Electra ha introdotto in Francia un nuovo sistema di tariffe variabili nelle stazioni di ricarica HPC più trafficate, per ridurre congestione e code durante i picchi di utilizzo. La novità più evidente è il prezzo minimo di 0,19 euro/kWh, ottenibile però solo a precise condizioni. Il modello promette risparmi importanti ma aggiunge anche un nuovo livello di complessità per gli utenti. Nel frattempo il CPO comunica un ritocco delle tariffe in Italia scattato ieri 18 maggio.
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Tariffe dinamiche: da 0,39 a 0,61 €/kWh
Il principio scelto da Electra in Francia è quello della tariffazione dinamica, già sperimentato da alcuni operatori energetici e ora applicato anche alla ricarica pubblica ad alta potenza.
Nelle stazioni francesi più frequentate, il costo della ricarica cambia infatti in base al momento della giornata. Senza abbonamento, le nuove tariffe sono articolate in tre fasce:
- 0,39 €/kWh nelle ore di minor traffico
- 0,49 €/kWh nelle ore standard
- 0,61 €/kWh nelle ore di punta
L’obiettivo è evidente: incentivare gli automobilisti elettrici a ricaricare fuori dagli orari più congestionati, alleggerendo la pressione sulle infrastrutture lungo le direttrici principali.
Secondo Electra, infatti, la crescente diffusione delle auto elettriche sta aumentando rapidamente il tasso di utilizzo delle colonnine aperte al pubblico, soprattutto nei nodi autostradali e urbani più strategici.
E con abbonamento i prezzi scendono fino a 0,19 €/kWh
La parte più aggressiva di questa nuova strategia commerciale riguarda però gli abbonamenti, completamente rivisti.
Le precedenti formule Start e Boost vengono sostituite dai nuovi piani Essential e Smart, meno cari.
Con Essential, al costo di 1,99 euro al mese, si ottiene uno sconto fisso di 10 centesimi/kWh su tutte le ricariche. Il piano Smart, invece, costa 4,99 euro al mese e garantisce uno sconto di 20 centesimi/kWh.
È qui che emerge il prezzo simbolo dell’operazione: nelle ore più economiche, chi possiede l’abbonamento Smart può ricaricare a 0,19 €/kWh, una cifra molto bassa per la ricarica ultra-fast pubblica.
Prezzi competitivi… ma più difficili da interpretare
Il nuovo modello apre però anche un tema di semplicità d’uso. Uno dei punti di forza storici della ricarica pubblica è sempre stato la trasparenza del prezzo al kWh. La diffusione delle tariffe dinamiche rischia invece di avvicinare l’esperienza della ricarica a quella del trasporto aereo o dell’energia elettrica retail, con prezzi variabili e meno prevedibili.
Electra specifica che il prezzo viene comunque mostrato nell’app prima di avviare la sessione e resta bloccato per tutta la durata della ricarica, anche se nel frattempo cambia la fascia oraria.
Non esiste però un calendario fisso e nazionale delle ore di punta o delle ore vuote: le fasce possono variare da stazione a stazione in base al traffico previsto.
Il rischio “caos tariffe”: il prezzo lo scopri al momento
Per ora il sistema è stato esteso alle stazioni più utilizzate in Francia, dopo alcuni mesi di test anche in Belgio. Ma è probabile che formule simili possano diffondersi rapidamente anche nel resto d’Europa.
Con l’aumento della domanda di ricarica rapida, gli operatori cercano infatti nuovi strumenti per ottimizzare l’utilizzo delle infrastrutture senza dover necessariamente aumentare subito il numero delle colonnine.
Per gli utenti, però, il rischio è una crescente frammentazione tariffaria tra app, abbonamenti, orari e operatori diversi: un elemento che potrebbe complicare ulteriormente l’esperienza di ricarica pubblica, soprattutto per chi viaggia spesso.
Anche in Italia Electra “rimescola le carte” dal 1° settembre
In Italia il problema del sovraffollamento alle colonnine non esiste. Tuttavia Electra annuncia una piccola rivoluzione delle tariffe (che a prima vista ha tutta l’aria di un aumento) a partire da lunedì 18 maggio. La tariffa a consumo senza app e senza abbonamento resta a 0,79 €/kWh.
Arriva l’abbonamento Electra+: e per un mese ricarichi a 0,44 euro/kWh
Per le ricariche tramite l’App Electra si scende a 0,69 euro. Con App e abbonamento Electra+Essential (costo mensile 1,99 euro) si ottiene uno sconto di 0,10 €/kWh; con abbonamento Electra+ Smart (costo mensile 4,99 euro) lo sconto sale a 0,20 euro. Sparirà invece l’abbonamento Boost che a fronte di 9,99 euro mensili garantiva una tariffa di 0,44 €(kWh. Chi è già abbonato potrà fruire delle tariffa fino al 1° settembre prossimo.
E Bruxelles certifica: in Italia l’elettricità più cara d’Europa
Frattanto ieri la Commissione europea ha diffuso il report sullo stato di avanzamento del piano REPowerEu, evidenziando ancora una volta i crescenti ritardi del nostro Pese. Nel 2025 l’Italia era il Paese nell’ Ue con i prezzi all’ingrosso dell’elettricità più alti tra i 27: 116 euro per MWh contro una media Ue di 85 euro/MWh.
Nei quattro anni di attuazione del piano per l’addio ai combustibili fossili russi la “dipendenza dell’Italia dal costoso gas naturale” per la produzione di energia elettrica non si è ridotta in modo significativo. I combustibili fossili hanno rappresentato il 52,3% della produzione di energia elettrica in Italia durante tutto l’anno, mantenendo il ruolo strutturale “di tecnologia dominante nella determinazione del prezzo marginale” e mantenendo così i costi elevati. Nessuna riforma significativa sulla formazione dei prezzi, dunque, e nessuna accelerazione nello sviluppo delle fonti rinnovabili.
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