Ecco come il Giappone ha reso davvero divertenti le corse elettriche

Giappone corse elettriche



Mentre la Formula E continua a inseguire il grande pubblico, con monoposto sempre più sofisticate e investimenti importanti, un piccolo campionato giapponese sembra aver trovato una strada più semplice – e forse più efficace – per rendere il motorsport elettrico davvero spettacolare.

La serie si chiama Japan Electric Vehicle Race Association (JEVRA) ed è nata nel 2010 con l’obiettivo di promuovere i veicoli elettrici nel contesto della transizione energetica. Ogni anno organizza il campionato All Japan EV-GP, kermesse che punta su auto quasi di serie, gare brevi e un’atmosfera completamente fuori dagli schemi.

Il risultato sorprende: i video delle gare stanno iniziando a conquistare gli appassionati anche fuori dal Paese, soprattutto chi si è stancato delle competizioni elettriche troppo artificiali.

Giappone corse elettriche
Una gara dell’All Japan EV-GP 2026

Spettacolo e accessibilità

A differenza della Formula E e delle sue monoposto futuristiche, la filosofia della JEVRA ricorda le competizioni di una volta: si prende un’auto stradale, si applicano i numeri sulle portiere e si va in pista.

La griglia mette insieme modelli molto diversi tra loro: Tesla Model S Plaid, Tesla Model 3 Performance, Hyundai Ioniq 5 N, BMW i3, Honda e e Mazda MX-30.

Molte vetture sembrano praticamente originali, con tanto di interni completi. Un’autenticità che contrasta con il livello di esasperazione tecnica di gran parte del motorsport moderno. Le auto sono suddivise in categorie in base alla potenza, da meno di 150 kW fino a oltre 400 kW.

Il campionato accetta anche modelli elettrificati con range extender come la BMW i3 REx o la Mazda MX-30 R-EV. Una scelta pragmatica che privilegia spettacolo e accessibilità più che il purismo tecnologico.

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Gare calibrate sui “limiti” dell’elettrico

La JEVRA affronta in modo molto ‘concreto’ anche i limiti attuali delle auto elettriche. Le gare sono infatti relativamente brevi, su distanze medie che si aggirano intorno ai 60 km.

Le elettriche si danno battaglia su diversi circuiti nazionali, alcuni molto conosciuti come Fuji, Tsukuba e Motegi.

Il formato evita poi appositamente strategie energetiche troppo complicate e difficili da seguire per il pubblico. Qui niente ricariche spettacolari o tatticismi esasperati: i piloti spingono praticamente dal primo all’ultimo giro.

In definitiva si tratta di una formula che ricorda per certi versi il rallycross o alcune competizioni sprint cittadine, dove il ritmo conta più della durata. Nel caso della JEVRA, il risultato funziona sorprendentemente bene anche perché le differenze tra le vetture restano facilmente comprensibili per gli spettatori.

Atmosfera… da videogioco

Ma ciò che rende davvero affascinante questa serie è soprattutto l’atmosfera.

I video ufficiali sono accompagnati da una colonna sonora jazz lounge che ricorda i videogiochi giapponesi degli anni ’90 o l’ambiente rilassato di un jazz café di Tokyo. Una scelta totalmente fuori dagli standard del motorsport, ma che finisce quasi per compensare l’assenza del classico rombo dei motori.

A questo si aggiungono commentatori giapponesi iper-energici e un montaggio molto dinamico. Il risultato è sorprendentemente coinvolgente nonostante il relativo silenzio delle vetture.

Giappone corse elettriche

Una possibile ispirazione

Questa tipologia di approccio al motorsport a zero emissioni potrebbe diventare interessante anche fuori dai confini giapponesi. Con l’arrivo di nuove compatte sportive elettriche, vedere auto molto vicine alla produzione di serie sfidarsi in pista potrebbe risultare più coinvolgente rispetto a prototipi estremamente specializzati. Alcuni tentativi simili in realtà ci sono già stati, come il progetto Electric GT, senza però riuscire davvero a decollare. La differenza, nel caso giapponese, è forse proprio questa: non cercare di reinventare completamente il motorsport, ma recuperare ciò che rendeva certe gare così appassionanti.

  • LEGGI anche: “MG al contrattacco: entro un anno l’intera gamma tutta nuova” e guarda il VIDEO

Visualizza commenti (2)
  1. Le gare in EV possono essere belle basta fare quello che il pubblico vuole vedere;guardatevi Nobuhiro “Monster” Tajima alla pikes peak 2013: Tajima broke the 10-minute barrier with an electric vehicle, winning the EV class with a time of 9:46.530.2014: He improved his electric record to 9:43.90,.2015: Driving the Tajima Rimac E-Runner Concept_One, he achieved a 9:32.401, finishing 2nd overall.

  2. In Europa avevamo l’ETCR, l’Electric Touring Car Racing, l’hanno fatto solo nel 2021, parteciparono Cupra e Hyundai in versione ufficiale, e Romeo Ferraris che preparò una Giulia elettrica per l’occasione. Il Powertrain era lo stesso per tutte, il che rendeva lo sviluppo piuttosto semplice, anche per preparatori privati. Purtroppo non ebbe grande seguito… Ma la Giulia era uno spettacolo!!!

  3. È bastato un secondo e il filmato mi ha trasportato negli anni in cui avevo il joypad in mano a giocare a Gran Turismo

  4. “The Fast and the Furious: Tokyo Drift ” colpisce ancora !!

    A parte il confronto troppo impari tra vetture definite “di serie” (e chi lo certifica? ci sono SW in blockchain a bordo? ) mi sembra un buffo campionato per divertirsi tra amici del bar poco sobri ma con pista a disposizione… e per fortuna in pista !! non come da noi per le strade tra gente inerme ed indifesa anche dalle istituzioni preposte.

    1. // vetture definite “di serie” (e chi lo certifica? ci sono SW in blockchain a bordo? ) \\
      Se non sbaglio intendono fedeltá all’originale dal punto di vista estetico (interni e altro).. Altrimenti per un eventuale controllo delle prestazioni si possono mettere le auto sui rulli prima della gara.

  5. Luigi Mongardi

    Da appassionato di motosport mi sembra una idea interessante, costi bassi e macchine e di serie. Ma come per la Formula E e Moto E sara’ difficile riuscire a diffondere queste gare. Nel filmato proposto partono 12 Auto eterogene e 7 prenderanno il giro anche parecchie volte. Una mezzoretta ai 150 di media e’ una bel dato ma per le prime ma per le altre doppiate prestazioni molto molto inferiori. Manca la competizione, occorre un campo partenti di almeno 18-22 concorrenti che e’ lo standard delle gare attuali e la durata non puo’ andare oltre la mezza ora l’endurance non e’ ancora alla portata ma lo sara’ in futuro. La bassa velocita di punta media 150 Km/h come si vede nel video non da l’idea dell’agonismo che ci si aspetta da gare automobilistiche. Come per le auto elettriche da strada piano piano si passera’ a gare sempre piu’ interessanti… tra qualche anno!

    1. Alessandro D.

      Si, in effetti la velocità è un po’ imbarazzante, vedere che sui PAD sono lanciati a ben 175 all’ora fa sorridere. Però è la meno difficile delle cose da sistemare.

  6. Alessandro D.

    BELLISSIMO!!!!

    Scie, sportellate, scodate, derapate, il corpo della vettura che si muove a dar sensazione di dinamismo… la Honda E che arranca dietro è tenerissima (ma ha la sua categoria ovviamente)

    Si può migliorare e pure tanto, ma il fascino delle “derivate” è un evergreen che vince sempre.
    Ora servono le categorie ufficiali, senza categorie non si corre davvero, bisogna che la FIA si inventi delle categorie per ste automobili elettriche così le case all’interno delle categorie possono fare sviluppo e farsi davvero una concorenza in pista.
    Altrimenti assisteremo sempre a tanti piccoli monomarca, qualcuno più avvincente come questo e qualcuno quasi pietoso come la Formula E.
    Questo Japan EV nella sua semplicità lo trovo azzeccatissimo.

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