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Elettrica o diesel? I calcoli sono giusti, ma…

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Ci scrive un lettore proprietario di una Renault Megane diesel chiedendoci se i suoi calcoli che riproduciamo qui sotto direttamente dai suoi appunti siano corretti o meno.

Il gasolio vince per 2.100 euro?

In base a questi calcoli, conclude il nostro lettore, l’auto diesel sarebbe ancora conveniente nell’arco di utilizzo di 5 anni, principalmente  a causa del differenziale del costo d’acquisto, che nel caso dell’auto elettrica “media” è ancora superiore di circa 15 mila euro. Il diesel resterebbe vantaggioso per circa 2.100 euro complessivi, anche considerando i 6 mila euro di incentivi promessi (ma non ancora in vigore) dal governo.

Renault Megane
Nissan Leaf

Il rebus del valore residuo

In linea di massima i suoi calcoli sono corretti, anche se non andrebbe calcolato il costo d’acquisto iniziale, bensì la differenza fra costo d’acquisto iniziale e valore residuo del mezzo trascorsi i cinque anni di utilizzo. Già questo non è un conto semplice poiché non esiste ancora un vero e proprio mercato dell’usato che consenta di stabilire a priori quale sarà il prezzo di vendita dell’auto elettrica usata fra 5 anni. Al momento in Italia l’usato elettrico è penalizzato, quindi probabilmente il calcolo corretto del valore residuo sarebbe ulteriormente penalizzante per l’auto elettrica. Ma all’estero, dove il mercato degli Ev è molto più maturo, una vettura elettrica di 5 anni è valutata anche il 30% in più rispetto all’Italia.

La Zoe in ricarica domestica
E Golf in ricarica pubblica

Dove ricarichi? Questo il problema

Riguardo alle altre voci, ci par di capire che il nostro lettore preveda di ricaricare la sua futura auto elettrica quasi esclusivamente da casa, dove le tariffe domestiche oscillano fra 0,20 e 0,30 euro al kWh. Se infatti la ricaricasse da colonnine pubbliche, il prezzo a kWh non sarebbe di 0,27 euro, ma superiore (prendendo a parametro le varie tariffe Enel X, la ricarica da colonnine accelerate a 22 kW in AC costa circa 40-45 centesimi e quella da colonnine veloci in DC attorno ai 50 centesimi). Va considerata anche la possibilità di ricaricare gratis in alcune postazioni comunali, presso centri commerciali, sul luogo di lavoro. Valutando il costo della ricarica, quindi, un aspirante automobilista elettrico dovrebbe valutare bene i suoi percorsi quotidiani e tutte le opportunità di ricarica disponibili su di essi e nei dintorni dell’abitazione.

Al contempo, a vantaggio dell’auto elettrica, il nostro lettore dovrebbe mettere in conto la gratuità del parcheggio riconosciuta nei principali centri urbani e il libero accesso alle zone ZTL, anche laddove è a pagamento.

 

Dalla media al caso per caso

In generale aggiungiamo che, a nostro avviso, un automobilista in procinto di scegliere fra auto elettrica e auto tradizionale farebbe bene a valutare le alternative di costo, non quindi sulla base di medie generiche, ma identificando alcuni modelli specifici. Le “medie” elettriche, infatti, hanno prezzi di listino che spesso sono inferiori ai 40 mila euro indicati. Anche i consumi medi messi in conto dal lettore (15 kWh per 100 km) sono sostanzialmente corretti, ma non sono gli stessi per ogni modello e, soprattutto, variano moltissimo in base agli stili di guida e all’impiego.

Meglio se….

Concludendo: poiché la “partita” si gioca su poche migliaia di euro, incentivi compresi, e non di più, pochi fattori possono incidere a ribaltare l’esito finale. In linea generale l’auto elettrica è competitiva se.

-la ricarica avviene principalmente a casa (meglio ancora se si dispone di un impianto fotovoltaico di autoproduzione);

-l’uso prevalente è su percorsi urbani e non in autostrada,

-la percorrenza media annua è di almeno 25-30 mila km.
Comunque, complimenti al nostro lettore per l’approccio tecnico e meticoloso.

25 COMMENTI

  1. Secondo me il costo medio al KWh sarà inferiore ai 27 centesimi. In ogni caso sfido il lettore (che ringraziamo per la condivisione dei calcoli) tra 5 anni a vendere un diesel con 100.000 km a qualcosa più di uno sconto rottamazione… quando i diesel non potranno entrare nei maggiori centri abitati di tutta Europa e quando, probabilmente, avranno un bollo maggiorato in quanto veicoli più inquinanti della media.Mentre l’auto elettrica acquistata oggi nel 2024 avrà ancora la batteria in garanzia 😉

    • Concordo con lei Carlo. A tutt’oggi, però, un usato diesel di 5 anni si deprezza meno di un equivalente elettrico; anche perché l’evoluzione tecnologica è stata nel frattempo molto più rapida per le elettriche rispetto alle diesel. Il costo del kWh nella ricarica domestica può variare a seconda del fornitore e del contratto; forse 0,20-0,22 di costo medio può essere un dato realistico; in ogni caso i 27 centesimi messi in conto dal nostro gentile lettore non si discostano troppo dalla realtà.

      • Non è il caso delle Tesla… sono un paio di anni ormai che seguo attentamente il mercato per una Model S usata e, a condizioni simili di età e prezzo da nuova, ha prezzi decisamente più alti rispetto a BMW o Mercedes… nonostante il prestigio premium delle tedesche e l’evoluzione di Tesla che dovrebbe far pensare al contrario (una Model S del 2014 dovrebbe essere obsoleta rispetto ad una 2019).

    • Io 30.000 km lì ho appena fatti in 6 mesi che ho la mia Hyundai i30 a gasolio, ovviamente molta più autostrada che città.
      Siamo tanti a stare sopra i 20.000 km annui

    • Anche un pendolarismo principalmente urbano da 70-80 km al giorno, per esempio tra Bergamo, Como o Varese e Milano, significa raggiungere a fine anno percorrenze vicine ai 30 mila km. E’ l’uso ideale dell’auto elettrica, ricaricandola ogni sera a domicilio.

  2. Ma che dopo 6/7 anni bisogna spendere 6000/7000 € per cambiare le batterie nn se ne accorge nessuno….. ???

      • Piano, piano…la garanzia copre i difetti di fabbrica, non l’ usura!
        Lo dico per esperienza (batteria usurata di Honda Civic Ibrida del 2007): le case non rispondono della normale usura. Quindi al di là di consumi, stile di guida, manutenzioni, valore residuo ecc. il punto di Fabry è centrale: le batterie vanno sostituite, e molto prima dei 200/300.000km dell’endotermico, a costi pesanti!
        Anche a mio avviso questo è il punto cruciale del calcolo comparativo, ovviamente se ci spingiamo oltre i 6/8 anni quando l’ usura ne avrà ridotto notevolmente le performance.

        • Si hanno informazioni precise che le batterie saltano ai km da te menzionati?
          Perché fino ad ora ci sono testimonianze di durate molto elevate, si trovano Tesla con 500’000 km regolarmente in vendita come usati, si trova un bel sondaggio dei possessori che dimostra una perdita minima con il passare dei km.
          Il vero tallone d’Achille è il raffreddamento, là dove ci sono stati problemi era lui il colpevole (ad esempio Leaf).

        • Si hanno informazioni precise che le batterie durano i km da te menzionati?
          Perché fino ad ora ci sono testimonianze di durate molto elevate, si trovano Tesla con 500’000 km regolarmente in vendita come usati, si trova un bel sondaggio che dimostra una perdita minima con il passare dei km.
          Il vero tallone d’Achille è il raffreddamento, là dove non è fatto a dovere le batterie durano meno (casi sulla Leaf ad esempio).

          • Non mi pare che il lettore abbia parlato di durata delle batterie. Ha solo fatto un calcolo basato su 5 anni di possesso. E’ vero, come scrivi, che molte batterie durano ben di più. Infatti quasi tutti i costruttori le garantiscono per 8 anni. Poi qualche caso di malfunzionamento c’è; ma in genere la degradazione è lenta e dopo 8-10 anni garantiscono ancora l’80% circa della carica. Infatti vengono riutilizzate per gli accumuli statici.

        • Le ibride usano batterie con tecnologia diversa (spesso Ni-MH).
          Gli 8 anni di garanzia sono anche a tutela di un’usura “controllata”… se è inferiore ad una certa percentuale (70-80% a seconda delle case) viene sostituita gratuitamente.

    • Lei non si accorge che dopo 200-300 mila chilometri i motori termici sono da buttare? Quanto costa sostituirli?

  3. Inoltre il lettore ha fatto i suoi calcoli contando di rivenderla dopo 5 anni e ipotizzando la relativa svalutazione. Quindi l’eventuale sostituzione dopo 6-7 anni non è un problema che si pone in questo calcolo

  4. Benissimo anche prendendo per buoni i dati, una persona non compra per 5 anni un auto soprattutto se spende quelle cifre ma tende a tenerla almeno per arrivare alla soglia dei 10… quindi nel lungo il risparmio c’è e molto importante… senza contare i costi indiretti che non vengono mai menzionati e nessuno conta in tasca ma alla fine che virtualmente ci sono e riguardano quelli sanitari…

    • I risparmi in termini di salute e ambiente sono un vantaggio sociale, condiviso. Perciò ha senso retrocederlo in parte al singolo automobilista che passa all’elettrico sotto forma di incentivo. Per lo stesso motivo, a mio parere, sono sacrosanti gli aggravi fiscali a chi utilizza auto più inquinanti. Un provvedimento finanzia l’altro, a saldo zero per le casse dello Stato.

  5. Articolo giustissimo ma io ribalterei invece la questione.
    Confrontare modelli specifici non è possibile, non è possibile perché ci saranno sempre modelli specifici super economici.
    La dimostrazione in anni e anni di metano e confronti tra metano e “il resto del mondo” che ho affrontato è che comunque posso tirare fuori il modello base con motore benzina base a 9’000 euro in pronta consegna e dire “quanto metano mi serve per recuperare il costo?” Lo stesso con l’elettrica, se prendiamo una Tipo da 14’500 euro quanta elettricità o gasolio per andare a pareggio?
    Bisogna invece individuare le esigenze, il target e sopratutto il tipo di utilizzo (almeno in questa prima fase). Chiaramente ci sono categorie di auto, ci sono esigenze di utilizzo e ci sono fasce di prezzo.
    In tutto questo si pone l’elettrica che comunque è ampiamente dimostrato che sul lungo periodo va a essere economica. Nulla toglie però ripeto che magari i piazzali pieni di auto diesel permettano di ottenere sconti notevoli ribaltando ancora i calcoli. Insomma un confronto diretto non c’è e in tutto questo i numeri non reggono davanti al gusto personale per un modello piuttosto che l’altro.

    • Non ho mai visto uno che riempie pagine e pagine di calcoli per decidere se gli conviene comprare una Fiat diesel o un’ Audi a benzina equivalente. Questo per dire che puoi fare tutti i conti che vuoi, ma la certezza di risparmiare nell’arco di 5 o 6 anni non te la dà nessuna formuletta matematica. Ha ragione Pepo: l’acquisto di un’auto è sempre una scommessa fatta in larga parte per gusto e attitudine personale.

  6. Inoltre mettendo in modo generale non calza perfettamente perchè le elettriche hanno 1/3 delle componenti dell’endotermico e se non sbaglio confronta solo i tagliandi, ma se ci si pensa bene il rischio di avere problemi (come cambio pompa, disco della frizione pasticche) è molto più alto non contando che dopo i 100k km si deve rifare la distribuzione con costi non bassi… etc etc… Quindi alcune cose all’occhio non le si vedono ma poi escono cose a cui nessuno pensa!

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