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EICMA riparte: “Un dopo pandemia sorprendente”

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Il forfait di Ducati e delle case tedesche non spegne l’entiusiasmo degli organizzatori di EICMA che parlano di un dopo pandemia “sorprendente”. Torna insomma a scorrere l’adrenalina, come recitano i manifesti pubblcitari. E l’Edizione numero 78 della fiera più vecchia del mondo (debuttò nel 1914) si preannuncia all’altezza della tradizione.

Cinque padiglioni, 820 espositori da 35 Paesi

A Fiera Milano Rho si presenteranno 820 marchi,  espositori esteri da 35 differenti nazioni. Anche quest’anno sarà massiccia la presenza di veicoli elettrici. Sarà soltanto un po’ rarefatta quella dei costruttori cinesi, trattenuti dalle difficoltà di spostamento dovute alle regole anti covid. A Tra le novità, il tributo alla carriera di Valentino Rossi. Martedì 23 prima apertura solo per stampa, poi mercoledì 24 per operatori e stampa e da giovedì 25 fino a domenica 28 spazio agli appassionati.

La manifestazione internazionale delle due ruote è stata presentata all’Auditorium Testori di Regione Lombardia a Milano, alla presenza del Governatore Attilio Fontana, del presidente di EICMA Pietro Meda, del presidente di Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) Paolo Magri e dell’amministratore delegato di Fiera Milano Luca Palermo.

Cinque padiglioni occupati all’interno del quartiere fieristico disegnato da Fuksas. E poi le gare e lo spettacolo offerto nelle aree esterne, dove non mancheranno inoltre le occasioni di test ride di motocicli di ogni tipo. Un’opportunità rivolta anche agli amanti delle eBike, che potranno testare gli ultimi prodotti dall’universo delle bici a pedalata assistita all’interno di un tracciato tecnico realizzato al padiglione 24.

Uno spazio alle start up delle mobilità a due ruote

Spazio, infine, anche alle start up e al futuro della mobilità su due ruote nell’area speciale a esse dedicata, che quest’anno accoglie 15 realtà innovative internazionali pronte a proporre idee, soluzioni e prototipi.

eicma sorprendente

I primi due giorni dell’Esposizione sono riservati a stampa e operatori. Da giovedì 25 a domenica 28 l’apertura al grande pubblico degli appassionati. Confermata quindi la duplice natura b2b e b2c di EICMA e anche l’attrattività internazionale della kermesse, con il 47% degli espositori provenienti dall’estero in rappresentanza di 35 nazioni.

Eicma, i costruttori investono sulla passione

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Pietro Meda

Dopo lo stop forzato dell’anno scorso EICMA chiama infatti a raccolta la comunità degli appassionati, facendo leva sull’emozione che più li accomuna. E la risposta del mercato alla rediviva EICMA è sorprendente. «In un settore merceologico dove la passione è ancora una motivazione d’acquisto trainante – ha dichiarato Meda – il rapporto diretto con i prodotti dell’industria di riferimento e la dimensione emotiva e sensoriale rendono il modello EICMA attuale e aperto al futuro». Anche per questo, ha aggiunto «gli espositori che tornano a investire in questo evento».

«È anche l’andamento positivo delle vendite di cicli e motocicli, insieme al protagonismo che le due ruote hanno assunto nella mobilità post Covid – ha confermato il presidente di ANCMA Paolo Magriche consegna a questa edizione di EICMA un grande valore simbolico. Le aziende si riappropriano finalmente del loro palcoscenico naturale».

Magri: “Gli scooter elettrici domineranno in città”

Magri ha approfittato del palcoscenico per citare i risultati di un recente studio commissionato alla società Oxford Economics. Dal report risulta che le due ruote rappresentano per l’Europa un business che vale 21,4 miliardi di euro e 390 mila posti di lavoro. L’Italia guida la classifica con 4,9 miliardi di giro d’affari e 88 mila addetti. Nel nostro Paese il 2021 è stato un anno record per il settore: nei primi dieci mesi sono stati immatricolati 270 mila veicoli a due ruote (moto e scooter) con una crescita del 23% sul 2020 e del 14 sul 2019 anno pre Covid.

Quindi l’effetto della pandemia è stato positivo per il settore, rappresentando una mobilità individuale e all’aria aperta, meno invasiva nei  entri urbani e più sostenibile ambientalmente. Le emissioni medie di CO2 delle due ruote, ha fatto notare infatti Magri, sono di 99 grammi al km, contro 210 g/km delle auto. Si prevede perciò che la loro diffusione sia anche una delle risposte agli impegni ambientali assunti dall’Italia in prospettiva 2030. Per quella data, stima lo studio di Oxford Economics, gli scooter elettrici saranno uno dei più diffusi mezzi di mobilità urbana, mentre le moto termiche continueranno a dominare negli utilizzi extraurbani.

 

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