Dove installare la colonnina? Perchè non chiedere all’e-driver, il caso Roma

A Roma per le colonnine si chiede agli e-drivers



Colonnina dove la chiede l’e-driver: è un’idea del Comune di Roma. In Italia le infrastrutture di ricarica crescono a ritmo sostenuto. Secondo Motus‑E le colonnine pubbliche hanno superato quota 70 mila, per la precisione secondo l’ultimo report 73.047, un numero che colloca il Paese tra i più avanzati in Europa in rapporto ai veicoli elettrici circolanti. Eppure, nonostante i progressi, il ritornello è sempre lo stesso: «caricare è difficile». Una percezione che resiste anche quando i dati raccontano altro. Interessante il caso Roma dove si coinvolgono gli automobilisti, anche potenziali, con auto elettrica. 

Vandalismo, affidabilità e collocazione sbagliata

Le criticità più citate dai lettori di Vaielettrico sono note: vandalismi, furti di rame e non sololentezza nell’attivazione dei nuovi punti, distribuzione non sempre omogenea e in siti improbabili anche con marciapiede come ostacolo. Non tutte le colonnine, infatti, sono dove servirebbero davvero. C’è chi investe nella GDO, dove si ottimizza il tempo tra spesa e ricarica; chi punta sulle autostrade; chi sui porti o su luoghi ad alta frequentazione come per esempio Gardaland. Ma resta una domanda semplice: perché non chiedere direttamente agli automobilisti elettrici dove vorrebbero ricaricare?

La mappa dei punti di ricarica a Roma
La mappa dei punti di ricarica a Roma: sono inseriti anche quelli in via di costruzione e si invitano gli e-driver a proporre i siti per l’installazione

A Roma ci provano da tempo. Sul sito istituzionale comunale è attiva una pagina dedicata alla mobilità elettrica che permette ai cittadini di segnalare il punto esatto in cui vorrebbero una nuova colonnina. Il sistema è pensato per fornire a gestori e amministrazione elementi utili per pianificare la rete in modo più aderente ai bisogni reali.

L’utente può indicare l’indirizzo, specificare se possiede un’auto elettrica o se sta pensando di acquistarla, il tipo di veicolo, gli orari di utilizzo e se la richiesta riguarda un’area vicino casa o al luogo di lavoro. La segnalazione non può essere anonima: serve registrarsi, ma la procedura è rapida. Questo l’invito agli e-drivers: «Proponi dove vuoi il tuo punto di ricarica elettrica. Le proposte servono a comprendere le necessità dei vari quartieri per fornire informazioni agli operatori e all’amministrazione».

Un piano per la mobilità nella Capitale

Questo strumento conoscitivo si inserisce nel Piano Capitolino della mobilità elettrica, che punta a uniformare le regole per l’installazione dei nuovi impianti e a velocizzare le autorizzazioni. Dal giugno 2023 è in vigore il regolamento che disciplina l’installazione e la gestione dei dispositivi di ricarica su strade pubbliche e private aperte al transito, sostituendo quello del 2018. L’obiettivo è semplificare, chiarire le competenze e accelerare la diffusione dei punti di ricarica.

La ricarica HPC di Enel X in Corso Francia 212, a Roma, inaugurata nel marzo scorso.

La pagina comunale offre anche una mappa con le nuove installazioni e quelle su cui si sta lavorando. Un servizio utile anche per chi deve decidere se comprare l’auto elettrica, soprattutto se non ha a disposizione un posto auto che a Roma raggiungono cifre astronomiche. Nella Capitale sono circa 2mila le colonnine.

Anche a Cesena la ricarica è un parcheggio selvaggio

Il tema, però, resta nazionale. L’Italia ha numeri importanti, ma la percezione degli utenti continua a essere condizionata da esperienze locali molto diverse tra loro. In alcune città la rete è capillare e affidabile; in altre, trovare una colonnina libera e funzionante è più complicato. A volte le amministrazioni locali lavorano bene altre ostacolano: dal Comune che autorizza la colonnina nella piazza del mercato ma non raggiungibile il sabato e durante le manifestazioni oppure prima il sindaco l’approva e poi dice che non è compatibile con l’architettura del centro storico: colori sgargianti.

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Per questo l’idea di coinvolgere direttamente gli automobilisti potrebbe diventare un modello replicabile: ascoltare chi guida elettrico significa raccogliere dati preziosi, capire abitudini e necessità, e adattare le politiche urbane alla nuova mobilità. Roma ha anche approvato il progetto di 42 isole elettriche fast. Bene, ma c’è un neo: nonostante l’opposizione delle associazioni, è stato introdotto per i non residenti il pagamento della Ztl. Per entrare nell’area si devono versare 1.000 euro l’anno.

  • LEGGI anche:Prima le auto elettriche o le colonnine?”  e guarda il VIDEO

 

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