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Dopo Parigi anche Lucca dice “no” ai monopattini in sharing

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Lucca come Parigi, il sindaco Pardini come la Hidalgo: niente monopattini in sharing. Dalla città toscana arriva il no anche ai trenini elettrici.

Il referendum della capitale francese ha segnato un punto di svolta e ha avuto eco internazionale perché di fatto “caccerà” i monopattini a noleggio. A Lucca la situazione è meno stridente perché, più che di un divorzio, si parla di un non fidanzamento. I monopattini in sharing non sono ancora disponibili e, secondo quanto deliberato dalle autorità comunali, non lo saranno nemmeno in futuro. Se si quindi infatti cercare un paragone ancora più calzante bisognerebbe guardare al di là degli Appennini, verso Bologna, piuttosto che oltralpe. La città toscana ha scelto di non ammettere i monopattini in sharing, più specificatamente in free floating (parcheggio libero) all’interno del comune. Una precisazione importante perché rappresenta uno spiraglio lasciato dalla giunta del sindaco Marco Pardini. Sarà infatti consentito il noleggio dei monopattini, ma solo presso esercizi commerciali in sede fissa.

«Prendendo come modello le esperienze già maturate in altre città italiane simili a Lucca per conformazione  che hanno adottato precise regole condivise a garanzia della sicurezza di tutti – spiega una nota del Comune riportata dall’ANSA -, l’amministrazione comunale ha stabilito di non adottare il libero noleggio dei monopattini in centro storico e periferia, secondo il modello che prevede punti di prelievo e rilascio sparsi in varie zone della città». 

Monopattini, ma anche trenini e risciò

Quello contro i monopattini in sharing non è l’unico stop imposto dalla giunta. E’ stata infatti bocciata anche la proposta di attivare servizi di trenini elettrici, quelli per intenderci che portano i turisti alla scoperta della città. Inoltre anche la circolazione dei risciò è stata circoscritta e delimitata solo ad alcune vie e aree della città.

«Il sindaco e la giunta, per garantire la sicurezza dei cittadini si sono posti l’obiettivo di regolamentare l’utilizzo di monopattini, risciò e altri mezzi in centro storico – spiega l’assessore alla mobilità Remo Santini -, aprendo a servizi moderni ed una mobilità green e di condivisione. La conformazione del centro storico e la tipologia di turismo che ospitiamo impongono una disciplinazione attenta ed un ordine che possa tutelare la fruibilità della città e delle sue immense bellezze».

A Firenze tre pattuglie “anti-monopattini”

Se a Lucca si previene il problema, a Firenze si cerca di mettere la proverbiale “pezza”. Dopo la battaglia (persa) per l’obbligo del casco, ora l’amministrazione cerca di arginare i comportamenti più rischiosi degli utenti in monopattino destinando tre pattuglie della Polizia Municipale proprio al controllo della micro-mobilità.
Da ieri, 15 maggio, controlleranno il rispetto del codice della strada soprattutto nelle aree pedonali e nelle ciclabili che costeggiano l’Arno.

«L’obiettivo dell’attività – spiega una nota del Comune -, che sarà svolta da personale del Reparto polizia di comunità, in questa prima fase è soprattutto informare sulle regole dell’utilizzo di questo mezzo come l’uso del caso per gli under 18, non viaggiare in due, non trasportare materiale, il rispetto dei limiti di velocità (6 km all’ora nelle aree pedonali, 20 km all’ora altrove)».

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