Home Scenari Ecco Ducati MotoE: la rivoluzione è nel peso

Ecco Ducati MotoE: la rivoluzione è nel peso

116
CONDIVIDI

Eccola qui, la Ducati elettrica, sigla V21L, che dall’anno prossimo equipaggerà con 18 esemplari tutti i team del campionato MotoE. L’hanno svelata per la prima volta i vertici di Borgo Panigale al gran completo, guidati dal numero uno Claudio Domenicali. «Faremo una moto elettrica quando sarà e potrà essere una vera Ducati» aveva promesso lui due anni fa. E questa è una Ducati.

ducati motoe

Design e tecnologia: è davvero una Ducati

Lo conferma il designVendiamo emozioni,  bellezza, esperienze» esordisce Domenicali presentandola) e lo confermano le soluzioni tecniche rivoluzionarie, come l’alimentazione a 800 Volt, la batteria integrata nel telaio, il blocco motore che unisce la parte attiva (rotore e statore) alla scatola ad ingranaggi della trasmissione in un solo blocco.

Quel che farà in pista lo vedremo, ma a Borgo Panigale sono convinti che le prestazioni saranno migliori di quelle dei bolidi oggi in gara, prodotti dal “pioniere” delle due ruote elettriche, la modenese Energica. Dati per ora non ce ne sono, anche se i test in circuito sono proseguiti fino all’altroieri. Unico numero è 275 km/h, la velocità massima registrata nelle ultime prove del Mugello dal collaudatore Michele Pirro.

ducati motoe

Domenicali: “Stiamo vivendo un momento storico”

Anche Domenicali si è messo in sella alla V21L, e questo è il suo giudizio: «Qualche settimana fa ho avuto la straordinaria possibilità di guidare la Ducati MotoE in pista e mi sono reso immediatamente conto di star vivendo un momento storico».

Ducati MotoE: più della potenza, la leggerezza

I progettisti, però, hanno fatto una scelta precisa: sacrificare la potenza pur di perdere peso. Perchè è quello che allunga la frenata nelle staccate al limite, quando il carico è tutto sulla ruota anteriore e il posteriore si alleggerisce al punto da annullare l’effetto della frenata rigenerativa.  Dorna, l’organizzatore del campionato FIM MotoE World Cup, aveva imposto un “dimagrimento” significativo (dai circa 260 kg delle motoE di quest’anno a 237). Ma Ducati ha fatto di più, fermandosi a 225 kg. Per intenderci, una MotoGP pesa a secco 165 kg, una Superbike poco più di 200.

ducati motoe
Da sinistra: il motore da 110kW, l’inverter, il pacco batteria in carbonio

Il prezzo da pagare è stato una potenza del motore non straripante (110 kW, 150 cv e 140 nm di coppia per 21 kg di peso) e una batteria da “soli” 18 kWh: il minimo per completare 7 giri di pista su tutti i circuiti del campionato MotoE 2023. Ma che pesa in tutto 110 kg, comprensivi dell’impianto di raffreddamento a liquido, dei sistemi di controllo, dei cablaggi e del guscio in carbonio che funge da telaio portante, conesso direttamente all’ avantreno e al forcellone posteriore da due elementi in alluminio pressofuso.

Il rompicapo del pacco batterie

La forma non è quella del classico parallelepipedo, ma è sinuosa e complessa, studiata per dare assieme la massima rigidità funzionale pur ospitando la bellezza di 1.152 celle cilindriche al litio, le classiche 21700 utilizzate anche da Tesla. «Sistemarle tutte, cablarle, raffreddarle in una geometria così anomala è stato un vero rimpicapo» ci dice l’E-Mobility Director Roberto Canè.

Sul powertrain si è concentrato il massimo sforzo del team guidato dall’ingegner Vincenzo De Silvio, R&D Director Ducati. Un team costituito ad hoc, mettendo insieme i migliori elementi di Ducati Corse e quelli della Ricerca e Sviluppo interno. Molto hanno aiutato gli stretti rapporti con i brand della la casamadre tedesca VW, Porsche e Audi in primis, da cui sono arrivate soluzioni inedite. Una di queste è l’alimentazione a 800 Volt di derivazione Porsche. Consente un alleggerimento dei cablaggi e la ricarica a 20 kW, vale a dire passare da 0 a 80% in 45 minuti.

Sospensioni e freni, invece, non sono quelli costosissimi del MotoGP, ma il meglio del mercato “a scaffale”: i modelli di punta Ohlins e Brembo.

Ducati non molla sul termico con e-fuel e idrogeno

«E’ stata una scelta precisa», ha detto Domenicali. «Abbiamo voluto fare di questo prototipo un laboratorio di esperienza e una scuola di formazione per i nostri uomini, sviluppando le competenze in quel che ci mancava, cioè la tecnologia elettrica». Infatti il progetto «ha una grande rilevanza strategica per il futuro  elettrico di Ducati, mantenendo ben saldo il nostro DNA».

«Per il futuro, l’elettrico è sicuramente il punto di riferimento al momento – ha aggiunto  Domenicali -. Ma ci sono altre tecnologie che potranno dire la loro, dall’ e-fuel fino all’idrogeno. Sono tutte strade interessanti attorno alle quali si potrà ragionare. L’unica certezza è che Ducati è impegnata  con tutte le sue forze per decarbonizzare le sue moto».

Una stradale elettrica? Dopo il 2026

Per il momento a Borgo Panigale non escludono nessuna ipotesi, sposando in pieno la tesi della “neutralità tecnologica”. Riconoscono che la soluzione elettrica è oggi la più percorribile, ma per vedere la prima Ducati elettrica di serie «bisognerà attendere almeno il 2026-2027, quando saranno industrialmente mature le innovazioni all’orizzonte in tema di chimica delle batterie» ci dice Francesco Milicia,  Vice President Global Sales Member of the Board at Ducati Motor Holding.

Nel frattempo il campionato MotoE sarà laboratorio permanente e palestra d’allenamento per il personale dell’azienda. La Ducati V21L da gara subirà ulteriori affinamenti da qui all’avvio del campionato 2023, ed è già prevista una “seconda generazione” per il 2025.

Massimo Bottura in sella alla V21L assieme a Claudio Domenicali. La presentazione della Ducati MotoE si è tenuta a Casa Maria Luigia, resort di lusso nelle campagne modenesi di proprietà del fondatore della Osteria Francescana. Il pluristellato chef è un super appassionato di Ducati e possiede 15 esemplari di Borgo Panigale

La moto di serie sarà una derivazione del prototipo presentato ieri? «Oggi non siamo in grado di dirlo _ aggiunge Milicia _ Ducati MotoE non è stata concepita in funzione dell’utilizzo stradale e non  abbiamo intenzione di proporre al pubblico una moto dal costo proibitivo come questa. Ecco perchè ci siamo presi il dovuto margine temporale per lo sbarco sul mercato della prima Ducati elettrica».

— Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter e al nostro canale YouTube 

 

Apri commenti

116 COMMENTI

  1. Massimo Degli Esposti 4 Luglio 2022 at 19:42

    Fai bene a preoccuparti. Chiediti se stai sbagliando qualcosa
    La gentilezza e la cortesia le sono connaturate, vedo.

  2. E comunque, rileggendomi l’articolo e facendomi due pensierini al volo, ancora una volta perdonatemi la modestia Ma si conferma che ho ragione. Chi ha inventato questo campionato (quindi non mi sto rivolgendo alla Ducati che la moto l’ha fatta seguendo i requisiti né tantomeno al concetto di moto elettrica che poverino è totalmente incolpevole) non ha capito o non ha voluto capire una beata fava di quello che si deve dimostrare in questo specifico momento se si parla di gare con mezzi elettrici. Non s’è mai visto ripeto non si è mai visto in tutta la storia delle competizioni motoristiche che nel passaggio da una moto all’altra o comunque nell’evoluzione da un mezzo all’altro in assenza di vincoli di regolamento ci sia una diminuzione di potenza. La energica la davano per 163 cavalli la Ducati ne dichiara come minimo 13 di meno. Da buttarsi per terra dal ridere. Questo perché chi organizza queste competizioni, moto e, formula e, pensa solo all’aspetto dello spettacolo (che peraltro visti i presupposti non è nemmeno sto granché) ed evita categoricamente di riflettere sul fatto che dimostrare che i mezzi mossi da un motore elettrico possono andare veloce è una cosa totalmente superflua. La gara andrebbe fatta sulla tenuta delle batterie e sulla ricarica delle stesse perché sono questi problemi da risolvere in questo specifico momento. Quindi si dovrebbe ragionare in termini di gare endurance e non di gare di velocità, con annessi rifornimenti in gara e spettacolarizzazione dei medesimi. Invece niente, andiamo avanti a fare delle garete dal sette tristissimi giri a rotta di collo che non servono a dimostrare proprio niente e a livello di tecnica e di ricerca aiutano fino a un certo punto. Torno a ripetere: è come avere in mano Varenne e fargli tirare il carretto.

    • Aspetterei di vedere i tempi sul giro: 13 cv in meno di potenza ma quasi 40 kg in meno di peso, forse meglio distribuito, e una sezione frontale ridotta, quindi probabilmente un CX migliore. Infatti la velocità massima è la stessa. Se non ricordo male (ma ripeto, non sono un esperto di gare motoristiche) anche la F1 ridusse le potenze dei motori.

      • Massimo i tempi sul giro saranno quasi certamente migliori su questo non ho dubbi. Quello che voglio dire è che, al netto di un minimo sindacale, la prestazione pura in questo momento è un aspetto secondo me del tutto secondario. Che i mezzi spinti da un motore elettrico possano andare veloci, per quanto mi riguarda è un dato di fatto che non ha bisogno di nessun ulteriore dimostrazione. Se il 90% delle tematiche spinose relative alla mobilità elettrica oggi come oggi riguarda l’autonomia e i tempi di ricarica, è su quello che bisogna fare la gara. Poi è chiaro che fa anche piacere vedere le moto che vanno veloci. Ma vedere 20 moto che fanno sette giri a rotta di collo e poi devono fermarsi per 40 minuti, per quanto mi riguarda non aggiunge molto a quello che già conosciamo e secondariamente serve relativamente a poco per tutto quello che concerne lo sviluppo e soprattutto la soluzione di quelle che oggi a torto o ha ragione sono percepite come le problematiche della mobilità elettrica. Hai presente le corse di endurance motociclette? Tipo il Bol D’or? Chiaro, non dovrebbero durare 24 ore nessuno glielo chiede. Ma di base oggi come oggi secondo me così dovrebbe essere una gara di moto elettriche. 7 giri, dentro ai box, giù la spina, corrente a 200 kW o perché no anche di più, ricarichi la batteria in 5 minuti e via per altri 7 giri. Che magari tra qualche anno diventeranno 10 poi 12 poi 15…
        Giustamente qualcuno potrebbe dire ” Eh ma se carichi una batteria da 20 kilowatt a 200 kilowatt sfondi”. Vero. Ma è esattamente quello il problema che si deve risolvere oggi. Il problema non è far andar forte le moto elettriche.
        Per quanto riguarda la riduzione della potenza nei motori delle Formula 1 anch’io non sono proprio totalmente sul pezzo ma mi pare di ricordare che fu una scelta regolamentare. Fondamentalmente perché in quel momento stava andando troppo forte. Mi pare se non ricordo male che fosse stato un processo che è iniziato subito dopo che Senna si è ammazzato a Imola. Qui invece temo che il discorso sia diverso: e cioè che sono dovuti tornare un attimo indietro perché se no la moto 7 giri non glieli faceva. Ipotesi che riporta a bomba il discorso sulla mia teoria: la gara oggi come oggi non la devi fare sul motore ma sulla batteria. E sulla velocità con cui la ricarichi.

        • La scelta regolamentare c’è stata: Dorna ha imposto un peso massimo di 237 kg contro 260 circa delle moto oggi in gara. Ducati ha scelto di fare meglio di altri 12 kg trovando, dice, l’equilibrio ottimale fra prestazioni, autonomia e guidabilità. Che in fondo, se ci pensi, sono tre aspetti connessi tra loro. E almeno i primi due richiedono uno sforzo tecnologico identico a quello che auspichi tu con le gare di durata. Non sono d’accordo sul fatto di prevedere una ricarica in gara: anche 5 minuti di sosta farebbero scendere il latte alle ginocchia

          • senza dubbio il Pit Stop va spettacolarizzato. Se ci metti dentro un cambio gomme, cosa che potrebbe implicare l’utilizzo di gomme che durano 7 giri e cioè “colla” da qualifica… cosa che spettacolarizzerebbe ulteriormente la gara… metti dentro il fatto che magari non tutti entrano assieme… e magari nel frattempo i meccanici attaccano La moto al computer per adeguare le mappe… Insomma non sto dicendo che tu abbia torto, ma di materia per giocare ce n’è.
            Ribadisco che sono più che convinto che Ducati sia stata in grado di fare un missile e che, brutto a dirsi, quasi certamente fin dai primi giri polverizzerà il cronometri della energica.

          • Onore ad Energica, tuttavia, per il coraggio di aver aperto la strada, partendo da dimensioni e risorse che sono un centesimo di quelle di Borgo Panigale.

          • @Alessandro mi sa che abbiamo rimosso i ricordi delle F.E Gen1 e dei loro cambi auto a metà gara, erano tristissimi, e infatti appena la capienza delle batterie è diventata sufficiente sono stati rimossi.

            Piuttosto, dalla F.E prenderei altre idee come il booster (NON votato dai fan, quella cosa è terribile) da usare 1-2 volte a gara a scelta del pilota.

          • -Onore ad Energica, tuttavia, per il coraggio-

            Assolutamente. Senza se e senza ma

          • mi sa che abbiamo rimosso i ricordi delle F.E Gen1

            No no per l’amor del cielo il memento di quella tristezza deve rinanere nei secoli.

            Non dico di arrivare a tanto, perchè oggi non si può

            https://youtu.be/pJL-ooQ-v3g
            https://youtu.be/HG9mHwsQ7yA

            Ma dovendo caricare “solo” 20 kw alla volta la cosa secondo me dovrebbe tendere a quello.
            Come venderlo alle TV, quello è sicuramente complicato. Ma ripeto: pensadoci bene potrebbe essere anche interessante.
            Alla fine se le colonnine in autostrada promettono fino a 350 kw… ok non ho detto che è facile, ma siamo comunque nel novero di quello che teoricamente già accade.

    • D’accordissimo. Ai tempi della F1 (nel senso di “quando la guardavo”, sono decenni che mi annoia) ho sempre pensato che avrebbero dovuto lasciare totale libertà ai team, mettendo due soli vincoli: la sicurezza del pilota (quindi vincoli strettissimi sulla struttura dell’abitacolo) e la quantità di carburante a disposizione, che però avrebbe dovuto essere la normale benzina “super”. A quel punto avremmo visto ricadute serie sui veicoli da strada. Se poi qualcuno voleva farlo aspirato, triturbo, con le ali, le minigonne, la pinna dorsale, full hybrid o a bestemmie, erano fatti suoi: dovevi finire la gara coi suoi 200lt.

      Anche qui, nelle moto: limite di peso (un range), numero di giri alto (altro che 7, fatene 20!!), vincolo sulla batteria (ne puoi avere max 3 a stagione, ad esempio, così ci pensi due volte prima di caricarla a 1MW!) e poi fai la strategia che vuoi: ti fermi una volta sola a ricaricare, non ti fermi, ti fermi ogni 5 minuti, alimenti con una fuel cell a gas intestinali del pilota, metti un pannello solare da 20 cm sul casco, scegli tu (team).

      Completamente d’accordo sull’endurance e non sulla velocità. La velocità arriverà col tempo, tanto oggi ci guardiamo il Moto GP se vogliamo vedere le staccate ai 300.
      Che cosa si trasmette così? Che una moto elettrica fa 7 giri e poi è morta. Grazie tante, una moto con 20 lt di serbatoio ha 180kWh di energia a disposizione, qui ne hai un decimo!

      • Io Guido andrei ancora oltre, ti do un limite di kCal da consumare e vedi tu in che forma averle: metano, petrolio, full cell, pacchi elettrici, immondizia, dilitio… altrimenti col solo carburante odierno si otterrebbe l’ottimizzazione estrema di UNA sola forma di alimentazione.

        • Vero: però è complicato a livello di regolamento. Dovresti impedire la sostituzione del “serbatoio”, però. Altrimenti chi la fa a batteria, potrebbe fare un battery swap e avere energia semi-illimitata, oppure caricare a 1MW friggendo la batteria ma tanto dovrebbe durare UNA carica, oppure usi un supercondensatore che si carica in 1 secondo a 1,21 Gigowatt (cit. like l’immondizia) di potenza, cosa che non potrebbe poi avere ricadute “civili”.
          Però sicuramente promuoverebbe la ricerca!
          Quando comparvero i turbo in F1 alla fine il consumo per CV di potenza era di gran lunga inferiore rispetto alle macchine “normali”, in proporzione.

          • A me piace molto il proverbio che dice “il meglio è nemico del bene”
            Il campionato Moto-E è un campionato di moto elettriche. Rimaniamo a quello. Pensiamo a cose semplici.
            Se oggi, sull’autostrada, Free to X prmette che le sue colonnine di ricarica possono erogare fino a 300 kw/H, partiamo per esempio da questo dato. Qualcosa che esiste già.
            300 kw/h (lo so, il ragionamento non è corretto, ma facciamo finta) sono 5 kw al minuto. Ragionando per temini astratti vuol dire che in 4 minuti, massimo 5, abbiamo ricaricato i 20 kw della batteria della Ducati. Vogliamo ragionare in termini di 80%? sono comunque 16 kw, non saranno 7 giri ma magari 5 sì.
            Vogliamo pensare che la cosa potrebbe spingere la ricerca per colmare il rallentamento in ricarica della frazione 80-100%? Abbiamo già fatto qualcosa di veramente utile, migliorando lo spettacolo nel frattempo.
            E i 4/5 minuti di pit stop ci si inventa come renderli “spettacolari. Cambio gomme, controllo mappatura via computer, analisi dei dati, settaggio sospensioni, magari ci si inventa un sistema con aggancio e sgancio rapido per fare il cambio del liquido di raffreddamento e abbassare la temperatura della batteria in fase di ricarica (visto che la cosa è fondamentale cme dicono in Ducati)…. Facendo andare la testa lo spettacolo si crea. Ma nel frattempo l’attività sportiva svolge anche quella fondamentale (ma spesso poco compresa) funzione di ricerca e sviluppo che dovrebbe comunque essere un sottointeso fondamentale del “perchè si corre”. Che non è solo girare a spaccafilo e vedere chi arriva primo.

            E tutto questo senza voler ipotizzare una bella striscia di ricarica wireless lungo tutta la “traiettoria” del circuito. Fatta in modo che il pilota non solo deve essere bravo ad andare forte, ma deve anche essere capace di rimanerci sopra il più a lungo possibile se vuole tenere la batteria carica e, incidentalmente, guadagnare vantaggio rispetto ai concorrenti in termini di autonomia di gara.
            Ma qui sfioriamo nella fantascienza. Almeno per il momento.

            Ripeto per l’ennesima volta: l’elettrico apre un’autostrada di possibilità. Bisogna avere la follia e il coraggio di andarle a cercare. E soprattutto evitare la tendenza a crearsi anche una “comfort zone elettrica” nella testa. Accettate il lato oscuro della scossa! 🙂

          • Non ne sono certo, ma penso che la potenza di ricarica sia condizionata dalla capacità della batteria. Quindi una piccola batteria non potrà mai accettare 350 kW in ricarica. Infatti Ducati accetta max 20 kW, e credo in AC. Mi informo

          • Credo sia come dici e Infatti ho premesso apertamente che il mio è un ragionamento puramente teorico. Ma il succo del discorso è proprio che la questione deve puntare a quello più che a far vedere che le motorette vanno forte sulla pista. Cosa che fa sempre molto piacere ma che non aggiunge nulla di nuovo a quello che già sappiamo (e cioè che le moto elettriche o le macchine elettriche possono andare forte). Molto più interessante far vedere che vanno forte e che riescono anche a ricaricare in cinque minuti. 😉
            Poi chiaro, come tutte le cose è un divenire e nessuno pretende che sia già da domani mattina. Però se nemmeno si comincia🙄

          • Stavo per scrivere la stessa cosa si Massimo, devono esserci abbastanza celle (e molto performanti) per distribuire tutta quella potenza in ingresso.
            Per dire, la mia id.3 da 44kWh carica al massimo a 60kW (non kWh mannaggia le unità di misura!!), mentre la 77kWh arriva a 135 kW.

  3. “Massimo Degli Esposti 4 Luglio 2022 at 15:08
    E’ vero, ma il saldo è pesantemente negativo”
    Abbia fiducia e mi dia tempo. Buona giornata.

    • Ma non conti troppo sulla formula “correzione dei miei errori”: cercherò di farne il meno possibile. Piuttosto, mi piacerebbe pubblicare il racconto di un suo test drive. Che Bev le piacerebbe provare?

          • Tutte le mattine appena mi alzo, mi guardo allo specchio e so già che ho sbagliato qualcosa😂😂😂

          • No ad alzarmi dal letto. 😂😂😂
            Mi sveglio tutti i giorni alle 6.30. Entro le 6.45 qualcuno in casa, random e cane conpreso, avrà già tentato di smerigliarmi col disco diamantato là dove non batte il sole.
            Ti dico cose che non conosci? Nel caso buon per te. 😂

          • Vai a letto troppo tardi: a quest’ora non dovresti essere qui a pigiare sulla tastiera. Guarda il tuo amichetto Astuto: è scomparso.

  4. Il segreto dell’incremento prestazionale sta soprattutto nelle celle più dense e un maggiore affinamento, ma come detto avverra’ un aggiornamento con celle ancora piu’ dense.

  5. “Nemmeno io replico ai suoi discutibilissimi e insignificanti commenti (con faccine e “quoto al 100%, come se a qualcuno interessasse misurare la claque) tutte le volte che ne avrei voglia. E comunque, in casa mia, io e lei, mi dispiace, non siamo alla pari.” Certo che non siamo alla pari. Essere un moderatore significa essere al di sopra delle parti. Purtroppo è una cosa che lei proprio non riesce a fare.

    • Si apra un blog suo, la nostra Costituzione la tutela in questo.
      Un moderatore NON deve essere superpartes, si rilegga la definizione, lo confonde con Giudice: non si può dare spazio indifferentemente a tutti indipendentemente da quello che scrivono: ha mai visto ad un convegno di astronomia un terrapiattista che viene fatto parlare dal moderatore con gli stessi diritti di un astrofisico?

      • “Il compito principale del moderatore è quello di vigilare sul rispetto del regolamento della comunità e, qualora fosse necessario, di smorzare i toni fra gli utenti” Definizione Wikipedia. Non mi pare che ci sia compreso cercare di mettere in cattiva luce gli utenti scrivendo che i loro commenti sono ridicoli qundo palesemente così non è. E non mi pare di aver mai insultato nessuno.

        • Caro Azzeccagarbugli, questa comunità si chiama Vaielettrico, e lei non mi pare che ne faccia parte. Se non in funzione di provocatore.

        • Io ho provato a commentare sul blog di Porro (oltre un anno fa, argomento Covid): mi hanno direttamente bannato senza spiegazioni e senza pubblicare il mio commento. E siccome io uso il mio nome e cognome e la mia faccia, non posso (e non vorrei) riprovare mai più.
          Ma non mi sono messo a pestare i piedi, ho semplicemente istruito Google affinché non mi mostrasse mai più contenuti che provenissero da lì, perché li detesto.
          Insistere a voler dire la propria controcorrente, rimediandone plurime sbattute di porta in faccia per poi potersene lamentare e invocare un senso di giustizia simil-divino sarebbe un comportamento, diciamo, curioso: tipico di un certo tipo di commentatore che può trovare ben descritto su Wikipedia, la fonte del sapere di alcuni.

          • Mauro Tedeschini 3 Luglio 2022 at 15:44
            “Non non promuoviamo nulla, noi trattiamo il tema della mobilità elettrica negli aspetti positivi e negativi.”
            Guido Baccarini: “Insistere a voler dire la propria controcorrente”
            Credo che lei sia in disaccordo col direttore di questa testata, più che con me.

          • Temo che lei non abbia compreso il significato di quello che ho scritto io o di quello che ha scritto il Direttore di questa testata.
            Il normotipo al quale mi riferivo io non parla degli aspetti negativi (che nessuno qui nega che esistano): li inventa o li travisa o li distorce.
            Esempio in questo articolo: “Condivide una scelta politica di un organismo sovranazionale che non ha stabilito alcuna verità scientifica” (riferito a IPCC).
            Ecco, questo non è un aspetto negativo: è una falsità. E come tale non è accettabile e non discutibile: pesci in faccia. Ci sono commentatori che lo fanno sistematicamente e rimediano effluvi ittici facciali, quasi provassero gusto a farlo: appunto.

      • L’esempio del convegno di astronomia non è pertinente. Questo è un sito che promuove la mobilità elettrica e va bene. Condivide una scelta politica di un organismo sovranazionale che non ha stabilito alcuna verità scientifica, ma imporrà uno stile di vita. Non è ancora dimostrato che state dalla parte dei giusti o della verità. Io sono fortemente preoccupato per la limitazione alla libertà di movimento degli individui.

        • Non non promuoviamo nulla, noi trattiamo il tema della mobilità elettrica negli aspetti positivi e negativi.

          • No, non mi basta.
            E in ogni caso torno a ribadire che l’esempio dei terrapiattisti non c’entra nulla. Le ribadisco che non ho alcuna contrarietà all’auto elettrica. Sono contrario a che mi venga imposta.
            Perché poi il divieto deve valere solo per la UE?
            Indubbiamente errori sono stati fatti, ma questi vanno ricercati nella corsa alla dimensione delle auto, veri e propri inutili pachiderma, e allo sviluppo di cilindrate esagerate. Parlo di automobili normali. Non di auto sportive. Che senso ha avuto dotare auto di motori da 150 cavalli e oltre?
            Nessuno.
            Ieri a bordo di un piccolo SH150 ho coperto il tratto Fornovo-…… in minor tempo rispetto alle auto presenti in autostrada. E parlo di un mezzo in grado di tenere una velocità di crociera di 80-85 kmh.
            In ogni caso, mi troverete sempre qui, ad esercitare il diritto di critica verso una esagerazione che non comprendo.

        • Mi faccia capire: rivendica il diritto di critica mentre critica il mio esempio in cui esercitavo il mio diritto di critica?
          Il suo diritto di critica è pari al mio, ma il mio diritto a lasciare un mondo migliore alle mie figlie è superiore a quello di chi se ne frega e vuole continuare a inquinare come prima.
          Anche a me non piacciono gli obblighi, sono necessari nel momento in cui una larga maggioranza continua a correre verso il baratro.
          E non mi riferisco precisamente a lei, evitiamo di offenderci

    • No caro mio. Io sono il co fondatore e il moderatore di Vaielettrico che, come può ben capire dal nome, non è sopra le parti ma crede e sostiene la mobilità elettrica. E’ pronto a discutere con chi ha idee diverse, ma non ad accettare la sistematica interferenza dei disturbatori. E lei viaggia pericolosamente a braccetto con costoro.

      • Buongiorno Massimo Degli Esposti.
        Una moto elettrica?
        E dove la ricarico?
        A distributore di energia elettrica?
        Ma a me, ma anche a tutti coloro che di veicoli elettrici non ne vogliono sapere perché imposti dall’alto, sarà consentito utilizzare la moto (con il motore a scoppio) a parità di condizioni con chi avrà voluto passare all’elettrico?
        Il fatto che siete a favore della mobilità elettrica avrebbe però dovuto indurvi a qualche critica all’averla imposta per legge.
        Ma non ho visto nulla di simile.

        • Le moto elettriche più prestazionali si ricaricano alle normali colonnine pubbliche. Quelle più piccole e gli scooter, da qualsiasi presa elettrica o addirittura in casa estraendo la batteria. Sulle moto termiche al momento non c’è alcuna “imposizione dall’alto”, quindi può tranquillamente acquistarne una elettrica senza venier meno al suo impegno ideale in difesa della libertà.

          • No, vorrà dire che sulle moto non può accampare la scusa dell’obbligo. Se risponde così significa che è solo ipocrisia dire “sono a favore dell’elettrico ma non accetto limiti alla mia libetà”.

          • Fino al 2035 di sicuro. e anche un po’ dopo, almeno per quanto ci è dato di capire oggi.
            Resta il fatto che il “fenomeno” delle moto elettriche può essere qualcosa di veramente interessante. Ognuno ha le sue idee, le mie ad esempio non seguono assolutamente l'”ortodossia elettrica” che si va delineando. Anzi, la trovo parecchio limitante. Nondimeno di fronte a un fenomeno nuovo mostrarsi curiosi a mio avviso è sempre vincente rispetto a manifestare indifferenza (o peggio astio: tanto a cosa serve?)

          • “Nondimeno di fronte a un fenomeno nuovo mostrarsi curiosi a mio avviso è sempre vincente rispetto a manifestare indifferenza”
            L’indifferenza è indice di chiusura mentale, spessore per limitatezza culturale; la curiosità è sempre stata prerogativa di chi ha fatto progredire l’umanità ed è spesso accompagnata da una intelligenza superiore.
            Poi c’è chi scivola nel gossip ma a quel punto non è curiosità ma solo il GF!

  6. Ho visto il filmato e mi sono emozionato. Fantastico veder la luce negli occhi dei progettisti, alcuni molto giovani, e dei piloti. Chi dice che i Cinesi ci asfalteranno, rifletta bene, non è affatto scritto.

  7. l’unico dato per valutarla è il tempo sul giro..

    poi, già il fatto di non vedere alette, cucchiai e orripilanti simili fa bene alla vista..

  8. Forse sono cresciuto? 😜

    Ora mi limito a fare MTB per convogliare la parte scema e suicida, ma non nego che mi prenderei volentieri una auto sportiva elettrica. Ma tesla roadster e rimac sono fuori portata (forse per fortuna 🤣)

    • -Forse sono cresciuto?-

      Male! ☝️ non dico che bisogna fare come Peter Pan, ma di base ci pensa già la vita ad invecchiarti. E ci riesce benissimo da sola. Darle una mano mi sembra superfluo. 🙄

      Potendo, qualcosa di “particolare” da usare solo la domenica (e sicuramente manco tutte… specie se si han dei nani che girano per casa…) non offende proprio nessuno. Direi che almeno una Lotus Elise lei se la merita. ☝️

      Poi ci sono gli squilibrati come me: se prima o poi riesco a risolvere quelle ultime cosette che a livello pratico mi stanno bloccando la vita, io qualcosa di “balordo” me lo costruisco. Ma per il gusto di farlo e vedere cosa ne esce. Poi si va in germania… TÜV… solito giro.
      Il primo passo è recuperare un telaio featherbed. Va bene anche una replica, si trovano abbastanza facilmente. Dentro ci sta qualsiasi cosa. Poi mi servono batterie, caricabatterie con presa ccs, motore, inverter e ovviamente tutto il resto che manca per fare una moto.
      Poi si valutano anche le variazioni sul tema: nessuno per esempio ha ancora pensato che con i motori-ruota si puo fare una moto a due ruote motrici. Finchè si parla di turismo la dinamica di guida non ne risente poi tanto.
      Ho un mucchio di idee, ma veramente tante.
      Sinceranente, l’unica cosa che mi manca davvero è il tempo. 😭

      Io mi occupo della logistica e del coordinamento dell’hardware.
      Lei magari saprebbe scrivermi il software? 🤔

  9. Per essere bella è bella. Potente è potente (150 cv posson bastare). Leggera ci siamo quasi, ma va bene, un po’ “curvy” ma non obesa. Autonomia? Oddio che pena. E se Ducati dice che non la mette in vendita perché costerebbe un botto, peggio mi sento, quando arriverà quella “per tutti” che specifiche avrà?

    Cari amici motociclisti, dovete sperare in un miracolo se volete una vera moto nel 2035 …

    • Ducati ha tirato fuori questa moto in meno di due anni di sviluppo. Siamo sempre allo stesso “errore mentale” di pensare che in 13 anni i miglioramenti saranno marginali, solo perché lo sono stati negli ultimi 50 anni di termico. Il termico è una tecnologia splafonata da decenni, l’elettrico è agli inizi.
      Io mi aspetto miglioramenti spaventosi nei prossimi anni, anche meno di 13. In termini di efficienza dei motori, di peso/densità delle batterie e di chissà quali altri settori.

  10. Qui l’affare si fa grosso.
    I bolognesi si presentano con un monomarca e fanno esperienza.
    Riprendesse il TT-Zero o arrivasse l’elettrico formula libera saprebbero già cosa fare, sponsor permettendo, perché qui ne servono più che in MotoGP.
    Il dado è tratto.
    Cosa faranno KTM, Aprilia, Honda, Kawasaki, Suzuki e Yamaha?
    Chiederanno una formula libera elettrica a FIA?

  11. No oddio… Sbagliato. la R1 del 98 la davano sui 180 kg.
    Vabbè, sulla fiducia per iniziare è ok. ☝️
    Manca ancora il pedale per gestire l’intensità della frenata rigenerativa, E infatti ammettono apertamente che parte del problema è dovuto al fatto che non potendo fare altrimenti devono attaccarsi come dei matti ai freni anteriori. Ma la storia mi darà ragione. 😂😂😂😂😂

    • Mi hanno spiegato che in staccata la ruota posteriore perde aderenza, come ben sai. Quindi dovrebbero applicare la frenata rigenerativa alla ruota anteriore, ma sarebbe necessario inserire un secondo motore integrato nel mozzo, il che rende inguidabile la moto nei cambi di direzione.

      • Premessa: da dierto una tastiera è sempre tutto facilissimo.
        Però secondo me avrebbe senso.

        Infatti secondo la mia teoria le “palettate” di rigenerativa andrebbero date prima di iniziare a frenare, quando molli il gas e ti apri “a ombrello” col corpo per impostare il primo tratto dell’ingresso curva.
        Petta che ti cerco un filmato…

        https://youtu.be/Od3cUEgRSeY
        Minuto 0.43 per esempio.

        E tra l’altro mi sta balenando che forse quelle moto renderebbero bene se guidate come le vecchie 500 gp, facendole scorrere parecchio. Tipo Eddie Lawson tanto per dire.

        E in uscita di curva, derapate a manetta… 😈😈😈

        https://youtu.be/pEPECyqiLIA

        In ogni caso la cosa si fa davvero interessante.

        • Ma spiegami tu come puoi sfruttare la frenata rigenerativa con la posteriore in aria… Mi ha detto Canè che si stanno arrovellando per trovare qualcosa di leggero da mettere all’anteriore, tipo gli ultracapacitors per ributtare in batteria il massimo di energia.

          • Ptemesso di nuovo che quasi certamente la questione sta nei termini che ti ha espresso Canè, ma la ruota posteriore va in aria quando ti attacchi ai freni. Prima no. Sei tu la manovra la fai prima di iniziare a frenare, la ruota posteriore sta ancora toccando terra.
            Chiaramente la curva si affronterebbe buttandosi dentro senza quasi frenare fino all’ultimo. Ribadisco sono tutte illazioni. Però secondo me rimangono degli spunti di indagine veramente interessantissimi.
            Per quanto riguarda i super condensatori, anche questa è una cosa che mi intriga veramente tantissimo. Al netto del fatto che comunque avere una batteria così pesante per riuscire a fare solo 7 giri un po’ ridere comunque lo fa, davvero si apre un mondo molto interessante.

          • @alessandro si ma se inizi la frenata rigenerativa prima di frenare, stai frenando in rettilineo prima del dovuto. Ok su una stradale, ma in pista devi staccare al limite, come dicono loro “anche a costo di sacrificare la rigenerazione”. Ok voler capire a tutti i costi, ma credo che il gruppo ingegnedi di Ducati ci abbia messo dell’impegno prima di presentarla no?

          • Verissimo anche questo luca. Infatti tra una minchiata e l’altra che scrivo😂 stavo già cominciando a macchinare sulla testa circa la possibilità di mettere una pista elettromagnetica sul bordo della ruota, una per ogni lato tipo disco perimetrale della Braking, il tutto a fare da rotore. Per lo statore bisognerebbe inventarsi qualcosa da tenere fisso sugli steli della forcella. Questo è uno di quei momenti storici in cui è lecito essere folli.🤡🤡🤡🤡

      • -sarebbe necessario inserire un secondo motore integrato nel mozzo, il che rende inguidabile la moto nei cambi di direzione.-

        Ma sai che non è per forza detto e mi si è accesa un’altra lampadina? A un bel momento se hai un motore nel mozzo… nessuno ti impedisce di usarlo anche come motore e “giocare” con l’effetto giroscopico.
        Ammetto che potrebbe essere complicatissimo, ma di base il un ragionamento è il seguente. Nel momento in cui tu prelevi potenza dal motore all’ atto della rigenerazione, questi effettivamente è un “peso morto” e con ogni probabilità tende ad appesantire la ruota e diciamo a farla cadere. Questo paradossalmente, se fosse possibile sfruttarlo, potrebbe anche rischiare di dare una mano nell’impostazione della curva, con la moto che tenderebbe a scendere in piega. ovviamente sarebbe negativo o tutt’al più neutro in percorrenza e sicuramente sfavorevole in uscita di curva. Però c’è di buono che se tu dai corrente a quel motore, chiaramente nel modo giusto e torno a ripetere che immagino che la calibrazione possa essere una cosa da far rizzare i capelli in testa, a livello puramente teorico si ottiene l’effetto esattamente contrario. E cioè che la ruota tende a raddrizzarsi. Quindi questo secondo effetto potrebbe effettivamente dare una mano in uscita di curva a raddrizzare la moto. Immagino che per arrivare a gestire questo tipo di discorso ci voglia un giroscopio che viene direttamente dalla NASA e il Mago Merlino del software. Però le idee spuntano come funghi. 🍄🍄🍄. Ripeto: in questo momento è lecito essere folli. 🤡🤡🤡

        • Sei troppo oltre le mie competenze, ma tutti i progettisti di moto evitano come le peste i motori integrati nelle ruote. Su quella anteriore, poi… Detto da loro, ripeto

          • Senza subbio, per l’amor del cielo, di base è sacrosanto, non si discute, le masse non sospese sono un problema. Però lo sono in particolare finchè restano un “corpo morto”. Se generano movimento potrebbe cambiare tutto. Ribadisco, è un’intuizione derivata dall’esperienza, ma l’effetto giroscopico è una cosa strana, varia anche in funzione del raggio e della distanza dal centro, ne parlavo anni fa con uno che produceva cerchi in carbinio… il peso all’altezza del canale ha un effetto, al centro del mozzo tutt’altro… non nego che è complicatissimo, ma per sommi capi potrebbe anche funzionare. È comunque cosa al di là anche di quello che potrei “costruire” io.

          • No, più semplice e più compatta. Proprio un “motore ruota” ma delle dimensioni più piccole possibili. L’idea è di farlo lavorare in tandem con il motore principale, sia a livello di spinta sia di rigenerazione.
            In linea di massima su un cerchio le masse non sospese sono tutte problematiche, ma diventano sempre più problematiche via via che ti allontani dal centro della ruota.
            la cosa è abbastanza intuitiva perchè la velocità angolare di un disco che gira aumenta via via che ci si sposta verso il bordo della circonferenza seguendo il raggio del cerchio medesimo.
            Chiaro che stiamo parlando di fantascienza in questo momento.
            Detto questo, fossi al posto loro o dovessi ragionare su una moto da corsa elettrica, visto che abbozzare la cosa non è difficilissimo (farla andare a regime sì invece) io una prova la farei comunque. Poi subito provare assieme anche i condensatori. Ma non sono al posto loro. 😉

  12. Dunque, 150 cavalli, 225 kg e 40 km di autonomia. Se questo è lo stato dell’arte, beh, auguri. Ah, un’ultima cosa: le MotoGP pesano 165 kg per regolamento, perchè sono zavorrate, e devono tenere più di 300 cavalli. E fanno 110 km.

    • Ma no dai signor Astuto, non sia ingeneroso. Il passo in avanti c’è e non è piccolo. Il mio gsxr 1100 del 1992 pesava ben di più, anche lui viaggiava sui 150 cavalli… E comunque fuori dalle Arrabbiate ci provava sempre anche lui a tirare su la ruota anteriore. Lo ricordo ancora con molto affetto. ❤
      Il mio amico meccanico lo aveva battezzato Highlander, perché ci aspettavamo tutti che morisse da un momento all’altro e invece non moriva mai.

      • Il budget per la Ducati MotoE è meno di un decimo di quello per la MotoGP. E il costruttore deve farsi carico di 18 moto (che i team non pagano) più i ricambi, non solo di due. Se utilizzassero i materiali gara della MotoGP (freni, sospensioni e telaio) potrebbero recuperare un’altra ventina di chili da mettere in capacità della batteria. Comunque gli stessi confronti sono già stati fatti fra Formula Uno e Formula E, con risultati analoghi: l’Astuto scopre come sempre l’acqua calda. Il che è molto deludente per uno con quel nickname.

        • Carissio sig. Degli Esposti, anche io sono molto deluso dalle sue capacità di moderatore, però non è che lo ripeto ad ogni piè sospinto. Credo sia una questione di educazione.

          • Nemmeno io replico ai suoi discutibilissimi e insignificanti commenti (con faccine e “quoto al 100%, come se a qualcuno interessasse misurare la claque) tutte le volte che ne avrei voglia. E comunque, in casa mia, io e lei, mi dispiace, non siamo alla pari.

      • Figata. Tra l’altro guidano sostanzialmenti come suggerivo sopra. Michael Rutter sempre degnissimo erede di Joey Dunlop.
        Il futuro è interessante, basta allungare una mano senza pregiudizi e dogmi autoimposti.

          • Fa niente. “Il soldato Jocker è ignorante e senza Dio, ma ha fegato! E il fegato è tutto”. ☝️😂

          • Al Tourist Trophy non conta sapere dove devi aprire il gas, ma dove devi chiuderlo.
            Joey Dunlop

        • Qui e siamo indietro di 3 anni, ci sono 210Nm di coppia motrice e oltre 70 km di autonomia full throttle.
          Si deve proseguirà con la formula libera per vedere le reali potenzialità dell’elettrico.

          • Assolutamente d’accordo, per ogni tipo di competizione motoristica. Coi monomarca si fa solo uno spettacolo.

    • “Se questo è lo stato dell’arte” veramente è il PRIMO esemplare per competizione elettrica monomarca.
      Stato dell’arte lo avremo tra una cinquantina di anni. Lei è sempre troppo avanti. O indietro: dipende dal verso in cui si guarda.

        • È il primo Ducati e sarà il quarto assoluto (oggi le moto sono Energica).
          Il moto GP si corre da 73 anni, ma quando hanno cominciato le moto termiche esistevano da oltre 50 anni.
          La prima Ducati termica è del 1926.
          Fra 50 anni ne riparliamo, se lo segni.

          • Ma per favore! 🙂 fino al 1946 la Ducati ha partorito solo radio, rasoi elettrici e frigoriferi. chi ha insegnato al mondo a fare le motociclette moderne è la Moto Guzzi. Non confondiamo la lana con la seta. ecco. 🙂
            (poi vabbè, negli ultimi 50 anni abbiamo avuto un momento di riflessione… diciamo così… ma è un dettaglio…)

          • Il mitico Cucciolo!!! Fu il primo veicolo motorizzato della Ducati. E anche di mio padre: lo ricordo ancora in garage quando ero bambino

          • Mio padre aveva Guzzi, purtroppo non ricordo il modello, fu venduta 50 anni fa…
            Alessandro, cribbio, qua si parla di Ducati e rispondevo a SoA (acronimo inglese), non schiacciamo punti neri alle coccinelle…

          • Sisisisisi… altrochè… alla ducati si schiacciano tutti i punti neri per principio. ahahahahah!

    • E questa non cerca di spararti nello spazio ogni volta che apri il gas a moto inclinata mentre il telaio si contorce come una biscia.
      Si l’avevo provata a suo tempo, la prova durò 10km. Scendendo dal mio fido 748 la differenza fu tremenda: la mia ovviamente aveva 40cv in meno, ma in curva sembrava di essere su un binario, di la era il rodeo.

      • Io con la follia dei miei 20 anni ci misi il culo sopra e dentro in pista subito. Tra l’altro era una moto solopista. Per fortuna mia la pista era Lombardore. 😂 domani cerco la foto. 😂

      • Comunque il 748 era una moto da uomini veri, la Honda s2000 un’auto da intenditori… cosa le è capitato di così traumatizzante per ridurs… 😳 cioè, no… 🙄 volevo dire… 🙄 per approdare alla id3? 🤭🤭🤭😇😇😇

          • Ho una certa esperienza in merito: buone letture, cinema d’essai, ottima cucina, vacanze intelligenti…

          • In che senso? Esperienza in debacles? Spero di no per te. Davvero.
            Cinema, letture, buona cucina…
            Tutte cose che condivido con te, salvo forse qualche vacanza stupida. Che non rimpiango fra l’altro. Poi passano gli anni con tutto ciò che ne consegue, salute che non è per niente all’altezza di ciò che appare, disillusione, rimpianti (tanti), rimorsi (pochi per fortuna), la vita che di colpo ti sfugge dalle dita… troppe cose che non sono andate come sembrava che dovessero… e stai lì a cercare di capire fin dove è stata colpa tua e fin dove sorte avversa… a un certo punto ti chiedi “ma davvero è tutto qui?” e ti trovi a pensare che il Metastasio aveva proprio ragione…

            Se a ciascun l’interno affanno | Si leggesse in fronte scritto | Quanti mai, che invidia fanno | Ci farebbero pietà

            E così, tra una cosa seria e l’altra, ti attacchi alle scemenze che ti hanno reso felice negli anni che ricordi come migliori e che, a sprazzi, ti fanno sentire ancora vivo e quasi giovane.
            Sic transit gloria mundi.
            Quindi non avertene a male se almeno quando gioco con le macchinine sogno la Ferrari e non la Fiat Duna. 😉

          • Ma infatti: nulla da dire sulla sana passione per “e mutor”. Mi riferivo al machismo

          • Oh signùr… machismo… era per riderci sopra, cosa che il diretto interessato ha capito perfettamente.

            Ti invidio. Davvero. Non scherzo

            Devi essere davvero una persona molto serena per non sentire l’esigenza di ridere.

          • Diciamo che fra la tua battuta e Woody Allen c’è un millimetro di differenza

          • “Devi essere davvero una persona molto serena per non sentire l’esigenza di ridere”
            È una delle più profonde verità così ovvie da essere impensabili. Fa il pari con certi silenzi urlati dentro.
            Alessandro, sei un fotone nel vuoto assoluto.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome