Dopo il sondaggio Noto, la conferma Ipsos: italiani per la transizione

I cittadini italiani chiedono più comunità energetiche



Dopo il sondaggio di Noto, che mostrava 8 italiani su 10 favorevoli alle rinnovabili, anche un’indagine Legacoop-Ipsos conferma la scelta delle transizione energetica. I numeri sono quasi sovrapponibili: l’82% degli intervistati chiede interventi per mitigare gli effetti del cambiamento climatico, a partire dalla riduzione progressiva delle emissioni di gas serra. Le leve individuate sono chiare: comunità energetiche, edifici a emissioni zero, decarbonizzazione dei trasporti. Un quadro che ribadisce come la strada della transizione energetica sia ormai definita e riconosciuta dalla grande maggioranza dei cittadini. Nonostante il gran chiasso dei No Watt.

La transizione nelle città, ma amministrazioni fanno poco

Lo studio è stato presentato durante l’incontro nazionale dell’Osservatorio sulla transizione ecologica nelle città, un appuntamento che ha riunito oltre cento partecipanti tra rappresentanti istituzionali, amministratori locali e regionali, mondo scientifico e universitario, imprese e organizzazioni di categoria. In questo contesto è stato discusso anche il rapporto FragilItalia 2026 di Ipsos, dedicato alle opinioni dei cittadini sulla sostenibilità e sulla transizione ecologica nei contesti urbani.

I cittadini chiedono comunità energetiche e edifici a emissioni zero
I cittadini chiedono comunità energetiche e edifici a emissioni zero

Dalle risposte emerge con chiarezza che i cittadini delle città considerano prioritari il miglioramento delle aree verdi, la promozione dell’economia circolare e l’adozione di strategie efficaci per contrastare il cambiamento climatico. Ma il quadro evidenzia anche un nodo politico: gli italiani mostrano una diffusa insoddisfazione verso l’operato delle amministrazioni locali, soprattutto nei grandi Comuni.

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E, contrariamente alla narrazione che vede i giovani come motore della sensibilità ambientale, lo studio indica che sono i boomers e le generazioni limitrofe a mostrare una maggiore attenzione ai temi ecologici rispetto ai più giovani. E non è una buona notizia.

Che fare? Le azioni più richieste per la decarbonizzazione

I cittadini chiedono interventi concreti: più aree verdi, la promozione dell’economia circolare e, di fronte alle temperature estreme già registrate in primavera, la creazione di una rete di rifugi climatici dove trovare sollievo e protezione. Sul fronte della transizione energetica, le richieste avanzate dagli intervistati convergono su questi interventi:

  • Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). La diffusione delle CER per aumentare la produzione da fonti rinnovabili e ridurre le tariffe elettriche è ritenuta “molto importante” dal 46% del campione totale, sommando chi dice abbastanza importante il campione sfiora il 90%.  Questa misura è particolarmente sentita nella fascia d’età 51-64 anni (55%) e nel Centro Italia (46%)
  • Condomini autosufficienti. L’installazione di fotovoltaico sui tetti e l’uso di pompe di calore per rendere i condomini energeticamente indipendenti è considerata molto importante dal 46% degli intervistati. Nelle Isole, questa importanza è sottolineata dal 43% del campione
  • Edifici a zero emissioni. Le ristrutturazioni profonde che prevedono impianti alimentati esclusivamente da fonti rinnovabili sono giudicate molto importanti dal 44% totale, con un picco del 51% al Sud. In totale questa misura vede l’88% dei favorevoli.
  • Obiettivi climatici urbani. La fissazione di obiettivi di neutralità climatica che includano misure locali sulle rinnovabili è considerata molto importante dal 42% del campione (percentuale che sale al 49% nel Sud).

La mobilità sostenibile? Interessa più agli anziani

Anche il sostegno  alla mobilità elettrica è una delle misure considerate necessarie per ridurre gli effetti del cambiamento climatico nelle città. In particolare, la mobilità con veicoli a batteria viene inserita all’interno della proposta di adottare un Piano urbano per la mobilità sostenibile, il cui obiettivo è ridurre le emissioni limitando il traffico privato e promuovendo, oltre all’elettrico, anche il trasporto pubblico e la mobilità pedonale e ciclabile.

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Anche su questo tema emerge una frattura generazionale. Il 43% del campione totale ritiene “molto importante” disporre del piano. L’importanza attribuita a questa misura cresce con l’età. È considerata molto importante dal 48% dei 51-64enni e dal 46% degli over 64, mentre tra gli under 30 la percentuale scende al 33%. Abbiamo un problema.

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L’Osservatorio sulla transizione ecologica nelle città è stato costituito nel 2025 per iniziativa di Enea, Ispra, Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Green City Network, Agenzia del Demanio e Cassa Depositi e Prestiti, con la partecipazione di più di 60 città italiane, di un primo gruppo di imprese e organizzazioni di imprese, nonché di esperti di diverse Università. L’obiettivo è quello di supportare, su basi scientifiche e operative, le politiche pubbliche per la transizione ecologica a livello urbano e territoriale, favorendo la diffusione di interventi efficaci e la loro integrazione nelle strategie delle amministrazioni.

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