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Dove e come: in vacanza si va in e-bike

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Il cicloturismo è un settore in costante espansione da qualche anno ormai. Adesso è il momento del cicloturismo elettrico: in Germania sono già milioni gli appassionati che scelgono la bici a pedalata assistita come mezzo per spostarsi in vacanza. In Italia è il Piemonte ad averne intuito le potenzialità.

Le biciclette elettriche rappresentano un mezzo di trasporto comodo, rilassante e divertente. Chiunque si sposti in e-bike ha bisogno di una rete di infrastrutture: questa comprende la disponibilità di assistenza meccanica e di riparazioni, l’offerta di stazioni di ricarica e di noleggio, di percorsi adatti alla pedalata assistita e di guide. In Italia a capire per primi le potenzialità dello svago con i pedali sono gli amministratori della provincia di Cuneo.

foto Bosch

Infatti La Granda ha investito finora 1 milione e 230 mila euro nel cicloturismo. Un primato in Piemonte se si considera che, in seconda posizione, c’è Alessandria con 200 mila e Torino con 150 mila. Attingendo ai fondi regionali Cuneo ha comprato 447 e-bike, contro le 97 di Alessandria e le 69 di Torino, quella che ne ha meno è Verbania con 7. Tutto questo fa del Piemonte una delle regioni all’avanguardia del nostro Paese per quanto riguarda la mobilità elettrica. Va da sé che nel Cuneese siano molte anche le colonnine di ricarica, ce ne sono infatti 120 già attive.

Se in Italia siamo ancora agli inizi di questa attività pulita e sana, altri in Europa sono già molto più avanti. Basti pensare che in Germania la mobilità è un fattore importante durante le ferie, tanto che 5,2 milioni di tedeschi vanno in vacanza in bicicletta alla ricerca di nuove esperienze. Questo è il risultato di una ricerca di ADFC dal titolo Radreiseanalyse 2017. Quando si tratta di individuare un mezzo di trasporto la scelta cade sempre più spesso sull’e-bike: nel 2016, il 13% dei cicloviaggiatori tedeschi disponeva di una bici con trazione elettrica.

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Anche Bosch, produttrice di motori per bici elettriche con la la sua branca denominata eBike Systems scende in campo e promuove a tal proposito dei progetti pilota in limitate zone turistiche. Ed è così possibile, direttamente sul sito, iscriversi a suggestive pedalate intorno al Lago di Garda per la prossima primavera. Oppure scoprire itinerari da affrontare con la propria e-mountain bike tra Dolomiti e Monte Bianco, seguendo tutti i consigli degli esperti Bosch e potendo magari provare i modelli motorizzati dalla casa.

Nella provincia che ha dato i natali a Beppe Fenoglio si stanno dando da fare per colmare il gap con i tedeschi e a partire dall’estate hanno creato un sistema  di «bike rooms» ovvero bed and breakfast dove poter noleggiare direttamente la propria bici a motore, siti web (su si possono trovare tanti itinerari nella Granda) e app per smartphone e tablet dove studiare i sentieri migliori dell’area. Uno dei siti più visitati è www.cuneoalps.it, dove trovare una panoramica delle offerte del territorio. Un lavoro di squadra che nella Granda si sta organizzando attraverso il Club di Prodotto «Cuneo Bike Experience» targato Conitours (il Consorzio degli operatori turistici), la prima rete di servizi dedicata al cicloturista che ha messo insieme imprese e attori pubblici, con oltre cento imprese coinvolte sotto la regia di Conitours, Confcommercio e Atl del Cuneese e Comune di Cuneo.

foto Bosch

Anche altri Paesi europei hanno da tempo investito sugli spostamenti su due ruote, stendendo circa 4000 chilometri di piste ciclabili su una trentina di itinerari e creando consorzi tra aziende e albergatori per far spazio a questo diverso tipo di turismo. L’Austria ad esempio ha migliaia di chilometri di piste ciclabili, che vanno dal Danubio al Tirolo, dalla Carinzia ai laghi e ai castelli. Diversi siti propongono decine di pacchetti vacanze creati ad hoc per chi si sposta o trasporta bici. L’itinerario più famoso è senza dubbio la Ciclopista del Danubio (Passau-Vienna). Ma ce ne sono altri, tutti di notevole interesse paesaggistico, come ad es. la ciclabile dei Tauri, il percorso Lago di Costanza-Valle del Reno, la ciclopista della Drava.
Il sito che fornisce ogni informazione sulla rete di piste ciclabili austriaca è www.radtouren.at (in inglese all’indirizzo www.radtouren.at/english/). Inoltre l’Ente turismo distribuisce gratis ogni anno, anche in italiano, la guida “Austria in bicicletta”.

foto myswitzerland.com

La Svizzera non è da meno sull’accoglienza degli amanti della bici elettrica, coi suoi 12mila chilometri di piste ciclabili per tutti i gusti e le tipologie di due ruote. I percorsi sono tantissimi e tutti modulabili, in base alle esigenze (ed esperienze) personali. Ci sono tour poco impegnativi per ciclisti alle prime armi o itinerari più difficoltosi per esperti, in alta montagna come in mezzo ai boschi, lunghi solo un giorno o addirittura dodici. Esiste anche una App per smartphone e tablet per tenersi sempre aggiornati durante il viaggio o studiare il percorso migliore in tempo reale.

Sulla linea dettata dal Piemonte si stanno muovendo anche le vicine Liguria e Valle D’Aosta hanno deciso di unirsi per dare alla e-bike un passaggio a nord-ovest. Sul sito ebiketurimso è possibile trovare proposte di escursioni, pacchetti viaggio tutto incluso e addirittura comprare la propria bici verde da trovare pronta alla partenza. Insomma qualcosa si muove nel turismo ecologico in Italia e  ce ne sarà per tutti i gusti.

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Qualcosa si muove anche nelle Marche, e lo fa su due ruote. Nel pieno della ricostruzione post sisma 2016 la regione ha deciso di tentare il rilancio dell’entroterra facendolo conoscere ai cicloturisti. Da questo progetto si sviluppa Marche bike life, una piattaforma che fornisce servizi e agevolazioni a chi va in vacanza in bici. Compresi hotel bike friendly e, pedalate organizzate e attività di officina dedicata in ogni momento. Il tutto al grido “Jemo!”, che in dialetto significa “Andiamo!”. Un incitamento e un messaggio di speranza «che vogliamo lanciare dalle sella delle nostre biciclette attraversando i luoghi colpiti dal terremoto. Per augurare al popolo marchigiano di ripartire più forte che mai». Recita così il sito che presenta anche un reportage e un blog in cui tutti coloro che visitano le Marche possono lasciare il proprio contributo.

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