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Ecco CVT4EV di Bosch: “Più km nelle batterie col variatore di velocità”

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CVT4EV bosch
L'auto sperimentale per testare il sistema CVT4EV di Bosch

Chi l’ha detto che l’auto elettrica non deve avere il cambio? Bosch, per esempio, ritiene che per veicoli con traino o auto ad alte prestazioni disporre di più di una  marcia possa aiutare a consumare meno batterie a parità di prestazioni.

Alcune applicazioni, sostiene la casa tedesca, «pongono ancora grandi sfide per i sistemi di propulsione elettrici; è il caso del traino di rimorchi, delle salite ripide con carichi pesanti a bordo, o della percorrenza di lunghi tratti di autostrada ad alta velocità». In queste condizioni la carica della batteria si riduce rapidamente. «In queste situazioni _ dice Bosch _ una trasmissione a più velocità può funzionare meglio».

Con CVT4EV Bosch reinventa la trasmissione

Per dimostrarlo, ha installato una trasmissione automatica a variazione continua (CVT – continuously variable transmission) con cinghia di spinta in un veicolo di prova. Questo tipo di cambio, chiamato CVT4EV, aumenta le prestazioni fino al 4%. A seconda della progettazione, può offrire più coppia in modalità trazione, migliore accelerazione o velocità massima più elevata.

«Il CVT4EV espande la gamma di possibilità per i veicoli elettrici” ha constatato Gert-Jan van Spijk, responsabile dell’ingegnerizzazione del CVT in Bosch. Inoltre, poiché la trasmissione regola continuamente il rapporto senza perdita di trazione, la facilità di guida, tipica dei veicoli elettrici, viene mantenuta. Bosch ha contribuito con la propria esperienza nei sistemi e con diversi componenti a completare le soluzioni CVT offerte dai produttori specializzati in trasmissioni.
La variazione continua delle marce del CVT4EV offre il miglior equilibrio possibile di efficienza e performance. Il sistema può controllare liberamente la velocità e la coppia del motore elettrico. Alle basse velocità, una marcia più bassa migliora l’accelerazione e la manovrabilità in salita. Una marcia più alta aumenta l’efficienza alle velocità superiori, oltre che aumentare la velocità massima. Inoltre, fornisce più coppia durante il traino e la guida off-road, pur consumando meno energia. Specialmente alle velocità costanti, il CVT4EV riduce la richiesta di energia del veicolo. 

Più equilibio fra consumi e prestazioni

«I costruttori di veicoli elettrici possono quindi trovare l’equilibrio ottimale tra la capacità e l’autonomia della batteria» conclude Bosch.La soluzione comprende un modulo CVT4EV, un inverter, un motore elettrico e una trasmissione su asse con rapporto adattato al veicolo. Secondo Bosch risulta idonea a una varietà di applicazioni dalle auto di media grandezza alle auto sportive fino ai veicoli commerciali leggeri.
CVT4EV bosch

Il sistema CVT4EV di Bosch montato sulla Golf elettrica

Guida personalizzata con CVT4EV Bosch

I programmi software personalizzati spesso riescono ad adattare la catena cinematica alla rispettiva area di applicazione. Di conseguenza sono necessarie meno varianti hardware. Questo consente di ridurre costi di sviluppo e produzione. L’uso della CVT4EV permette inoltre diverse modalità di guida per diversi tipi di veicolo e consente alle case automobilistiche di distinguersi dalla concorrenza offrendo la gestione tipica del loro brand in tutti i segmenti di veicoli. Quindi gli utenti finali avranno l’esperienza di guida che associano al rispettivo marchio.

Rispetto ad altre soluzioni di cambio a variazione continua per veicoli elettrici, spiega Bosch, il CVT4EV offre un maggiore aumento della coppia e della velocità motore disponibile per le ruote. Assicura, inoltre, un cambio marcia fluido senza sobbalzi, una caratteristica irrinunciabile per i veicoli elettrici. Infine, la diffusione più ampia del CVT riduce la velocità del motore elettrico e rende l’esperienza di guida ancora più fluida e silenziosa.

Il concept del CVT4EV con numerosi componenti Bosch è stato sviluppato da Bosch Transmission Technology B.V., consociata olandese di Bosch. Con sede a Tilburg, l’azienda è leader nello sviluppo e produzione in serie di cinghie di spinta per CVT. Le soluzioni complete CVT4EV sono disponibili tramite fornitori di soluzioni specializzati in trasmissioni.

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9 COMMENTI

  1. Ottimo.Fatemi sapere quale tedesca montera’ sta’ porcheria che la evito come la peste bubbonica. Sembra un modo per far rientrare dalla finestra roba che era uscita dalla porta. Il vantaggio EV e’ nella nulla manutenzione.. mo ci mettono un cambio CVT con la sua bella cinghia da cambiare ogni X alla modica cifra di Xmila euro.

  2. Un cambio nel elettrica ha senso solo per ridurre il regime di rotazione del motore e consumare meno energia visto che potenza e coppia non mancano.

  3. Solitamente il problema dei CVT è quello di sostenere coppie elevate ,infatti nel tempo si è passato dalle cinghie in gomma a quelle metalliche .
    Probabilmente avrà un senso su macchine piccole con poca coppia , dubito su motori potenti .

  4. Se è un CVT classico con cinghia ha un assorbimento di energia non indifferente.
    Ne avranno tenuto conto nel calcolo del risparmio energetico?
    Se invece fosse un eCVT come quello di Toyota (che utilizza un cinematismo epicicloidale) le cose sarebbero già diverse.

  5. Io ho avuto una audi6 con cambio continuo, molto meglio dell’ normale cambio automatico normale. Su un’elettrica? Ho dei dubbi, visto che per la mia audi dopo 130.000 si parlava di sostituzione al prezzo di 2.000€. E poi quel 4 per cento lo guadagno anche ne normale uso? Diciamo che la penso come Walter con in più la triste esperienza del cambio audi. Come diceva Ford, ” quello che non c’è non si rompe”

    • Solo se il confronto lo fai con un robotizzato a singola frizione. Con un doppia frizione, soprattutto in modalità sport con cambi inferiori al decimo di secondo, non c’è proprio paragone, stravince sui cvt (scritto da uno che li ha avuti tutti e 3: cvt, robotizzato a singola frizione e robotizzato a doppia frizione).

  6. La curva di potenza di un motore elettrico e’ molto piu’ uniforme, anche a basse rotazioni, di quella di un motore termico.
    Eliminare componenti, e quindi ridurre costi d’entrata e di manutenzione, mi sembra un vantaggio significativo.
    Questo 4% vale la pena? Non so. Magari in casi specifici, tipo autobus elettrici, o furgoni per traspoto merci. Difficile dirlo.

    • Concordo con te. Inoltre l’aumento delle prestazioni è “fino al 4%”. Quali prestazioni si avvantaggerebbero? Velocità massima? Accelerazione? Consumi? Ripresa? Ognuna di queste voci che benefici ha?

      In compenso si ha un aumento della massa (con tutti i danni associati), un maggior costo iniziale, maggiore manutenzione e, temo, un “rallentamento” non gradevole in corrispondenza della variazione del cvt, perdendo la fluidità tipica dell’elettrico.

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