Electrip cerca la ricarica perfetta. E forse con l’AutoCharge…

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La filosofia di Electrip in quattro parole? «Offrire all’e-driver italiano tutte le opzioni di ricarica:  scelga lui la migliore». Il network anglo-turco sbarcato in Italia da appena due anni ma già ben radicato con 700 stazioni attivate, soprattutto in Nord Italia, debutta con le prime sei stazioni di ricarica ultra fast in Autostrada. Ma non cambia il suo approccio verso il nostro mercato: spazio a tutte le innovazioni, però con l’orecchio teso alla agli utenti per capire cosa funziona e cosa no. Lo spiega a Fuoco Amico Andrea Casartelli, Country Manager per l’Italia.

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Intanto debutta in Autostrada con sei stazioni di ricarica

Per cominciare, la notizia: Electrip si è aggiudicata un bando di Autostrade per l’Italia che prevede la realizzazione di sei nuovi hub HPC (High Power Charging) lungo alcune delle principali direttrici autostradali. In totale 40 nuovi punti di ricarica fino a 400 kW di potenza in Emilia-Romagna, Lazio, Campania, Piemonte e Lombardia.. Le stazioni Electrip, dice l’azienda, offrono «sistemi di sicurezza di ultima generazione» e un’esperienza di ricarica «semplice, affidabile e accessibile anche in autostrada». Vanta «ampia interoperabilità» sulle principali app di terze parti e prevede un servizio di assistenza clienti multilingua 24 ore su 24 sette giorni su sette.

«Il dialogo con gli utenti è il modo migliore per capire dove eventualmente abbiamo sbagliato  e come correggerci _ dice Casartelli, riferendosi a qualche segnalazione di problemi con l’ultima promozione, il cash back -. Ci troviamo al momento con un numero di metodologie di attivazione delle ricariche molto alto e non sempre è immediato comprendere quale sia la migliore. Dobbiamo certamente razionalizzare i metodi, ma saranno i clienti a dire l’ultima parola su cosa tenere e cosa no».

Le carte RFID? Non sono sicure, meglio le app

Nel caso specifico Electrip ha fatto tutte le verifiche del caso, e contattato direttamente i clienti  per sapere cosa non ha funzionato, scoprendo che in effetti in qualche caso è venuta meno la connessione tra app e colonnina. Tuttavia la promo era riservata alle sole transazioni via app e non si applicava alle transazioni RFID. «Le carte RFID – aggiunge il manager – per noi sono un metodo residuale perchè poco sicuro. Possono essere smarrite e utilizzate abusivamente, per esempio; ma comunque è richiesto e per ora lo manteniamo come soluzione dell’ultimo miglio per i siti che hanno scarsa copertura internet».

Con l’AutoCharge Electrip ha fatto “quasi gol”

Electrip, però punta su altri metodi, più semplici da utilizzare e più sicuri. Soprattutto sull’AutoCharge che Electrip ha introdotto per prima in Italia. Attivo su tutta la rete DC e HPC di Electrip consente di collegare direttamente colonnina e auto e lasciare che l’attivazione, l’autorizzazione e la procedura di pagamento della ricarica avvenga automaticamente tramite il dialogo tra veicolo e caricatore. La procedura di registrazione della vettura non è semplicissima, ma l’assistenza Electrip è pronta a guidare telefonicamente qualsiasi cliente per portarla a buon fine. E si fa solo una volta. Oggi la tecnologia AutoCharge non è uno standard, quindi non è interoperabile tra reti diverse. «E’ un peccato – commenta Casartelli – ma credo ci arriveremo sicuramente, anche perché l’esperienza è decisamente migliore e non comparabile». 

Electrip si presenta: AutoCharge e super hub di Assago

Altra soluzione potrebbe essere l’utilizzo di NFC sulle colonnine via via che saranno tutte dotate di POS, in modo da attivarle con token monouso anche da cellulare, come fosse il pagamento del biglietto della metro.

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Il maxi hub Electrip di Assago: una cattedrale della ricarica

In attesa che AutoCharge e NFC da cellulare diventino le principali modalità di ricarica, resta il problema di  una foresta di linguaggi, procedure, tariffe difficilmente gestibili da un neofita dell’auto elettrica non particolarmente avvezzo al mondo digitale. Vaielettrico, nel suo “Manifesto dell’e-driver” chiede ai gestori di coordinarsi per rendere l’esperienza di ricarica meno cervellotica

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Andrea Casartelli

Ricariche cervellotiche: Electrip ascolterà i consigli degli utenti

Casartelli se ne rende conto e condivide la necessità di semplificare e armonizzare il processo. Crede però che «la decisione debba venire dai clienti che serviamo, più che essere decisa da parte dei gestori». Tant’è che Electrip intende creare focus gruop tra i suoi clienti per raccogliere suggerimenti.

Ma aggiunge: «E’ sempre una questione di scelta, tra fare poche cose e farle bene, fare quelle che costano meno e ovviamente quelle che effettivamente servono. Credo che alcuni strumenti, quando non sono sicuri, vadano progressivamente abbandonati, a patto di averne di sostitutivi. Ma serve anche investire in innovazione sia lato tecnologico e che di prodotto commerciale».

Un accenno soltanto alla tariffe. Electrip ha stupito tutti in estate con uno sconto generalizzato del 99% che Casartelli definisce «un  investimento importante per far conoscere la nostra rete, che in quel periodo era cresciuta molto in termini di nuovi siti attivati. Di norma limitiamo queste scontistiche in fase di aperture delle nuove location, ma in quel frangente ne avevamo così tante che abbiamo deciso di fare uno sforzo aggiuntivo». L’iniziativa ha fruttato un incremento sia dei nuovi utenti, che di quelli ricorrenti, ed in ultima istanza un incremento di traffico organico. Poichè la rete Electrip crescerà ancora di un altro 50% nel 2026 possiamo forse aspettarci altre belle sorprese

  • LEGGI ancheIncentivi, ricariche, ban 2035: Cardinali (UNRAE) suona la carica” e guarda il VIDEO

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