Home Due ruote Le due ruote elettriche si prendono l’8% del mercato

Le due ruote elettriche si prendono l’8% del mercato

5
CONDIVIDI

L’auto elettrica arretra, le due ruote elettriche decollano. Le prime sono scese sotto il 4% di quota dell’intero mercato, le seconde hanno superato l’8%. Lo dice Confindustria ANCMA, segnalando che nel 2022 le vendite del comparto delle due ruote elettriche sono cresciute del 59%. Le immatricolazioni di ciclomotori, scooter, moto e quadricicli a impatto zero in Italia si fanno strada soprattutto nella mobilità urbana. Le vendite totali hanno raggiunto il record di 23.300 unità.

due ruote elettriche

Appena quattro anni fa erano poco più di 4.000. Oggi le immatricolazioni in Italia di ciclomotori, scooter, moto e quadricicli a zero emissioni hanno toccato quota 23.300. È forse questo il dato più impressionante che emerge dallo studio di Confindustria ANCMA sull’andamento del mercato delle due ruote elettriche e dei quadricicli.

Un comparto, quello elettrico, che ha chiuso il 2022 con un +59% nelle vendite globali di veicoli rispetto al 2021 e che oggi è arrivato a rappresentare circa l’8% dell’intero mercato motociclistico. Un incremento notevole, in brevissimo tempo.

Lo studio presentato a Milano da ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) ci racconta di un settore in salute e in continua evoluzione, che punta su numeri sempre crescenti per uscire da quella che finora è stata, di fatto, una nicchia.

Ok ciclomotori e scooter. Volano i quadricicli

Grazie anche alla spinta favorevole data dall’Ecobonus – in proporzione molto più generoso di quello riservato alle auto elettriche – e al ruolo centrale della mobilità sharing, il 2022 è stato un altro anno positivo per ogni segmento specifico del mondo delle due ruote alla spina.

In primis per ciclomotori e scooter, che si confermano la tipologia di EV più richiesti per la mobilità urbana. Le immatricolazioni annuali riportano infatti un +53,3% dei ciclomotori (5.904 mezzi messi in strada) e un +56,9% degli scooter (quasi 10.000 veicoli venduti).
Più contenuto invece – e si sapeva, visto il trend tenuto durante l’anno – il conteggio delle motociclette, che strappano anch’esse un + nelle vendite totali ma solo del 7,5%. Qui i prezzi mediamente alti dei veicoli e un certo “scetticismo” generale continuano ad avere un impatto frenante all’acquisto.

Importante sottolineare che a dare una decisa impennata ai numeri negli ultimi due anni ci hanno pensato anche i quadricicli leggeri, vale a dire le micro-car (con potenza sino a 4 kW) equiparabili ai ciclomotori. In questo particolare segmento – sempre più di tendenza tra i giovanissimi – c’è stato un vero boom di vendite nel 2022: +74,1%.

Anche il Sud Italia spinge sull’elettrico

La città si conferma territorio di conquista preferito della mobilità elettrica su due ruote. E non a caso sono proprio le tipologie di veicoli più prettamente “urbane” ad avere maggiore appeal tra i privati.
Grandi centri metropolitani come Milano e Roma (dove sono presenti anche diffusi sistemi di scooter sharing) si confermano quelli a più alta densità di veicoli elettrici. Ma buoni riscontri arrivano anche da città più piccole come Trento, Genova e Bergamo, che hanno aumentato esponenzialmente la loro “potenzialità” elettrica negli ultimi anni.

Importante anche la spinta di alcune realtà del Sud Italia, soprattutto Napoli, Catania e Palermo, che rientrano nella Top-10 delle provincie virtuose, soprattutto nella diffusione dei quadricicli elettrici.

Askoll e Piaggio tra i brand protagonisti

L’analisi annuale di Ancma ha messo in evidenza anche i principali attori sul mercato italiano delle due ruote elettriche, stilando una sorta di “podio” tra le Case costruttrici.

In generale, chi ha un’offerta varia e ampia di modelli per tutto il 2022 si è mantenuto ai vertici delle classifiche. Quindi non sorprende vedere ai primi posti grandi aziende internazionali come VMoto-Soco, Niu e Zero, così come Askoll e Piaggio, che sono punti di riferimento importanti nel segmento scooter.
Nel comparto specifico dei quadricicli, invece, c’è al momento un solo grande padrone che è Citroen, mattatore con la sua Ami.

Ancma: “L’elettrico matura, sosteniamolo”

Visto l’andamento molto positivo del settore, emerge una certa soddisfazione dai vertici Ancma, associazione che fin dagli albori dell’elettrico svolge un ruolo centrale per il suo sviluppo, dialogando anche con le Istituzioni.
Il nostro è il settore che cresce di più nell’ambito della mobilità elettrica – ha commentato il presidente Paolo Magri, presente a MilanoSiamo di fronte a numeri significativi, che dicono molto anche della capacità delle aziende che rappresentiamo di produrre veicoli sempre più innovativi e fruibili. E che confermano l’importanza di continuare a sostenere questo ambito per fargli raggiungere quella maturità che merita non solo in termini percentuali”.

Alla conferenza milanese sono intervenuti tre rappresentanti del nostro Made in Italy in questo settore, con ruoli specifici all’interno di Ancma. Gary Fabris (FIVE), responsabile del gruppo veicoli elettrici, Gian Franco Nanni (Askoll), vice-responsabile con delega agli scooter, e Andrea Vezzani (Energica), che nell’associazione ha la delega alle moto.
Attori importanti nei rispettivi settori che guardano con ottimismo ai numeri sempre crescenti di chi sceglie la mobilità elettrica. Ben consapevoli, però, che quell’8% di penetrazione nel totale del settore motociclistico è sì di buon auspicio, ma pur sempre un inizio del viaggio.

– Iscriviti alla nostra newsletter e al nostro canale YouTube

Apri commenti

5 COMMENTI

  1. /// Siamo di fronte a numeri significativi […] che confermano l’importanza di continuare a sostenere questo ambito per fargli raggiungere quella maturità che merita \\\ Credo che per incoraggiare stabilmente le vendite di due ruote elettriche bisognerebbe investire di piú in colonnine compatibili (tipo 2 + Schuko) soprattutto nelle localitá turistiche – magari con pochi stalli di sosta per auto – che molti vorrebbero raggiungere in scooter o moto ma non lo fanno proprio per l’impossibilitá di ricaricare sul posto.

    • -Credo che per incoraggiare stabilmente le vendite di due ruote elettriche bisognerebbe investire di piú in colonnine compatibili (tipo 2 + Schuko)-

      Ci pensavo pure io, ma poi sono giunto alla conclusione che forse “costa meno” mettere una presa tipo 2 sugli scooter e farli caricare comunque “piano” con un comune cavo auto piuttosto che mettere spine schuko sotto le colonnine esistenti.
      Che già spesso latitano… se poi bisogna pure diversificarle ulteriormente…
      Aggiungiamo che in Italia è vietato per legge mettere le colonine con la schuko (ignoro il motivo e nemmeno lo condivido, ma tant’è).
      In Francia ad esempio non è vietato.

      Insomma, starei ai primi danni.

      Detto questo, nel merito della notizia: ottima cosa, ho sempre pensato che gli scooter elettrici abbiano un gran senso.
      Sotto a farli con più autonomia, con i cavallini giusti per entrare anche in autostrada e magari, i più grossi, con la presa CCS!

      BMW ci era andata veramente vicino con il C evolution, mezo secondo me indovinato nei fondamentali e meritevole di essere sviluppato alla luce delle nuove possibilità offerte dalla gestione di ricarica e delle batterie.
      Invece adesso sta tentando il suicidio con quella inutile cassapanca del CE 04. Incomprensibile.
      Rimango della mia idea: il primo che “indovina” un vero T-Max elettrico (e vabè, non pretende di farlo pagare minimo 18k euro…) fa bingo.

      • /// forse “costa meno” mettere una presa tipo 2 sugli scooter e farli caricare comunque “piano” con un comune cavo auto piuttosto che mettere spine schuko sotto le colonnine esistenti \\\ Sí non escludo che andrá cosí, del resto stanno aumentando poco a poco proprio gli scooter dotati di presa tipo 2 (peró non ho capito se serve comunque l’adattatore che almeno in Italia è illegale)

        /// Aggiungiamo che in Italia è vietato per legge mettere le colonine con la schuko (ignoro il motivo e nemmeno lo condivido, ma tant’è) \\\ Secondo me è un problema da sistemare in tempi brevi, fra l’altro non capisco perché la ricarica con adattatore sia vietata per i veicoli L1e / L3e ma permessa per sedie a rotelle elettriche e simili https://www.vaielettrico.it/come-ricarico-il-triciclo-e-uno-scooter-a-3-ruote/

        /// il primo che “indovina” un vero T-Max elettrico (e vabè, non pretende di farlo pagare minimo 18k euro…) fa bingo \\\ Sono d’accordo ma temo che per avere modelli cosí toccherá aspettare a lungo 🙁 Piú a breve termine credo che potremo ingannare l’attesa con i vari “equivalenti 250” (diciamo pure “simil-Majesty”…) che dovrebbero arrivare nei prossimi anni.

    • Veramente credo che sia una discreta consolazione… Vuol dire che il pubblico italiano non e’ contrario all’elettrico di principio, e’ restio a muoversi per motivi economici.

      Inoltre caricare uno scooter elettrico e’ piu’ facile che caricare un’auto, tanti hanno anche batterie estraibili (e quindi si possono caricare anche in appartamento). E anche i costi di gestione sono ottimi.

      E comunque, se aumentano gli scooter elettrici, diminuisce quello delle auto (o almeno degli scooter con motore termico).

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome