Ecobonus: fondi esauriti o no per i furgoni elettrici?

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Ecobonus di successo. Ben 40 milioni di incentivi bruciati in pochi minuti per i furgoni – parliamo di N1 e N2 –  e diversi aspiranti beneficiari, con i documenti già pronti da mesi, che pur c0llegandosi in tempo reale, tramite i concessionari, sono rimasti a bocca asciutta. E’ il caso di Giacomo un artigiano intenzionato a lavorare in elettrico. Il lettore esprime dubbi sulla metodologia usata. Vaielettrico risponde. Se avete partecipato anche voi alla procedura, con esisto positivo o negativo non importa, scriveteci a info@vaielettrico.it.

Ho provato a prenotare il bonus

Sono una ditta artigiana e ho provato a prenotare il bonus per un N1 elettrico con rottamazione, utilizzando i fondi previsti dal DPCM 10/06/2026. Risultato: alle 12.35 del 29/07 il concessionario mi ha telefonato informandomi che i 16 milioni destinati agli elettrici si erano esauriti in circa venti minuti, e che rimanevano disponibili solo i fondi per i termici. Il giorno successivo ho letto che gli altri 24 milioni, parte dei 40 complessivi che in teoria erano prenotabili solo per i termici, alla fine sono stati destinati anche agli elettrici. Tuttavia, rileggendo più volte il decreto, non risulta alcuna indicazione in merito, così come non compare nulla né nel manuale per le concessionarie né nelle FAQ“.

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Fondi esauriti in pochi minuti per gli ecobonus

Il lettore continua: “Il concessionario sostiene che la mia prenotazione non sia stata inserita perché il sistema non ha dato il via libera per mancanza di fondi. Tuttavia, per i termici i fondi non erano ancora esauriti. Come stanno realmente i fatti?”

“Sarebbe opportuno che gestissero con maggiore chiarezza questi quattro soldi stanziati per i veicoli commerciali, soprattutto se confrontati con le centinaia di milioni messi a disposizione negli anni per gli M1, anche termici”.

“Senza dimenticare i motocicli,  i 15 milioni annui destinati alle wallbox  e con i soli 16 milioni riservati agli N1/N2 elettrici, che forse potevano essere 40, ma sembra si siano “dimenticati” di scriverlo, trattandolo come un dettaglio insignificante“.

In Italia 5 milioni di piccole imprese

Con quasi cinque milioni di PMI in Italia, e un numero di veicoli commerciali pressappoco equivalente, possiamo immaginare l’effetto di incentivare soltanto circa mille veicoli all’anno: nel 2030 avremmo ancora gli elettrici al 20% del parco circolante. Incentivare quantità così ridotte è come mettere un piatto di pasta davanti a tremila persone affamate da un anno e mezzo e poi non dare più nulla per un altro anno. E chi sarebbe disposto, nel frattempo, ad acquistare un veicolo senza incentivo, contando solo sullo sconto del concessionario, sapendo che tra qualche mese altri mille o duemila potranno spendere 14.000–20.000 euro in meno? Forse. Sarà ora che la politica inizi a svolgere il proprio lavoro con razionalità, invece di limitarsi a spot finalizzati al consenso per le prossime elezioni“.

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Infine la richiesta: “Sono intenzionato a scrivere all’ufficio competente del MIMIT per chiedere chiarimenti su dove sarebbe indicato che i 40 milioni fossero tutti disponibili anche per gli elettrici. Ritengo che, in mancanza di una base normativa chiara, dovrebbero anche riparare al danno: se tale informazione fosse stata esplicitata, la prenotazione l’avrei già effettuata“.

Non si può pensare che le persone restino a guardare per un anno nella speranza che i fondi tornino disponibili, confidando che qualcun altro non li prenoti prima, come se le PMI non avessero nulla da fare durante la giornata“. Giacomo Galli.

Il 40% di elettrico è quota minima e non il tetto massimo

Risposta (Gian Basilio Nieddu) – E’ difficile rispondere senza conoscere i dettagli della fase di prenotazione dell’incentivo. Prima dell’avvio della piattaforma abbiamo scritto della quota minima riservata all’elettrico (il 40%). Ma non era un limite. Per sicurezza abbiamo chiesto all’associazione Motus-e che conferma la nostra interpretazione: «La quota del 40% non era un tetto massimo, ma sostanzialmente una quota minima garantita. Dei 40 milioni, il 40%, quindi 16 milioni, erano dedicati esclusivamente all’ elettrico. Gli altri 24 milioni erano per tutte le alimentazioni, quindi potenzialmente anche per l’elettrico. E dalle informazioni raccolte è possibile supporre che anche una parte significativa dei 24 milioni sia stata utilizzata per BEV».

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Ricordiamo poi il commento del segretario generale di Motus-E, Francesco Naso: «L’esaurimento in meno di un’ora degli incentivi per l’acquisto di nuovi veicoli commerciali, con i furgoni elettrici protagonisti assoluti della corsa agli ordini, testimonia ancora una volta tutto il potenziale interesse degli italiani per questa tecnologia, ma anche la necessità di una pianificazione più strutturata e programmatica degli strumenti di supporto al mercato».

Il dato, a prescindere dai meccanismi di prenotazione – sul tema abbiamo chiesto spiegazioni al Ministero- è chiaro: non si possono finanziare veicoli inquinanti. Le risorse per la decarbonizzazione  devono essere destinate solo ai veicoli elettrici. La corsa al finanziamento dimostra che c’è domanda, interesse e convenienza nel lavorare con furgoni a batteria. A Giacomo e a tutti gli artigiani ricordiamo che il bando sarà ripetuto anche nei prossimi anni.

LEGGI ANCHE: Cosa non va negli incentivi? L’idea di Unrae e guarda il VIDEO

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