E-bus sopra il 40%, con ibridi e idrogeno superano i diesel

E-bus superano i diesel


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Il boom degli autobus elettrici continua e anche giugno conferma il passo veloce degli e‑bus. Secondo i dati diffusi da Anfia, nel confronto tra il primo semestre 2025 e quello del 2026 si passa da 401 a 1.667 immatricolazioni di veicoli a batteria, un balzo del 315,7% che fotografa la fase di espansione del segmento. È un risultato importante, ma resta da capire se la tendenza potrà mantenersi quando si esauriranno le ultime consegne legate al Pnrr, che oggi rappresentano la spinta principale del mercato. Sul fronte autocarri, invece, il quadro è opposto: il segmento registra un vero e proprio crollo, passando da 376 immatricolazioni nel primo semestre 2025 alle 192 dello stesso periodo del 2026, con una flessione del 48,9%. Una frenata così brusca preoccupa la filiera e spinge Anfia a chiedere di accelerare l’utilizzo dei 590 milioni del fondo per l’autotrasporto.

La svolta: elettrici e (pochi) ibridi superano i diesel

Il mercato degli autobus con massa superiore a 3.500 kg chiude giugno 2026 con 881 nuove immatricolazioni, un risultato che segna un incremento del 124,2% rispetto allo stesso mese del 2025. La crescita è trainata soprattutto dai mezzi destinati al trasporto pubblico locale, che nel sesto mese dell’anno registrano un aumento a tripla cifra (+253,6%), mentre i minibus mostrano un andamento positivo con un +54,9%. Rimangono invece in territorio negativo gli autobus e midibus turistici, che scendono del 13,3%, e gli scuolabus, in calo del 6,1%.

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Nel primo semestre dell’anno il mercato raggiunge complessivamente 3.978 immatricolazioni, pari a una crescita del 52,1% rispetto al periodo gennaio‑giugno 2025.

 

E-bus superano i diesel
125 autobus elettrici a Palermo

Il bilancio semestrale è positivo per tutti i comparti: gli autobus adibiti al TPL aumentano dell’87,4%, i minibus del 19,2% e gli autobus turistici del 19,1%, mentre gli scuolabus mantengono una variazione nulla, confermando lo stesso volume del 2025.

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La ripartizione per alimentazione mostra un forte cambio rispetto al passato termico. Secondo i numeri di Afia: La quota degli autobus a gas scende all’8,9% (era 21,6% nel 2025), mentre elettrici e ibridi raggiungono il 43,8% (23,4% nel 2025). Un raddoppio e come si legge nei dati sotto se si sommano gli ibridi i veicoli elettrificati superano quelli diesel. Aggiungendo anche i mezzi ad idrogeno il sorpasso è evidente. Crollo del metano e il Gnl resta super marginale.

Immatricolazioni per alimentazione

Elettrici: 1.667 unità (+315,7%)

Idrogeno: 179 unità (+2.457,1%)

Diesel: 1.675 unità (+17,1%)

Metano: 353 unità (-37,3%)

Ibridi gasolio/elettrico: 72 unità (-64,7%)

Ibridi metano/elettrico: 3 unità (-57,1%)

GNL: 1 unità (-66,7%)

Paolo Marini di Anfia: “Espansione legata al Pnrr”

Secondo Anfia, questi numeri riflettono una fase di espansione sostenuta dalle ultime consegne legate al Pnrr. Paolo Marini, presidente della sezione autobus dell’associazione, sottolinea come la crescita attuale sia destinata a ridimensionarsi in assenza di nuove risorse. Marini evidenzia inoltre la crescente pressione competitiva dei costruttori asiatici, che stanno conquistando quote di mercato sempre più rilevanti.

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Per questo ribadisce «la necessità di tutelare fin da subito la filiera industriale europea, senza attendere il 2029 e l’entrata in vigore dell’Industrial Accelerator Act, perché il rischio è quello di arrivare troppo tardi, con un contenuto “Made in EU” ormai marginale». Gli strumenti per valorizzare la produzione europea, afferma, «esistono già e dovrebbero essere applicati con maggiore convinzione dalle stazioni appaltanti, così da garantire condizioni di concorrenza eque e preservare il patrimonio industriale italiano ed europeo».

Tracollo autocarri elettrici, quota quasi dimezzata

Anche nel primo semestre il diesel domina, siamo a quasi 97 camion su 100 immatricolati. L’elettrico già marginale nel 2025  quasi si dimezza. Parlano i numeri: da 376 immatricolazioni nel primo semestre 2025 alle 192 dello stesso periodo del 2026, con una flessione del 48,9%. Manca il sostegno e si sente. A iniziare dagli incentivi per l’acquisto del mezzo pesante.

E-bus superano i diesel
Un camion elettrico Volvo. Il comparto autocarri elettrici procede lento

Si parla di transizione, ma non vengono forniti gli strumenti, come invece succede per il comparto autobus, per la decarbonizzazione della flotta nazionale.  Da Anfia sottolineano: «Si dia immediata attuazione al piano straordinario da 590 milioni  per il rinnovo del parco veicolare dell’autotrasporto, così da accelerare il necessario svecchiamento delle flotte».

tabella immatricolazioni autocarri
Forte calo delle immatricolazioni di camion elettrici nel 2026

 

Che fare? Iniziare a spendere i 590 milioni già stanziati

Luca Sra, delegato Anfia per il trasporto merci fa un riferimento alla sostenibilità. «La crescita delle immatricolazioni di autocarri registrata nel mese di giugno rappresenta un importante segnale di ripresa per un settore che è stato interessato da forti contrazioni nel 2025 – commenta Luca Sra, delegato Anfia per il trasporto merci – .Per questo motivo è imprescindibile l’attuazione di politiche pubbliche che supportino gli investimenti degli operatori del settore per una transizione ambientalmente, economicamente e socialmente sostenibile».

Si rinnova l’invito «a dare immediata attuazione al piano straordinario da 590 milioni per il rinnovo del parco veicolare dell’autotrasporto. A oltre sette mesi dal suo annuncio, accolto con favore da tutto il settore, il mancato avvio delle misure sta spingendo molte imprese a rinviare gli investimenti, con l’effetto di rallentare – anziché accelerare – il necessario rinnovamento delle flotte». Per riprendere il sociologo Raymond  Boudon: le azioni perverse dell’azione sociale o meglio della politica.  Bene il decreto ecobonus, ma anche qui: «È ora fondamentale rendere la misura operativa nel più breve tempo possibile, in coerenza con quanto richiesto per il piano dedicato all’autotrasporto».

  • LEGGI  anche: Autotorino: «L’auto elettrica non torna indietro, ora infrastrutture e fiducia» e guarda il VIDEO

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