La startup finlandese Donut Lab ha pubblicato un secondo test indipendente che dimostra come la sua batteria allo stato solido superi senza danni prove di scarica a temperature elevate fino a 100 °C, arrivando addirittura a erogare più energia di quella misurata a temperatura ambiente. Tuttavia, permangono dubbi sulle specifiche più straordinarie, come densità energetica e durata ciclica massima, ancora non verificate.

Prestazioni reali sotto stress termico? La capacità reale aumenta del 110% a 80° e del 107% a 100 gradi
La prova ad alta temperatura l’ha condotta VTT Technical Research Centre of Finland. E’ lo stesso istituto di ricerca statale che, appena una settimana fa, aveva certificato la capacità della cella Donut Lab di caricarsi rapidamente fino all’80% in soli 4,5 minuti .senza raffreddamento attivo.
Nel nuovo report, la cella — identificata come Donut Solid State Battery V1 — ha mostrato dati sorprendenti: a +80 °C la scarica ha restituito 27,5 Ah, ovvero il 110,5% della capacità a temperatura ambiente, mentre a 100 °C con un tasso di scarica inferiore ha fornito 27,6 Ah, pari al 107,1% della capacità di riferimento. La batteria è stata poi ricaricata normalmente a temperatura ambiente senza evidenti danni.
Questo comportamento — migliorare la conduzione ionica con l’aumentare della temperatura — è una caratteristica tipica attesa dai materiali solidi, che non contengono elettroliti liquidi infiammabili come le batterie agli ioni di litio convenzionali.
Ma solo una parte delle promesse è certificata
Nonostante i risultati incoraggianti, la prova di VTT ha anche avuto un’interruzione significativa: dopo la scarica a 100 °C il guscio della cella ha perso il vuoto, suggerendo la produzione di gas o un possibile problema di sigillatura del pacchetto. La cella ha comunque continuato a funzionare.

È importante sottolineare che due delle affermazioni di Donut Lab più controverse non sono passate al vaglio di test indipendenti:
- la densità energetica di 400 Wh/kg, al di là di qualsiasi misura di massa comunicata da VTT;
- e la durata estrema di 100.000 cicli di carica/scarica, enormemente superiore agli standard attuali e non ancora dimostrata.
Tuttavia Donut Lab ha assicurato che continuerà a rilasciare nuovi risultati dei test ogni lunedì mattina. Vedremo se arriveranno anche questi dati che rappresenterebbero un salto tecnologico enorme rispetto agli attuali pacchi batterie agli ioni di litio allo stato solido.
Il “caso Donut Lab”: la trasparenza e il marketing
Donut Lab ha attirato fin dall’inizio un forte scetticismo nella comunità tecnica, soprattutto dopo aver presentato al CES 2026 una batteria che sarebbe già pronta per la produzione e destinata alle moto elettriche Verge.

La strategia di pubblicare test svolti da un organismo indipendente come VTT potrebbe essere vista come un gesto di trasparenza superiore alla media delle startup di batterie, che spesso non rivelano dati tecnici completi fino a quando non sono pronti alla produzione commerciale. Tuttavia la rivista specializzata americana Electrek insinua che potrebbe anche trattarsi semplicemente di una brillante operazione di marketing.
In sintesi, i test VTT confermano che qualcosa di nuovo e interessante sta accadendo, ma non ancora la rivoluzione promessa da Donut Lab. Anche gruppi storici che investono in solid-state — dalle case automobilistiche giapponesi ai grandi produttori asiatici — mantengono una roadmap di produzione commerciale più prudente, spesso fissata verso la fine del decennio.
n sintesi, i test VTT confermano che qualcosa di nuovo e interessante sta accadendo, ma non ancora la rivoluzione promessa da Donut Lab. Anche gruppi storici che investono in solid-state — dalle case automobilistiche giapponesi ai grandi produttori asiatici — mantengono una roadmap di produzione commerciale più prudente, spesso fissata verso la fine del decennio.
- LEGGI anche: “Il futuro delle batterie lo scrive l’Asia. All’Europa resta il riciclo (forse)” e guarda il VIDEO


Il test ad alta temperatura è in realtà molto interessante, vista la prestazione eccezionale a 80 e 100 gradi. Vedremo se ci sarà un test a -30°C nelle prossime settimane!
tutte le certificazioni di laboratorio hanno valore ma fino ad un certo punto; finché non si approntano linee produttive in volumi e si “certificano su strada” le prestazioni dichiarate, mostrando una costanza e durabilità nel tempo e con l’accumularsi dei km percorsi… io resto serenamente affacciato alla finestra, a vedere se riusciranno a portarle in produzione, ma anche son curioso di vedere la pressione che questi annunci mettono sui concorrenti 😉 visto che conta tanto anche il prezzo ..
siccome sono curioso di natura, a me farebbe piacere se comunicassero la chimica che stanno usando prima delle vacanze estive, magari già alla 4° o 5° puntata settimanale degli aggiornamenti 🙂