Home Alla ricarica EDF-Edison punta anche sull’Italia per il suo V2G

EDF-Edison punta anche sull’Italia per il suo V2G

0
CONDIVIDI
edf-edison v2g

Il colosso dell’energia francese EDF (Électricité de France) in joint venture con la californiana Nuvve ha fondato DREEV, una nuova società che si occuperà di sviluppare soluzioni di ricarica Vehicle to Grid (V2G)  in alcuni Paesi europei, tra i quali anche l’Italia. Nuvve è una start up nata sulla base di soluzioni di V2G proprietarie.  EDF controlla in Italia Edison. EDF-Edison è il secondo operatore elettrico italiano dopo Enel.

Batterie auto, il pronto soccorso alla rete

La tecnologia V2G, sostiene EDF, «sarà l’aspetto più promettente della ricarica intelligente». Permette infatti di attivare fra le batterie auto e la rete elettrica flussi bidirezionali di energia. In altre parole le auto connesse in ricarica prelevano energia quando la rete ha capacità di fornirgliela, ma possono anche cederla nei momenti di picco di richiesta, funzionando da bacino diffuso di stoccaggio. Si garantisce così un equilibrio fra offerta e domanda di energia, cioè la massima efficienza del sistema. Il problema dell’equilibrio della rete diventerà sempre più pressante via via che crescerà la quota di produzione elettrica da fonti rinnovabili, per loro natura discontinue e non programmabili.  Accumularla nei momenti di massima produzione e renderla disponibile in quelli di massima richiesta sarà il tema dei prossimi anni.

Obiettivo: 75 mila connessioni in Europa

Nuvve, basata a San Diego, ha già realizzato progetti in diverse parti del mondo. Tra questi il primo hub commerciale di interscambio di energia V2G in Danimarca, operativo da due anni.  E in Gran Bretagna, con Nissan, sta lavorando a una rete di un migliaio di impianti di ricarica V2G in Gran Bretagna (leggi qui). Anche DREEV muoverà i primi passi in Gran Bretagna dove EDF Energy vorrebbe installare un rete di 1.500 connessioni. Il numero già consistente di connessioni pianificate non è casuale. La tecnologia V2G, infatti, è commercialmente interessante se coinvolge e integra più autovetture che, assieme, possono supportare la rete elettrica con una significativa capacità di stoccaggio. In concomitanza con picchi di domanda elettrica, la rete può attingere alla scorta accumulata nelle batterie auto, prelevandone piccole quantità da ciascuna senza pregiudicarne la ricarica. In tutto ciò è fondamentale il ruolo della piattaforma tecnologica che regole e gestisce i flussi bidirezionali di energia. L’obiettivo di EDF è installare in Europa 75.000 connessioni V2G entro il 2022, raggiungendo una quota di mercato del 30% in Francia, Belgio, Gran Bretagna e Italia.

Il target della joint venture EDF-Nuvve è il mercato delle flotte aziendali e le comunità di utenti. Integrandone le reti, le prime possono fungere da impianti fissi di stoccaggio al servizio delle seconde. DREEV commercializzerà energia attraverso la controllata di EDF IZIVIA.

In Italia EDF-Edison sfida Enel X

In Italia EDF-Edison dovrà vedersela con Enel X, a sua volta impegnata nello sviluppo della tecnologia V2G. Pochi giorni fa, a Milano, ha avviato una sperimentazione con Nissan e RSE. Servirà a raccogliere dati sui flussi di energia fra veicolo e rete nelle diverse condizioni di utilizzo delle auto e di fabbisogno della rete.

enel x v2g

Il mercato energetico italiano è particolarmente interessante per il V2G. Si stima che nel 2030 in Italia la potenza installata in impianti da fonti rinnovabili intermittenti toccherà i 70 Gigawatt (GW), con una produzione annua di oltre 115 Terawattora (TWh). Per mantenere in sicurezza il sistema occorrerà una capacità di stoccaggio di almeno 55 GWh. Alla stessa data il parco auto elettrico ammonterà a 1,6 milioni di unità (5-6 milioni i veicoli elettrificati in totale). Con una capacità media di accumulo di 40 kWh a veicolo, si calcola che nell’insieme potranno garantire al sistema una capacità di stoccaggio di 64 GWh.