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Electra: traghetto elettrico da 40 nodi con batteria da 9000 kWh

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Il traghetto elettrico Electra

Electra: 100 miglia nautiche, 40 nodi di velocità di crociera, 9000 kWh di batteria che alimentano il pod del traghetto con i foil che trasporterà 150 passeggeri. Questo l’annuncio di Boundary Layer Technologies, una startup nautica californiana.

Per le prove reali in acqua c’è da aspettare l’inizio del 2024. Ma sono ottimisti sulla costa orientale degli Stati Uniti  dove i progettisti di Electra parlano del “doppio della velocità e dell’autonomia dei traghetti elettrici esistenti, grazie alla nostra tecnologia“. Esistono già, per fortuna, imbarcazioni che si stanno avvicinando a questi parametri di autonomia e velocità, ma ben venga Electra.

Meno emissioni e meno rumore

Oltre alla riduzione delle emissioni i californiani sottolineano la riduzione del rumore: “Rispetto alle alternative a combustibili fossili, la propulsione elettrica a batteria di Electra riduce significativamente il rumore in cabina fino a 20 dB rispetto ai traghetti convenzionali” Non è finita qui: “Il suo sistema di foiling offre anche un’eccellente tenuta di mare e comfort di guida“.

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L’aspetto interessante è l’utilizzo dei foil in una barca passeggeri, soluzione adottata  anche dagli svedesi di Candela Boat con P12 che hanno fatto il pieno di ordini per la barca da 290 mila euro (leggi qui) e hanno preannunciato il progetto della versione traghetto pensata per i pendolari di Stoccolma.

I foil aumentano velocità e dimezzano i consumi

La tecnologia dei foil, spiega l’azienda “è la chiave per consentire l’elettrificazione dei traghetti passeggeri. Riducendo la resistenza dell’acqua anche i requisiti di alimentazione sono dimezzati, il che aumenta la velocità e l’autonomia che un traghetto elettrico può fare. Questo apre le porte all’elettrificazione della maggior parte delle rotte dei traghetti in tutto il mondo”. 

traghetto elettrico
I foil sono il punto di forza di questo progetto

Ed Kearney, Ceo di Boundary Layer Technologies sottolinea il risparmio: “Il traghetto Electra offre riduzioni Opex fino al 35% rispetto alle alternative dei traghetti veloci che bruciano combustibili fossili, oltre a aiutare gli operatori a ridurre il rischio delle future incertezze sui costi delle tasse sul carbonio e degli schemi di scambio delle emissioni implementati a livello globale“.

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Riteniamo che Electra sia uno sviluppo entusiasmante della tecnologia dei traghetti e prometta di decarbonizzare la navigazione e di aumentare il comfort del cliente” conclude.

In cantiere 15 traghetti a San Francisco

Per verificare gli annunci c’è da aspettate il primo trimestre del 2024 come ricorda Patrick Murphy, presidente di Blue & Gold Fleet, operatore a contratto dei 15 traghetti ad alta velocità previsti a San Francisco: “Boundary Layer Technologies ha già sviluppato gli aliscafi e i sistemi di controllo necessari per Electra. I traghetti saranno operativi anche per la Scandinavia e il Mediterraneo“.

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5 COMMENTI

  1. Questi sarebbero i mezzi necessari su cui investire nel rinnovo della flotta del naviglio veloce per lo Stretto di Messina. I fondi del PNRR avrebbero giusta collocazione. Ma chi ci governa sa’ di queste tecnologie? Io dubito fortemente

    • Ha ragione c’è una mancanza di volontà nel voler convertire la flotta del trasporto pubblico su acqua in Italia, e nel mondo si naviga o si investe per navigare a emissioni zero

      • Ma questo portale potrebbe farsi portavoce verso chi amministra la cosa pubblica? È utopia? Io credo che molti addetti ai lavori non abbiano tutte le informazioni utili. Ovviamente solo per conoscenza delle varie realtà e tecnologie in essere o in atto senza sposarne una a favore di altra ma per avere un quadro e decidere per il meglio su cosa investire

        • Lo facciamo da tempo e abbiamo contatti con diversi amministratori che hanno scelto di investire nella mobilità elettrica su acqua

          • Bene così allora, speriamo che si aprano occasioni concrete nel breve periodo

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