È sempre Leapmotor T03: anche in maggio sono oltre 4 mila le citycar del marchio cinese vendute. Quora delle auto elettriche all’8,5%.
È sempre Leapmotor T03: 19 mila auto vendute nel 2026

Per la precisione le T03 consegnate ai clienti sono state 4.250, su un ttole di 13.305 elettriche immatricolate. Se a queste sommiamo le 262 unità vendute dalla B10, l’altra Leapmotor, si constata che il marchio cinese importato da Stellantis copre ben più di un terzo del mercato. Al secondo posto, dopo la T03, c’è un altro modello made in Cina, la Dacia Spring (a quota 1.447), seguita dalla Tesla Model Y (537).
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Maggio era il penultimo mese utile per consegnare le auto acquistate coon gli incentivi del 2025. Da luglio in poi, quindi, rederemo quanto ha pesato il bonus statale nel successo della T03, che è già a 19 mila unità vendute in Italia nel 2026. Su un totale di 64.720 elettriche immatricolate nei primi 5 mesi dell’anno. I marchi cinesi stanno comunque dominando nella classifica delle EV più vendute: ce ne sono 4 nelle prime dieci. Da segnalare l’ingresso nella Top Ten della nuova Renault Twingo, con 293 pezzi consegnati.
Si vendo ancora più ibride plug-in che elettriche

Anche i dati di maggio confermano che in Italia, un’eccezione in Europa, si vendono più ibride plug-in che elettriche. Di queste ultime se ne sono vendute 15.433, con una quota di mercato che supera il 10%, per la precisione il 10,2% (tabella qui sopra). Mentre continua il boom delle ibride, leader del mercato anche in maggio con il 47,1% di share (50,4% nei primi 5 mesi). Con un 16,0% per le “full” hybrid e 31,1% per le “mild” hybrid.Le auto a benzina scendono invece al 20,4% di quota e ancora peggio fa il diesel , sceso al 6,6% in maggio e al 6,8% nei 5 mesi. Male anche le auto a Gpl, ormai al 6,9% di quota, mentre il metano è sparito dalla circolazione nelle vendite.
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C’è da pensare che le plugin vendute saranno prossime BEV…data la scarsa autonomia elettrica offerta, comunque faranno da “palestra” per capire il rapporto tra velocità e consumo kWh, procedure di ricarica ed uso dell’ App per programmare ricarica o climatizzazione… E magari scoprire quante colonnine “nascoste” alla nostra attenzione ci sono in giro…
Damiano, Sinceramente stavolta non concordo molto con la tua analisi, a mio avviso la maggioranza delle pulgin non derivano da una scelta personale bensì dalla scelta aziendale per poter aver maggiori detrazioni che attualmente penalizza pesantemente le ICE, sappiamo benissimo che queste auto quando va bene a batteria vanno con quella di chi può ricarirle a casa propria non certo con l’energia elettrica delle colonnine DC e men che meno da quelle autostradali (i professionisti che le usano per lavoro non si fermano certo le mezz’ore per ricaricare in modo da risparmiare nel migliore dei casi qualche euro, io ho avuto auto aziendali per 30 anni e ti posso garantire che il risparmio in ricarica se anche ci fosse non pareggia il tempo perso per il business … o per la famiglia che spesso con gli orari che si facevano la si vedeva gran poco). Probabilmente quando saranno sostituite con auto nuove queste saranno ancora delle plugin.
ciao Antonio
le aziende italiane son prevalentemente medio piccole e poche pure quelle che hanno flotte aziendali a noleggio, rispetto al “circolante”, quindi dubito che chi acquista veicoli per lavoro possa prendere in considerazione a lungo motori a gasolio (per crescenti problemi nel reperire carburante e a costi crescenti, non ultimo quello manutentivo); metano e GPL non son mai entrate nel mirino dei noleggiatori (quando ero nei reparti consegne/flotte… non mi capitavano praticamente mai.. neppure nei tempi “d’oro” ante-guerra/COVID).
Le plug-in di prima generazione arriveranno a breve a mostrare i limiti delle piccole batterie (hai letto su “evclinic” il giudizio impietoso?) e quelle con batteria molto maggiorata alla fine son “quasi-BEV”… Quindi tanto vale una e-REV, sui cui stanno lavorando tanti marchi.. giusto per fornire un “aiuto d’emergenza”.
Molte tipologie di lavoro stanno cambiando… pure i “commessi viaggiatori / rappresentanti” difficilmente in futuro avranno da spostarsi su distanze medio-lunghe in auto (troppo costoso nell’era delle comunicazioni telematiche, riunioni in TEAMS, etc… ) ed è probabile che serviranno invece moderne “auto-ufficio” con servizi telematici evoluti a bordo e funzioni “segreteria”, come prediligono i clienti cinesi rispetto alle “carrozze a motore” fin qui prodotte da noi europei (in Cina ormai le chiamano le “auto dei nonni”).
Per le famiglie ciò che conta realmente è “quanto costa”… anche se ai più sfugge come calcolare correttamente un T.C.O. : tanti guardano la famosa rivista “Quattror****” ma quasi nessuno guarda le tabelle costo/km nei listini. Con l’aumento attuale e futuro dei rifornimenti ci saranno sempre più persone che valuteranno il passaggio all’elettrico (tutti coloro che hanno magari situazioni “comode” ben note… ma sono tanti pure in Italia). Nelle zone ove mi sposto io le NEV cinesi stanno diventando quasi “normali” già adesso (con i loro “super-ibridi”) ma ancora non hanno affatto spinto, per noti motivi, sulle BEV… Quando arriveranno le “cinesi made in Europe” cambierà rapidamente la quota di vendita visto che il “pareggio” sarà a portata di tantissimi.. a maggior ragione per quella stragrande maggioranza che in Europa ed in Italia non fa più di 60km/giorno e non necessita di ricariche continue (al massimo 1 / settimana quando fa la spesa, visto che tutti i centri commerciali si stanno attrezzando di numerosi punti ricarica).
Il futuro è davvero elettrizzante se si guarda quanto velocemente si evolvono i componenti principali di una BEV (motori, OBC e .. batterie: https://carnewschina.com/2026/06/03/catl-sets-sights-on-lithium-air-technology-with-theoretical-gasoline-level-12000-wh-kg-energy-density/ )