Elettrica a fuoco nel vicentino: avete notizie più dettagliate? 

Risposta. Riepiloghiamo i fatti, secondo quanto rifrito dai media locali. L’incendio si è verificato a Sovizzo e ha riguardato una Tesla Model Y. Le notizie riferiscono che le fiammo si sono sviluppate mentre l’auto procedeva e che il conducente è riuscito a portarsi in un campo, allontanandosi senza conseguenze. I Vigili del Fuoco sono arrivati dal distaccamento di Arzignano con un’autopompa e un’autobotte.
Secondo un altro sito, Nordest24, “le operazioni di spegnimento si sono rivelate particolarmente delicate a causa della natura del veicolo. I pompieri hanno utilizzato liquido schiumogeno per circoscrivere e spegnere le fiamme, procedendo poi a un attento controllo delle temperature. Fondamentale l’uso della termocamera, strumento che ha consentito di monitorare costantemente il pacco batterie. Prevenendo eventuali riaccensioni e garantendo condizioni di sicurezza durante tutte le fasi dell’intervento”. L’area è stata poi bonificata per prevenire qualsiasi rischio. Tutto l’intervento ha avuto una durata di tre ore.
Tutta l’attenzione è concentrata ora sulle indagini che i tecnici dei Vigili del Fuoco stanno effettuando per accertare le origini dell’incendio. Solitamente in questi casi anche Tesla Italia interviene per fare accertamenti propri. Vi terremo informati.


Secondo le ricostruzioni (giornalistiche), l’incendio si sarebbe sviluppato durante la marcia, il conducente ha visto il fumo fuoriuscire dalla parte antero/inferiore del veicolo e avrebbe accostato per poi scendere dal veicolo chiamando i soccorsi.
Considerando che dentro le batterie sono presenti vari sensori, tra cui diversi termici e di pressione, che determinano l’immediato distacco di sicurezza della batteria di trazione, cosa che non è avvenuta e il fatto che la batteria è nel pianale sotto ai sedili posteriori, arrivando a circa metà di quelli anteriori ma il fumo era visibile nella parte anteriore del veicolo, è abbastanza improbabile che si sia sprigionato nella batteria HV, piuttosto corto circuito del motore anteriore, piuttosto che l’inverter o il compressore aria condizionata (può incendiarsi l’olio) o la batteria di servizio.
Aggiungiamoci che gli pneumatici non si sono fusi, quelli posteriori sono dannatamente vicini al pacco batteria.
Aspettiamo esito indagini, ma è decisamente improbabile che sia un incendio “di auto elettrica” ma piuttosto un incendio “di auto” genericamente.
le gomme sembrano intatte ,non mi spiego , dovevano essere sciolte dal calore tipo lanciafiamme caratteristico di incendio di batterie litio ( per quanto possa sapere io attraverso le notizie conosciute sul web ) .
Ma sbaglio o si sono addirittura sciolte le portiere? Sono fatte di materiale diverso?
sembrano (?) ritagliate dai vigili del fuoco, penso per evere accesso più comodo e visibilità con le termocamere al pianale arroventato delle batteria.. penso che al proprietario non dispiacerà per il taglio delle portiere 🙂
incendio di una bev (per motivi ancora ignoti): e ma le ice.. cosa centrano le termiche? perché tirarle sempre in ballo?
trovo questa continua “distrazione di massa” stucchevole, specialmente in un sito che non li ammette.
immagino che, il proprietario della tesla in questione, abbia tratto sollievo dalla statistica a suo favore e certo la prima cosa che si è detto mentre aspettava i vigili del fuoco sia stata :”eh ma le ice prendono fuoco più spesso, quindi sono fortunato ad avere una bev”.. 👍
Informazione per i lettori. Giovanni è solo la reincarnazione, in abiti presentabili, dello stesso troll (Hermes e Ferris), da tempo destinato al cestino. Se qualcuno ha voglia di continuare a rispondergli, libero di farlo. Personalmente lo trovo inutile.
Capisco l’obiezione, ma qui non si tratta di “tirare in ballo le termiche” per fare propaganda: è semplice contesto per evitare che un singolo episodio venga percepito come “prova” di un problema tipico delle BEV.
Per restare sul caso concreto: se su Google effettua la ricerca con le parole chiave: Vicenza incendio auto, nel mese di gennaio compaiono, oltre all’incendio della Tesla, anche altri incendi di due auto ICE, una delle quali a GPL. Questo non “consola” chi subisce il danno (né BEV né ICE), ma aiuta a inquadrare correttamente il fenomeno: gli incendi d’auto non sono esclusivi dell’elettrico.
Se poi l’obiettivo è capire cause e prevenzione, benissimo: si parli di dinamica, intervento dei VVF, e risultati delle verifiche. Ma ignorare gli altri casi simili nello stesso periodo rischia di alimentare una percezione distorta, non di “distrarre le masse”.
Che fiume di schiuma che si vede in foto…..
Batteria o no, capire il modello e luogo di produzione (indipendentemente dal produttore) potrebbe indicare un problema avutosi nella produzione di un certo lotto.
Le auto sia termiche che elettriche in casi rari possono prendere fuoco, ma le statistiche dimostrano che il rischio che succeda ad un’auto termica è maggiore rispetto alle elettriche, però guarda caso quando si incendiano le auto termiche i giornali non ne parlano. Io pago per furto e incendio meno di quanto avrei pagato con un auto termica, questo fatto da solo dimostra che il rischio è molto basso.
Paga poco di furto e incendio perché le bev non le ruba nessuno.
Vero !! bravo Tommaso
molto meno interessanti per i ladri…. quindi giusto che si paghi meno…
ma anche con rapporto infinitamente migliore tra auto circolanti e casi di incendio rispetto alle ICE: ogni 100.000 termiche ci sono oltre 1500 incendi mentre tra le BEV ogni 100.000 ci son soltanto 25 casi…
quindi è giusto pagar meno anche per il rischio incendio 👍🏼
https://www.euroconsumatori.eu/articolo/2065-auto-elettriche-motore-ecco-quale-probabilita-incendiarsi
Sì, questo è noto. Ma il prezzo della copertura Furto e Incendio è determinato soprattutto dalle probabilità di furto, che è una ricorrenza in generale più frequente dell’incendio.
Comunque ulteriore punto a favore delle BEV.
infatti Tommaso… di incendi di auto ICE ne leggo quasi tutti i giorni sulla stampa locale in regione… di BEV se succede una volta fa notizia a livello nazionale.
Va detto che tante, troppe vecchie auto mal messe in giro non aiutano le statistiche delle ICE…
Tema gia’ discusso tante volte. Le statistiche delle termiche includono di solito vetture di ogni eta’ e spesso non indicano se l’incendio sia conseguenza di un evento come un incidente. Il circolante elettrico e’ molto piu’ piccolo e relativamente giovane. A questo si aggiunge la valutazione delle conseguenze dell’incendio, che determinano il rischio globale. Nel caso elettriche e’ purtroppo spesso catastrofico. Quindi, prima di tirare in ballo dei numeri, sarebbe utile capire come sono generati. Io non ho visto ancora nessun dato dimostrare ne’ la maggiore ne’ la minore incidenza.
Provi a leggere qui:
–Rischio incendio e auto elettriche? Ecco come e perchè
-e a guardare qui: https://youtu.be/XCsQUPkgfyU
Sarebbe interessante conoscere anno e modello. Visto che le standard montano batterie LFP (pre Bellino erano CATL, ora sono BYD). Sulle altre sono NMC (Panasonic o LG).
Sarebbe interessante x quale motivo?
Se il duo dubbio è che l’incendio sia partito dalla batteria di trazione, tenga presente che in passato ci sono stati casi in cui la causa non era affatto la batteria di trazione.