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Ecobonus a due ruote: ANCMA ci spiega un pasticcio all’italiana

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ecobonus ciclomotori

Restano al palo gli ecobonus a due ruote. Sui 10 milioni di euro stanziati nella Legge di Bilancio 2019, a tutt’oggi  sono stati utilizzati solo 185 mila euro (Leggi qui). L’analoga misura introdotta per le auto, invece, ha già visto erogati oltre 11 milioni su 20 stanziati. Perché? Quali sono gli ostacoli al decollo di un provvedimento che pure ha suscitato tanto interesse fra i consumatori e fra i nostri lettori? E, infine, come intervenire per correggere la norma in tempo utile per sfruttare il tradizionale picco estivo del mercato? Lo abbiamo chiesto all’ANCMA, l’Associazione che rappresenta i costruttori italiani di cicli, motocicli e ciclomotori. ANCMA, tra l’altro, ha sottoposto al Governo una proposta di modifica dell’ecobonus a due ruote che potrebbe essere inserita in un emendamento al decreto “Crescita” ora al vaglio del Parlamento. Ecco cosa ci ha risposto.

«La Legge di Bilancio 2019 ha introdotto una misura di sostegno all’acquisto di ciclomotori e motocicli elettrici attraverso il riconoscimento di un contributo statale pari al 30% del prezzo d’acquisto del veicolo fino a un massimo di 3.000 euro. Condizione imprescindibile per l’ottenimento dell’incentivo è la rottamazione di un veicolo delle stesse categorie omologato alle classi Euro 0, 1 o 2.

Si tratta di una novità importante per l’industria delle due ruote elettriche, che da tempo attendeva una misura di questo tipo: è la prima volta, infatti, che nel nostro Paese vengono stanziati fondi per incentivare l’acquisto di veicoli a trazione esclusivamente elettrica.

Rottamare, questo è il problema

L’avvio delle misura è stato però seriamente ostacolato da alcune problematiche legate all’applicazione della norma. La più invalidante di tutte è quella relativa alla difficoltà  – segnalata da rivenditori e privati cittadini – di rottamare i vecchi ciclomotori ancora muniti di targhino a 5 caratteri e certificato di idoneità tecnica, cioè, in pratica, tutti quelli immessi in circolazione prima del 14 luglio 2006, data che segna il passaggio dai vecchi documenti a quelli aggiornati alle norme comunitarie.

Un milione di vecchi motorini “fantasma”

I vecchi documenti, infatti, non riportavano la classe emissiva del veicolo, il nome dell’intestatario e la targa del veicolo. Per questa ragione, quando il concessionario prova a inserire la targa del veicolo nel portale degli ecobonus, il sistema non riconosce il mezzo come agevolabile e la pratica si blocca. Ad aggravare il problema il fatto che anche i vecchi ciclomotori ritargati per effetto del decreto 2 febbraio 2011 del MIT si ritrovano nella stessa situazione, perché i nuovi documenti, benché aggiornati, non  riportano la classe Euro, né la categoria internazionale L1e.

Il “danno” è potenzialmente enorme, perché i ciclomotori che sono stati aggiornati, sostituendo la vecchia targa e il vecchio libretto con i nuovi documenti,  ammontano a circa 1 milione di unità. Tanti sono i veicoli che potrebbero essere regolarmente rottamati, ma che, a causa della problematica descritta, risultano inutilizzabili!

Un emendamento al decreto “crescita”?

ecobonus

Su sollecitazione di ANCMA il Governo sta lavorando a un emendamento che dovrebbe risolvere il problema rendendo incentivabili anche i vecchi ciclomotori ritargati: la modifica dovrebbe essere apportata alla conversione in legge del decreto crescita, in discussione in questi giorni in Parlamento. Il problema è ora di ordine temporale. Dopo l’approvazione alla Camera, il provvedimento dovrà passare al Senato e solo allora le modifiche potranno entrare in vigore. E’ fondamentale fare in fretta perché la stagione delle due ruote raggiunge il suo culmine nel mese di giugno e i 10 milioni di euro stanziati in legge di bilancio sono disponibili solo fino alla fine dell’anno.

Aprire gli incentivi a moto, tricicli e quadricili

Intanto ANCMA ha chiesto che  i benefici della misura vengano estesi anche a quelle categorie di veicoli che sono rimaste escluse: motocicli con potenza superiore a 11 kW, tricicli e quadricicli elettrici. Il governo sembra favorevole, l’iter parlamentare dirà se le speranze sono ben riposte.

In ogni caso, in vista di un auspicato rinnovo degli incentivi anche per il 2020, sarà opportuno ripensare l’impostazione della misura per massimizzarne l’efficacia. In questo senso, prevedere la possibilità di ricevere il contributo anche senza rottamazione, come già avviene per il mondo auto, potrebbe essere una soluzione interessante».

29 COMMENTI

  1. Sono in possesso di un ciclomotore ritargato nel 2011 e col ecobonus bloccato per mancanza di classe euro e di categoria internazionale. Non è vero che il mio mezzo ne sia sprovvisto: nel libretto alla voce V.9 non c’è niente per cui è un euro 0, e alla categoria c’è L1E (con la E maiuscola anzichè minuscola!!!). La motorizzazione mi ha stampato il report dell’omologazione e lì è espressamente indicato DIR CE ZZ (ZZ = euro 0) e CAR-BASE L1 ovvero categoria L1 senza “E” maiuscola o minuscola. Non c’è nessun emendamento da fare alla legge, bisogna solo che sappiano leggere i dati in loro possesso. ASPETTARE LA MODIFICA E’ SOLO UNA SCUSA.

    • Caro Daniele, a quanto ho intuito il problema è burocratico-telematico. Quando vengono inseriti i dati della targa, il sistema non li riconosce, anche se dal libretto, come dice lei, la classe energetica si può dedurre. In ogni caso sottoporremo il suo quesito all’Ancma.

      • “burocratico-telematico” ??
        BUROCRATICO: la burocrazia non ha chiesto nulla di più: possesso da 12 mesi, classe euro 0, 1, 2 (non più di 2), ciclomotore (L1).
        TELEMATICO: i documenti che ho io in mano sono telematici e non cartacei e attestano indiscutibilmente i requisiti richiesti.
        Quello che c’è da discutere è se questo è il frutto di una leggerezza del programmatore (che, fra l’altro, poteva fare un minimo di controllo inserendo un centinaio di targhe vecchie), nel qual caso lo si corregge immediatamente oppure ad una cosciente volontà di ostacolare/ritardare il contributo.

        • Ci spieghi: chi sarebbe, secondo lei, quello che vuole ostacolare/ritardare l’utilizzo dell’ecobonus?

          • Le ipotesi sono le due accennate precedentemente.
            Personalmente spero che non ci sia nessuno che voglia ostacolare l’ecobonus, per cui mi aspetto che il Form di accettazione venga modificato senza aspettare lo “specifico confronto con il ministero di riferimento” (come risposta dal sito mise-ecobonus), nè, tantomeno, aspettare un emendamento!

          • OVVIAMENTE CI AUGURIAMO CHE LA SOLUZIONE POSSA ESSERE SEMPLICEMENTE TECNICA, COME DICE LEI. E’ INTERESSE DI TUTTI SOSTENITORI DELLA MOBILITA’ ELETTRICA EVITARE CHE L’ECOBONUS A DUE RUOTE SIA UN BUCO NELL’ACQUA.

  2. Per i ciclomotori ritargati va bene aggiustare l’anomalia (che più che burocratica mi auguro sia frutto di un errore di programmazione), ma per quello con ancora i 5 numeri, siccome non può essere considerato circolante, né in grado di circolare, è giusto escluderli.

    Fosse causa burocrazia sarebbe triste: il legislatore propone, fa qualcosa che è chiaro, e poi quando tutto va avanti qualcuno ci mette zampa, forse anche per fare fare brutta figura a chi il bonus lo ha proposto…

    • Non sia così malizioso, Andrea. Non è la prima volta che vediamo leggi o decreti con sviste ed errori anche banali. In una Paese afflitto da bulimia legislativa può capitare che le norme si avviluppino in grovigli difficili da sbrogliare. Non credo invece che sia giusto escludere i ciclomotori non circolanti. Anzi, io avrei incentivato l’acquisto di scooter e ciclomotori elettrici anche senza rottamazione. Meglio avere sulle strade due ruote pulite, piuttosto che ingombranti e inquinanti automobili.

      • Non avrei continuato la discussione su questo piano ma vedo che qualche dubbio viene posto non solo dal sottoscritto (62 anni). L’errore di programmazione può essere stato casuale e dovuto a leggerezza, come ripeto, e sono per metà del mestiere, una verifica minimale avrebbe evidenziato tutto (il mio concessionario su 6 pratiche ne ha 2 bloccate), in questo caso la si corregge velocemente e GRATIS. Ma potrebbe essere il caso che siano le indicazioni date al programmatore ad essere state sbagliate. E allora? L’eventuale correzione avrà un costo. Chi lo paga? Chi ci guadagna? Le indicazioni errate sono state date apposta o per errore/leggerezza/distrazione? Se è errore (incompetenza?) del funzionario di riferimento allora che vada a fare qualche altro lavoro. Se è stato fatto apposta per aumentare il prezzo dell’appalto iniziale (come ormai siam ben soliti vedere), ci sarà collusione? A mio avviso il funzionario di turno deve, anche in questo caso, andare a fare un altro lavoro.
        Come finirà? Che noi aspetteremo, pagheranno la variazione, e tutto a tarallucci e vino.

  3. Pienamente d’accordo con Massimo.
    Anche io sono vittima di questo errore e non credo ci sia la volontà di nessun gufo
    Ecco qui l’articolo dove è descritta la mia vicenda:
    https://www.vaielettrico.it/ho-comprato-la-vespa-elettrica-ma-la-rottamazione/
    Spero riescano a sistemare il tutto entro l’estate, ci terrei tanto, ho veramente desiderato tanto l’uscita della Vespa elettrica ed ora che con questo incentivo la spesa era per me abbordabile….
    Da questo blog continuate ad aggiornarci, io incrocio le dita, più o meno i tempi previsti per l’entrata in vigore dell’emendamento?
    A Daniele dico: sul portale dell’automobilista c’è una sezione per controllare la classe ambientale inserendo la targa, il database è lo stesso da dove prende i dati il format del Mise, nel mio caso compare, Non presente.

    • Francesco, garantisco che cercheremo di informarvi sugli sviluppi al meglio delle nostre possibilità

      • Francesco, la sua vicenda l’avevo letta qualche ora prima di leggere questo articolo e mi aveva sconcertato la data, 3 maggio, quasi un mese fa, e da un mese è irrisolto un problema da licenza di scuola elementare. E Daniele le risponde: il mio ovetto X55GSP esiste nel portale dell’automobilista e mi riporta EURO 0. L’avranno messo a posto in queste ore? Non credo ma può darsi. Riprovi lei con la sua targa.

  4. Strano, molto strano
    Sulla mia targa continua a rispondere ‘dato non disponibile” siccome presumo che niente è stato modificato, alla tua targa la classe ambientale era già presente.
    Mi sa che i problemi sui vecchi ciclomotori son più di uno, la modifica che devono fare deve essere semplice e chiara: accedono l’incentivo tutti i ciclomotori antecedenti all’anno…

  5. Eppure anche a me, per l’ecobonus, risulta mancante la classe ambientale (oltre che la categoria internazionale L1). “modifica semplice e chiara”, è questo che mi fa girare i cabasisi.
    – La targa è a 6 caratteri => veicolo circolante (qui si sta discutendo per l’emendamento).
    – Il proprietario è quello che chiede l’incentivo.
    – la categoria è L1? , il punto interrogativo in informatica è “un carattere, qualsiasi”
    – Manca classe euro, allora è 0 come per le auto che se manca la classe pagano il massimo come classe 0 (ah ah ah, se c’è da pagare non ci sono problemi, se c’è da avere …).
    Nel mio caso c’è tutto, nel libretto c’è L1E, nell’omologazione c’è DIR-CE ZZ, nel database ufficiale del portaleDellAutomobilista c’è EURO 0. I dati dove sono andati a leggerli, nell’elenco delle imprese ittiche della Grecia?????

  6. Udite, udite, stamattina entrando nel sito IlPortaleDellAutomobilista e accedendo al servizio “i tuoi mezzi” per utenti registrati, il mio ovetto era definito in tutti i punti tipo CICLOMOTORE, uso CICLOMOTORE, potenza 2,6kW, EURO 0, … ho telefonato al concessionario e gli ho chiesto di riprovare. Si sono aperte le porte della rottamazione con ecobonus!!!
    Perché a me sì e a Francesco no? Non lo sapremo mai. Così come è, sembra che, invece che modificare il filtro alla risposta dal data base (se ‘classe ambientale’ = “non definita” allora ‘classe ambientale’ = “EURO 0”), si stanno modificando i dati nel data base. Siccome, come è asserito nell’articolo, sono circa 1 milione di veicoli a cui aggiornare i dati, per quanto si automatizzi il processo, i tempi saranno biblicamente casuali. Spero (per Francesco) che non sia così e soprattutto che non siano stati distribuiti alle varie motorizzazioni gli oneri di questi cambiamenti.
    Per finire, la vecchia ma attuale massima di Einstein:
    Due cose sono infinite: l’Universo e la stupidità umana, ma riguardo l’Universo ho ancora dei dubbi.

    • Grazie a te, Daniele, per la dotta ma sempre attuale citazione. Di questi tempi più attuale che mai

  7. Mi consigliate di aspettare semplicemente o contattare non so chi ?
    Non so che fare!!!!

  8. Penso che Massimo e la Redazione potrebbero informarsi sulle modalità della correzione della anomalia in cui siamo occorsi. Sembra evidente che non si è messo mano al form di verifica ecobonus e spero che questo dipenda da insormontabili inghippi, altrimenti sarebbe un complicarsi la vita per nulla. Le domande sono:
    Si sta aggiornando il data base di riferimento?
    Chi lo sta facendo?
    Nel caso positivo alla prima domanda e nel caso sia stato dato l’onere della variazione alle singole motorizzazioni di competenza (nel caso di Francesco mi sembra sia Bari) allora sì che la responsabilità del ritardo è la motorizzazione locale (come aveva supposto Francesco nell’articolo precedente). Io andrei a parlare direttamente in motorizzazione ma non con gli impiegati allo sportello ma direttamente col “tecnico” come, d’altra parte, ho fatto io e da quel colloquio scoprii che nell’omologazione c’era tutto (il numero di omologazione è al punto (K)). E’ poi strano che nel libretto del 2011 non ci sia la categoria internazionale al punto (J): L1 o L1E o il più corretto L1e.
    Auguri, quest’altra settimana Francesco festeggia i 2° mesiversario del blocco del suo ordine!

  9. Buongiorno, eccone un altro con l’ecobonus bloccato.
    Un Kawasaki zzr 250 immatricolato nel 2000 e rottamato per la causa … ma ‘privo’ di classe ambientale. Ovviamente sui bolli sempre pagati è scritto ‘Euro 0’, ma nel momento di ricevere l’ecobonus … la classe ambientale non esiste.
    Spero veramente che stiano aggiornando gli archivi….

  10. Certo, Massimo Degli Esposti, hai intuito giusto:
    quando il rivenditore inserisce la targa del motociclo rottamato, la procedura del portale Ecobonus si blocca, negando di fatto il risarcimento dell’ecobonus.
    Nel mio caso si blocca con l’avvertimento che i dati presenti in motorizzazione sono privi della
    ‘classe euro’
    e obbligano il propierario del veicolo a “rivolgersi presso gli ‘Uffici della motorizzazione civile’ di riferimento al fine di verificare e aggiornare le informazioni in questione.”

  11. Nelle ultime ore è passato alla camera l’emendamento che allarga la platea dei ciclomotori e moto che accedono a l’ecobonus, abbatte il requisito di categoria (esteso a tutte le cat L) e estende il requisito della classe ambientale anche a euro 3.
    Quello che non ho capito e se centra qualcosa con il risolvere il nostro problema.
    Non vorrei che ora abbiamo anche la beffa, ‘esteso a tutti tranne te’

    • La faccenda, tanto per cambiare, sembra un poco più complicata. Il decreto crescita è in discussione alla Camera, poi dovrà passare al Senato. Se non viene approvato entro fine mese decade… Gli emendamenti che dovrebbero risolvere il problema ecobonus sono due. Uno per l’estensione della platea, l’altro per consentire di rottamate il milione di ciclomotori ritargati nel 2011. Sto cerando di capirci qualcosa. Poi scriverò un articolo di aggiornamento.

      • Quindi il mio caso (e non penso di essere l’unico) di motociclo 250cc immatricolato e targato nel 2000 e privo di classe Euro dichiarata (chiaramente perché ‘ANTE’ Euro 1) mi sembra sia tagliato fuori !
        Visto che non è un ciclomotore ritargato nel 2011, né tantomeno un Euro 3…
        A quanto pare l’importante è fare dei bei proclami altisonanti ….
        Tanto alla fine siamo noi che ci attacchiamo al tram ….

        • Forse c’è una possibilità, Vittorio. Legga l’articolo che pubblicherò entro sera. Spero che possa darle una risposta

          • La ringrazio per l’interessamento al problema.
            La mia speranza è che la cosa si risolva.
            Resto sintonizzato … 🙂

  12. Chi ha un Euro 3 e non vuole prendersi un BMW da 13.000,00 € gli conviene rivendersi il suo scooterino piuttosto che avvalersi dell’ecobonus. Se nel form invece che accettare EURO 0 o EURO 1 o EURO 2 accettano anche EURO 3 ma non viene accettata “Classe EURO non definita”, per voi non cambia nulla, il procedimento dell’ecobonus abortirà la richiesta. Vedremo … Sperate …

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