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Dopo tre mesi è calata l’autonomia della mia VW e-UP: perchè?

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autonomia e-up
La Volkswagen E-up con gli incentivi statali e regionali in Lombardia può arrivare a costare 6.500 euro.

Alessia ci chiede perchè è calata l’autonomia della sua VW e-Up, dopo appena tre mesi di utilizzo. Ha forse un problema alla batteria? Ricordiamo ai lettori che possono inviare i loro questiti a info@vaielettrico.it

“Ora mi indica solo solo 257 km”

Buongiorno,
Eccomi con un nuovo quesito: è possibile che non riesca più a fare una carica completa come i primi tempi? Mi spiego meglio. Con una carica completa di circa 4 ore (presa shuko) partendo da un’autonomia di 255 arrivavo a 325 km oggi invece (dopo 3 mesi/10.000km) metto sotto carica con autonomia di 208 e dopo 9 ore (presa shuko) trovo carica a 257km di autonomia. Auto: Volkswagen Up!

autonomia e-up

L’autonomia non è sempre la stessa: dipende…

RISPOSTA- La Volkswagen e-Up ha un’autonomia dichiarata e certificata nel ciclo WLTP di 257 km. Quindi l’indicazione di autonomia che lei legge ora sulla strumentazione di bordo è quella prevista dal costruttore. Il ciclo WLTP, come è noto, prevede un utilizzo del veicolo su un percorso standard misto che riproduce quello medio reale. Ovviamente in condizioni diverse di percorso, di stile di guida o di temperatura esterna, l’autonomia può essere superiore (per esempio un tratto prevalentemente in discesa, con recupero di energia, o a temperature esterne ottimali attorno ai 21 gradi), oppure inferiore (temperature molto basse o molto alte, in autostrada a velocità costanti superiori a 100 km/h). Può leggere in proposito la nostra prova su strada (I consumi veri (invernali) della Volkswagen e-Up).

Attenzione: sul display vede solo una stima

Tenga sempre presente che il dato di autonomia che lei legge sul display è nient’altro che una stima, basata sul consumo reale registrato nel viaggio precedente. Quindi con ogni probabilità all’inizio lei ha consumato meno della media, vuoi per la stagione primaverile, vuoi per percorrenze su tracciati più favorevoli (solo città o strade extraurbane a bassa velocità). Oggi, in piena estate e qualche tratto di superstrada o autostrada, i consumi medi sono leggermente cresciuti e gli strumenti di bordo stimano un’autonomia un po’ inferiore. Tutto, insomma, ci sembra rientrare nella norma.

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14 COMMENTI

  1. La nostra E-Up di novembre 2020 e circa 10.000 Km totali, in inverno con temperature molto fredde (poco sotto 0°C) a fatica carica poco più di 200 Km. D’estate se non è caldissimo come quest’anno arriva oltre 350Km (in questi giorni poco meno).

  2. quindi quando le temperature (finalmente )scenderanno costantemente sotto i 10 gradi e quel numerino sara 190 cosa succedera se vai a leggere qualche articolo precedente troverai risposte alle tue ansie abbastanza ingiustificate

  3. Ma soprattutto… Perché carica al 100% tutte le volte se rientra in garage con ancora 208km di autonomia?
    Se fai pochi km (59 al giorno a dire dell’indovinometro) perché non carichi all’80% e dopo 3gg (scesa al 20%) ricarichi nuovamente al 80%? Così la tua batteria durerà sicuramente di più

    • Lavoro a 67 km da casa quindi ogni giorno faccio 150km (se non ho altre commissioni oltre casa/lavoro). Tutti i 150km sono di autostrada.

      • Ciao Alessia, mi ritrovo più o meno nella tua stesa condizione, ossia per coprire casa lavoro mi ci vogliono circa 60Km, quindi ho una percorrenza open spierà di 120Km c.a.
        Tu la consiglieresti come macchina?

  4. non ne posso più di leggere articoli di ansiosi che non capiscono cosa sia l’indovinometro e di come il consumo medio e di conseguenza l’autonomia “calcolata” di una EV vari in base a 1000 fattori… basta, basta please.

    • Il problema è, oltreché culturale, artificialmente indotto, come ampiamente e ripetutamente indicato nei commenti da me e da altri nel corso degli ultimi anni.

      Alla base, c’è o la mancanza, oppure, quando è presente, la lacunosa e spesso ascientifica nozione di energia, che, invece, essendo il fondamento di tutto quello che compone e “muove” l’universo mondo, dovrebbe essere insegnata a partire dalla prima elementare, con progressivo dettaglio e profondità.

      Così evidentemente non è e questo spiega perché siamo di fronte a una umanità “energeticamente analfabeta” (altrimenti Putin e Macron sarebbero in fuga tenendosi le braghe).

      Con “artificialmente indotto” mi riferiscoalla legislazione italiana per la quale l’energia è opportunamente un “servizio” e non un “bene” (ah ah!), a discapito della comprensione generale delle persone (e ad esclusivo vantaggio dei soliti noti, vabbe’ siamo pur sempre in Italia). Il trucco è lo stesso usato nel chiamare “bollo” la tassa di possesso del veicolo: basta cambiare il nome alle cose e il ciuchino cade facilmente nel sacco, come raccontava Collodi.

    • Si, ma quello che sorprende che nonostante abbiamo computer di bordo da un ventennio, ancora molti non han chiaro che è un dato stimato sul consumo degli ultimi 30/50km percorsi, ok ce in più le temperature da tener conto, ma da sempre qualsiasi auto se vai a tavoletta l’autonomia indicata cala e se vai a spinta aumenta

    • Concordo, ma sarebbe d’aiuto agli utenti meno esperti (e anche a quelli più navigati) se i costruttori di auto indicassero chiaramente a schermo la quantità assoluta di energia disponibile nella batteria e la relativa percentuale di carica residua.
      Evitando di generare false certezze o inutili allarmismi causati dall’indovinometro.

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