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È in ritardo la Fiat o troppo in anticipo gli altri?

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Mike Manley con Hohn Elkann al Salone di Ginevra (foto La Presse - FCA Emea Newsroom).

 

È in ritardo la Fiat o troppo in anticipo gli altri che si sono buttati sull’elettrico? La domanda la pone lo stesso numero uno del gruppo FCA, Mike Manley. 

Le parole del grande capo Manley a ‘Quattroruote’

Queste sono le parole dette dal manager inglese al direttore di Quattroruote, Gianluca Pellegrini: <Oggi sul mercato europeo ci sono 50 modelli elettrici o plug-in, che rappresentano il 2% delle vendite. La verità è che, anche se altri costruttori hanno più prodotti a batterie di noi, la gente ancora non li compra. A questo punto mi chiedo: siamo noi a essere in ritardo o sono gli altri ad essere in anticipo?>.  La risposta più ovvia è che non basta arrivare prima, bisogna anche arrivare bene. I cimiteri sono pieni di modelli che, anticipando troppo i tempi, si sono avviati a morte prematura. Uno dei più famosi è proprio un’auto elettrica, quella General Motors EV1 a cui nel 2006 è stato dedicato addirittura un film, Who killed the electric car?” (guarda). Ma a questo punto sorge un’altra domanda: quando sarà il momento giusto? O, forse, è ora il momento giusto?

Arrivare nel 2020 non è tardi, ma…

La 500e prima serie, in vendita solo negli Stati Uniti dal 2013.

La Fiat lanciando la nuova 500e nel 2020 non arriva tardi e tutto sommato conferma la sua vecchia tattica di muoversi come fast follower. Ovvero colui che non rischia in proprio di battere strade nuove, ma cerca di accodarsi velocemente quando qualcun altro ha aperto un percorso promettente. Al momento sembra avere scelto di inserirsi in due fasce di prodotto ben precise: le citycar, appunto, e le auto sportive con la Maserati Alfieri. Due segmenti in cui il fascino dei marchi (anche della 500, sissignore) può giustificare il gap di prezzo di cui le auto elettriche ancora soffrono. Ma forse la storia dell’auto sta correndo più veloce di quanto FCA-Fiat abbia messo in conto. Quando ancora al timone c’era Sergio Marchionne, il gruppo italo-americano ha rifiutato a lungo, in modo anche sprezzante, l’opzione elettrica. Ma lo stesso boss, nel suo ultimo atto come capo-azienda, aveva poi vergato un piano industriale che prendeva atto dell’ineluttabilità della svolta.

I  tedeschi non hanno dubbi: il futuro è elettrico

Da allora non è passato neppure un anno, ma sembra un secolo. E non sarà un caso se più di tutte è stata l’industria tedesca ad accelerare la conversione alle auto a batterie. Il patto siglato tra Gruppo Volkswagen, Daimler Mercedes e BMW-Mini (guarda)  non lascia spazio a molti dubbi. E rischia di condizionare in modo decisivo non solo normative e investimenti europei sulla ricerca nel decennio a venire. Ma anche, e questo è ancora più importante, può mettere in moto una macchina di persuasione in grado di convincere anche i clienti più scettici che è l’elettrico la strada da percorrere.

La 500 originale, del 1957, esposta al Moma di New Yok (foto Newsroom FCA Emea).

Che cosa deve avere la nuova 500e

Certo, essere grandi non significa essere infallibili e anche i big del made in Germany hanno preso le loro cantonate.  Ma qui non parliamo di un modello sbagliato, parliamo di una scelta che implica investimenti per decine di miliardi di euro. Forse gli altri si sono mossi troppo presto. Ma abbiamo la sensazione che un “wait and see”, (“aspetta e osserva”) un po’ troppo prolungato questa volta potrebbe costare un ritardo poi impossibile da colmare. Il tempo del wait, secondo noi è scaduto da un pezzo. E la Fiat dovrà dimostrare di sapere come far tornare un’equazione che finora non è riuscita a nessuno. Ovvero: fare una piccola elettrica bella, con una discreta autonomia e un prezzo accessibile. E che per di più, alla bisogna, si ricarichi in fretta. Se ci riuscirà, come ci riuscì ai suoi tempi la prima 500 del 1957, sarà un successo. E potrebbe diventare l’auto ufficiale degli innumerevoli car-sharing che stanno fiorendo in giro per le città di tutto il mondo. Poi servirà una gamma, al di là della 500. Ma questo è un altro discorso.

— Leggi anche: la 500e nascerà a Mirafiori, come la vorreste? E qui: la 500e costerà circa 24 mila euro.

2 COMMENTI

  1. Energy saving.
    Non si devono bruciare calorie per replicare.
    Aiuta la battaglia contro il global warming.

  2. Sicuramente non aiuta nel non aver inserito in listino un modello ibrido benzina elettrico. Per una fiat 500 tutta elettrica forse i tempi erano giusti come per una 500x e Tipo benzina elettrico. Continuare a propinare diesel allo stesso prezzo delle auto ibride è pura follia.

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