La startup finlandese Donut Lab prova a dimostrare che la sua super batteria a stato solido è pronta per la strada pubblicando i primi dati di ricarica di un pacco batteria completo montato sulla moto elettrica Verge. Nel test, la batteria da 18 kWh ha sostenuto oltre 100 kW di potenza di ricarica per diversi minuti. Un risultato che – se confermato – segnerebbe un passo importante verso l’applicazione reale di questa tecnologia.

Il test è stato eseguito su una moto elettrica Verge TS Pro, dove il pacco batteria sperimentale è stato collegato a una colonnina rapida partendo da circa il 9% di stato di carica. In pochi istanti il sistema ha iniziato ad assorbire circa 103 kW, una potenza notevole per un veicolo a due ruote, che generalmente ha meno spazio per sistemi di raffreddamento complessi rispetto alle auto elettriche.
Dal laboratorio alla moto: il primo test del pacco batteria
Il dato più interessante non è tanto la potenza assoluta, quanto il fatto che Donut Lab sia passata dai test sulle singole celle a un pacco batteria completo installato su un veicolo reale. La batteria da 18 kWh è riuscita a mantenere oltre 100 kW di ricarica (circa 5C) per circa cinque minuti, passando dal 10 al 50%. Nel complesso, si raggiunge un livello di ricarica del 10-70% in poco più di 9 minuti, mentre il 10-80% viene raggiunto in 12 minuti.
Nel test, la batteria della motocicletta viene ricaricata con un caricabatterie rapido pubblico e la temperatura del pacco batterie iniziale è di circa 20 gradi Celsius.
«Sebbene i risultati del test di ricarica rapida siano già ottimi e il pacco batterie si ricarichi a una velocità tre volte superiore rispetto al precedente modello di Verge – si legge nel comunicato diffuso da Donut Lab -, dopo l’ottimizzazione effettuata da Verge, i risultati saranno ancora migliori».
Questo passaggio è cruciale: molte tecnologie promettenti funzionano bene a livello di laboratorio ma incontrano difficoltà quando devono essere integrate in un sistema completo, con gestione termica, elettronica di controllo e sicurezza.
Il test, quindi, rappresenta una prima dimostrazione di funzionamento in condizioni più vicine all’utilizzo reale. Resta da verificare, però, il comportamento nel lungo periodo e con cicli di ricarica ripetuti.
Le promesse della batteria allo stato solido

Come resta da verificare la densità energetica reale, dopo che al debutto, al CES 2026 di gennaio, l’azienda annunciò di aver realizzato una batteria allo stato solido da 400 Wh/kg, valori molto superiori a quelli delle batterie agli ioni di litio oggi più diffuse. Su una moto come la Verge TS Pro questo si tradurrebbe, almeno sulla carta, in autonomie fino a circa 600 km con la batteria più grande e ricariche molto rapide rispetto agli standard attuali delle due ruote elettriche. Tra le promesse più ambiziose ancora prive di riscontro c’è la durata fino a 100.000 cicli e la maggiore sicurezza grazie all’assenza di elettroliti liquidi infiammabili.
Cosa è stato testato e cosa no

Da febbraio, con cadenza settimanale, Donut Lab ha iniziato a pubblicare una serie di test indipendenti condotti dal centro di ricerca finlandese VTT. Finora abbiamo potuto leggere i risultati riguardo alla ricarica ultrarapida di una singola cella, al funzionamento ad alte temperature e all’autoscarica.
Il test sulla moto rappresenta quindi un altro tassello in questa strategia di trasparenza. Tuttavia ai molti scettici questa pare piuttosto un’abile strategia di marketing adottata per mascherare i problemi ancora irrisolti nello sviluppo di questa tecnologia.
Tutti i produttori di celle batteria del mondo, infatti, hanno ottenuto risultati simili con i prototipi da laboratorio. Ma nessuno è ancora riuscito a replicarli in prodotti su scala industriale e testarli a bordo di veicoli commerciali.
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Cosa significa per il futuro della mobilità elettrica
Batterie più leggere, più sicure e con ricariche molto rapide potrebbero superare il principale limite alla diffusione dei veicoli elettrici. E a condizione che non siano proibitivi i costi per produrle. In sostanza, nulla ancora ci dice se Donut Lab abbia completato il cammino verso il “Santo Graal” della mobilità a batterie.
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