Concordo.
    Tuttavia il metano è una fregatura per lo stato perché il prezzo non comprende le stesse accise che ci sono su gasolio e benzina.
    Se tutte le auto fossero a metano, lo stato perderebbe 25 miliardi di euro ogni anno.
    Quando la quota delle auto ev sarà consistente, cosa farà lo stato per mantenere il gettito fiscale? Nuove tasse oppure accise sull’energia elettrica?
    Quindi attenzione a confrontare oggi il costo del gasolio + accise con ev senza accuse. Domani i conti potrebbero essere diversi.
    La soluzione che mi convince più di tutte, se devo mettere in conto di investire sul ev é quella di realizzare il tetto e pareti della casa in materiale fv, predisporre un accumulatore domestico e raggiungere la totale indipendenza energetica.
    Ma credo che non sarà possibile farlo per ovvi interessi economici di chi detiene il potere.

    • E perché no? C’è già chi lo fa, con un’autonomia almeno parziale. Quanto alle accise, io credo che se arrivassimo a una situazione in cui le batterie aumentano in modo significativo la capacità con un taglio dei costi, nessun governo potrebbe mettersi di traverso a una forma di mobilità così virtuosa. Sarebbe come dire che non si possono debellare certe malattie molto diffuse perché interi ospedali dovrebbero chiudere. Il mondo va avanti e il progresso non si ferma. Ma che l’elettrico sia la soluzione su larga scala è ancora da dimostrare nei fatti, sia chiaro.

      • Bollo di circolazione europeo non vi dice niente? È basato sui km percorsi, a quel punto le accise/tasse saranno da pagare indipendentemente da quale sistema di ricarica si usa, fosse anche il proprio fotovoltaico

  10. La mia Peugeot 206 1.4 hdi la rottamo dopo 16 anni.
    Ogni anno faccio circa 10k km. Costo d’acquisto 14k.
    Costi di gestione veramente bassi.
    Se compro una 208 elettrica posso aspirare ad un ulteriore risparmio? Dopo 10 anni devo mettere in conto la sostituzione della batteria?

    • Diego, può fare due conti sulla falsariga della tabella compilata da Francesco partendo da un dato: rottamando la 204, pagherebbe la e-208 circa 24 mila euro. il resto è nelle tabelle. Quanto alle batterie, non è che saranno da sostituire, ma garantiranno un’autonomia di percorrenza minore. Quanto, dipende da una miriade di fattori.

      • Se calcoliamo solo il costo del “carburante” , la differenza di costo è abbastanza ridicola: neanche 40 euro/annui.
        Se risparmio il bollo sono altri 135 euro ma mi sembra che siamo ancora lontani per recuperare 10/11k euro di differenza tra le 2 vetture.
        A dire il vero la preoccupazione più grande è la batteria che non credo duri 16 anni o comunque la resa cali drasticamente dopo i 10.

        • Come fa a dire 40 euro annui? Oggi chi compra un’auto elettrica in genere ha la possibilità mdi ricaricare a casa, di notte, a non più di 21-22 centesimi/kW.Con questa cifra si fanno da almeno 5-6 km, dipende dall’auto (e da mille altre cose). A benzina si spende ben più del doppio. Guardi il configuratore della Peugeot 208 nelle tre versioni (benzina-elettrico-diesel) e vedrà che il risparmio è ben diverso.

  11. Nel costo di gestione dell’auto sei stato troppo ottimista. Io ho un 1500 diesel e sono stato particolarmente sfortunato perchè nell’ordine ho dovuto cambiare in 6 anni di vita: motoro completo causa rottura albero, 2 iniettori, un sensore per l’aspirazione dell’aria, una manicotto turbina per un costo totale di 8000€ circa. Con una auta diesel e facendo molto km all’anno la manutenzione aumenta molto ma molto di più.

  12. Mauro Tedeschini 19 Giugno 2019 at 23:29
    grazie Fabrizio, solo non ci è chiaro dove ricarica a 10 centesimi/kWh

    Risposta
    Fabrizio 21 Giugno 2019 at 7:37
    Tariffa Flat Duferco, 25€+iva al mese per 300 kWh, ricarico in tutte le colonnine Enel X e Eva senza limiti di tipologia di presa, con tessera e applicazione

    Scusate se ribadisco il concetto ma con un buon abbonamento i costi evidenziati da Francesco in tabella vengono abbattuti di diverse migliaia di euro in 10 anni ma vedo che non è stato dato molto seguito alla segnalazione.
    A chi interessa risparmiare utilizzando le colonnine sparse per l’Italia si guardi questa offerta della DUferco per tutte le colonnine Slow, Fast e Rapid (vedi link).

    https://dufercoenergia.com/mobility-flat?campaignid=1947475872&adgroupid=72488897642&gclid=EAIaIQobChMIo-qq28v64gIVGs93Ch3OKQUWEAAYASABEgKsv_D_BwE

  13. Atto primo: l’elettrico prenderà il sopravvento ed i diesel piano piano spariranno dalla circolazione o resteranno relegati nei box
    Atto secondo: la spesa che hai ipotizzato dipende dal fatto che tu abbia un punto di ricarica(box o autorimessa) ed una tariffa più o meno agevolata ed ancor più se uno abbia la possibilità di avere un impianto FV collegato perché in questi casi la somma necessaria per l’alimentazione si ridimensiona e non di poco.
    Atto terzo: i chilometri percorsi in un anno, infatti io percorro circa 20000 km annui e per me il mantenimento è ancor più differenziato.
    Per sedici anni ho avuto MB classe C a gasolio e spendevo circa 2200€ all’anno di gasolio più 400€ di bollo più la manutenzione ordinaria.
    Ora ho una Model 3, la alimento con corrente a 0,011€/kw perché ho tutta la casa elettrificata (no metano o gpl) ho la tariffa D1 per pompe di calore ed ho un impianto FV da 5,8 kwp; i primi 2000 km li ho fatti spendendo la pazza cifra di 10€ circa di corrente poiché il clima non era dei migliori (se cerchi di caricarla quando c’è Il sole pieno non spendi)
    Ogni anno risparmio circa 3000€, fatevi I vostri conti!!!

  14. Conveniente si, conveniente no… è difficile far capire a tutti che se non vogliamo una catastrofe naturale che darebbe la fine alla nostra stupida civiltà (se così vogliamo chiamarla), l’unica strada è quella della mobilità elettrica alimentata da fonti alternative.
    Il resto sono solo chiacchiere… aria fritta!!!
    Comunque resto dell’opinione che il passaggio all’elettrico non sarà un indolore poiché il costo all’inizio è indubbiamente più alto ma col passare del tempo si ammortizza con il risparmio, sicuramente sui consimi e manutenzione, per il momento anche sui bolli (finché dura). Resta il fatto che è una missione che occorre affrontare! Chi non capisce questo…

    • vero, in questa prima fase non puó essere la molla economica a dieterminare l’acquisto. C’è la consapevolezza di dover cambiare qualcosa nei nostri comportamenti e di un disastro che potrebbe essere piú vicino di quel che pensiamo.

      • Concordo pienamente con queste affermazioni e cerco di fare tutto quello che mi è possibile per scongiurare il futuro probabile disastro accennato. Vero è, però, che devo fare sempre i conti per evitare un più imminente disastro economico familiare e al momento, secondo i calcoli da me fatti e qui ampiamente discussi, non posso permettermi l’auto elettrica. Preciso che a casa ho già il FV con accumulo e sarei pronto da subito a utilizzare le mie eccedenze di produzione, riportate dagli anni precedenti di esercizio, per circolare a zero emissioni e senza ulteriore esborso economico. Purtroppo sono bloccato dall’elevato prezzo iniziale d’acquisto e dall’assenza di un sistema pubblico (visto che di ambiente e salute pubblica si parla nel disastro citato) di sostanziale incentivazione alla mobilità elettrica. Gli attuali contributi statali sono un timido inizio in considerazione degli elevati esborsi iniziali richiesti.
        Ma sono fiducioso e ottimista per il prossimo futuro. Chi la dura la vince!

  15. Come pensate che gestori tipo duferco , possano reggere a vendere energia sottocosto , se enelX vende a 45 e 50 (perchè l’autorità energia ha stabilito quei prezzi) , Hera per esempio ha smesso di fornire schede a 25€ il mese perchè era un suicidio …. già enelX ha installato le colonnine a centinaia e per ora venderà 1000kwh al giorno , quindi smettete di fare calcoli su quei prezzi ….. poi mi viene da ridere dei migliaia di euro risparmiati all’anno come si vantano su FB , mettendo a confronto vecchi diesel con una EV nuova …. sui gruppi poi leggo anche di chi ha avuto ferma auto EV per mesi perchè la competenza in ricerca del guasto è 0 , oltre ai costi fuori dal mondo di parti elettroniche tipo caricabatteria e regolazione motore…. appena finisce la garanzia c’à da pagare migliaia di euro in caso di guasto

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