Home Alla ricarica E GAP, la ricarica “volante” parte da Milano

E GAP, la ricarica “volante” parte da Milano

0
CONDIVIDI

Arriva E GAP, il primo servizio in Europa di ricarica mobile on demand per auto elettriche. Pensato come emergenza per chi resta “a secco” di elettricità o come comodità per chi vuol togliersi di testa il pensiero della ricarica, cioè la cosiddetta “range anxiety”, debutterà con un progetto pilota a Milano entro fine anno per approdare poi a Oxford, Parigi e in altre 8 metropoli europee (Roma, Berlino, Londra, Stoccarda, Madrid, Amsterdam, Utrecht e Mosca).


Il servizio è stato presentato oggi, all’Unicredit Pavillon di Milano, dall’ideatore e presidente Eugenio de Blasio, manager con un passato nell’Ict e nelle energie rinnovabili, e lui stesso entusiasta guidatore di EV. «Finora _ ha detto _ il sistema della mobilità sostenibile è stato progettato dai produttori di veicoli o dai gestori del servizio elettrico. Io ho cercato di ripensarlo in funzione delle necessità d’uso dei normali clienti, partendo proprio dalla mia esperienza».

Eugenio de Blasio

Ecco così l’idea di un “pronto soccorso” mobile, attivabile via App, che in 30 minuti arriva sul posto, ti ricarica l’auto, eventualmente la lava, controlla la pressione delle gomme, cambia le spazzole del tergicristallo e te la riconsegna pronta a ripartire nel giro di un’altra mezz’oretta. Nel frattempo, sempre a richiesta, fornisce un monopattino elettrico di cortesia (Ninebot by Segway). Tutto questo all’interno dell’area metropolitana milanese, Linate e Malpensa comprese, dove E GAP mette in campo 2 veicoli per le emergenze e altri 10 per una seconda tipologia di servizio, cioè quello “programmato”.

Il Ninebot Segway griffato E GAP

In questo caso l’arrivo della squadra di ricarica viene prenotato in anticipo, e il servizio  erogato direttamente nel luogo in cui il proprietario dell’auto ha necessità di recarsi per svago o per lavoro. O a domicilio. Può essere effettuato anche in sua assenza se l’auto è dotata di una Green Box che, collegata al centro operativo di E GAP, permette il monitoraggio da remoto dei livelli di carica delle batterie e l’accesso all’auto. E GAP si propone anche come partner per società di car e scooter sharing, il cui principale problema è la gestione delle ricariche per le auto abbandonate a distanza dai punti di raccolta e dalle colonnine.

I mezzi utilizzati da E GAP sono costruiti dall’azienda specializzata padovana Alké ed equipaggiati con un pacco batterie progettato interamente in Italia dal team di E GAP (una settantina di professionisti) che consente la ricarica Quick (22 kW) o Fast (50 kW), quest’ultima in grado di ripristinare l’80% del “pieno” in circa mezz’ora.

Le tariffe, ha spiegato de Blasio, possono essere dal 30 al 50% superiori rispetto a quelle degli impianti di ricarica fissi, a seconda della tipologia di servizio richiesto; o addirittura in abbonamento. In questo caso E GAP arriva a farsi carico della gestione delle ricariche in modalità propositiva. Il servizio è “scalabile”: “Partiamo a Milano con questa dotazione di automezzi, tarata sull’attuale diffusione di veicoli elettrici _ ha aggiunto de Blasio _ ma siamo pronti ad aggiungerne fino a 50 via via che la richiesta aumenterà; in prospettiva prendiamo anche in considerazione la possibilità di estendere il servizio a tutta la provincia, collegandoci con le reti di pronto intervento». Intanto la società ha già investito 5 milioni di euro nell’allestimento dei primi mezzi e altri 60 ne investirà entro il prossimo anno per implementare il servizio anche in altre città. I finanziatori sono i soci fondatori (oltre a de Blasio, attualmente azionista di riferimento e Managing Partner del gruppo Green Arrow Capital, Daniele Camponeschi, ex CIO di Independent Power Producers, Alessandro Di Michele, ex CFO di Borsa Italiana e la società di consulenza hi tech Metasystem. In prospettiva la società sarà aperta ad investitori istituzionali e partner tecnologici. I veicoli di E-GAP, infatti, si prestano anche a diventare un innovativo strumento di comunicazione per attuare strategie di green marketing, attraverso advertising e co-branding sui mezzi che circoleranno in città.

Da sinistra Daniele Camponeschi, Eugenio de Blasio e Alessandro Di Michele, fondatori di E GAP

Alla presentazione, moderata dalla giornalista Annalisa Bruchi, sono intervenuti Marco Granelli, Assessore alla Mobilità e Ambiente del Comune di Milano, in rappresentanza delle istituzioni locali, e due esperti del settore: Alessandro Marangoni, CEO di Althesys Strategy Consulting e Vittorio Chiesa, Direttore Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, che hanno proposto un approfondimento sullo scenario della mobilità elettrica a livello nazionale ed europeo. Secondo gli studi dell’Energy&Strategy Group, ha detto il professor Chiesa, nel 2017 il mercato dell’elettrico ha superato per la prima volta il milione di auto vendute, con la Cina primo player mondiale (600mila auto), che ha ormai raddoppiato i numeri dell’Europa (300mila veicoli). Seguono gli Stati Uniti, con 200mila auto elettriche in commercio nel 2017, e il Giappone, con +155% di mezzi venduti rispetto al 2016 per un totale di 56mila veicoli. Le stime sul futuro sono di forte crescita e portano a 2 milioni le nuove auto in commercio a livello globale al termine del 2018. Anche nel nostro Paese, le previsioni sul futuro dell’elettrico segnalano un vero boom imminente: entro il 2030 i veicoli elettrici saranno tra i 2 e i 5 milioni dagli attuali 10.000, complici il calo dei prezzi e lo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica sul territorio.

Proprio il costo dei veicoli e l’ ancora modesta diffusione delle colonnine di rifornimento, oltre che i tempi di ricarica troppo lunghi, sono gli aspetti che ad oggi costituiscono le principali barriere per il settore, come ha spiegato il prof. Marangoni. D’altro lato, l’e-mobile consente numerosi benefici per il consumatore: se si guarda al rapporto fra costo di ricarica e chilometri percorsi, infatti, le auto elettriche sono più convenienti di quelle a benzina, presentano minori costi di manutenzione, permettono di parcheggiare gratuitamente e di accedere liberamente alle zone a traffico limitato. La vera sfida, sottolinea Marangoni, consiste quindi nel coniugare le esigenze del consumatore e la disponibilità tecnologica: è fondamentale garantire un sistema di infrastrutture solido e adeguato, non solo in termini di diffusione sul territorio, ma anche di servizi complementari alle colonnine per diverse esigenze di ricarica. La crescita della domanda di energia genera inoltre una nuova sfida, collegata alla gestione dei picchi di potenza, poiché ricariche rapide implicano maggiore potenza impegnata per tempi più brevi.

“E-GAP, fornendo un sistema di infrastrutture intelligenti per la ricarica di veicoli elettrici, gestiti con avanzate tecnologie informatiche per il controllo e la gestione remota, si propone come operatore in grado di supportare questa evoluzione, senza peraltro mettersi in concorrenza con le infrastrutture di ricarica tradizionali e domestiche, ma integrandosi con esse” ha concluso Eugenio de Blasio.

Per ogni auto elettrica in circolazione che sostituisce un’auto tradizionale, si ottiene un risparmio fino a 2 tonnellate di CO2 all’anno. Secondo i dati dell’Energy&Strategy Group del Politecnico di Milano, nel 2020 l’Europa triplicherà il numero attuale di auto elettriche in produzione (ad oggi sono circa 20 modelli) con l’ingresso sul mercato di nuove case automobilistiche. In Italia i veicoli elettrici nel 2017 hanno segnato un +40% rispetto all’anno precedente, con 2.000 nuove immatricolazioni. Nonostante ad oggi nel nostro Paese, l’ibrido e l’elettrico insieme rappresentino soltanto il 3,5% del parco circolante, le stime sul futuro dell’elettrico segnalano un vero boom imminente: entro il 2030 i veicoli elettrici toccheranno quota 5 milioni (dagli attuali 10.000), complici il calo dei prezzi e lo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica sul territorio. Secondo il recente Rapporto Ambrosetti, inoltre, si potrebbe attivare un fatturato cumulato compreso da 24 a 100 miliardi di Euro al 2025 e da 68 a 303 miliardi di Euro al 2030.