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E-bike all’università: Macerata, dopo Camerino, pensa a una flotta

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la prima ciclostazione universitaria a Camerino

E-bike all’università: Macerata pensa a una flotta da mettere gratis a disposizione di studenti e docenti nello spostamento tra i vari dipartimenti. Parola del rettore John McCourt che guarda al futuro anche della mobilità green dell’ultimo miglio.

Non è un caso che il rettore McCourt, insediatosi da pochi mesi nell’ateneo marchigiano, abbia scelto di parlare del parco e-bike nel messaggio di auguri di Natale. Un messaggio che rappresenta infatti un discorso programmatico per il futuro prossimo di un’università che vuole guardare avanti. E inserirsi nel tessuto europeo, come lo stesso rettore aveva detto di sé all’insediamento lo scorso novembre: “Un rettore europeo in un Ateneo europeo”.

E-bike all’università, Macerata dice sì

E non c’è nulla di più europeo che la sensibilità verso il taglio delle emissioni dei mezzi di trasporto. Macerata è una piccola città, tipica del territorio marchigiano, in cui i plessi adibiti all’attività universitaria si trovano dislocati in luoghi neppure troppo lontani. Ma con salite e discese che diventano aspre soprattutto se affrontate con borse e altri materiali utili alla didattica.

Macerata vuole muoversi in e-bike

Da qui la decisione del rettore John McCourt: « Vogliamo lanciare con il Comune un progetto per le e-bike con un parco bici che possa essere a disposizione per docenti e studenti, così da potersi spostare più facilmente da una struttura all’altra. Cercheremo di affrontare le tante problematiche che ci sottopongono gli studenti. La mancanza di collegamenti per raggiungere Macerata è nota. A questo si aggiunge il problema dei parcheggi». Con i posti macchina più disponibili a valle e le sedi universitarie nel centro città in alto. Perché non mettere a disposizione le e-bike per l’ultimo miglio? 

esempio di e-bike universitaria

E-bike all’università, Macerata come Camerino

L’idea lanciata dal rettore dublinese non suona peregrina in un territorio e in una regione in generale che sta facendo forti investimenti sulle ciclovie di diverso tipo. Inoltre non è la prima iniziativa che va verso una mobilità sostenibile e green presa da un ateneo marchigiano. Lo scorso anno infatti già Camerino aveva abbracciato la filosofia della e-bike. Grazie al lavoro del rettore Claudio Pettinari nel polo dedicato alle facoltà scientifiche erano arrivate 10 bici elettriche che compongono la ciclostazione del campus dell’Università di Camerino.

la prima ciclostazione universitaria a Camerino

Si tratta di un progetto che prevede all’interno del campus la presenza di una ciclostazione per e- bike a disposizione degli studenti universitari. Il progetto partito nella prima fese con un noleggio presso il campus universitario di 10 e-bike messe a disposizione in collaborazione con l’azienda di traporto locale Contram. Per poi passare alla messa in servizio di una ulteriore ciclostazione, realizzata da Unicam al campus, che operi mediante schede precaricate, con prelievo e riconsegna effettuati autonomamente da parte dei ragazzi. 

Una regione che punta sulla pedalata

Ma questo step non è che il primo di una rete di ciclostazioni che, posizionate nei punti più frequentati dagli studenti, garantiscano la possibilità di muoversi all’interno delle aree universitarie e dell’intera città. Anche questo un modo di fare rete e che avvicina istruzione umanistica a Macerata e scientifica a Camerino. Due mondi che dunque convergono sull’idea che una bici a pedalata assistita possa essere un passo avanti nella coscienza ecologica della futura classe dirigente in formazione.

Camerino aprifila della pedalata assistita

Senza dimenticare che le due città universitarie rientrano nella mappa di un progetto più ampio. Ovvero la ciclovia del Chienti e del Potenza di circa 340 km che attraversa le  province di Macerata e Ancona. Con 16 comuni attraversati e dotati di ciclostazioni e indicazioni lungo le principali vallate fluviali del fiume Chienti e del Potenza.

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